Quale futuro per l’illuminazione?

Per dare nuova vita agli apparecchi in stile

Siena. Una delle lanterne in ferro in Piazza del Campo (cortesia: Neri)
Siena. Una delle lanterne in ferro in Piazza del Campo (cortesia: Neri)

L’Italia è un paese in cui ogni città, anche quella più piccola, può vantare un patrimonio storico unico ed irripetibile. In questo non sono da meno gli apparecchi di illuminazione: esistono tantissime tipologie di apparecchi in stile, intimamente connessi al territorio di origine e alla loro caratterizzazione storica

In genere gli apparecchi in stile, essendo incentrati su una valenza fortemente estetica,  presentano una efficienza molto bassa (dovuta in gran parte alla mancanza di ottica e alla presenza di vetri di protezione anche opachi). L’efficienza molto bassa è stata poi mantenuta anche dai molti “falsi storici” installati nei centri urbani – ovvero apparecchi in stile installati laddove prima non ne esistevano – col risultato di accrescere a dismisura il consumo di energia elettrica.

Questo fattore ha portato le Amministrazioni ad eseguire modificazioni a volte poco consone al carattere estetico e storico dell’apparecchio, al solo fine di aumentare l’efficienza intrinseca delle sorgenti: ad esempio lanterne storiche con lampade a vapori di mercurio sono state cablate con lampade al sodio – alterando in maniera significativa la resa cromatica ed il colore della luce notturna.

Bisogna sapere che…

Nel caso in cui si voglia intervenire nel restauro di apparecchi in stile è opportuno affidarsi a professionisti del settore e soprattutto ricordare che qualsiasi intervento su di un apparecchio esistente che alteri in maniera sostanziale le sue caratteristiche (ad esempio l’installazione di sorgenti di tipologia diversa, di nuove ottiche, la rimozione di parti interne od esterne, ecc.) comporta la perdita immediata di tutte le certificazioni.

Questo significa che l’apparecchio modificato deve risultare consono alle normative del settore e quindi ottenere una certificazione ex-novo prima di poter essere messo in funzione. Particolare attenzione va dedicata anche alla parte ottica. Molte lanterne in stile ad esempio, oltre a fornire una illuminazione del piano di calpestìo, in alcuni casi si prestano anche a rischiarare le superfici delle facciate o a fornire buone illuminazioni verticali: in questi casi il ricablaggio con un’ottica cut-off di tipo “stradale” ad esempio altera in maniera significativa la distribuzione della luce e potrebbe portare a un impoverimento della percezione dello spazio notturno.

Su questo punto chi scrive vuole fare una piccola nota finale su alcune Leggi contro l’inquinamento luminoso: è chiaro come l’intento di diminuire l’impatto della luce artificiale sull’ambiente notturno sia lodevole, ma imporre una distribuzione luminosa che non abbia emissioni verso l’alto anche per apparecchi storici credo sia una forzatura evidente, tanto più che la presenza di elementi come sbraccetti o lamelle al di sotto della parte ottica rende oggettivamente impossibile garantire le 0 cd/klm oltre i 90°.

Venezia. Una fase del restauro di una delle lanterne della Pescheria (cortesia: Neri)
Venezia. Una fase del restauro di una delle lanterne della Pescheria (cortesia: Neri)

Analisi gestionale. Restauro degli apparecchi in stile di Siena e Venezia

Nel nostro caso vogliamo presentare due progetti significativi che illustrano il significato del restauro di apparecchi storici: nel primo caso le lanterne storiche di Siena sono state recuperate utilizzando una sorgente a ioduri metallici ad alta efficienza ed ottica dedicata; nel secondo caso le lanterne della Pescheria di Venezia sono tornate a nuova vita grazie ad un “motore ottico” a LED.

Dal 1962 la ditta Neri è impegnata nella progettazione e realizzazione di prodotti per l’illuminazione e per l’arredo urbano. Per quel che riguarda il restauro di apparecchi in stile, possiede una struttura tecnica ed operativa in grado di intervenire in maniera consona e rispettosa della storicità degli oggetti, anche attraverso interventi da eseguire con lavorazioni a mano. In particolare, massima attenzione viene posta a

1. La sicurezza dal punto di vista meccanico: i prodotti restaurati sono controllati in ogni loro parte e dove necessario rinforzati ed adeguati; le parti non a norma sono sostituite o adeguate;

2. La sicurezza dal punto di vista elettrico ed elettromagnetico: i prodotti restaurati sono verificati in laboratorio nel rispetto di tutte le normative, in particolare la CEI EN 60598-1-2-3;

3. La sicurezza dal punto di vista legislativo: i prodotti restaurati in NERI spa sono marcati CE;

4. L’efficienza e la funzionalità degli apparecchi: i prodotti restaurati dalla Neri utilizzano nel “cuore illuminante” tutti i dispositivi progettati, prodotti e collaudati per la produzione standard dell’azienda mantenendo un affidabile standard qualitativo.

Recupero delle lanterne di Siena

Siena, sin dal dopoguerra, è stata illuminata da lanterne in ferro di ispirazione medievale che ormai, dopo oltre 60 anni di servizio, hanno conquistato un ruolo significativo nel panorama urbano.

L’intervento ha riguardato il restauro delle 1.230 lanterne storiche presenti nel centro cittadino, di quattro diverse tipologie (sospese, portate, piccole e grandi) completamente restaurate sia per quel che riguarda la parte meccanica ed estetica sia per quel che riguarda la parte tecnologica. In particolare, sono state utilizzate sorgenti a ioduri metallici ad alta efficienza ed ottica dedicata in sostituzione delle sorgenti a vapori di mercurio 125 W.

Il risultato è quello di una migliore illuminazione dello spazio urbano e di un risparmio del 60% sui costi per l’illuminazione pubblica. Piazza del Campo è stata interessata da un intervento suppletivo, riguardante 12 grandi lanterne cilindriche in ferro battuto – anch’esse restaurate ed adeguate dal punto di vista illuminotecnico (vedi figura 1).

Figura 1 – Siena. Sintesi delle prove effettuate dal laboratorio Ricerca e Sviluppo della società NERI (cortesia: Neri

Recupero delle lanterne della Pescheria di Venezia

La Pescheria di Venezia fu costruita nei primi anni del ‘900 a poca distanza dal Ponte di Rialto. Fin dall’inizio fu illuminata con  grandi lanterne in ferro collocate sotto le volte e sulla facciata esterna verso il Canal Grande.

Le lanterne sono molto imponenti e complesse (alte circa 1,60 m) e anche in questo caso sono state oggetto di restauro estetico e tecnologico (vedi apertura e figura 2)

Venezia. Una delle lanterne in ferro della Pescheria ricollocata dopo il restauro (cortesia: Neri)
Figura 2 – Venezia. Una delle lanterne in ferro della Pescheria ricollocata dopo il restauro (cortesia: Neri)

In particolare l’asportazione dell’ossidazione creatasi nel corso del tempo ha evidenziato problemi di saldature, distacco di parti fra loro, deformazione dei decori: questi sono stati ripristinati attraverso la creazione di nuovi decori conformi agli originali.

La verniciatura per immersione, avvenuta dopo la stuccatura, ha permesso di ottenere una protezione completa di tutte le superfici e la quindi finitura  applicata a spruzzo  ha riportato le lanterne al colore nero originale.

In questo caso l’adeguamento tecnologico è stato effettuato attraverso l’inserimento di una piastra LED interna con colore di luce neutro, in grado di valorizzare gli ambienti storici della Pescheria e al contempo garantire una luce ottimale per l’illuminazione dei prodotti ittici. L’utilizzo di moduli LED in sostituzione delle sorgenti a ioduri metallici ha permesso di migliorare le prestazioni visive e al contempo garantire un risparmio energetico di circa il 64%.

Analisi costi-benefici per il restauro di un apparecchio in stile

Per l’analisi TCO è stato preso in considerazione un recupero funzionale ed estetico di una lanterna in stile come quelle presenti a Venezia (figura 3). Ovviamente come costo di riferimento per il restauro di questi tipi di apparecchi, è stato considerato un costo medio per tipologie storiche – poichè il costo netto per il restauro delle lanterne della Pescheria Vecchia comprendeva lavorazioni e trasporto extra derivate dalla grandezza fuori standard degli apparecchi.

Confronto fra caratteristiche di una lanterna storica e suo recupero con cablaggio LED (cortesia: Matteo Seraceni)
Figura 3 – Confronto fra caratteristiche di una lanterna storica e suo recupero con cablaggio LED (cortesia: Matteo Seraceni)

 

In questo caso si dimostra come ad un ottimo risultato in termini di resa luminosa ed estetica è possibile affiancare un ritorno degli investimenti abbastanza breve, considerato l’impegno economico richiesto: come si può vedere dai grafici, il break even è pari a circa 8 anni (considerando un tasso di attualizzazione del 7% diventa pari a 10 anni) (figura 4 a-b).

 

(ing. Matteo Seraceni, progettista -consulente Hera Luce)

 

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