Luce & Televisione - Maurizio Pagnussat e “Tale e Quale Show”

Primo piano, Personaggio e Rappresentazione

 

Il regista del talent di RAI 1 “Tale e Quale Show” Maurizio Pagnussat (cortesia foto: Maurizio Pagnussat RAI)
Il regista del talent di RAI 1 “Tale e Quale Show” Maurizio Pagnussat (cortesia foto: Maurizio Pagnussat RAI)

Il ruolo della regia è determinante nella confezione finale di un prodotto televisivo di successo, e il lavoro sviluppato dal regista Maurizio Pagnussat per il talent show di RAI 1 “Tale e Quale Show” conferma una volta di più questa regola aurea. Di seguito una nostra intervista al regista a proposito del suo lavoro per questo show

Il regista Maurizio Pagnussat ha iniziato a lavorare in televisione a Canale 5 nel contesto della trasmissione “Premiatissima 83”, sviluppando in seguito sempre su Canale 5 numerose esperienze come regista nell’ambito di diverse trasmissioni televisive, come “Il Quizzone” o “La sai l’ultima”, e nel 2001 – insieme alla regia della miniserie televisiva “Gian Burrasca”, remake de Il giornalino di Gian Burrasca, con protagonisti Rita Pavone, Gerry Scotti, Katia Ricciarelli e Duccio Cecchi – per show musicali come “La notte vola”, con Lorella Cuccarini.

In RAI lavora nell’ambito di programmi come il preserale “Alta tensione – Il codice per vincere”, spin-off de “L’eredità”, e per le edizioni dal 2007 al 2009 de “Reazione a catena – L’intesa vincente”. La collaborazione con Carlo Conti, che inizia sin dal 1991 nel programma di intrattenimento per ragazzi Big!, lo vede presente nelle edizioni 2008 e 2013 de “I migliori anni”, e dal 2012 alla regia del talent “Tale e quale show”,  oltre che per la prima edizione (2014) di “Si può fare!” e per l’edizione di quest’anno del Festival di Sanremo.  

Suscitare la partecipazione emotiva del telespettatore

Un tratto distintivo della tua regia sono i veloci e scanditi movimenti di scena, con controcampi, totali dello studio, alternati a soggettive. Quali sono i tuoi intendimenti in termini di linguaggio?

“A me piace molto variare il ritmo in uno show, nel senso che mi piace cercare di raccontare in immagini quello che al telespettatore deve arrivare, utilizzando tutta una serie di cambi, mi riferisco ad esempio alle sensazioni emotive che il telespettatore dovrà percepire, cioè il dissenso o l’accordo alle decisioni della giuria, la sorpresa, ecc, cioè il mio lavoro vuole incuriosire il telespettatore attraverso i differenti cambi di scena e quindi realizzo questo con diverse modalità. Non è detto quindi che utilizzi sempre stacchi rapidi ma alterno ad esempio un linguaggio fatto di  piani sequenza a stacchi rapidi.

Nel caso di Tale e Quale Show  mi è piaciuto molto anche rievocare il passato storico della nostra TV e sono andato  a vedere come era stato fatto il pezzo con la precisa intenzione di fare un omaggio a chi lo aveva realizzato in origine, come è successo nel caso degli omaggi fatti nel programma a registi storici come Antonello Falqui; l’idea di fondo è quella di voler restituire un valore iconico alle immagini.

Per me la televisione è primo piano, cioè è fare vedere esattamente quanto succede, e insieme un’altra caratteristica/obiettivo di quello che faccio è quella di rendere volutamente più grandi gli studi dove realizziamo le riprese, giocando sul contrasto fra il primo piano e la sensazione di maestosità dello studio come viene percepita dallo spettatore a casa”.

Il ritmo e la struttura fortemente dinamica di questo programma raramente si “siedono” su soluzioni ripetute, al contrario vengono percepiti a casa come ogni volta inediti. Su quali elementi tecnici lavori?

“Questo aspetto è molto legato a quanto abbiamo detto prima, perché alterniamo riprese con carrello a riprese statiche ma soprattutto sviluppiamo un lavoro a monte dove ragioniamo continuamente sulla struttura del programma  variando molto le luci a seconda dei pezzi; la scaletta viene modificata anche a seconda della tipologia musicale del pezzo, e facciamo uno studio anche sulle aperture di presentazione dei pezzi,  ovvero su quale tipo di camere utilizzare relativamente alla necessità avanzate dagli autori. L’utilizzo dei carrelli mi piace molto perché lo trovo affine a quanto io penso, così come quello delle camere robotizzate..”.

“Tale e Quale Show”. Un frame da una delle aperture delle esibizioni dei personaggi in gara (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)
“Tale e Quale Show”. Un frame da una delle aperture delle esibizioni dei personaggi in gara (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)

Luce: un elemento determinante per la forma dell’immagine

Quali sono le inquadrature che preferisci utilizzare per dare il massimo rilievo scenico alle esibizioni dei personaggi?  

“Anche questo fattore è molto legato all’alternanza fra il primo piano, dove tu vedi il sentimento, lo sforzo e la tensione della gara, ed il fatto di avere dei totali dove invece lavoriamo molto sulla grafica, che io intendo a supporto delle luci, con un approccio che sia al servizio della trasmissione.

Io cerco di stare sempre un passo indietro per far risaltare al massimo il personaggio e fare in modo che sia funzionale alla rappresentazione. A me ad esempio piaceva molto la camera bassa e devo dire che questa cosa la consideravo moderna in questo show – là dove facevamo  i lanci dei pezzi con la presentazione di Conti – anche se qualche critico potrebbe dire che questa soluzione non era  a stretto rigore né un primo piano ne un campo largo..”.

Ci sono soluzioni visive specifiche che hai progettato con il direttore della fotografia e che sei solito utilizzare in questo programma?

“L’uso della luce in alternativa alla grafica. A me piace molto la luce che diventa protagonista sul personaggio anche quando si corre il rischio di fare sparire la scenografia; quindi una luce che sottolinei l’emozione e dunque anche un passaggio musicale…

“Tale e Quale Show”. Un’immagine dallo spettacolo che evidenzia un tratto del linguaggio del regista, con una forte attenzione alla caratterizzazione del personaggio (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)
“Tale e Quale Show”. Un’immagine dallo spettacolo che evidenzia un tratto del linguaggio del regista, con una forte attenzione alla caratterizzazione del personaggio (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)

Ad esempio, quando abbiamo fatto in alcuni pezzi delle riprese in bianco e nero con le camere ferme anche la luce era bloccata e aveva un tratto espressivo che ricordava l’illuminazione di Studio Uno, oppure in altri momenti con i controluce molto forti con le luci a pioggia, dove abbiamo cercato di realizzare meno movimenti con le camere e dare un effetto attraverso le luci, di grande fascino, o ancora dove il movimento veniva enfatizzato anziché da una quinta da una luce che attraversava il campo..”.

“Tale e Quale Show”. Due differenti momenti del talent nel quale si evidenzia il lavoro – in stretta collaborazione con il direttore della fotografia – dedicato a proporre un utilizzo innovativo della luce sulla scena, alternativo alla “grafica” tout court degli effetti (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)
“Tale e Quale Show”. Due differenti momenti del talent nel quale si evidenzia il lavoro – in stretta collaborazione con il direttore della fotografia – dedicato a proporre un utilizzo innovativo della luce sulla scena, alternativo alla “grafica” tout court degli effetti (cortesia foto: Marco Lucarelli RAI)

Lavori con Carlo Conti già da un po’ di tempo e per differenti prodotti televisivi. C’è un tratto comune che riunisce questi tuoi impegni professionali del quale vuoi parlarci?

“Credo che sia nel ritmo, nella cadenza del programma, in una interpretazione in tal senso che privilegia il racconto, abbiamo una visione simile dello spettacolo; diciamo che c’è affinità e condivisione nella stesura del copione per cui io mi trovo spesso quasi in simbiosi con lui e so esattamente che cosa sta facendo e che cosa farà, in una condivisione autentica dei nostri obiettivi.

Abbiamo ormai spazi temporali talmente limitati per le prove, che in realtà molto viene lasciato – anche se sempre all’interno di una grande professionalità – all’improvvisazione, ma proprio questo rende fresco e non ripetitivo il tutto. Un’altra cosa che mi piace molto di Conti è il rispetto e l’educazione che lui ha nei confronti del pubblico, una cosa che mi ha insegnato, e credo di dovergli molto in questo senso..”.

“Si, in effetti le pareti perimetrali rivestite da strutture metalliche lungo le quali sono state alloggiate numerosissime cupolette di plexiglass, mi sembrava prendessero particolare volume e tridimensionalità illuminandole in modo radente, attraverso Wash LED, posti al di sopra delle stesse..”.

Tecnologie: a proposito di HD, cameramen e nuove soluzioni LED

Come consideri la qualità attuale delle camere per le riprese televisive e quali sono i vantaggi del digitale in relazione alla restituzione dell’immagine?

“I vantaggi sono indubbi, ormai con l’avvento delle televisioni satellitari e l’HD non si può più tornare indietro. L’alta definizione ti consente di realizzare qualsiasi cosa in qualunque posto con un livello qualitativo elevato, ad esempio un dispositivo che amo è lo smartphone che uso in qualsiasi situazione per prendere appunti visivi e anche per fare riprese di qualsiasi tipo.

A volte ho difficoltà per ricreare queste cose in televisione perché quello che riesci a fare con una APP non è poi sempre possibile riuscire a tradurlo con la stessa semplicità utilizzando il mixer video, anche se devo dire che in quanto a mezzi tecnici noi abbiamo a disposizione i mezzi e le squadre tecniche migliori .

Ci tengo a sottolineare questo, perché la bravura dei cameramen in questo lavoro mi ha consentito di esprimermi al meglio: se io sono lì e faccio quello che faccio è perché ho ottimi  tecnici con i quali realizzare le cose che ci prefiggiamo..”.

Vorrei infine un tuo punto di vista sulle soluzioni di illuminazione oggi disponibili per le riprese in studio. Come valuti le nuove tecnologie LED?

“Io sono molto favorevole all’utilizzo in televisione di queste tecnologie e stiamo cercando di introdurle con il direttore della fotografia Marco Lucarelli in tante cose. Queste soluzioni rappresentano un indubbio risparmio di energia e poi ti danno possibilità completamente nuove; ho visto ad esempio anche apparecchi molto potenti che a parità di lumen non scaldavano e non davano nessun tipo di problema, oltre a risultare particolarmente economici in funzione.

In Tale e Quale Show la tecnologia LED si è rivelata molto efficace ad esempio in alcuni backstage dove ci servivano cose molto veloci e meno ingombranti e dove avevamo anche delle limitazioni di carico, ma soprattutto la cosa più interessante è stata nella loro resa effettiva in termini di risultato visivo, in quanto questi contributi dovevano essere dei fuori onda dove le luci non si dovevano vedere e tutto doveva apparire molto più naturale”.

(Massimo Maria Villa)

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