Bagnocavallo – Un esempio di Project financing

Ottimizzare le risorse: la buona amministrazione della luce pubblica

 

Bagnocavallo
Bagnocavallo (Ravenna)

Da molti anni il tema dell’efficientamento dell’illuminazione pubblica è diventato di significativo interesse per le collettività e gli amministratori. Si susseguono studi, annunci, dichiarazioni nelle quali viene enfatizzato che sono possibili nei sistemi di regolazione e di telegestione – investendo nelle nuove sorgenti, ad esempio i LED – risparmi significativi mediamente superiori al 30%, con punte del 50%..

…In questo quadro di mercato, gli amministratori che non rimangono indifferenti a queste denunce spesso si scontrano con i classici problemi derivanti dalle limitazioni imposte dal patto di stabilità o dai budget risicati destinati agli investimenti tecnologici.

Il problema principale spesso nasce dal fatto che si tende a ottenere il massimo risultato assoluto, ma questo comporta la sostituzione degli apparecchi di illuminazione. L’investimento diventa allora significativo e le risorse disponibili sono a mala pena sufficienti ad assicurare la sostituzione programmata per obsolescenza.

Un’immagine della nebbia autunnale a Bagnocavallo
Un’immagine della nebbia autunnale a Bagnocavallo

Il quadro della situazione

Si calcola che in Europa il tasso di rinnovo degli impianti si colloca attorno al 4% annuo, quindi la durata media delle apparecchiature è di circa 25 anni e questo è il naturale tasso di sostituzione degli apparecchi. Anche volendo raddoppiare i budget, ed è noto quanto ciò è difficile oggi, un programma di efficientamento del parco installato dispiegherebbe i suoi effetti dopo 12 anni.

Oltre al non innegabile risultato che si sostituirebbero apparecchi con soli 10 anni circa di vita, con uno spreco di denaro dovuto alla rottamazione prematura di apparecchi che potrebbero risultare sufficientemente efficienti. Alcuni operatori propongono l’efficientamento degli ausiliari, nel caso delle lampade a scarica, con installazione di alimentatori elettronici dimmerabili, giustificandone l’adozione anche in base a libere, personali e lucrose interpretazioni di recenti direttive europee.

Giova su questo aspetto ricordare due punti essenziali:

1)La direttiva europea EUP2 non impone l’adozione degli alimentatori elettronici – e non potrebbe mai farlo, cioè specificare una tecnologia – ma piuttosto requisiti più stringenti per l’efficienza di tutti gli alimentatori immessi sul mercato dal 2017. Lungi dal legislatore l’idea di imporre una sostituzione del parco installato, l’obiettivo è stabilire dei requisiti energetici minimi, che già oggi sono soddisfatti da molti prodotti convenzionali ( alimentatori magnetici ), da applicare per gli impianti realizzati dal 2017;

2)La sostituzione di ausiliari, l’aggiunta di componenti ed in generale la modifica di quanto certificato dal costruttore dell’apparecchio di illuminazione impone una nuova  certificazione dello stesso ( vedi UNI 11431). Si sono visti interventi estesi nei quali la modifica sostanziale ( sostituzione integrale dei componenti ) degli ausiliari non ha fatto derivare alcuna nuova certificazione, se non forse quella rilasciata dall’installatore che ha effettuato il lavoro. Vale la pena ricordare che per certificazione si intende perlomeno la verifica termica dell’apparecchio e la verifica del rispetto delle norme di sicurezza e di compatibilità elettromagnetica. Resta perciò il dubbio che l’installatore non disponendo normalmente di idonea strumentazione, abbia fornito una certificazione di impianto e non di apparecchio.

Una proposta operativa

Come fare allora a realizzare un consistente risparmio energetico sul parco installato senza investire risorse ingenti per la P.A. ? Fermo restando che per gli apparecchi meno efficienti va prevista una sostituzione, anche in relazione alla necessità di eliminare il parco di lampade ai Vapori di Mercurio entro il 2016, per ridurre significativamente i consumi, normalmente tra il 25% ed il 30%, è anche possibile utilizzare tecnologie di regolazione centralizzata del flusso luminoso.

Si tratta di un intervento che ha – per gli impianti di potenza mediamente superiore a 8 kW – un tempo di rientro dell’investimento tra i 2 ed i 3 anni, con un investimento limitato, ma che soprattutto permette di “aggredire” i consumi del parco installato in maniera rapida, senza la necessità di modificare gli apparecchi di illuminazione, se sono dotati di ausiliari magnetici. Un consiglio: conviene sempre verificare lo stato degli impianti, in particolare la vetustà, i livelli di luminanza e le cadute di tensione prima di realizzare qualunque investimento di questo tipo.

Non sempre gli impianti sono in condizioni tali da permettere di ottenere i risultati di cui sopra, ed è sempre altamente consigliata la valutazione di un professionista conoscitore specifico della materia, in modo che si possa rilevare innanzitutto lo stato di fatto degli impianti e successivamente valutare quali investimenti possono consentire il raggiungimento degli obiettivi dell’amministrazione. Purtroppo spesso si assiste ad interventi realizzati da un operatore, che ovviamente propone solo le soluzioni a cui ha interesse spingere, senza dare né evidenza pubblica né mandato ad un terzo di verificare la qualità delle soluzioni proposte. Un esempio interessante di razionalizzazione dei consumi con investimenti ridotti viene dal Comune di Bagnacavallo.

L’intervento a Bagnocavallo: un progetto di riqualificazione

Il Comune di Bagnacavallo è un centro di circa 17.000 abitanti, in provincia di Ravenna. Bagnacavallo ha un centro storico ben conservato dal tipico impianto radiale risalente al medioevo, con numerosi palazzi perlopiù seicenteschi e settecenteschi, appartenuti a nobili casate, molti dei quali conservano ancora oggi pregevoli affreschi e pitture a tempera.

Oltre ai monumenti, uno degli edifici più caratteristici è una storica piazza, Piazza Nuova, settecentesca, a forma ellittica. È circondata da un portico costituito da trenta archi a tutto sesto che poggiano su pilastri squadrati con muratura a vista. Fu edificata nel 1758 come luogo per la vendita e la contrattazione delle merci, sede per macellerie, pescherie e botteghe dell’olio ed è antesignana dei moderni centri commerciali.

Contesto dell’intervento di riqualificazione
Contesto dell’intervento di riqualificazione

L’Amministrazione Comunale, su  progetto del geom. Roberto Torricelli, ha messo in gara un intervento consistente sia nella eliminazione delle lampade al mercurio, in vista della scadenza del 2016, sia di forte riduzione dei consumi energetici, puntando, diversamente da molti altri casi, sulla gara pubblica per affidamento lavori.

Infatti l’investimento previsto non era particolarmente elevato per il Comune, in quanto una oculata politica di manutenzione ed investimenti nel tempo hanno permesso di mantenere aggiornato lo stato degli impianti. Il progetto di riqualificazione ha riguardato 2.999 punti luce, mentre la sostituzione da lampade a Vapori di Mercurio a Sodio Alta Pressione ha riguardato 600 di queste.

Sono stati inoltre sostituiti 702 apparecchi di illuminazione e sono stati installati 24 regolatori di tensione. La gara è stata aggiudicata alla società Gamie di Lugo (RA) per un importo complessivo di 276.000 euro.  Il risparmio consuntivato è  di quasi 45.000 euro annui, con un rientro dell’investimento che si colloca sui 6 anni.

Tra le migliorie offerte da parte di Gamie per aggiudicarsi la gara, vale la pena citare: installazione di  300 lampade SAP Long Life, la cui durata media è superiore ai 5 anni; appena 90 gg per l’esecuzione dei lavori, invece che 120 previsti dal bando di gara; i 24 regolatori di tensione sono dotati di Telecontrollo ed il contratto prevede come inclusa anche la manutenzione ordinaria e straordinaria per 10 anni. I

Infatti la possibilità di monitorare 24 ore su 24 gli impianti mediante il telecontrollo centralizzato, è apparsa sin da subito come la giusta occasione per incrementare l’ efficienza e l’efficacia dello svolgimento del servizio di manutenzione ordinaria e di pronto intervento.

Le tecnologie utilizzate

I regolatori di tensione utilizzati (SEC STPi, gamma Reverberi ) sono stabilizzatori la cui tensione di uscita viene decisa dall’utilizzatore in base ai programmi impostati da un orologio calendario interno all’apparecchiatura.

L’uso di un orologio calendario permette una gestione ottimale della regolazione del flusso, in quanto si possono programmare cicli differenti a seconda delle stagioni, dei giorni della settimana o addirittura in alcuni giorni dell’anno.

E’ noto che la norma UNI 11248 consente la riduzione del flusso luminoso e quindi risparmio energetico , nelle ore di minor traffico. Queste però sono variabili durante l’anno, ed in genere la riduzione del traffico può avvenire prima in inverno, mentre è consigliabile spingersi più in la nella notte di estate, quando addirittura è da evitare fino a notte fonda nel caso delle feste patronali o di festività significative.

Non si tratta di un aspetto marginale: la norma UNI 11431 sui regolatori di flusso premia con il massimo rating la presenza di un orologio calendario, mentre assegna il minimo rating ai dispositivi chiamati “stand alone” o “a ricerca della mezza notte presunta” che, per come costruiti , riescono a individuare abbastanza precisamente la mezzanotte, ma non sono in grado di discriminare il giorno dell’anno.

Ecco allora le lamentele dei cittadini, ma soprattutto il degrado delle condizioni di sicurezza, perché si sono viste situazioni dove – per garantire con questi dispositivi autonomi un minimo di risparmio – si riduceva il flusso luminoso già fin verso le 19.30, orario forse adeguato in pieno inverno in un giorno feriale, ma sicuramente improponibile in estate o in un giorno festivo.

Il regolatore di tensione STPi ha prestazioni di rilievo per quanto riguarda il rating assegnato dalla norma UNI 11431: massimo rendimento al 98%, costanza del rendimento al variare del carico, stabilizzazione della tensione al 1%, riduzione del flusso oltre il 50%, disponibilità di un orologio calendario e può quindi fregiarsi della marchiatura Classe Prestazione (UNI 11431) R1-L1-A1-Y1-P1, che corrisponde al massimo rating previsto dalla norma ed a quanto richiesto dai CAM Criteri Ambientali Minimi, editi dal Ministero dell’Ambiente.

Gli impianti di Bagnacavallo sono inoltre dotati di un software di Telegestione Maestro (Reverberi Enetec), tra i più avanzati presenti sul mercato ed adottato anche da Autostrade, Acea, A2A Brescia, solo per citare i casi più significativi.

Maestro consente il controllo remoto della più svariate tecnologie di regolazione: dai LED agli alimentatori elettronici dimmerabili, ai regolatori di tensione fino ai dispositivi per gallerie.

Un Software completo di tutti gli strumenti più avanzati per la gestione a distanza degli impianti

(Matteo Strocchi)

 

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