Filippo Cannata

Una nuova luce per ambienti esperienziali

 

Filippo Cannata

Quando penso al futuro immagino sempre una sfida nuova. Le innovazioni digitali e le nuove scoperte tecnologiche sono una grande opportunità da cogliere in tutti i campi, anche in quello dell’illuminazione.

Viviamo in un periodo affascinante e ricco di stimoli che il lighting designer deve saper cogliere per gestire bene il presente, ma anche per proiettarsi nel futuro. Una convinzione che mi accompagna nel mio lavoro e che mi ha spinto a dare vita all’idea del “Sensedesign”.

Ristorante “La Sirena” (courtesy photo: Filippo Cannata)

Quando mi riferisco alla luce digitale e ai suoi sviluppi negli anni che verranno non posso fare a meno di pensare al concetto di comunicazione: i progetti di illuminazione, infatti, sono già attualmente e lo saranno sempre di più ‘strumenti’ con i quali trasmettere, condividere ed interagire con l’uomo e l’ambiente circostante. Tutto il nostro settore deve guardare in questa direzione.

La tecnologia digitale, l’Internet of Things e le nuove possibilità per l’integrazione impiantistica vanno pensati come sistemi complessi, capaci di interagire. Il fine è il benessere dell’individuo con la creazione di ambienti – pubblici e privati – nei quali sia possibile vivere una condizione di benessere “vera”.

La luce digitale insieme all’utilizzo di un nuovo modello progettuale, più interdisciplinare, è la strada da percorrere verso gli edifici intelligenti. Le enormi potenzialità di questa visione si traducono nel concetto di progettazione di luoghi sensoriali, nei quali il contributo interdisciplinare diventa obbligatorio e strategico. Penso, ad esempio, alla capacità degli impianti di pubblica illuminazione che possono diventare punti di raccolta e trasferimento dati.

Ancora, alla possibilità grazie alle innovazioni già a nostra disposizione di ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento rendendo città e abitazioni luoghi sempre più a dimensione umana, o rifletto ancora sui tanti luoghi, uffici, hotel, ristoranti i cui ambienti necessitano di essere trasformati da ambienti anonimi, privi di ogni comfort sensoriale, ad ambienti esperienziali. Questo è il contributo della “Sensedesign Academy”, un progetto nel quale si trasferisce l’esperienza multidisciplinare di chi ha operato nei diversi settori per molti anni.

È evidente, però, che il tema non può essere legato soltanto al mero utilizzo della luce digitale: l’intero settore dell’illuminazione deve metabolizzare e comprendere. Il nodo cruciale non attiene alla tecnologia migliore da utilizzare o a quella più conveniente. Al contrario, la vera opportunità risiede nella capacità di controllo degli strumenti che il lighting designer ha scelto di utilizzare.

In altre parole, non bisogna mai perdere di vista la vera mission della luce: il benessere delle persone e la sua elevazione ad uno stato superiore, quello della “felicità”, un traguardo che non dobbiamo mai dare per scontato.

Filippo Cannata, Cannata & Partners Lighting Design Communication

 

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