Sistemi di illuminazione e linguaggi trasversali di comunicazione

Quando l’informazione viaggia con la luce

Showroom di Artemide in Corso Monforte. A terra, sono visibili le aree nelle quali è attiva l’interazione con l’utente con il sistema ‘Geo Li-Fi’ (cortesia: Artemide)

“Li-Fi is not a lie”. Il Li-Fi (Light Fidelity), ciò che si propone come una vera rivoluzione nel campo della comunicazione è una tecnologia che non vuole essere un sostituto del Wi-Fi, quanto un suo diretto concorrente, un sistema che non fa riferimento ad una comunicazione attraverso le onde radio, ma grazie all’emissione luminosa LED, presente ormai in ogni ambiente dal privato al pubblico, arricchita e utilizzata come potente mezzo di trasmissione

La luce è stata utilizzata a livello commerciale come veicolo di trasmissione fin dall’inizio – basti pensare ad una tecnologia d’uso comune come il telecomando della televisione – ma il suo utilizzo era limitato allo spettro UV (280 nm) e all’infrarosso (715 nm), mentre con il Li-Fi per comunicare viene coperto l’intero spettro della luce (390-715 nm).

Ora un noto brand dell’illuminazione come Artemide, nei suoi showroom di Corso Manforte e Via Manzoni, propone diversi utilizzi applicativi di questo nuovo protocollo con un’esposizione articolata attraverso una serie di lampade e in una APP proprietaria, trasformando i dispositivi nella quale quest’ultima è installata in veri e propri access-point grazie all’uso della telecamera frontale dei devices.

Un’altra immagine dello showroom di Artemide in Corso Monforte. A terra, sono visibili le aree nelle quali è attiva l’interazione con l’utente con il sistema ‘Geo Li-Fi’ (cortesia: Artemide)

È possibile in questo modo per l’utente visualizzare notifiche, pop-up, video e tanto altro, semplicemente trovandosi all’interno di un fascio di luce. Per ora l’applicazione in uso – che si chiama ‘Geo Li-Fi’ – presenta un funzionamento monodirezionale ed è adatta alla trasmissione di dati “leggeri”; il Li-Fi bidirezionale non è ancora applicato in showroom, ma è in via di avanzato sviluppo applicativo.

L’architettura Geo Li-Fi in ambito Retail (cortesia: Artemide)

Artemide vuole proporre cioè all’utente nei propri showroom un’esposizione operativa di questa tecnologia e ci permette di provare con mano le sue grandi potenzialità applicative. A partire dallo shop lighting, dove potremmo accedere in tempo reale ad informazioni sui capi esposti o sulle promozioni in essere, per passare ai musei, dove in tempo reale – grazie al fascio di luce che illumina l’opera e al nostro smartphone che fa da ricevitore – potremmo avere notizie, descrizioni e pop-up informativi per approfondire meglio quanto stiamo vedendo.

O ancora ai contesti urbani, dove in prossimità di monumenti o altro, una luce informativa ci permetterebbe la visualizzazione di un video o l’accesso ad altre informazioni all’utente. Ancora, in un aeroporto il nostro smartphone guidato da un fascio di luci ci indicherebbe la strada da percorrere per poter arrivare al gate corretto e avvisare al contempo della nostra presenza.

Scenari ancora più futuristici ci dicono poi come questa tecnologia potrebbe essere adottata sulle autovetture, mentre con la sua adozione i classici pali della luce sarebbero in grado di fornire informazioni al guidatore su traffico, incidenti o pericoli lungo la strada.

A proposito di Li-Fi

Li-Fi, termine introdotto per la prima volta dall’ingegnere e ricercatore tedesco Harald Haas nel 2011 in occasione di un discorso al TED Global, dove presentò per la prima volta questa rivoluzionaria tecnologia: il suo principio di funzionamento è semplice; i dati sono trasmessi tramite un fascio di luce e codificati in minimi cambiamenti di luminosità attraverso una logica booleana.

La luce ed il suo fascio non mutano per un possibile osservatore, perché i cambiamenti di luminosità sono troppo veloci per poterli percepire ad occhio nudo. In presenza di un LED, abbiamo un possibile trasmettitore Li-Fi: come dimostrato dallo stesso Haas è possibile trasformare un LED in un trasmettitore di segnale e una comune cella solare in un ricevitore di segnali wireless ad alta velocità codificati nella luce, mentre il sistema mantiene la sua funzione primaria di collettore di energia.

Si deve tener conto anche del risparmio energetico in quanto il protocollo Li-Fi consuma molta meno energia del protocollo Wi-Fi. Parliamo di protocollo in quanto il Li-Fi entra a far parte a tutti gli effetti degli standard IEEE 802.11: mentre il Wi-Fi fa parte degli standard IEEE 802.11a/b/g/n/ac/ad, il LiFi appartiene allo standard IEEE 802.11 bb.

In quattro anni di sviluppo, dal 2015 al 2019, sono stati apportati netti miglioramenti soprattutto riguardanti la velocità di trasferimento e comunicazione passando da una velocità di download di circa 50 MB/s fino ad arrivare a sfiorare il GB/s.

Un vantaggio del protocollo Li-Fi è nell’assenza di conflitti nelle trasmissioni radio, in termini di interferenze dovuta all’occupazione dello stesso spettro, che ne permettono l’utilizzo all’interno di ospedali e aerei, dove queste interferenze pongono grossi problemi di sicurezza.

È inoltre molto più affidabile e sicuro del Wi-Fi, in quanto il segnale è limitato alla portata ottica; in più è possibile creare grandi trasmettitori con un’efficienza energetica molto maggiore delle stazioni radio.

(a cura di ing. Andrea Benetti, Robotic & Automation Engineer – Milano)

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