Arte e progetto di luce

Venezia, Biennale Arte. Ryoji Ikeda: Big Data come luce digitale

Venezia, 58esima edizione Biennale Arte 2019. “May You Live In Interesting Times”. “Data-Verse”, il lavoro di Ryoji Ikeda alle Corderie dell’Arsenale (cortesia photo: Biennale Arte 2019; Audemars Piguet) (©ryoji ikeda studio)

A Venezia alla 58esima edizione della Biennale Internazionale d’Arte emerge come segno forte il lavoro dell’artista giapponese Ryoji Ikeda che – nell’ambito della mostra-titolo della rassegna di quest’anno “May You Live In Interesting Times”, voluta dal curatore Ralph Rugoff – propone con due opere, al Padiglione Centrale ai Giardini e alle Corderie dell’Arsenale (‘Spectre III’ e ‘Data-Verse’) le sue riflessioni potenti sul mondo che tutti viviamo.

Venezia, 58esima edizione Biennale Arte 2019.“May You Live In Interesting Times”. “Spectre III”, il lavoro di Ryoji Ikeda al Padiglione Centrale dei Giardini (tubi LED, pannelli in legno laminato bianco) (photo: Rosella Degori) (cortesia photo: Biennale Arte 2019;Audemars Piguet) (©ryoji ikeda studio)

Nel lavoro “Data-Verse”, vanno in scena Big-Data, scena digitale, un grande display con video che propone il flusso costante e sempre differente dei dati che si trasformano in pure immagini e in suono: gli ingredienti di uno spettacolo multimediale che fonde anche i data set del CERN, della NASA e dello Human Genome Project.

Venezia, 58esima edizione Biennale Arte 2019.“May You Live In Interesting Times”. “Data-Verse”, il lavoro di Ryoji Ikeda alle Corderie dell’Arsenale (cortesia photo: Biennale Arte 2019;Audemars Piguet) (©ryoji ikeda studio)

La luce è vista in queste opere come segnale digitale, un pixel che trasporta l’immagine di un’informazione in costante trasformazione che si traduce in codice, ed è al tempo stesso la migliore rappresentazione critica possibile della nostra attuale relazione individuale con le dimensioni del network collettivo del quale siamo parte.

La multimedialità e il linguaggio della videoproiezione sulle pareti e sul pavimento dello spazio espositivo si sovrappongono al contenuto stesso e alla sua rappresentazione, trasformandosi in un’esperienza di suono, luce e movimento.

Ryoji Ikeda (1966) è un compositore e artista visivo giapponese che lavora sulle caratteristiche basiche del suono e sull’utilizzo delle immagini come luce, attraversando nei suoi riferimenti i codici matematici e il lavoro di compositori contemporanei come John Cage. Il suo lavoro nasce dalla costante rielaborazione e connessione di suoni, immagini, materiali, fenomeni fisici e nozioni matematiche, espressi nella forma di installazioni e/o spettacoli multimediali.

(Massimo Maria Villa)

 

Venezia – Biennale Arte 2019

58esima Esposizione Internazionale d’Arte

“May You Live In Interesting Times”, a cura di Ralph Rugoff

Ryoji Ikeda – “Spectre III” – “Data-Verse” – (sponsored by Audemars Piguet)

Dall’11 maggio al 24 novembre 2019

 

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