James Bradburne

Una luce nuova per i musei

James Bradburne - Direttore della Pinacoteca di Brera, Milano - http://www.brera.beniculturali.it/
James Bradburne – Direttore della Pinacoteca di Brera, Milano – http://www.brera.beniculturali.it/

Louis I. Kahn è il progettista che – insieme a Carlo Scarpa – è stato uno dei più grandi architetti del 20°secolo, è famoso per aver detto che ‘l’ombra è semplicemente una luce trascorsa’. E di tutti i materiali che un architetto può utilizzare, la luce è senz’altro il più fondamentale, il più diffuso, e allo stesso tempo il più effimero. Insieme con il colore della superficie ricevente (sottrattiva piuttosto che additiva in natura), la luce è lo strumento più importante nella cassetta degli attrezzi di un progettista quando questi si trova di fronte al compito di preparare un visitatore a ricevere tutta la potenza di un’opera d’arte.

Il filosofo e semiotico americano, Nelson Goodman, scrisse nel 1980: “Il museo DEVE operare come un’istituzione per la prevenzione della cecità, allo scopo di far funzionare le opere (…) Le opere funzionano quando stimolando lo sguardo curioso, acutizzando la percezione , suscitando l’intelligenza visiva, esse partecipano alla…creazione e alla ri-creazione dei nostri mondi”.

Quindi, come possiamo ‘operare per questo fine’? L’arte non è radioattiva, e le persone non vengono contaminate per una semplice esposizione alla cultura. Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni per cui le persone interagiscano con l’oggetto, lo osservino più a lungo, con più dedizione e attenzione, e quindi siano in grado di imparare a ricavare il massimo valore intellettuale, culturale ed emotivo dalla loro visita.

Questo “rallentamento” dell’esperienza di visita  può assumere differenti forme, può essere fisico, con la fornitura di posti a sedere; intellettuale, attraverso apparati didascalici che incoraggino l’approfondimento e la riflessione sull’opera; sociale, con attività e programmi organizzati dall’istituzione museale che intrattengano il  visitatore in più approfondite considerazioni attorno ad opere selezionate all’interno del normale itinerario di visita. In tal senso un’illuminazione interpretativa, che segnali all’osservatore l’importanza del lavoro, è uno strumento fondamentale per garantire che questi lo osservi più a lungo e sia in grado andare oltre alla semplice visione dell’opera.

Ma in conclusione, perché dobbiamo operare in tal senso? Dobbiamo fare tutto questo perché noi crediamo – in un modo non dogmatico – nelle persone e la loro capacità di imparare, e nella Cultura e nella sua capacità di trasformare. L’illuminazione è al centro dell’esperienza museale – sia nei termini di quella luce che permette all’Arte di parlare con noi, e sia per l’illuminazione che si verifica nei nostri cuori e delle nostre menti quando questo accade.

James Bradburne

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