Milano. Palazzo Reale. “Georges de La Tour. L’Europa della luce”

Vivida è la notte

Georges de La Tour – “Maddalena penitente”, (1635 – 1640), olio su tela – 113 x 92,7 cm Washington, National Gallery of Art (courtesy: Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira)

La mostra “Georges de La Tour: l’Europa della luce”, prima mostra in Italia dedicata al maestro francese Georges de La Tour, una delle grandi riscoperte artistiche del Novecento, attraverso mirati confronti tra i suoi capolavori e quelli di altri grandi del suo tempo – Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot e altri – vuole portare una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche, per affrontare i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista

L’opera di Georges de La Tour è inevitabilmente associata a quella di Caravaggio, con il quale l’artista francese condivide il senso drammatico e teatrale della composizione e lo studio accurato della luce.

Il progetto scientifico della mostra a Palazzo Reale riflette sulla pittura di Georges de la Tour, caratterizzata da un profondo contrasto tra i temi “diurni”, crudamente realistici, che ci mostrano un’esistenza senza filtri, con volti segnati dalla povertà e dall’inesorabile trascorrere del tempo e i temi “notturni”, con splendide figure illuminate dalla luce di una candela: modelli assorti, silenziosi, commoventi.

Un’opera che propone il potente contrasto tra il mondo senza pietà dei “diurni” e la compassionevole rappresentazione delle scene “notturne” che colpisce ancora oggi. Per la curatrice della mostra, Francesca Cappelletti, La Tour infatti “..oltre a essere l’artista delle notti, o l’artista della realtà, una realtà che se osservata da vicino mostra tutta la sua ambiguità, è l’artista delle variazioni minime, della sfumatura, dell’inafferrabile differenza fra una composizione e l’altra, a volte diverse solo per i toni cromatici, a volte per sottili slittamenti di significato”.

Milano, Palazzo Reale. ‘Georges de La Tour: l’Europa della luce’. A sinistra, Georges de La Tour – “La negazione di Pietro”, (1650), olio su tela – 120 x 161cm – Musée d’arts de Nantes; a destra, Adam de Coster, “Negazione di Pietro”, (1620 – 1630), olio su tela – 109 x 131, 5 cm, Dutch Old Master Paintings SA (cortesia photo: arch. Pier Paolo Cedaro, mldlab)

Il progetto dell’allestimento

Per l’arch. Pierluigi Cerri “… Le condizioni del progetto di una architettura allestitiva devono, mediante l’organizzazione e la composizione degli spazi, articolarsi in forma autonoma e riconoscere al loro interno una sorta di disciplina del mostrare che metta in luce le regole che l’hanno prodotta, come una vera e propria piccola ed effimera architettura.

E così anche questo allestimento per La Tour disegna un percorso in cui una serie di volumi si organizzano in gruppi di pareti articolati nelle sale in penombra di Palazzo Reale, che si allineano per consentire letture eterogenee delle opere esposte e si colorano per accompagnarne i raffronti.

Le opere esposte, che sono organizzate per insiemi, sono in relazione tra loro secondo un ordine definito dal progetto scientifico della mostra e organizzano il racconto attraverso la descrizione e l’interpretazione delle immagini, rivelandone il significato attraverso l’analisi degli elementi formali o attraverso documenti e nuove fonti biografiche.

Milano, Palazzo Reale. ‘Georges de La Tour: l’Europa della luce’. In primo piano, a sx, alcune delle opere di grafica presenti in mostra; sullo sfondo, Georges de La Tour – “Donna anziana”, (1618 – 1819 ca.), olio su tela – 91,4 x 60 cm – San Francisco, Fine Arts Museums (cortesia photo: arch. Pier Paolo Cedaro, mldlab)

L’obiettivo dell’allestimento è proporre l’artificio che consente di mostrare, mettere in luce e sollecitare l’attenzione sull’oggetto del racconto. L’allestimento è l’ideazione di uno spazio architettato per intercettare l’oggetto mostrato come una “apparizione”, qualcosa che altrimenti non si potrebbe visualizzare e insieme è l’artificio apportato per decifrare i criteri scientifici, il racconto allusivo, l’invenzione”.

Il lighting design della mostra

La luce viene studiata ed analizzata dall’artista in maniera molto accurata ed approfondita, ed è raffigurata in tutte le sue forme: dalla luce artificiale di una candela che illumina avvolgendo completamente una stanza buia, ad una luce netta, teatrale in grado di fermare il momento, quasi come fosse uno scatto fotografico capace di far emergere dal buio i dettagli importanti.

In questa realizzazione, il progetto illuminotecnico calibrato in tutte le gradazioni e tonalità è concepito per mettere in luce anche le opere le cui composizioni sono dipinte da una fragilissima fonte di luce.

Milano, Palazzo Reale. ‘Georges de La Tour: l’Europa della luce’. Una delle sale della mostra. A sinistra, Georges de La Tour – “La rissa tra musici mendicanti”, (1625 – 1630 ca.), olio su tela – 85,7 x 141 cm – Los Angeles, The J. Paul Getty Museum; a destra “I giocatori di dadi”, (1651 ca.), olio su tela – 95,5 x 130,5 cm – Regno Unito, Preston Park Museum and Grounds Stockton-on-Tees (cortesia photo: arch. Pier Paolo Cedaro, mldlab)

Il concept del percorso luminoso sviluppato per la mostra vuole riflettere quindi il processo creativo dell’artista, seguendone le tensioni emotive e rispettandone le scenografie: l’illuminazione è di conseguenza basata su vari livelli che si compenetrano e completano allo stesso tempo.

Il primo livello di luce si concentra sulle singole opere d’arte evidenziandone i colori, i materiali e le pennellate, attraverso una luce molto tecnica e di una qualità elevata.

Il secondo livello di luce coinvolge invece le pareti e le grafiche dell’allestimento, illuminate in maniera delicata e diffusa, ed infine l’ultimo livello, più scenografico, è ottenuto tramite un lieve bagliore di luce calda, che ricorda il riverbero della luce della candela nella stanza.

L’itinerario luminoso emotivo così definito non distrae nè altera le opere, ed è realizzato attraverso una luce estremamente funzionale che si mette al servizio delle opere stesse. La luce deve garantire la corretta visione delle opere, la percezione dello spazio in cui sono inserite e deve guidare il visitatore alla scoperta della mostra, ma deve anche valorizzare le opere garantendone la conservazione.

Milano, Palazzo Reale. ‘Georges de La Tour: l’Europa della luce’. Da sx a dx, Georges de La Tour, “Giovane che soffia su un tizzone”, (1640 ca.), olio su tela – 61 × 51 cm – Digione, Musée des Beaux-Arts; Georges de La Tour (studio), “Educazione della Vergine”, (1650 ca.), olio su tela – 83,8 x 100,3 cm – New York, The Frick Collection. Sulla parete di fondo, “Giobbe deriso dalla moglie”, (1650 ca.), olio su tela – 145 x 97 cm – Epinal, Musée départemental d’Art ancien et contemporain (cortesia photo: arch. Pier Paolo Cedaro, mldlab)

Le scelte illuminotecniche

Il concept di illuminazione sviluppato per la mostra ha previsto l’utilizzo di apparecchi tecnici con fasci d’apertura molto stretti per la luce d’accento sulle opere, angoli di apertura medi per una luce di base morbida e diffusa su tutti i pannelli espositivi e angoli di apertura ‘wide’ per la luce d’ambiente, per ricreare l’atmosfera raccolta presente nelle opere dell’artista, ma garantire al tempo stesso la corretta percezione e visione di tutte le opere.

Ogni opera è stata illuminata curando gli aspetti tecnici, quali il valore dell’illuminamento (lux), la totale assenza di raggi IR, la limitazione dei raggi UV, e la riduzione degli abbagliamenti, dei riflessi e delle ombre portate.

Per l’illuminazione funzionale sono stati previsti apparecchi per l’installazione su binari standard trifase (‘Compass’, di Flos), caratterizzati dalla possibilità di poter montare nello stesso corpo sorgenti in versione AR111 sia LED che alogene, e poter utilizzare una serie di accessori per la gestione degli effetti di luce.

Tutti gli apparecchi sono corredati di dimmer on board per regolare l’intensità della luce. Per le sorgenti alogene sono state scelte le AR111 Pro Halospot (Osram) da 35W, 12V, attacco G53, con tc 2900K, e Ra 100, dimmerabili, con ottiche con angoli di emissione da 4 a 6° fino a 24°, mentre per la versione a LED sono state selezionate sorgenti da 12.5 W (di Soraa), 12V, G53, con tc 3000K, e CRI 95, dimmerabili, con ottiche con angoli di emissione da 4, 8 e 25°.

Con una seconda tipologia di spot (‘UT 86 Spot’, di Flos) è stato previsto invece l’utilizzo di LED ad alta qualità dimmerabili (tipo ‘Artist’, di Xicato, con CRI 98, tc di 3000K e una potenza di 34,1 W, con ottiche con un angolo di emissione di 24°).

Tutte le grafiche, le citazioni e le stampe sono state invece illuminate con proiettori sagomatori a LED dimmerabili (tipo ‘Source Four Mini LED’, di ETC, con tc 3000K, ottica con emissione a 36°, CRI 90, 12W).

In tutte le versioni, gli apparecchi utilizzano una temperatura colore bianco neutra per la luce d’accento e bianco calda per la luce d’atmosfera, in modo da ricordare la luce emessa dalle candele presenti nei quadri.

(a cura di Lisa Marchesi, lighting designer – mldlab, Milano)

 

GEORGES DE LA TOUR: L’EUROPA DELLA LUCE

Palazzo Reale, Milano

7 febbraio – 7 giugno 2020

Mostra promossa e coprodotta da:

Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale

MondoMostre Skira

A cura:

prof.ssa Francesca Cappelletti

dott. Thomas Clement Salomon

Comitato scientifico:

Pierre Rosenberg (già direttore del Louvre)

Gail Feigenbaum (direttrice, Getty Research Institute)

Annick Lemoine (direttore, Musée Cognacq-Jay)

Andres Ubeda (vice direttore, Museo del Prado)

Progetto espositivo e grafico dell’allestimento:

Pierluigi Cerri Architetto con Maddalena Lerma e Roberto Libanori – Milano

Lighting Design:

Lisa Marchesi – Marchesi Lisa Lighting Design, mldlab – Milano

Catalogo: Skira

 

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