Sistemi di illuminazione e linguaggi trasversali di comunicazione

Reti interconnesse per scenari di luce nel residenziale

Parigi. Il progetto per gli ambienti interni (cortesia: LuceLED Pro)

La tecnologia domotica ha subito diversi cambiamenti nell’uso e nella forma e negli ultimi anni si è sempre di più concretizzata a livello progettuale una visione comune utilizzando diversi protocolli aperti che permettono l’interconnessione tra dispositivi realizzati da differenti produttori

Far “parlare” la stessa lingua a diversi dispositivi ed avere la certezza che cooperino, una volta integrati all’interno di un sistema, è possibile: i componenti devono seguire un rigoroso iter per acquisire la certificazione nell’ambito degli standard europei stabiliti dall’HomePlugPowerline Alliance relativamente al protocollo d’interesse.

Il trend è quello di utilizzare ed installare dispositivi sempre più dinamici, versatili, plug & play senza l’utilizzo di connessioni cablate per il collegamento e la comunicazione.

Uno tra i protocolli più noti per la comunicazione domotica Wireless è il protocollo Z-Wave, che vede i suoi esordi nei primi anni duemila e ad oggi annovera più di duemilaquattrocento prodotti certificati, tutti capaci di intercomunicare tra loro. Una particolarità di questa importante famiglia di dispositivi è sicuramente la possibilità di poter creare reti interconnesse attraverso una tipologia di rete mesh (a maglia).

Domotica residenziale: uno scenario applicativo

Siamo a Parigi, in prossimità del parco Bois de Boulogne, all’interno di un’imponente villa appena ristrutturata. Il titolare e proprietario di LuceLED Oreste De Caro si è occupato della progettazione e realizzazione della parte impiantistica, domotica ed illuminotecnica.

Il cuore centrale dell’intero impianto è il gateway (Fibaro HomeCenter 2) che attraverso la sua connettività wireless crea e gestisce una famiglia di dispositivi aventi protocollo Z-Wave.

Il gateway, secondo un ordine casuale, genera un Home ID che determina la creazione ed appartenenza ad una specifica famiglia tra le 232 possibili, permettendo ad ogni dispositivo di poter entrare a far parte della famiglia semplicemente acquisendo un Home ID specifico: un dispositivo che entra a far parte di una famiglia acquisisce di conseguenza un Node ID univoco che lo identifica all’interno della rete che può ospitare appunto fino ad un massimo di 232 nodi per famiglia.

La gestione dell’illuminazione

La gestione delle luci, ad esempio, avviene attraverso moduli con presenza di relè a bordo per il comandano fisico del carico luminoso attraverso due modalità, una wired (collegando fisicamente un pulsante al modulo) e una wireless (collegando il modulo con il gateway stesso o attraverso dispositivi di controllo anch’essi wireless).

Parigi. Il progetto per gli ambienti interni (cortesia: LuceLED Pro
Una delle lampade ‘Giunco F14’ di Fabbian Illuminazione (cortesia: LuceLED Pro)

I moduli utilizzati possono gestire sia carichi per accensioni on/off che per corpi luminosi dimmerabili di qualsiasi tipologia.

Attraverso questa tecnologia si è potuto comandare dei veri e propri pezzi d’arte tra cui le lampade F14 Giunco (di Fabbian Illuminazione) come arredo tra i bambù del giardino, i paletti Etna e gli apparecchi terra Piltz (di Puraluce) per l’illuminazione dei vialetti esterni, gli apparecchi di illuminazione di Occhio utilizzati sia per l’illuminazione scenografica dell’esterno (‘Sito Verticale’) che in diversi ambienti interni della villa (attraverso le ‘Sento’ e le ‘Più Piano In’).

L’apparecchio ‘Sito Verticale’ di Occhio (cortesia: LuceLED Pro)

Per l’accensione e lo spegnimento delle luci, delle prese comandate e per gli scenari, sono stati installati interruttori a muro (tipo ‘Z-Wave’ di Vitrum) permettendo il comando e controllo dei moduli di interesse. Ogni singolo tasto è programmabile ed è possibile in qualsiasi momento scegliere di cambiarne funzione e funzionalità.

In aggiunta, all’interno dell’impianto, si possono in qualsiasi momento inserire con facilità diversi comandi wireless a batteria o piezoelettrici.

Le zone più sensibili della casa vengono tenute sotto costante monitoraggio, attraverso sensori wireless Z-Wave, utilizzati per la presenza di CO2 e di perdite d’acqua permettendo un intervento immediato ed imminente.

Per quanto concerne la sicurezza, sono stati utilizzati sensori perimetrali e volumetrici su tutto il perimetro ed ogni ambiente è stato dotato di una telecamera, in modo da poter avere sempre sotto controllo ogni ambiente direttamente dalla APP.

Grazie all’utilizzo di diffusori ad emissione planare ad incasso (‘Amina IQ3’ di Prase Media Technologies) è stato possibile nasconderli completamente in tutti i soffitti della casa, permettendo una diffusione sonora coinvolgente ed accogliente per l’interno, mentre per l’esterno la diffusione continuativa è stata resa possibile attraverso l’uso delle ‘SA210’ di Garvan Acoustic in collegamento Wi-fi.

In esterna è stato possibile gestire l’irrigazione autonoma del giardino attraverso algoritmi, che sfruttando l’utilizzo di sensori per il terreno e il costante collegamento con una stazione meteorologica, sanno con precisione quando e quanto irrigare. Sull’ingresso è stato posizionato un ‘Master OFF’ della Vitrum, che permette la riproduzione di uno scenario d’uscita, andando a modificare gli automatismi della casa secondo quanto deciso.

Di ritorno a casa, basterà scansionare l’impronta digitale per poter aprire la porta, mentre attraverso il ‘Master ON’ si attiverà uno scenario di benvenuto, rendendo più accogliente il rientro.

(a cura di ing. Andrea Benetti, Robotic & Automation Engineer – Milano)

 

PARIGI. LUCI INTERCONNESSE NEL RESIDENZIALE

Dettaglio. L’apparecchio ‘Sito Verticale’ di Occhio (cortesia: LuceLED Pro)

Progettista: Oreste De Caro di LuceLED Pro

Realizzatore: Franco Massimiliano Parisi di LuceLED Pro

Fornitura apparecchi: LuceLED Pro

Apparecchi: Fabbian Illuminazione, Puraluce, Occhio

Domotica: Fibaro, Vitrum

Impianti audio: Prase Media Technologies, Garvan Acoustic

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