Certificazioni LEED e WELL e progetto di luce

Verso una domanda crescente di qualità

 

Milano, Porta Nuova ‘Varesine’ – Residential Compound. Il complesso, ultimato nel 2015, ha una certificazione LEED Gold. Nel team di progettazione ha partecipato Deerns (courtesy photo: Fiorenza Cicogna, Alberto Favara)

Il mondo della luce è in rapida evoluzione, seguendo un trend costante da diversi anni, e non solo perché la tecnologia ha offerto un nuovo panorama di sorgenti, ma perché i ruoli di filiera sono cambiati: gli esiti di un interessante momento di incontro organizzato presso la sede APIL sui nuovi strumenti di certificazione LEED e WELL

Il comparto dell’illuminazione ci mette di fronte oggi ad una rinnovata consapevolezza, che ha portato con sè nuove esigenze e la necessità non più rimandabile di avere uno sguardo più attento e sostenibile nei confronti del mondo nel quale operiamo e verso la nostra stessa disciplina professionale.

La prospettiva è talmente cambiata che non è più una nuova norma a cambiare i prodotti e il mercato, ma è il fruitore e la stessa committenza a richiedere al mercato nuovi prodotti e nuove norme: ed è questo il caso delle certificazioni LEED e WELL, sulle quali APIL ha voluto aprire un confronto con i professionisti del settore sulla loro ricaduta nel contesto della progettazione della luce.

Incontro tecnico APIL “LEED, WELL, LIGHT”. Un’immagine del tavolo di lavoro (cortesia dell’Autore)

L’incontro è stato organizzato con il sostegno di 3F Filippi e coordinato da Giacomo Rossi, membro del Consiglio direttivo APIL e sono intervenuti alcuni esperti del settore, come Mattia Mariani (responsabile della progettazione secondo parametri LEED nell’ambito di Derns), Giorgio Butturini (che svolge attività di progettazione secondo i parametri LEED e WELL e Daylighting assessment presso Manens Tifs) e Daniele Varesano (product designer, Responsabile Design 3F Filippi).

Che cosa sono le certificazioni LEED e WELL

LEED è un programma di certificazione volontario che può essere applicato a qualsiasi tipo di edificio (sia commerciale che residenziale) e concerne tutto il ciclo di vita dell’edificio stesso, dalla progettazione alla costruzione. LEED promuove un approccio orientato alla sostenibilità, riconoscendo le prestazioni degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse utilizzate, il progetto e la scelta del sito.

Sviluppato dalla U.S. Green Building Council (USGBC), il sistema si basa sull’attribuzione di ‘crediti’ per ciascun requisito e la somma dei crediti costituisce il livello di certificazione: da Base a Platino.

GBC ITALIA (Green Building Council Italia) è l’organismo promosso dalla società consortile Distretto Tecnologico Trentino, che ha introdotto lo standard LEED nel nostro paese, a partire da aprile 2010. Aderiscono all’iniziativa enti pubblici, realtà industriali e del mondo della ricerca.

Se pur presente principalmente negli Stati Uniti, va velocemente affermandosi come nuovo standard mondiale per le costruzioni ecocompatibili (viene oggi applicato in 40 paesi diversi). Consente meglio di altri strumenti di esaltare le caratteristiche ‘verdi’ degli immobili, conferendo loro un significativo valore aggiunto.

WELL è invece il nuovo protocollo volontario internazionale appositamente studiato per verificare (e certificare) il livello di salubrità e benessere di chi soggiorna e vive negli ambienti costruiti. È rilasciato dall’americana Green Business Certification Inc. (GBCI) – la stessa organizzazione che si occupa anche della certificazione LEED – e da altri autorevoli enti.

In Italia, la diffusione della certificazione WELL è promossa dalla collaborazione tra l’IWBI e Apta Vitae, una società no-profit appositamente creata allo scopo. I precetti alla base della certificazione WELL nascono per poter vivere e gestire al meglio il tempo trascorso negli ambienti chiusi, che costituisce irca il 90% di una giornata e possono essere applicati a tutti i settori dell’edilizia e a tutte le destinazioni d’uso degli edifici – residenziale, scolastica, ospedaliera – ma trovano la loro massima espressione soprattutto negli ambienti lavorativi – uffici, industrie – nei quali il raggiungimento di una condizione di serenità può avere risvolti positivi anche sulla produttività dell’intera azienda.

L’intervento dei relatori

Mattia Mariani e Giorgio Butturini hanno spiegato in modo dettagliato ai partecipanti all’incontro caratteristiche, criticità e limiti applicativi dei due certificati e in quale modo la progettazione della luce può partecipare nella definizione dei punteggi che consentono di definire le diverse categorie di certificato (Silver, Gold e Platinum), mentre Daniele Varesano si è soffermato sul dettaglio della portata innovativa che la progettazione di un nuovo prodotto d’illuminazione ‘LEEDcompliant’ va a configurare nell’ambito architettonico, oltre che in termini di riduzione di costi per il cliente, spiegando perché per un costruttore di apparecchi è strategico oggi considerare le certificazioni LEED e WELL nelle fasi del design dell’apparecchio.

Il dibattito che è seguito agli interventi è stato piuttosto vivace, queste certificazioni sono infatti nate da poco e molti aspetti sono ancora da affinare, tuttavia ci sono degli aspetti che desideriamo evidenziare.

Requisiti più complessi esigono un nuovo approccio integrato alla progettazione

Dobbiamo segnalare subito come queste certificazioni volontarie introducano una inversione di tendenza: una certificazione come quella LEED, elaborata e costosa, sta comunque prendendo piede in modo significativo, tanto da diventare un ambìto riconoscimento per tutti gli edifici importanti di nuova costruzione, soprattutto nel nord Italia (si vedano le realizzazioni sul sito dedicato LEED). E questo significa che siamo di fronte ad una nuova committenza evoluta, informata e consapevole, certo più disponibile ma anche più esigente.

Secondariamente, la complessità dei requisiti per ottenere il punteggio utile alla certificazione è tale da esigere professionisti qualificati che lavorino da subito in team e in modo integrato, e con nuovi strumenti: in questo scenario il nuovo approccio di progettazione BIM si inserisce perfettamente, diventando uno strumento in tal senso indispensabile.

In ultimo dobbiamo soffermarci su cosa significa operare in modo integrato, per non correre il rischio di esasperare o stravolgere il senso del nostro contributo professionale. Le linee guida tracciate da LEED e WELL non sono infatti sempre in armonia e in primo luogo è quindi auspicabile che la prima integrazione avvenga in questo contesto, poi è fondamentale che il nuovo approccio alla progettazione sia corale e non meccanicamente sviluppato solo per stazioni consequenziali. Il terreno sul quale si muovono queste certificazioni appare comunque l’unico percorribile, se dobbiamo pensare ad un futuro non solo ecologicamente ma anche professionalmente sostenibile!

(a cura di Maria Genoni, lighting designer)

COME CERTIFICARE ‘LEED’ UN EDIFICIO?

Come prima cosa si dovrà distinguere se si tratta di nuovo immobile (commerciale, condominio, per uffici, ricreativo, produttivo), del restauro di edificio esistente o di un intervento strutturale, di interventi su scuole, negozi, ospedali, o se si tratta di edilizia residenziale o di uno studio urbanistico.

Successivamente si dovranno mappare le caratteristiche del progetto rispetto ai crediti previsti dai diversi standard, registrare il progetto presso il Green Building Certification Institute e sottoporre formale richiesta all’ente, fornendo adeguata documentazione relativa alle varie fasi di progettazione e costruzione.

La certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) nasce nella logica di proporre una progettazione con elevati standard di sostenibilità (cortesia: Deerns)
Effetti della certificazione LEED applicata nella progettazione del lighting, con la riduzione dei consumi di energia a seguito dell’utilizzo di sensori di presenza e di luminosità (cortesia:Deerns)

La Certificazione seguirà il completamento dell’opera. Tramite un portale dedicato sarà possibile stabilire un contatto con professionisti LEED AP, specializzati nei diversi ambiti.

È possibile “Certificare LEED” un prodotto?

I valori di luminanza di riferimento per la distribuzione fotometrica indicati nelle certificazioni LEED e WELL per un prodotto ‘LEED compliant’ sono differenti, anche se confrontati alla richieste della normativa (cortesia: 3F Filippi)

Il termine “certificazione” non è propriamente corretto, in quanto solo un edificio nel suo complesso può ottenere la certificazione LEED. Tuttavia le aziende ricevono spesso richieste in tal senso e il percorso da seguire è quello di far eseguire un’analisi delle caratteristiche costruttive, di performance, e sui materiali utilizzati, direttamente da un tecnico LEED AP, che rilascerà una mappatura in cui si dichiara il prodotto soddisfa determinati crediti LEED.

Come procedere alla “mappatura LEED”?

Occorre contattare un LEED AP a cui affidare tutta la documentazione tecnica del proprio prodotto, per un’accurata analisi in funzione dei possibili crediti a cui il prodotto può concorrere, secondo lo standard LEED nuove costruzioni (se Italia), New Construction o altri, se fuori Italia. Il tecnico LEED AP individuerà per ogni credito i possibili punteggi a cui può contribuire il prodotto e aiuterà l’azienda a promuovere correttamente le caratteristiche di sostenibilità emerse: il termine LEED infatti non può essere utilizzato all’interno di loghi per contrassegnare un prodotto.

Dove posso trovare prodotti italiani “Mappati LEED”? È in via di sviluppo il portale GreenITop, il primo portale tematico dedicato a professionisti del settore, in modo da offrire alle aziende uno strumento di visibilità all’estero e promuovere i prodotti legati al settore del GreenBuiding.

IL BIM

BIM Building Information Modelling è la rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali di una struttura.

Su questo tema e sui suoi rapporti con il mondo della progettazione della luce la nostra rivista LUCE E DESIGN ha pubblicato un’Inchiesta.

Il BIM non è uno strumento, ma un processo che utilizza un modello contenente tutte le informazioni che riguardano l’intero ciclo di vita di un’opera, dal progetto alla costruzione, fino alla sua demolizione e dismissione. Grazie a questa metodologia l’edificio viene “costruito” prima della sua realizzazione fisica, mediante un modello virtuale e attraverso la collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel progetto.

La metodologia di lavoro sui cui si basa il BIM non può prescindere dall’utilizzo di strumenti software (“BIM Authoring” e “BIM tools”) in grado di generare modelli virtuali specifici per ogni singola disciplina e allo stesso tempo capaci di dialogare con tutti i partecipanti al processo.

Al momento, soltanto la certificazione IFC di buildingSMART è garanzia di interoperabilità nel processo BIM ed è ormai un requisito per la partecipazione ai bandi di lavori pubblici

LA CERTIFICAZIONE WELL E IL BENESSERE PSICOFISICO

La certificazione WELL è frutto di anni di ricerche a cui hanno preso parte medici, nutrizionisti, ingegneri, architetti e sposta i riflettori sul benessere dell’uomo.

Sono sette gli aspetti che il protocollo WELL mira a valutare e quindi a certificare:

1) Benessere psicofisico

2) Comfort

3) Movimento

4) Luce

5) Alimentazione

6) Acqua

7) Aria.

Ciascuna di queste categorie viene analizzata attraverso misurazioni scientifiche, quindi oggettive, in modo da restituire ai soggetti interessati dei dati praticamente inconfutabili, attraverso i quali poter prendere visione del livello di qualità di uno spazio chiuso e pianificare eventuali strategie di miglioramento futuro.

Il tema del benessere alla base della certificazione WELL (cortesia dell’Autore)

Che cosa di deve fare per ottenere la certificazione WELL?

In accordo a quanto riportato nel testo ‘The WELL Certification Guidebook’, disponibile sul sito dell’International WELL Building Institute, affinché un edificio ottenga la certificazione WELL è necessaria dapprima la registrazione sul sito  poi l’invio online della documentazione richiesta entro un tempo prescritto.

Successivamente, la Green Business Certification Inc. (GBCI) assegnerà un ‘WELL assessor” al progetto, che valuterà le caratteristiche nelle sette categorie sopra indicate.

Il certificatore WELL designato valuterà dapprima in modo generico la documentazione inviata, rilasciando il proprio parere e i progettisti avranno nel caso una seconda opportunità di invio integrativo di materiale mancante o impreciso, sottoposto a ulteriori valutazioni.

Invii successivi sono possibili previo pagamento di una tassa. Quando la procedura di accettazione sarà conclusa, si proseguirà con la ‘performance verification’, durante la quale il WELL assessor svolgerà indagini di persona, per testare il rispetto degli standard previsti. Le analisi svolte saranno illustrate in un ‘WELL report’ che includerà tutte le informazioni raccolte e i risultati di laboratorio.

Gli edifici che avranno rispettato tutti gli standard dell’International WELL Building Institute otterranno la certificazione, nelle varianti Silver, Gold o Platinum. È possibile per i professionisti diventare WELL AP (Accredited Professional), tramite un esame di abilitazione.

 

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