La formazione universitaria per l’ entertainment

Progettare la luce per i luoghi di intrattenimento

 

New Entertainment Design, progetto “Ritrovo diVino” (gruppo WoMan studio)

L’illuminazione negli ambiti dell’intrattenimento può riferirsi a spazi pubblici che diventano luoghi speciali per determinati eventi, spazi commerciali o veri e propri locali che – anche grazie al lighting design – diventano “teatri” di esperienza

“Il corso di New Entertainment Design di cui si svolgono ogni anno due edizioni, costituisce ormai da diverso tempo un osservatorio puntuale e avanzato sull’evoluzione dell’entertainment, di cui riflette e anticipa i trend e le sensibilità” dichiara il prof. Nicola R.Ticozzi, direttore dei corsi Design Experience di POLI.design. All’interno del corso, il modulo di lighting design affidato al prof. Matteo Fiore si pone l’obiettivo di sollecitare gli architetti nella comprensione di quanto la luce può contribuire alla valorizzazione del progetto.

Si inizia dalla visione di tutte le fonti luminose, evidenziando in maniera critica le caratteristiche positive e negative di ogni tipo di lampada. Di seguito, per far comprendere come la luce riesce ad agire nello spazio per modificarlo e creare un impatto progettuale, si visionano alcuni esempi d’illuminazione. In questo step di percezione visiva, l’occhio vede la luce e quale significato assume e come si dispiega nel locale per ampliare o limitare lo spazio, per generare comportamenti differenti nelle persone, per mettere in risalto o nascondere elementi progettuali.

Successivamente si esamina l’ambito del tema e si conclude con una visione generale di splendide realizzazioni anche in settori differenti dal tema trattato, per dare un quadro più ampio del mondo dell’illuminazione: di come questo può essere vincente nel progetto per stimolare la capacità progettuale degli architetti con questo elemento, la luce, invisibile ma che rende visibile tutto quello che ci sta intorno. Un elemento che se usato adeguatamente determina l’anima dell’ambiente.

Il corso New Entertainment Design – Ideare, progettare e arredare locali serali innovativi (la cui 14a edizione si è conclusa il 26 ottobre 2011) ha sviluppato fra i quattro progetti finali “Ritrovo diVino” del gruppo WoMan studio (Alessandro Corbella, Valentina Mameli, Francesca Nocca, Sara Papetti, Federica Solito) un Wine Bar in cui il concept nasce da una ricerca che pone l’accento sulla personalizzazione del rapporto tra consumatore e funzione del prodotto.

Un’altra immagine dal progetto per il Wine bar “Ritrovo diVino” (gruppo WoMan studio)

Il banco degustazione è un’estrusione delle pareti, parte integrante della struttura architettonica, illuminato da un filare di luci d’accento. L’enoteca espone il prodotto all’interno di tubi circolari in compensato curvato e in totem che si estendono da terra a soffitto, su elementi cilindrici che separano velatamente la vetrina dall’interno ma che esaltano il prodotto grazie a luci d’accento che creano uno scenario unico e suggestivo.

Il secondo progetto ”Punto di fusione” del gruppo Quattro 1 (Clémence Galland, Dulce Huerta, Alessandra Rodriguez, Federico Signor, Irene Tzirini) è un locale che serve dalla colazione fino al dopo discoteca: l’illuminazione naturale è presente nella zona del banco principale degli aperitivi e nella zona lounge che affacciano su strada.

Uno studio per il progetto del locale “Punto di Fusione” (gruppo Quattro 1)

L’illuminazione artificiale è invece diffusa in prossimità dei banchi bar per richiamare l’attenzione e invitare alla socialità ed al consumo al banco.

L’illuminazione d’accento è presente nella zona del lounge e del privè per comunicare sensazione d’intimità e di raccoglimento, grazie alle conseguenti zone d’ombra.

Ci sono diversi corsi e master in Italia sul tema, con reaItà e tagli differenti. Dalla vasta offerta formativa di master e corsi del Politecnico di Milano, si va al modulo di “Luce per lo spettacolo” del master di II livello in Lighting Design della Sapienza di Roma, e all’intensa attività dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, oppure ancora ai corsi dell’Accademia della Luce.

.A proposito della luce per l’entertainment il vice presidente dell’Accademia della Luce prof. Salvatore Mancinelli sintetizza che “La luce è simbiotica con lo spettacolo, essa stessa è arte e la sua manipolazione – nella sapiente e ricercata dinamica dei colori e delle ombre – si fonde in un tutto perfettamente armonico, in modo di proporre e riproporre quella grandiosità di sentimenti ed emozioni e di benessere che sono propri dell’animo umano; così “ illuminare” ha attinto alle tecnologie e filosofie dello spettacolo, in una simbiosi psicologico/ culturale mirata a “scenografare” lo spazio sociale e urbano, stimolare, attrarre, irretire, desiderare, appagare, rassicurare…”

( a cura di Sara Berta)

ILLUMINAZIONE E ENTERTAINMENT

In che modo all’interno del progetto dei luoghi per l’intrattenimento il lighting design può “spettacolarizzare” gli spazi?

arch. Livia Cannella

Risponde: Livia Cannella

“…Posso rispondere per quanto attiene allo spazio pubblico, luogo di relazione per eccellenza, dove l’installazione/evento di scenografia luminosa – di cui mi occupo – più che “spettacolarizzare”, assume la funzione primaria di amplificare la percezione “ordinaria” del contesto, attraverso l’esperienza – quanto più possibile misurata e pertinente – dell’accadimento “straordinario” ed emotivamente coinvolgente”

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