Copenhagen - Copenhill

Un termovalorizzatore verde per sciare in città

 

Copenhagen. L’edificio di CopenHill (cortesia: iGuzzini) (photo: Tomas Majewski)

A Copenhagen la collina dello sci è un termovalorizzatore a emissioni zero: si tratta di CopenHill, noto anche come Amager Bakke. Situato sull’isola di Amager, collocata tra la terraferma e la vicina Malmö, è una meta molto frequentata dagli amanti dello sport e della natura

Con un progetto unico al mondo, firmato da BIG Bjarke Ingels Group e da SLA Landscape Architects, il termovalorizzatore Copenhill di Copenhagen scrive una pagina importante nella storia della tecnologia applicata alla sostenibilità, al design e alla cultura sportiva.

Copenhagen. CopenHill in una vista zenitale dal drone (cortesia: BIG – Bjarke Ingels Group) (photo: Rasmus Hjortshoj)

Questo progetto, esito di un concorso internazionale del 2011 per sostituire il vecchio e superato inceneritore attivo da oltre 40 anni, ha trasformato l’edificio in un parco urbano che diventa espressione di un concept che sarebbe rimasto da quel momento invisibile.

Si tratta infatti di un termovalorizzatore su un’area totale di 41.000 m² talmente “pulito” da poter ospitare attività all’aria aperta sotto la sua ciminiera.

La città di Copenaghen, sempre attenta all’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici, ambisce a diventare la prima città al mondo ad emissioni zero entro il 2025 e questo impianto waste-toenergy di ultima generazione è fra i più avanzati al mondo ed è stato progettato dagli ingegneri di Ramboll, assicurando elevata efficienza e minime emissioni.

Copenhill produce calore per scaldare l’acqua, ed elettricità, che viene immessa nella rete. Inoltre percentuali del 15% – 20% dei rifiuti inceneriti vengono ulteriormente utilizzati per la costruzione di strade.

L’edificio che diventa un paesaggio urbano

Quello che rende assolutamente innovativo questo impianto è la sua copertura verde, costituita da una discesa lunga circa 600 m che, partendo da un’altezza di 85 metri, arriva a livello del terreno disegnando una sorta di U.

Copenhagen. Il complesso di CopenHill in una vista diurna dall’alto (cortesia: BIG – Bjarke Ingels Group) (photo: Rasmus Hjortshoj)

Gli architetti del paesaggio di SLA Architects hanno infatti riprodotto una parte di montagna con il pendio, la terra, l’erba, le rocce, gli alberi e piccoli arbusti, fra i quali è possibile praticare diversi sport in tutte le stagioni: sci, hiking, corsa in salita e passeggiate, ma anche arrampicata all’aperto sulla parete attrezzata realizzata su una porzione dell’involucro esterno.

Copenhagen. CopenHill. Tra il verde delle piante, la pista da sci in un’immagine diurna (cortesia foto: SLA Landscape Architects)

La pista da sci che occupa gran parte della discesa ha tre percorsi con differenti gradi di difficoltà ed è servita da due impianti di risalita utilizzabili tutto l’anno, poiché il manto sintetico con cui è ricoperta permette di sciare anche senza neve. La cima dell’edificio ospita anche una terrazza panoramica e un caffè che lo rendono una meta per passare piacevolmente del tempo anche non praticando sport. Nella parte inferiore della pista da sci, un bar après-ski di 600 m² accoglie gente del posto e visitatori a rilassarsi dopo aver tolto gli scarponi.

Questo nuovo elemento urbano è ubicato sul lungomare industriale di Amager, dove le strutture industriali non trasformate sono diventate il luogo per sport estremi dal wakeboard alle gare di go-kart.

Durante il giorno, la luce naturale penetra all’interno dell’involucro traforato del termovalorizzatore, costituito da elementi rettangolari in acciaio inox alti 1,2 m e larghi 3,3 m, che ricoprono il volume dell’edificio e che si ispirano sul piano formale al design dei macchinari che dovevano essere presenti al suo interno. Nei lunghi periodi di buio l’illuminazione artificiale ha lo scopo di rendere perfettamente riconoscibile l’edificio nel paesaggio.

All’interno del termovalorizzatore di CopenHill forni ronzanti, vapore e turbine trasformano ogni anno 440.000 tonnellate di rifiuti in sufficiente energia pulita per fornire elettricità e teleriscaldamento per 150.000 case. Le esigenze della centrale elettrica di completare questo compito, dalle prese di ventilazione alle prese d’aria, aiutano a rappresentare in questo edificio la variegata topografia di una montagna: un paesaggio creato dall’uomo mettendo insieme le necessità quotidiane che si svolgono di sotto al suo interno con i desideri e le aspirazioni ludiche fuori al di sopra.

Dieci piani di spazio amministrativo sono occupati dagli uffici aziendali del team di ARC – I/S Amager Ressourcecenter, oltre ad un centro educativo di 600 m² per visite accademiche, seminari e conferenze sulla sostenibilità.

Il lighting design

Il progetto di lighting è ad opera dei lighting designer Silla Herbst e Jesper Kongshaug dello studio Jesper Kongshaug Lighting Design di Copenhagen. Un’architettura innovativa ha richiesto un progetto fortemente innovativo anche sul piano del lighting.

Al centro del concept sviluppato per questo progetto vi è la fonte di illuminazione primaria: la ciminiera, segnale urbano di giorno e di notte. La pista da sci è in alcuni punti ripida, con una pendenza vicino ai 30 gradi e l’illuminazione guida gli sciatori nel loro percorso consentendo al tempo stesso la vista della città e del lungomare.

La pista da sci è divisa in tre zone con la pista nera/rossa per i sciatori esperti in alto e la pista blu / verde per principianti al centro e nella parte inferiore della pista. L’illuminazione sulla parte superiore della pista da sci proviene da un’altezza di 200 m, nel punto più alto lungo il bordo superiore della ciminiera, un’ambiziosa sfida tecnica.

Copenhagen. L’edificio di CopenHill con una delle piste di sci (cortesia: iGuzzini) (photo: Tomas Majewski)

Gli apparecchi utilizzati (proiettori “Platea Pro” di iGuzzini – design: P. Castiglioni e M. Cucinella) sono direzionali per cui non percepibili da lontano e con un fascio di emissione molto stretto, con ottica di precisione. Fra i prerequisiti di progetto, era inoltre fondamentale che l’illuminazione non creasse un senso di abbagliamento per gli sciatori e gli escursionisti sulla pista da sci /collina, o generasse interferenze con il traffico aereo da e verso l’aeroporto di Copenaghen.

Copenhagen. CopenHill . Un’altra vista notturna della pista da sci (cortesia: iGuzzini) (photo: Tomas Majewski)

Per questi motivi, gli apparecchi sono stati posizionati per distribuire in modo uniforme la luce in tutta l’area della pista da sci: a differenza della classica illuminazione a bordo pista, la luce invece qui “segue” lo sciatore. Gli apparecchi posizionati lateralmente avrebbero infatti causato abbagliamento precludendo la visione della città e del lungomare mentre la luce posteriore offre buone condizioni agli sciatori per orientarsi.

Gli sciatori esperti si orientano da 20 a 50 m in avanti sulle piste verso il basso e hanno una velocità maggiore rispetto a quelli meno esperti e la soluzione adottata non genera fastidiose ombre portate, poiché sono diverse le macchie di luce di 7,2 m lungo il percorso che si sovrappongono sull’area illuminata. In questo modo si evitano le ombre scure degli sciatori. L’altezza della ciminiera inoltre fa sì che gli apparecchi di illuminazione non generino ombre superiori ai 9 m in qualsiasi punto di questo primo tratto.

L’area inferiore con la pista principianti  principianti è caratterizzata dal fatto che la luce in quest’area arriva prevalentemente dagli apparecchi posizionati lungo il bordo superiore della facciata. Questo tipo di illuminazione genera ombre minime in zona, dove i principali utenti si orientano prevalentemente restando nell’area circostante. Il livello d’illuminamento è qui leggermente più alto che in quello della pista superiore, essendo frequentata da un numero maggiore di sciatori e meno esperti.

I proiettori utilizzati, disposti a gruppi di 5 e installati sulla copertura dell’edificio (con un mix di ottiche diverse, a 4°,12° e a 28°, con schermi antiabbagliamento, e sistemi di aggancio realizzati appositamente) hanno reso possibile un’illuminazione omogenea delle piste offrendo a tutti gli utenti la massima leggibilità dei percorsi.

Per quanto riguarda le scelte effettuate con riferimento all’area verde ricreativa i lighting designer hanno preferito un livello di illuminamento più basso e focalizzato sulla valorizzazione della vegetazione che caratterizza fortemente quest’area.

In questo modo lungo i sentieri che permettono di arrivare anche passeggiando sulla sommità dell’edificio la luce è meno diffusa con accenti sul verde: piccoli spot su paletti sono l’unica sorgente diretta nell’area lungo la parte superiore della pista da sci, pensati per evidenziare il variare delle stagioni (in questo caso, sono stati utilizzzati proiettori ‘Miniwoody’, iGuzzini, con ottica flood a 40° e applicati su pali speciali, installati con controcasse che ne hanno permesso l’adattamento all’ inclinazione della collina).

In caso di emergenza il livello d’illuminamento scende al 10%, innescato dalla sala di comando. Tutte le attività sciistiche vengono fermate evitando in questo modo la collisione tra sciatori e altri utenti su slittino o moto. Sono state inoltre installate scale di emergenza con illuminazione nei corrimano sul lato opposto del sistema di risalita.

(a cura di arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

COPENHAGEN. COPENHILL

Anno: 2019

Committente: The Amager Bakke Foundation

Progetto architettonico: BIG – Bjarke Ingels Group

Architettura del paesaggio: SLA Landscape Architects – Copenhagen

Consulting Engineer: Moe A / S

Lighting design: Jesper Kongshaug LightingDesign – Copenhagen

Installatore elettrico: Ibsen El-Anlæg A /S

Impianti: Ramboll

Contractor: Züblin A / S

Area: 17.000 m²

Apparecchi di illuminazione: iGuzzini

  • per la pista da sci: ‘Platea Pro’ – tc 4000 K, LED, DALI
  • per le altre aree verdi: ‘Miniwoody’ su paletto, tc 3000 K, LED, DALI

 

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