Metodologia di gestione

Tutti i parametri da conoscere

 

Esempio 1. Impianto con apparecchi funzionali al sodio alta pressione.

Nei mesi scorsi sono stati presentati alcune case-history di intervento su impianti esistenti di illuminazione al fine di vagliare pro e contro di ogni soluzione e, in particolar modo, i costi di gestione sul lungo periodo…

..Attraverso questi articoli abbiamo visto come la scelta accurata delle soluzioni tecnologiche possa contribuire ad ottenere risparmi ingenti e tempi di ritorno compatibili con la vita media di un impianto.

Si è inoltre dimostrato come l’aspetto gestionale rappresenti un fattore economico importante, capace di influire in maniera determinante sulla reddittività di un intervento. Il progetto della luce non si esaurisce tuttavia con la scelta dell’apparecchio: oltre a scelte di carattere tecnico ed economico vanno fatte valutazioni sulla qualità dell’illuminazione.

Le analisi presentate negli articoli sulla gestione di impianti rappresentano pertanto una guida: risulta infatti difficile poter valutare in maniera semplice le caratteristiche tecniche ed economiche di un impianto, soprattutto per tecnici e amministratori che non si occupano di illuminazione.

Per agevolare la lettura e l’analisi delle soluzioni presentate sono stati così definiti dei diagrammi di Kiviat che riassumono le caratteristiche salienti degli impianti e che indicano punteggi di tipo qualitativo (da 1 a 5) riferiti ai seguenti campi di valutazione.

A-Produzione, installazione e dismissione.

Questa voce comprende la valutazione del costo di produzione, installazione e dismissione delle varie parti dell’impianto: il punteggio è tanto più alto quanto più bassi sono questi costi. L’analisi di questo primo parametro consente di stabilire l’incidenza economica iniziale e finale. Le formule attuariali penalizzano gli investimenti più elevati, che necessitano pertanto periodi di ritorno molto più lunghi rispetto a quelli calcolati con metodi statici.  

B-Gestione.

In questo caso vengono valutati i costi sostenuti durante la vita utile dell’impianto (energia consumata, manutenzione ordinaria e straordinaria, aspetti gestionali connessi): il punteggio è tanto più alto quanto più bassi sono questi costi. Gli articoli attuativi fin qui realizzati hanno messo in luce la necessità di analizzare i costi di manutenzione oltre a quelli energetici, poiché si suppone che la progettazione dell’impianto sia anche tesa a gestire il corretto funzionamento durante l’arco della sua vita.  

C-Indici prestazionali.

Questo termine valuta le prestazioni energetiche ed illuminotecniche degli impianti secondo indici riconosciuti o presenti in letteratura (come ad esempio gli indici IPEA e IPEI presenti nei CAM per l’illuminazione pubblica – D.M. 23/12/13) e le possibilità di ottenere – a parità di condizioni al contorno – indici illuminotecnici elevati (come ad esempio illuminamento/luminanza al suolo e uniformità). La finalità è quella di individuare, in termini assoluti, la migliore prestazione illuminotecnica in relazione alle possibili caratteristiche dell’ambito considerato.

 D-Indici di comfort visivo.

Pur essendo difficile tradurre in termini oggettivi la valutazione del comfort visivo è possibile ricorrere ad alcuni parametri tipici (come ad esempio i valori di abbagliamento o la resa dei colori) per esprimere la minore o maggiore qualità degli impianti in questo senso.  

E-Smartness.

Per smartness si intende la capacità dei sistemi di rispondere alle variazioni delle condizioni al contorno o a comandi da remoto, così come la possibilità di integrazione con servizi a valore aggiunto.  

F-Impatto ambientale.

La nozione di “impatto ambientale” applicata ad impianti di illuminazione racchiude diverse tipologie di valutazione, come la presenza di componenti potenzialmente pericolose (ad esempio il mercurio nelle lampade a scarica) o la possibilità di riciclare le varie componenti, l’incidenza dei costi di trasporto sulla produzione, installazione e dismissione; l’incidenza del possibile inquinamento luminoso astronomico o del possibile inquinamento luminoso ambientale, inteso come luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree a cui è funzionalmente dedicata.   Tutti questi termini sono chiaramente interconnessi fra loro e va detto che sempre più spesso amministratori e certificatori fanno ricorso a dichiarazioni ambientali che valutano gli impatti ambientali legati alla produzione di una certa quantità di prodotto.

Di seguito presentiamo dei diagrammi che vogliono essere esemplificativi di casi generali relativi ad alcune tipologie di impianto viste negli articoli precedenti: tali schemi vanno pertanto letti come una sintesi dei parametri che vanno tenuti in considerazione per una gestione corretta. Le raccomandazioni fornite non esauriscono pertanto tutte le casistiche.

Esempio 1

Impianto con apparecchi funzionali al sodio alta pressione

Generalmente la soluzione con minori costi di installazione. La smartness è abbastanza bassa, in quanto – se non affiancati da un sistema di telegestione – hanno possibilità di dimmerazione limitata e un’accensione molto lenta.

Esempio 2

Impianto con apparecchi funzionali a luce LED

Questi apparecchi hanno costi più elevati rispetto alle controparti a scarica: in genere vanno cambiati integralmente all’esaurimento del modulo LED e hanno tassi di guasto più elevati. Per ciò che riguarda il comfort visivo sono apparecchi a luce bianca con elevata resa cromatica ma alcune soluzioni risultano più abbaglianti rispetto a quelle a scarica. La smartness di questi sistemi è elevata (e può essere resa massima se affiancati da un sistema di regolazione telegestito)

Esempio 2. Impianto con apparecchi funzionali a luce LED.

Esempio 3

Impianto con apparecchi funzionali al sodio alta pressione con sistema di telegestione

Un sistema di telegestione in un impianto con apparecchi a scarica aumenta la smartness e gli indici prestazionali a discapito di un aumento dei costi di installazione e produzione. Avremo costi di manutenzione straordinaria più elevati per l’introduzione di componentistica più sofisticata e quindi più soggetta a malfunzionamenti.

Esempio 3. Impianto con apparecchi funzionali al sodio alta pressione con sistema di telegestione.

Esempio 4

Cablaggio di apparecchi funzionali a scarica

Se l’apparecchio a scarica è conforme alle normative del settore e di buona qualità, l’intervento di ricablaggio dei soli ausiliari consente di ottenere risparmi energetici anche significativi con un costo ridotto. La sostituzione di componenti all’interno di un apparecchio esistente può comportare la necessità di una nuova certificazione C.

Esempio 4. Cablaggio di apparecchi funzionali a scarica.

Esempio 5

Impianto con apparecchi a luce LED di arredo

Un apparecchio a LED di arredo ha costi più elevati rispetto alla controparte funzionale; il divario di prezzo con un apparecchio a scarica è però contenuto e, sempre nei confronti degli apparecchi a scarica, presenta costi di gestione inferiori e prestazioni superiori (dovuti ad una maggiore efficienza, alla possibilità di regolazione e alla flessibilità delle sorgenti LED)

Esempio 5. Impianto con apparecchi a luce LED di arredo.

Esempio 6

Impianto con apparecchi a ioduri metallici

Le lampade a ioduri rappresentano per applicazioni di illuminazione di esterni la migliore soluzione in termini di comfort visivo e qualità della luce; di contro gli apparecchi a ioduri metallici hanno costi di gestione più elevati (per la vita molto breve delle lampade), possibilità di gestione ridotta (oltre una certa soglia di dimmerazione le lampade hanno un viraggio del colore molto evidente, con calo delle prestazioni e della vita media) e un impatto ambientale più elevat

Esempio 6. Impianto con apparecchi a ioduri metallici.

SULL’ANALISI DEI COSTI GESTIONALI

Per comprendere meglio il peso che possono avere le voci analizzate sopra sui costi generali di impianto, di seguito si riporta un’analisi sommaria relativa ad un capitolato prestazionale tipico per illuminazione di esterni.

box I figura X

In questo caso è possibile suddividere le voci di spesa per un’Amministrazione (o un gestore di impianti) in:

Energia: è il consumo energetico relativo al normale esercizio degli impianti, secondo le modalità di funzionamento stabilite dall’Amministrazione Comunale. A seconda delle tipologie di apparecchi installati nel territorio comunale e le modalità di funzionamento, può variare da 65 a 100 euro/anno per punto luce. Per questa voce di spesa incidono i campi B – Gestione, C – Indici prestazionali e E – Smartness: apparecchi illuminanti più efficienti e possibilità di attuare un controllo del flusso luminoso consentono di ottenere consumi ridotti.

Manutenzione ordinaria: raggruppa le attività necessarie a garantire il corretto funzionamento dell’impianto e si occupa delle parti di ricambio delle apparecchiature (come ad esempio la sostituzione delle lampade o degli ausiliari) o dei servizi necessari a garantire una funzionalità minima (come ad esempio la pulizia dei vetri degli apparecchi o il controllo periodico degli impianti). Questa voce può variare da 10 ai 15 euro/anno per punto luce ed è strettamente collegata al campo B – gestione.

Manutenzione straordinaria: comprende le attività di “messa a norma” degli impianti attraverso interventi di riparazione, ripristino, ricambio di parti, ecc. A seconda dello stato di conservazione dell’impianto può variare da 10 a 25 euro/anno per punto luce (ma anche oltre se l’impianto si trova in uno stato precario) e dipende, oltre dal campo B – Gestione anche dal campo F – Impatto ambientale e dal campo A – Produzione, installazione e dismissione, in quanto più i componenti sono pregiati e complessi e più la sostituzione degli stessi risulta onerosa.

Gestione e servizi: comprende i costi del personale amministrativo e servizi come reperibilità e call-center. In base ai servizi offerti e al numero di personale impiegato può variare da 5 a 15 euro/anno per punto luce. Questa voce di spesa è strettamente connessa alla qualità del servizio di illuminazione pubblica che si intende fornire e pertanto non dipende necessariamente dalla tecnologia utilizzata.   A margine di questi costi generali andrebbero sommati i costi relativi all’efficientamento degli impianti (attraverso ad esempio l’acquisto di apparecchi più efficienti o l’implementazione di sistemi di gestione del flusso luminoso) e all’implementazione di servizi a valore aggiunto (come la telegestione e il telecontrollo degli impianti) in grado di innalzare il livello del servizio fornito e la qualità globale dell’impianto.

(a cura di Matteo Seraceni)

Richiedi maggiori informazioni










Nome*

Cognome*

Azienda

E-mail*

Telefono

Oggetto

Messaggio

[recaptcha]
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy*

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here