Bari. Spazio Archimake

Sinergie creative per architettura, luce, arte e design

Bari. Archimake. A destra nell’immagine, l’elemento lineare che corre sopra le scrivanie e che supporta le soluzioni di illuminazione (cortesia foto: Valentina Misceo)

Lo spazio contenitore di questa interessante sinergia in cui molteplici sono le possibilità di interazione è un luminoso open space nel centro di Bari: un ambiente espositivo altamente tecnologico, concepito ad hoc per valorizzare le opere di architetti, designer, artisti e aziende

Archimake nasce dall’idea dei due soci fondatori, gli architetti Sebastiano Canzano e Francesco Marella, di creare uno spazio fisico trasparente e visibile dove architettura, arte e design potessero coesistere sinergicamente e dove esaltare la dinamicità delle relazioni e le connessioni della community che ne supporta e condivide i principi fondativi.

Uno spazio open source caratterizzato da un work in progress dinamico, che si plasma attraverso l’apporto di nuove idee e competenze. Un luogo dove favorire il confronto e lo scambio tra l’architettura a misura d’uomo e le altre forme di linguaggio con interscambi multidisciplinari.

Archimake è quindi un network di professionisti (architetti, designer, artisti) maestranze e aziende referenti in un ambiente inclusivo, con molteplici possibilità di interazione e di crescita, in un coworking di figure fra loro complementari.

Uno spazio flessibile e in continua trasformazione pensato per la gestione totale di un progetto nella sua completezza, in ambienti studiati ad hoc nell’articolazione degli arredi sul piano dell’Interior Design e del progetto di illuminazione.

La struttura architettonica e le scelte dell’Interior Design

Lo spazio si sviluppa su 140m² interni e 60 m² esterni e nasce dalla ristrutturazione di un esercizio commerciale ubicato su piano strada e situato in posizione strategica a livello urbano.

Si compone di un open space per 12 postazioni di lavoro e zona espositiva, di una sala meeting di 25m² un archivio, una zona pausa con angolo ristoro, oltre ad una zona tecnica e i servizi. A completare lo spazio, l’importante presenza all’esterno di una corte giardino di 60m².

Bari. Archimake. La zona esposizione. Qui l’illuminazione ha previsto la presenza di un sistema a binario con proiettori spot orientabili (cortesia foto: Valentina Misceo)
Bari. Archimake. La sala meeting (cortesia foto: Valentina Misceo)

Questo luogo di lavoro è al tempo stesso anche un laboratorio che mostra ai clienti finiture e materiali: le pareti ad esempio sono montate con sistema a secco in cartongesso con effetto cemento realizzato in opera (Knauf). Gli arredi sono invece su misura in multistrato laminato bianco. L’elemento di arredo della panca contenitiva è in pannelli di osb, in quanto non si è voluta privilegiare nessuna essenza in particolare.

Fortemente caratterizzante per la restituzione della percezione della lunghezza dello spazio è la presenza di una fascia in legno artigianale retroilluminata che nasconde l’illuminazione per le scrivanie e l’illuminazione indiretta delle opere e delle foto sulla parete, oltre a supportare l’utilizzo di lampade ‘Tolomeo’ (Artemide) e di prese varie.

Un altro dettaglio dell’elemento lineare a parete e dell’effetto di illuminazione prodotto sul muro e sulle scrivanie (cortesia foto: Valentina Misceo)
(cortesia foto: Valentina Misceo)

Alcune pareti sono rivestite con piastrelle in ceramica (Fuggo 01 e Fuggo 02, di Fittile Ceramica incontro), progettate dagli stessi architetti dello studio, vincitori dell’ADI design Award all’ultima edzione del Cersaie di Bologna.

Il pavimento in gres porcellanato è caratterizzato da grandi piastrelle di dimensione 120×120 a effetto cemento e sulle pareti è stata ugualmente utilizzata una tinta con una finitura a effetto cemento.

Il lighting design

In Archimake la luce è posta a servizio dello spazio, calibrata, ma mai protagonista assoluta, a sottolineare forme, linee e funzioni. Il lungo segno illuminato in controluce a parete di cui abbiamo già accennato sopra che restituisce il senso della profondità dello spazio, presenta un triplice ruolo sul piano del progetto di illuminazione:

1) illuminare le scrivanie verso il basso (tramite stripLED con tc 3000 K e potenza di 19,9 W/m fissa, di Elcom)

2) illuminare verso l’alto a radenza le opere e le foto esposte (anche in questo caso con stripLED di Elcom, temperatura colore3000 K, potenza di 19,9 W/m dimmerabile e gestita in domotica)

3) offrire un supporto per illuminare in modo puntuale il piano di lavoro delle scrivanie (con lampade a braccio ‘Tolomeo’, di Artemide, gestibili in domotica con sistema Philips Hue e dimmerabili RGB e bianco dinamico).

Anche nella veletta a plafone sono stati inseriti profili con stripLED (tc 3000 K e potenza di 19,9 W/m dimmerabili, di Elcom, gestiti in domotica). Il soffitto ribassato ospita invece proiettori spot da incasso (‘Spy’, con ottiche a 33° come angolo di emissione, 3000 K, di Deltalight).

Bari. Archimake. Dettaglio del soffitto ribassato con alcuni dei proiettori spot ad incasso (cortesia foto: Valentina Misceo)

Lateralmente, la presenza di un telo termoteso in PVC spezza visivamente la lunghezza dello spazio creando un finto lucernario con una porzione di parete sottostante (altezza totale di 4,80 m).

All’interno, l’illuminazione è stata qui ancora una volta realizzata con stripLED (con tc 3000 K e potenza di 19W/m di Elcom dimmerabili e gestite in domotica e in versione RGB, con potenza di 10,5 W/m, gestibili con controller remoto).

A plafone nell’area di ingresso e nella zona esposizione, è stata invece prevista la presenza di un sistema a binario con proiettori spot orientabili (‘Spy’ di Deltalight, ottica 33°, tc 3000 K su binario Deltalight M35).

Nella sala meeting il progetto di illuminazione ha previsto l’inserimento dell’intramontabile lampada da terra ‘Arco’ di Flos, equipaggiata con sorgente a luce LED Philips Hue gestibile da smartphone e di alcuni apparecchi downlight (‘Deep Ringo’, di Deltalight, ottica 33° e tc 3000K, gestibili in domotica).

Il sistema di gestione

All’interno dello spazio Archimake, è stato utilizzato un controller multistandard (Control4), in grado di interfacciarsi con i principali protocolli a livello mondiale (quali KNX – Bacnet – DALI – Modbus – Zigbee), oltre che con sistemi proprietari (quali SCS di Bticino, By-me di VIMAR, Philips HUE), rendendo possibili infinite programmazioni di scenari per le diverse necessità e capace di controllare illuminazione, automazione, termoregolazione, videocitofonia, gestione energia e audiovideo. Nello specifico, per gli spazi di Archimake la supervisione di Control4 è stata implementata per il controllo luci del sistema MyHome di Bticino (protocollo SCS), di Philips HUE e DALI.

L’esigenza operativa, richiesta all’azienda Etek srl, partner di Archimake, era quella di rendere autonomi tutti i coworker alla gestione in locale tramite touch screen su scenari predefiniti e consentire ai gestori dello spazio il controllo da remoto tramite smartphone, tablet e PC.

Il controller multistandard utilizzato si interfaccia completamente per le funzioni dei differenti componenti gestiti su smartphone, tablet e TVC.

(a cura di  arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

 

ARCHIMAKE – SPAZIO DI COWORKING

Dove: Bari

Committente: Archimake

Progettazione architettonica e Interior Design:

arch. Sebastiano Canzano, arch. Francesco Marella

Collaboratori: arch. Valentina Misceo, arch. Alessia Macrì (Product Design)

Consulenza per il Lighting Design: Talamona Agenti associati

Gestione domotica: Etek

Apparecchi di illuminazione: Artemide, Deltalight, Elcom, Simes, Flos

Fornitura rivestimenti: Barili

Fotografie: Valentina Misceo

 

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