Luce & Televisione - Marco Lucarelli e “Tale e Quale Show”

Spettacolo in forma di luce

“Tale e Quale Show”. Una fase dello spettacolo con l’esibizione di Alessandro Greco nei panni di Barry White (cortesia foto: Marco Lucarelli)
“Tale e Quale Show”. Una fase dello spettacolo con l’esibizione di Alessandro Greco nei panni di Barry White (cortesia foto: Marco Lucarelli)

Il direttore della fotografia RAI Marco Lucarelli ha spesso avuto un ruolo strategico nel decretare il successo di diverse produzioni televisive. E’ sua la cura delle ultime due edizioni del Festival della Canzone Italiana di Sanremo e del talent show di RAI 1 del quale parliamo in questa nostra intervista

Il lavoro e le esperienze professionali sviluppate negli anni dal direttore della fotografia RAI Marco Lucarelli hanno attraversato generi televisivi differenti, sempre percorsi con grande ricettività e un’intenzionalità rivolta a cogliere la tecnica e le “forme” espressive migliori, dal punto di vista del linguaggio, per porre nella massima e migliore evidenza i diversi concept dei prodotti televisivi nei quali si è trovato a lavorare.

Un analogo atteggiamento operativo è rintracciabile anche nel lavoro realizzato per le ultime due edizioni del Festival di Sanremo e per l’eccellente lavoro sviluppato per l’ultima edizione del talent show di RAI 1, “Tale e Quale Show”.

Espressività della luce e contrasti cromatici

In questo programma la luce ha un forte ruolo dinamico e l’aspetto espressivo sembra definito in modo particolare dai contrasti cromatici. Come hai lavorato in questa direzione?

“Quello dei contrasti cromatici è un po’ un mio pallino, cerco sempre infatti il più possibile di differenziare i vari momenti dello spettacolo scegliendo i colori che mi sembrano più appropriati per avvicinarsi alle atmosfere che si vogliono ottenere.

La prima scelta  da fare, quando si comincia a pensare come caratterizzare un momento – che sia un’esibizione canora, un balletto o altro – è quale colore  scegliere, se ricorrere a colori caldi, come il rosso l’arancio o il giallo oro o se invece scegliere i colori freddi come il blu intenso  o il ghiaccio o il magenta, o anche se utilizzare abbinamenti di colore, senza mai però che siano più di due tranne in rarissime e giustificate eccezioni.

“Tale e Quale Show”. Un esempio della costruzione della scena luminosa basata su nitidi contrasti cromatici, con l’esibizione della vincitrice di questa edizione, Serena Rossi, qui nei panni di Whitney Houston (cortesia foto: Marco Lucarelli)
“Tale e Quale Show”. Un esempio della costruzione della scena luminosa basata su nitidi contrasti cromatici, con l’esibizione della vincitrice di questa edizione, Serena Rossi, qui nei panni di Whitney Houston (cortesia foto: Marco Lucarelli)

In alcuni momenti di  questo show, abbiamo fatto ricorso anche al bianco e nero, quando i personaggi da replicare ci riportavano con la memoria ad anni in cui le immagini erano solo cosi…”.

La progettazione delle luci e la gestione dell’impianto

Nella progettazione della pianta luci e in relazione alle esigenze di questo show hai introdotto qui soluzioni integrative per il controllo e la gestione degli apparecchi?

“Non ho proposto qui nulla di diverso o di dedicato rispetto al modo standard  utilizzato per la maggior parte delle produzioni; la fase progettuale è stata realizzata con un software specifico ; peraltro essendo ormai giunti alla quarta edizione, mi sono limitato ad apportare solo  piccole migliorie all’ impianto luci.

Anche per quanto riguarda la gestione dell’impianto stesso, lo schema seguito è stato quello abituale per gli show di questo genere, abbiamo utilizzato due consolle, per la gestione delle luci motorizzate destinate agli effetti , due consolle  per gestire le luci bianche convenzionali ed un server  come interfaccia tra la grafica e gli apparati di visione dello studio.

Alla guida di tutte le apparecchiature sopraelencate, troviamo validissimi collaboratori che mi piace citare uno ad uno, Enzo Colaiacomo , Carlo Vanni, Antonio Giuliani e Luciano Zampetti,  in quanto ritengo fondamentale e preziosissimo il loro apporto per la riuscita dello show..”.

Qual è il parco luci che hai in dotazione nello studio?

“Dovendo descrivere il parco luci, dividerei in due categorie gli apparecchi di illuminazione in dotazione, la prima è quella rappresentata dalle cosiddette luci colorate , perlopiù fari motorizzati remotati  di vario genere, con lampada a scarica, come gli  80  Beam traccianti da 290  W, i 30 Wash da 330 W, i 50 Spot da 1200 W;  quelli con  lampada alogena come gli 8 Wash da 1000 W ed i 60 Scanner da 250 W ed infine i 52 Wash con tecnologia LED da 300 W. Ci sono poi le luci bianche, tutte con lampade alogena, divise in sagomatori da 750  W in numero di 74,  20 Par64  da 1000 W ,70 Fresnel da 300 W e 4 seguipersona da 2500 W”.

In ‘Tale e Quale Show’ c’è anche un’interessante caratterizzazione del contenitore dello studio attraverso un’illuminazione radente perimetrale per dare volume allo spazio…

“Si, in effetti le pareti perimetrali rivestite da strutture metalliche lungo le quali sono state alloggiate numerosissime cupolette di plexiglass, mi sembrava prendessero particolare volume e tridimensionalità illuminandole in modo radente, attraverso Wash LED, posti al di sopra delle stesse..”.

“Tale e Quale Show”. Un grande lavoro è stato fatto anche per la qualificazione del contenitore dello studio televisivo dello show, bilanciando e rapportando l’illuminazione dello spettacolo a quella architettonica dello spazio (cortesia foto: Marco Lucarelli)
“Tale e Quale Show”. Un grande lavoro è stato fatto anche per la qualificazione del contenitore dello studio televisivo dello show, bilanciando e rapportando l’illuminazione dello spettacolo a quella architettonica dello spazio (cortesia foto: Marco Lucarelli)

C’è il trucco, ma non si vede

Vuoi dirci qualcosa a proposito del rapporto fra illuminazione e trucco? Mi sembra che qui tu abbia lavorato molto bene per evitare le ombre portate sui volti..

“Questo argomento credo sia quello fondamentale riguardo questo show, infatti l’ idea caratterizzante per illuminare ogni singolo personaggio è stata quella di sottolineare ed esaltare il grande lavoro di truccatori, parrucchieri e costumisti, nascondendo nello stesso tempo eventuali piccole ed inevitabili imperfezioni.

“Tale e Quale Show”. L’eccellente qualità del lavoro svolto dai truccatori RAI viene messa in evidenza dalla qualità sempre mirata e dedicata della luce (cortesia foto: Marco Lucarelli)
“Tale e Quale Show”. L’eccellente qualità del lavoro svolto dai truccatori RAI viene messa in evidenza dalla qualità sempre mirata e dedicata della luce (cortesia foto: Marco Lucarelli)

In ogni esibizione ho cercato, attraverso l’ angolazione, il taglio, l’intensità della luce ed il  colore, di raccontare ogni artista in gara, per avvicinarci il più possibile all’originale”.

E’ riuscita anche la caratterizzazione delle differenti singolarità dei personaggi che formano la giuria. Quale tipo di illuminazione hai usato in questa situazione?

“Per illuminare  la giuria, ho utilizzato 6 sagomatori da 750 W montati a coppie di due, rispettando la regola del frontale e dei due tagli di riempimento, naturalmente rispetto al punto di vista della camera, poi per controluce ho utilizzato 2 Wash alogeni da 1000  W e per ammorbidire eventuali piccole ombre sui volti, ho fatto applicare dei piccoli LED con luce calda, disposti sul piano lungo tutta la scrivania”.

Quando i personaggi hanno terminato le loro esibizioni e siedono sulla tribuna l’illuminazione svela senza scampo le deformazioni delle fisionomie. Lo spettatore non vede più i personaggi imitati in precedenza ma neppure quelli che hanno recuperato le loro identità. E’ un effetto voluto?

“Più che un effetto voluto è un’esigenza del programma che vuole che – dopo le loro performance – uno ad uno i personaggi si siedono ed assistono, ancora con il trucco di scena, a quelle dei loro colleghi.

“Tale e Quale Show”. I concorrenti in gara nei panni dei personaggi da loro interpretati durante una fase dello spettacolo (cortesia foto: Marco Lucarelli)
“Tale e Quale Show”. I concorrenti in gara nei panni dei personaggi da loro interpretati durante una fase dello spettacolo (cortesia foto: Marco Lucarelli)

Effettivamente in quel momento, guardandoli, spesso ho l’impressione di essere, in senso buono, in un grande museo delle cere, capita infatti di vedere vicino grandissimi personaggi che magari purtroppo non sono più tra noi, ricordo ad esempio Freddie Mercury gomito a gomito con Adriano Celentano, una cosa possibile solo in uno show come questo…”.

(Massimo Maria Villa)

 

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