Office & Smart Office

Sul progetto di lighting nel dopo Covid-19

 

Milano – spazio Ex-Ansaldo. Project house Coworking BASE Milano (courtesy photo: ROAR Studio)

Il tema luce è sempre stato caratterizzato da un forte rapporto con l’architettura e tutte le dinamiche che la caratterizzano, condividendo con essa il lessico compositivo e le forti connessioni con l’essere umano e i suoi comportamenti. Partendo da questo presupposto è inevitabile pensare che la progettazione illuminotecnica si dovrà rapportare ai cambiamenti che la pandemia sta imponendo, con evoluzioni sia a livello di geometrie (maggiori distanze) sia a livello percettivo. Soprattutto, poi, cambierà il modo con cui il fruitore andrà a interagire con il “sistema ufficio”, sempre più basato su strumenti e soluzioni domotiche

Il mondo dell’office/smart office si basa sui temi spazio/individuo e sui flussi che ne governano le dinamiche: in questo senso rappresenta un settore nel quale l’emergenza sanitaria ha lasciato e lascerà un segno molto marcato, enfatizzando la sua naturale evoluzione nella direzione di una maggiore flessibilità spaziale.

Per la progettazione illuminotecnica il benessere fisico e mentale saranno con ogni probabilità temi sempre più importanti e assolutamente prioritari per il raggiungimento di performance lavorative qualitative e non solo quantitative.

Diversificare le soluzioni illuminotecniche e rendere il parametro comfort un fattore “dinamico”, relazionandolo ai diversi momenti della giornata e ai diversi luoghi, dovrà essere il cuore della progettazione illuminotecnica, sviluppata secondo un processo riconducibile all’Human Centric Lighting in cui benessere e performance devono essere bilanciati e garantiti per produrre benefici visivi, biologici ed emotivi.

La luce e la sua gestione elettronica

Come accennato prima, le esigenze illuminotecniche vedranno inoltre coinvolte ed incrementate le tecnologie di gestione di tutto l’impianto luci, con un forte utilizzo di sensoristica per il controllo dell’intensità dei flussi luminosi e delle accensioni, in grado di assecondare in maniera efficace il distanziamento tra le postazioni senza incrementi dei consumi energetici.

Nello sviluppo del progetto di lighting saranno inoltre prese in esame le tecnologie di interazione di ultima generazione, come ad esempio le soluzioni IoT (Internet of Things), in grado di interagire in modo capillare con gli utenti e monitorarne flussi e spostamenti raccogliendo molteplici informazioni che potranno essere gestite per aumentare gli standard di sicurezza e qualitativi dell’ambiente lavorativo.

Obiettivo primario è produrre uno ‘smart lighting’ in grado di garantire un sistema di illuminazione a misura d’uomo e di farlo diventare esso stesso un “nodo” fondamentale nella rete tecnologica.

Un esempio applicativo

Un progetto che abbiamo sviluppato e che rispecchia le tematiche sopra descritte è quello degli spazi dedicati al Coworking BASE presso lo spazio Ex-Ansaldo di Milano, a cura dello studio di architettura e design Onsitestudio.

Milano – spazio Ex-Ansaldo. Project house Coworking BASE Milano (courtesy photo: ROAR Studio)

Si tratta di un progetto molto ambizioso che ha come tema fondamentale la necessità di assolvere a tutte le esigenze dei singoli fruitori, caratterizzate spesso da necessità completamente differenti tra di loro. Questi spazi hanno richiesto un’illuminazione facilmente riconfigurabile e in grado di assecondare funzioni differenti nel medesimo spazio.

Milano – spazio Ex-Ansaldo. Project house Coworking BASE Milano. La gestione del progetto di lighting ha dovuto tenere nella dovuta considerazione l’importante contributo offerto dalla luce naturale (courtesy photo: ROAR Studio)

Il progetto illuminotecnico è nato con l’obiettivo di sviluppare due “layers” illuminotecnici compatibili e sovrapponibili in maniera molto flessibile attraverso un sistema a sospensione a doppia emissione luminosa: il primo layer, di tipo “architettonico”, prevede una soluzione di illuminazione ad emissione indiretta, è posto al servizio del benessere e asseconda i valori di norma per la fruibilità delle parti comuni, con una corretta illuminazione degli accessi alle postazioni di lavoro.

Milano – spazio Ex-Ansaldo. Project house Coworking BASE Milano. I layers illuminotecnici individuati per il progetto di lighting con lo studio dell’illuminazione indiretta architettonica e dell’illuminazione diretta sulle postazioni di lavoro (courtesy: Voltaire Lighting Design, Milano)

Il secondo layer, di tipo “illuminotecnico”, ha previsto la connessione funzionale e l’integrazione dei “tools” nella morfologia del progetto di space planning dell’Interior, consentendo la massima libertà di scelta per assolvere alle differenti esigenze dei fruitori. In questo caso, abbiamo previsto l’utilizzo di apparecchi per illuminazione diretta, integrati nella sospensione, e di apparecchi task light per garantire la massima flessibilità da parte dei singoli operatori.

Milano – spazio Ex-Ansaldo. Project house Coworking BASE Milano. Un’altra vista degli spazi ufficio (courtesy photo: ROAR Studio)

In conclusione…

Grazie quindi ad una progettazione illuminotecnica dedicata all’architettura e strettamente connessa all’Interior Design, abbiamo ottenuto sia una valorizzazione generale degli ambienti rispettosa delle esigenze comuni sia la massima flessibilità dell’impianto illuminotecnico così da assecondare le differenti esigenze del cliente.

La progettualità, intesa come cultura basata sull’analisi delle necessità primarie e secondarie di ogni essere umano, sta dimostrando di sviluppare nuovi approcci e visioni dell’architettura e naturalmente la luce, come elemento di progetto fortemente connotato nell’essenza dell’architettura stessa, deve adeguarsi e mettersi al servizio di questi cambiamenti.

(a cura di Jacopo Acciaro, Founder & CEO – Voltaire Lighting Design, Milano)

 

 

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