LED e orticoltura

Un approccio 100% LED per le Vertical Farms orticole

Krilen Ramanaidu di GoodLeaf (courtesy photo: GoodLeaf Community Farms)

In considerazione del fatto che nelle serre per la produzione di ortaggi il calore sviluppato dall’illuminazione convenzionale con lampade al sodio alta pressione (HPS) può danneggiare le colture, la società canadese  GoodLeaf Community Farms ha scelto di ricorrere alla sola illuminazione a luce LED per la sua nuova struttura di circa 1300 m2 a Guelph, in Ontario, dove il cavolo riccio, la baby rucola , i micro broccoli e i germogli di piselli hanno mostrato in questo modo di avere una crescita più rapida.

La quantità di calore emessa dai moduli LED risulta comunque inferiore a quella prodotta dalle tradizionali lampade a scarica al sodio alta pressione, che sono inoltre meno efficienti dal punto di vista energetico.

Per intervenire nella sua vertical farm GoodLeaf ha fatto riferimento ai moduli LED “Philips GreenPower” di Signify, selezionati con spettri di emissione preimpostati in funzione delle esigenze valutate come ottimali per la struttura produttiva, in collaborazione e con il contributo del centro di ricerca olandese GrowWise di Signify a Eindhoven.

Nelle Vertical Farms di GoodLeaf Community Farms i moduli LED Philips GreenPower Purple Pink (courtesy photo: Signify)

Dal punto di vista della progettazione, la scelta di GoodLeaf è stata quella di operare con spettri di emissione fissi, con la regolazione dei flussi limitata alla scansione temporale.

Questa soluzione solo LED, adottata in controtendenza con gli approcci seguiti da altri esempi di progettazione nei contesti dell’orticultura, che ricorrono invece a soluzioni HPS+LED di tipo ibrido – come i coltivatori di pomodori europei Bryte e Den Berk Délice che hanno ad esempio utilizzato lampade HPS per il calore e a LED per la regolazione spettrale – deriva principalmente dal fatto che le soluzioni di illuminazione ‘ibrida’ si sviluppano tutte in serre piane, dove le luci sono più lontane dalle colture di quanto non lo siano nelle fattorie verticali, dove le camere di coltivazione si trovano le une sopra le altre.

Nella vertical farm di GoodLeaf a Guelph, infatti, i ‘green’ si trovano da 15  a 30 cm circa di distanza dai moduli luminosi e tutta la struttura è racchiusa da solide pareti e da una copertura che blocca l’irraggiamento solare.

 

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