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Spettacolo: una nuova sostenibilità per il post Covid-19?

(courtesy photo: moviedigger.it)

Il comparto dello spettacolo e dell’entertainment è fra quelli più duramente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid-19 nel nostro Paese e che a tutt’oggi vede ancora stimati in circa 300.000 gli operatori del settore che non hanno ripreso le loro attività professionali.

Se le misure contenute nel DL ‘Rilancio’ del 19 maggio 2020, n. 34, quantificabili complessivamente in circa 1 Mld di €, non coprono le perdite ingenti per questo settore che nel 2020 supereranno il miliardo e mezzo di euro, gli operatori del settore non potranno certo trovare giovamento con i versamenti da parte dello Stato delle indennità di 600 €, erogate con criteri che escludono peraltro alcune importanti figure del comparto, quali musicisti, danzatori, attori e tecnici, caratterizzati spesso da contratti temporanei e atipici.

In una situazione come questa – nella quale si evidenzia la necessità ormai improrogabile di mettere mano ad una riforma radicale del settore, a partire dalla Legge 175 del 2017 (Codice Unico dello Spettacolo) – anche il mondo del cinema e delle produzioni cinematografiche sta soffrendo in modo importante, con perdite stimabili in circa 100 milioni per ogni mese di fermo, e non sono certo i contemporanei risultati positivi delle piattaforme di serie TV e dei film in streaming (+22,8% rispetto al 2019 di abbonati per NETFLIX) a rilanciare in modo indiretto l’interesse dello spettatore per questo comparto.

In soccorso del cinema, ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) con il concorso del MiBACT (Ministero dei Beni e le Attività Culturali e per il Turismo), hanno proposto per quest’estate 2020 “Moviement Village”, un’iniziativa per la creazione di arene all’aperto per la visione di opere cinematografiche in tutta Italia.

D’altra parte la strategia dello streaming è stata già adottata a favore degli spettacoli cinematografici durante la fase di lockdown con ‘Miocinema’, per visionare film in streaming a pagamento all’interno di alcune sale nelle città italiane, in modo da attribuire loro una quota percentuale del biglietto.

Se le sale dovrebbero comunque riaprire il 15 giugno 2020, pur nel dubbio tuttora aperto sulle norme di sicurezza che dovrebbero essere adottate e la sostenibilità economica delle strutture, il grande problema riguarda il mondo dell’industria del cinema dal lato produzione: i set sono fermi e non ci sono ancora i protocolli sanitari per ripartire.

Per queste ragioni il supporto del mezzo audiovisivo in questa fase di transizione post pandemia dovrebbe servire ad offrire una soluzione di sostenibilità almeno parziale, estesa a tutti gli eventi culturali nei contesti della musica, del teatro e della danza.

Nel DL Rilancio sono stati in questo senso stanziati 10 milioni di Euro per la realizzazione di una piattaforma digitale per trasmettere a pagamento questi spettacoli online.

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