Milano - Palazzo Reale, "Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Epoque alla Grande Guerra"

Il Simbolismo a Milano. La brillanza del Sogno

Ferdinand Hodler, “L’élu” (“L’Eletto”), olio e tempera su tela, (1893-1894) (cortesia: Toshiba Material)
Ferdinand Hodler, “L’élu” (“L’Eletto”), olio e tempera su tela, (1893-1894) (cortesia: Toshiba Material)

Il Simbolismo è un movimento artistico europeo che nasce nei decenni finali dell’Ottocento, in contrapposizione al realismo, di cui rifiutò la rappresentazione del mondo oggettivo a favore di un’indagine al di là delle apparenze del reale.

Un’arte poetica, visionaria, le cui immagini – che spesso fanno ricorso al sogno, al mito, all’immaginazione, alla metafora – nascondono un significato ulteriore e spesso misterioso. Ora a Milano una grande mostra, con circa 150 opere tra dipinti, sculture e grafiche provenienti da importanti musei italiani ed europei, oltre che da collezioni private.

Una straordinaria rivelazione

Fernando Mazzocca

Questa mostra dedicata al Simbolismo presentava per la stessa natura dell’ argomento trattato e per la varietà, come per la diversità, delle opere esposte, suddivise in ventiquattro sezioni tematiche, una vera sfida per quanto riguardava l’ illuminazione.

Sfida che è stata risolta con risultati tali che nella loro efficacia rappresentano un vero strumento di lettura di un percorso molto articolato, cui conferiscono una grande suggestione anche narrativa. In un discorso  complesso sul Simbolismo,  come quello affrontato, la luce riveste prima di tutto una decisiva importanza anche concettuale, in quanto la poetica del movimento è basata proprio sull’ opposizione tra la luce e le tenebre, il giorno e la notte.

Si tratta di un’ arte che ha avuto il coraggio di esplorare  i territori oscuri dell’ inconscio, del sogno, delle pulsioni più nascoste della psiche umana, motivi ricorrenti in molte delle opere presentate, per cui l’ illuminazione diventava una vera e propria chiave di lettura. È stata poi superata la difficoltà di doversi confrontare con una straordinaria varietà di oggetti: dipinti non solo ad olio, ma realizzati in varie tecniche, dalla tempera all’ encausto, sculture in gesso, marmo e bronzo, disegni e incisioni.

Ma anche dimensioni molto differenti, da fogli di formato ridotto ai  giganteschi  pannelli di Sartorio, Chini e Zecchin che dominano la parte finale della mostra, risplendendo nella loro meravigliosa tessitura dove hanno un forte rilievo gli inserti materici o dorati.

C’ era poi da necessità di differenziare proprio attraverso l’ illuminazione alcune sezioni della mostra di argomento più “tenebroso”, come quelle dedicate al sogno, alla morte, ai lati più nascosti ed inconfessabili dell’ erotismo, contrapposte  a quelle dove emergono invece suggestioni solari relative al motivo dell’ acqua come principio della vita, dell’ amore e della primavera, prevalenti nel Simbolismo italiano rispetto a quello dei paesi nordici.

Molti dipinti dove il soggetto è immerso nella notte o comunque nell’ oscurità hanno creato, anche per la loro particolare tecnica, oggettive difficoltà di illuminazione che sono state brillantemente risolte, per cui  è finalmente possibile vedere dipinti che ci appaiono come una straordinaria rivelazione.

Penso ad un capolavoro come il  “Notturno” di Previati che ora emerge nella sua consistenza materica come una sorta di ectoplasma o al “Peccato”  di Von Stuck che torna a sedurci con i suoi bagliori fosforescenti, i suoi lampi azzurri di cui prima non ci eravamo accorti.

Franz Von Stuck, Die Suende (“Il Peccato”), olio su tela, (1908) (cortesia: Toshiba Material)
Franz Von Stuck, Die Suende (“Il Peccato”), olio su tela, (1908) (cortesia: Toshiba Material)

Luce ‘naturale’ e nitidezza del dettaglio

Maria Genoni

Indagare la luce in una mostra dedicata al simbolo è in apparenza molto complesso. La luce è nella nostra cultura di per sé simbolo, e nella sua immaterialità un continuo rimando ad altro. Ma questa complessità scompare se facciamo una semplice distinzione: c’è una luce che si fa vedere e una luce che fa vedere, e noi parleremo qui della seconda.

Abbiamo rubato questa distinzione all’ arch. Francesco Murano, lighting designer della mostra, che ci ha accompagnato nella visita organizzata da Toshiba per presentare TRI-R, la nuova tecnologia LED che rende in modo molto fedele i colori, utilizzata dall’architetto per illuminare alcuni dei capolavori protagonisti della mostra, “L’élu” di Ferdinand Hodler (vedi immagine di apertura), “Il Peccato” di Franz Von Stuck, “Le Vergini savie e le Vergini stolte” di Giulio Aristide Sartorio, “La Giovinezza” di Giorgio Kienerk e “La Primavera classica” di Galileo Chini.

Giulio Aristide Sartorio, il trittico de “Le Vergini savie e le Vergini stolte”, olio su tavola, (1890-1891) (cortesia: Toshiba Material)
Giulio Aristide Sartorio, il trittico de “Le Vergini savie e le Vergini stolte”, olio su tavola, (1890-1891) (cortesia: Toshiba Material)
immagine simbolismo
“La Giovinezza” di Giorgio Kienerk, olio su tela, (1902), a sinistra, l’illuminazione con tecnologia TRI-R di Toshiba, a destra con illuminazione convenzionale (cortesia: Toshiba Material)

Realizzata con tecnologie brevettate da Toshiba Materials per ricreare lo spettro solare, la tecnologia TRI-R illumina le opere con una luce naturale senza bagliori simile a quella concepita dall’artista, contribuendo ad esaltare la fedeltà cromatica, la nitidezza dei dettagli e delle texture e consentendoci di leggere la “tridimensionalità” del tratto presente in alcune opere pittoriche. TRI-R vanta un indice di resa cromatica maggiore o uguale a 97.

Ci chiediamo però come il nostro occhio possa apprezzare la differenza di sfumature tra le soluzioni LED utilizzate per illuminare l’intera mostra e quelle riprodotte con TRI-R. Murano ci spiega che è impossibile valutare scientificamente questa differenza di percezione, ma di fatto se accostiamo i due tipi di illuminazione rileviamo una differenza, difficilmente spiegabile se non in termini emotivi.

Di fatto le stesse opere illuminate con TRI-R appaiono più seduttive. Kumpei Kobayashi, grande appassionato d’arte e Presidente di Toshiba Materials, sottolinea come sia significativo l’aumento della brillantezza cromatica in tutte e 5 le tele illuminate con TRI-R, senza sgradevoli virate su alcune tonalità di colore dominanti: questo si deve allo spettro continuo di TRI-R, senza picchi né assenze di colori specifici, come ad esempio la gradazione dell’azzurro tenue della veste degli angeli ne “L’eletto” di Ferdinand Hodler, e nella bellissima pala dorata de “Le Vergini savie e le Vergini stolte” di Giulio Aristide Sartorio.

Colpisce anche la vivacità multicolore, in particolare del viola, espressa ne “La Primavera classica” di Galileo Chini: quella che noi chiamiamo “brillantezza” non è quindi altro che la luminanza apparente delle opere.

Galileo Chini, “La Primavera classica”, (1914), tempera, olio e oro su tela (cortesia: Toshiba Material)
Galileo Chini, “La Primavera classica”, (1914), tempera, olio e oro su tela (cortesia: Toshiba Material)

La tecnica di miscelazione delle temperature colore esalta la luminanza delle opere e per dirla in termini semplici, sembra che i dipinti siano illuminati molto di più di quanto lo sono realmente perché i colori sono più brillanti (la luminanza è la quantità di luce che una superficie rimanda nella direzione di chi la osserva e permette di rilevare la presenza della luce, altrimenti non visibile, giacché l’aria, quando è pulita, viene attraversata dalla luce senza che questa lasci traccia del suo passaggio).

L’arch. Francesco Murano ha già applicato questo metodo nel 2010 per una mostra su Edward Hopper, miscelando luce calda e luce fredda, in proporzioni variabili, a seconda delle necessità dell’opera: in quell’occasione, però, aveva utilizzato due differenti set di alogene dicroiche (Philips Brilliant-line, tc 3000K e Diamond-line, tc 4000K), mentre oggi esegue la stessa operazione in un’unica soluzione con i LED.

La tecnologia TRI-R ha inoltre una particolarità molto importante: lo spettro resta continuo anche quando il LED viene dimmerato, risolvendo una delle difficoltà che si hanno solitamente nella miscelazione delle temperature colore, ovvero la variazione dei picchi cromatici, con la conseguenza che il CRI del LED non viene necessariamente conservato al variare dell’intensità luminosa, mentre TRI-R mantiene uno spettro continuo, con CRI 97 in ogni condizione.

Gli apparecchi utilizzati/ Le soluzioni “custom” per TRI-R

La totalità della mostra è illuminata con sagomatori ETC nella nuova versione “Four Mini LED” e con apparecchi della torinese Rimani, in modo particolare gli apparecchi “Bianco Museo” e “Solar 100”. La società Rimani ha allestito anche i prototipi degli apparecchi equipaggiati con la tecnologia TRI-R di Toshiba per le opere selezionate.

(prof. Fernando Mazzocca, storico dell’arte e curatore della mostra; Maria Genoni, progettista e lighting designer)

Per info sul lighting designer arch. Francesco Murano

Per info sulla società Rimani, che ha sviluppato la prototipazione degli apparecchi equipaggiati con tecnologia TRI-R

La luce LED e la nuova tecnologia TRI-R

Una nostra intervista con Kumpei Kobayashi, Presidente Toshiba Materials

Lo spettro solare varia in modo significativo non solo se pensiamo al passaggio alba/tramonto, ma anche in funzione delle stagioni. La continuità dello spettro di Tri-R è evidentissima soprattutto a 5000 K, ma come varia al variare della temperatura di colore?
“TRI-R ha la possibilità di creare la luce attraverso la riproduzione di uno spettro specifico, ad esempio quello della mattina, del pomeriggio o della sera, oppure ricreare l’intero ciclo alba/tramonto attraverso un sistema di controllo programmato. La stagionalità è uno degli elementi decisivi che influenza la sensibilità umana e tenendo conto di questo aspetto ci stiamo impegnando per un ulteriore sviluppo per esprimere delicatamente la varietà dello spettro”.

Tri-R come luce “biologicamente ottimizzata”. Cosa significa esattamente, è una luce dinamica?
“La tecnologia TRI-R è sviluppata in base allo spettro solare. Dall’inizio della storia l’essere umano per 4 milioni di anni ha sviluppato il suo meccanismo biologico seguendo la luce solare: abbiamo ormai tutti sentito parlare di ritmi circadiani e orologio biologico. TRI-R è stato sviluppato per ricreare la luce solare: non solo la temperatura colore, ma soprattutto la forma dello spettro, specifica per ogni fascia d’orario.

Ogni momento della giornata è infatti composto di rapporti specifici tra intensità e lunghezza d’onda. Lo spettro della luce è fondamentale anche nella visione, perché gli occhi percepiscono la luce riflessa emessa dagli oggetti. Per questo, consideriamo molto importante anche il rapporto tra la struttura delle cellule e lo spettro solare, che influenza il meccanismo biologico per gli aspetti visivi e di visibilità”.

Lo sviluppo di Tri-R risponde ad una esigenza del mondo dell’arte, in cui la percezione del colore è certamente una delle chiavi di lettura di un’opera. Che cosa differenzia Tri-R rispetto alle altre tecnologie?
“Una tecnologia LED che possa ricreare realmente tutta la gamma della luce solare, dall’alba fino al tramonto, cioè coprire tutte le temperature colore da 2000 a 6500K, fino ad oggi non era possibile. Nel campo dell’arte si richiede certamente una buona resa cromatica, ma non solo.

I curatori delle mostre e i lighting designer spesso richiedono una illuminazione con uno spettro naturale specifico con alta temperatura colore, più di 4000K: per vedere le opere sotto la luce espressa dal tema dell’opera, le opere vanno illuminate con la luce brillante della mattina.

Con la tecnologia TRI-R è stato possibile realizzarla. Per quanto riguarda le altre possibili applicazioni ci sono molte aspettative, nel mondo del retail e della ristorazione, sempre più esigente dal punto di vista della presentazione del cibo. Inoltre non potremo trascurare anche l’ambiente domestico, valorizzando finalmente anche la sensibilità stagionale”.

Tecnologie evolute richiedono sistemi di gestione evoluti. Come è stata sviluppata l’interfaccia del sistema?
“L’ottimizzazione di lenti, sistemi ottici e gestione termica sono punti chiave. Occorre ancora lavorare ad alcune soluzioni legate alla progettazione dell’apparecchiatura specifica per queste nuove sorgenti luminose.

TRI-R è stato comunque sviluppato mantenendo la compatibilità di formato con i LED tradizionali. Essendo una sorgente luminosa nuova siamo aperti allo sviluppo di nuove apparecchiature che sappiano sfruttarne a pieno le possibilità, con la collaborazione di tecnici specializzati e aziende del settore”.
Per ulteriori info

Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra

Milano, Palazzo Reale

A cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi, in collaborazione con Michel Draguet

Promossa da Comune di Milano-Cultura, e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group

Dal 3 febbraio al 5 giugno 2016