Roma – Basilica di San Pietro

Svelare la Bellezza

Roma – Basilica di San Pietro. Vista generale della navata centrale (© Fabbrica di San Pietro; foto: Marco Andreozzi)

La nuova illuminazione a luce LED per gli interni della Basilica di San Pietro a Roma.

Immaginate una ventosa serata romana, temperatura polare – cosa non molto usuale per la città – alla presenza di un cielo terso e di un tramonto meraviglioso, uno di quei momenti in cui Roma è così bella da star male… e immaginate di trovarvi in una delle piazze più belle del mondo per essere ospiti di un evento certamente fuori dalla norma: l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione dell’interno della Basilica di San Pietro, la Cattedrale del Mondo.

Un piccolo gruppo di persone fortunate, unici ospiti di uno spazio immenso e mai visto così vuoto… si trovano in un ambiente che li accoglie dapprima nella penombra, per poi esplodere in una sinfonia di luce, accompagnata dal coro di San Pietro e dalla note potenti di musica dell’organo, in una scaletta curatissima di brani fra i quali spicca l’Aurea Luce di Pietro Raimondi: l’esperienza delle emozioni è subito al culmine della sua intensità, e le sensazioni provate molto profonde.

Una nuova visione dello spazio

L’intervento progettuale, operato da Osram in stretta connessione con i tecnici del Governatorato, ha prodotto una creazione luminosa che offre una straordinaria flessibilità all’impianto, gestito da un sistema di controllo che permette la configurazione di numerosi scenari, necessari a rispondere al meglio alle molteplici necessità che uno spazio liturgico – e soprattutto ad uno spazio liturgico di tale portata e identità, luogo unico per la fede ma insieme bene culturale di straordinaria importanza – richiede oggi.

Oltre 780 apparecchi speciali, con circa 100.00 LED, illuminano la superficie dei quasi 22.000 m² della Basilica, donando una nuova plasticità alle strutture ed evidenziando particolari e dettagli sino ad oggi sconosciuti, realizzando tra l’altro un taglio dei consumi pari a circa il 90%.

La luce permea lo spazio facendo vibrare tutte le superfici, svelandone minuzie e segreti, accompagnando la ritmicità degli elementi architettonici, il loro cromatismo, le loro peculiarità: mai come oggi si può rimanere sbalorditi da una visione complessiva che lascia senza fiato, che rende apprezzabili ed evidenti nuovi scorci, nuove inquadrature, nuove identità.

Roma – Basilica di San Pietro. L’illuminazione della Cupola: confronto situazione ante e post operam (© Fabbrica di San Pietro; foto: Marco Andreozzi)
Roma – Basilica di San Pietro. Illuminazione della cupola della Cappella Clementina: confronto situazione ante e post operam (© Fabbrica di San Pietro; foto: Marco Andreozzi)
Roma – Basilica di San Pietro. Illuminazione della cupola della Cappella di San Michele Arcangelo: confronto situazione ante e post operam (© Fabbrica di San Pietro; foto: Marco Andreozzi)

La navata centrale non è più l’unica protagonista della scena: le navate laterali acquistano infatti nuovo vigore espressivo e rivelano anche loro la propria prorompente bellezza, sopita sino ad oggi nell’ombra di un ruolo da comprimarie, interrotto solo dalla presenza di alcuni capolavori.

Roma – Basilica di San Pietro. Dettaglio della volta della navata centrale (foto: Alessandra Reggiani)
Roma – Basilica di San Pietro. Dettaglio delle colonne tortili del Baldacchino (foto: Alessandra Reggiani)

Grazie alla nuova illuminazione, tutto l’organismo architettonico riacquista la sua piena identità, mostrandosi in un’unitarietà formale, inedita e stupefacente, in un rinnovato rapporto proporzionale e percettivo dell’intero impianto volumetrico.

La profonda trabeazione perimetrale diviene anche lo spazio tecnico che sostiene, nasconde, alimenta e regola gli apparecchi di illuminazione a luce LED, appositamente concepiti: quelli rivolti verso l’alto, verso le coperture a volta ornate da apparati decorativi di straordinaria bellezza in cui prevale il colore dell’oro, sono dotati di una tonalità di luce calda e brillante (T=2700 K); quelli orientati verso il basso, ovvero sulle superfici verticali, caratterizzate dalla sequenza di immense statue, e verso il pavimento, costituito da luna ricchissima trama di marmi policromi, hanno invece una tonalità di luce più chiara (T=3000 K).

Roma – Basilica di San Pietro. Vista generale dell’abside e del coro (© Fabbrica di San Pietro; foto: Marco Andreozzi)

Un sistema di controllo digitale

L’intero impianto è gestito da un sistema di controllo digitale DALI e DMX regolabile dallo 0 al 100 %, per adattarsi alle necessità delle funzioni di culto, preghiera, celebrazione e per favorire la lettura dei testi liturgici e di preghiera. Nell’impostazione degli scenari, particolare attenzione è stata posta ai rapporti fra i livelli di illuminamento delle singole aree, in modo da definire una corretta gerarchia visiva ed uno spazio percettivamente gradevole ed accogliente, basato su una modulazione dei contrasti calibrata.

La luce è sempre controllata e non fastidiosa, eccetto per alcuni apparecchi di supporto – posizionati nella zona del presbiterio – destinati all’illuminazione di eventi straordinari, quando le esigenze tecniche – come le riprese televisive in alta e altissima definizione – impongono valori di illuminamento orizzontale e semicilindrico molto elevati. La partizione gestionale dell’impianto è così ben calibrata da consentire una lettura personalizzata di tutte le aree funzionali e compositive della Basilica, offrendo la visione e l’occasione di un confronto fra linguaggi artistici, stilemi e volumi assolutamente inedita.

Roma. Basilica di San Pietro. Dettaglio della controfacciata (foto: Alessandra Reggiani)

Oltre alle navate laterali, con i loro sorprendenti mosaici, ed alla nuova identità assunta da ogni singolo dettaglio, particolarmente d’effetto è l’illuminazione della controfacciata, fino ad oggi mai “in luce” come adesso e che rende anche di spalle all’ineguagliabile bellezza dello scorcio focalizzato sull’asse baldacchino-cupolafondo dell’abside la sensazione di monumentalità, stupore e meraviglia

L’illuminazione di luoghi particolarmente significativi – e come San Pietro ne esistono davvero pochi – è sempre foriera di dibattiti e discussioni; io credo che mai, come in questo caso, prima di esprimersi è necessario verificare di persona, in quanto le sole immagini non rendono adeguata giustizia alla nuova bellezza svelata, che è un dono non solo per gli amanti della luce, ma per tutti.

“La Bellezza salverà il Mondo”, ha scritto Fedor Dostoevskij; ed oggi, passeggiando dentro San Pietro, in questa nuova San Pietro “rivelata”, ho pensato che sarà sicuramente così.

(a cura di arch. Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma)

 

UN’ELEVATA QUALITÀ SPETTRALE DELLA LUCE

L’innovativa illuminazione a LED con una elevata qualità spettrale e una efficace distribuzione fotometrica su piani asimmetrici, ottenuta con opportuni riflettori, ha significativamente ridotto l’abbagliamento e incrementato la percezione dei profili architettonici sopra e sotto la trabeazione. Considerando poi la particolare geometria e le ridottissime dimensioni meccaniche dei nuovi apparecchi, tutti risultano ora efficacemente mimetizzati e integrati negli elementi architettonici.

L’efficienza dei dispositivi ha consentito una sostanziale riduzione del numero degli apparecchi, che in connubio col sistema di controllo digitale, hanno ridotto sensibilmente il consumo energetico fino al 90% rispetto alla soluzione tradizionale con lampade alogene e fluorescenti “ante operam”. Gli apparecchi di illuminazione dotati di emettitori LED e opportune interfacce di controllo si integrano perfettamente nell’architettura tecnologica di gestione, approccio questo che bene identifica la nuova era digitale di OSRAM.

Grazie al sistema integrato di controllo digitale dei parametri di illuminazione, è possibile creare, modificare e selezionare scenari specifici dettati dalle esigenze della liturgia e della fruizione del luogo.

Inoltre, la disponibilità di un ampio light budget (con il nuovo impianto è stato possibile raggiungere un livello di illuminamento di 1170 lux) insieme ad un alto profilo di CRI e una diffusa intensità radiante, hanno migliorato la qualità delle immagini televisive permettendo di effettuare riprese ad alta e altissima risoluzione, rispettivamente UHD 4K e VUHD 8K.

La realizzazione di tale progetto è stata resa possibile grazie alla flessibilità di OSRAM come produttore di singoli chip customizzati coerentemente alle esigenze del committente ma soprattutto delle superfici da illuminare. Nel caso della Basilica di S. Pietro, l’eterogeneità delle superfici (stucchi, marmi, mosaici, statue…) con colorazioni differenti e con una dimensione unica al mondo, è stata una delle sfide più impegnative di sempre. Sfruttando l’esperienza maturata nei precedenti progetti in Vaticano, OSRAM è riuscita a calibrare le scelte in termini di lunghezze d’onda dei singoli LED per creare un apparecchio di illuminazione customizzato dedicato alle superfici specifiche da illuminare.

Tutto questo è stato possibile grazie alla grande esperienza e alla capacità della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ha fornito importanti suggerimenti al progetto originale, in sinergica collaborazione con la Fabbrica di San Pietro bonificando le superfici marcapiano, realizzando l’installazione e il posizionamento degli apparecchi oltre all’esecuzione di tutti gli impianti elettrici incluso il sistema di controllo digitale.

(a cura di Carlo Maria Bogani, direttore esecutivo del progetto – OSRAM Italia)

 

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