Nuovi allestimenti

Riapre a Stoccolma il Nationalmuseum

Stoccolma, Nationalmuseum (courtesy: Kardorff Ingenieure Lichtplanung)

A seguito di un importante progetto di ristrutturazione e rinnovamento degli spazi espositivi, dopo cinque anni ha riaperto al pubblico il Nationalmuseum di Stoccolma, uno dei Musei storici più importanti della capitale svedese, inaugurato nel 1866 e opera dell’arch. Friedrich August Stüler, progettista anche del Neues Museum di Berlino.

Il nuovo allestimento del Museo è stato affidato ad un nome italiano di prestigio in questo campo, la società Goppion, che ha sviluppato il suo intervento progettuale in collaborazione con il team del Museo, l’architetto Joel Sanders (dello studio Joel Sanders Architecture, di New York) e il lighting designer Kardoff (dello studio Kardorff Ingenieure Lichtplanung, di Berlino), mettendo a punto un’articolata serie di elementi espositivi integrati tra loro, comprendenti vetrine, basamenti, pedane e pareti.

Dei circa 700mila pezzi della collezione museale – che vanta opere di pittura e artigianato del XVII e XVIII secolo, di arte francese del XVIII secolo e olandese del Seicento, oltre alla più grande collezione scandinava di porcellane – ben 5mila opere saranno visibili in seguito alla riapertura, mentre le altre opere saranno proposte al pubblico a rotazione.

Stoccolma, Nationalmuseum (courtesy: Kardorff Ingenieure Lichtplanung)
Stoccolma, Nationalmuseum (courtesy: Kardorff Ingenieure Lichtplanung)

L’intervento di ristrutturazione delle sale espositive ha portato all’interno del Museo 100 nuove vetrine, con differenti tipologie (freestanding, a parete, window case) e grande varietà dal punto di vista formale, che custodiscono le opere.

Il nuovo lay out dell’Interior Design degli spazi ha previsto un’attenta palette cromatica per i nuovi ambienti, che rimandano nei colori degli intonaci alle tinte che abbellivano gli interni dell’edificio ottocentesco, mentre sotto il profilo costruttivo e strutturale le vetrine espositive – dotate di sistema passivo di controllo dell’umidità relativa – garantiscono elevati livelli di sicurezza grazie all’utilizzo di vetri speciali.

La realizzazione di alcune di queste vetrine si è rivelata particolarmente impegnativa, come è stato nel caso delle ‘window case’, incastonate tra le colonne del museo davanti alle finestre, che permettono ai visitatori di intravedere le opere d’arte dall’atrio interno del palazzo e che hanno rappresentato una notevole sfida per le loro difficoltà strutturali e costruttive.

75 delle 100 vetrine realizzate sono state dotate di un sistema ‘intelligente’ di controllo e regolazione dell’illuminazione a luce LED, tramite tecnologia wireless Bluetooth, un sistema gestito da una APP per smartphone e tablet sviluppata dalla stessa Goppion.

 

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