Roma - Mercedes-Benz headquarters

Nuovi spazi flessibili per il team working

Roma, Mercedes-Benz. Per l’illuminazione degli uffici sono stati utilizzati nel sistema modulare del controsoffitto apparecchi da incasso con ottica prismatica di grandi dimensioni (“Omega LED” di Thorn Lighting) (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

La sede italiana di Mercedes-Benz presente da decenni nell’area EST di Roma in una zona quasi esclusivamente industriale è stata oggetto di un recente intervento di riqualificazione nella riconfigurazione dei sei edifici esistenti, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa dell’azienda

Nel progettare i nuovi spazi di lavoro della sede italiana di Mercedes-Benz è stata posta grande attenzione ai temi della flessibilità e della modularità, oltre che all’ottimizzazione dell’uso degli spazi connettivi.

Al centro dei criteri di progettazione sono state poste le persone, esaltando il valore del team working e la sostenibilità ambientale; non più spazi di tipo tradizionale, ma ambienti ripensati come “open space” di nuova concezione, spazi per incontri informali e due aree break in ogni piano.

Due degli edifici paralleli esistenti sono stati accorpati con nuovi corpi di fabbrica per farne uno solo e il nuovo edificio è caratterizzato da un impianto a corte centrale che si sviluppa su quattro piani, oltre ad un piano interrato dedicato ai parcheggi.

La maggior parte dei servizi e delle aree comuni si trova al piano terreno: la hall principale di ingresso, atrii e aree comuni di collegamento, l’area conferenze, il ristorante aziendale ed il grande spazio espositivo aperto/coperto, mentre nei tre piani in elevazione si trovano la maggior parte degli uffici e dei servizi di piano. Applicando criteri progettuali innovativi, il layout delle nuove aree di lavoro è stato progettato dallo Studio MPPM.

I materiali e le scelte dell’Interior Design

I materiali e le finiture scelte dal progettista, come moquette e colori scuri alle pareti, hanno lo scopo di controllare le componenti di riflessione indesiderate del LED sulle superfici.

La maggior parte dei pavimenti è rivestita in moquette bicolore ad alto spessore (5/6 mm) che si costituisce anche come guida visiva nell’individuare le funzioni nelle sale riunioni e degli spazi lavorativi: dotata di materassino isolante e assorbente la moquette – non adottata negli spazi comuni – è efficace anche dal punto di vista acustico.

Roma, Mercedes-Benz. Una delle sale riunioni (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

In zona mensa è stato invece scelto un pavimento in gomma, accogliente al passo e che presenta caratteristiche meccaniche interessanti, mentre la hall vede posizionate a terra lastre di grande formato in gres porcellanato (colore grigio scuro antiscivolo R11).

La scelta della palette cromatica è in linea con la livrea Mercedes, con le proposte del brand in termini di marketing e merchandising, e con i colori delle nuove auto. Nelle aree relax le ambientazioni ricordano volutamente gli spazi domestici nei materiali imbottiti utilizzati e nei toni di colore più caldi sia degli arredi che della luce, oltre che nella presenza di apparecchi di illuminazione di ambito più decorativo.

Il lighting design

Lo studio della luce, sia naturale che artificiale, ha rivestito in questo progetto un’importanza fondamentale, in coerenza ad altri aspetti quali la qualità acustica degli ambienti e le condizioni termoigrometriche.

I lati maggiormente esposti all’irraggiamento solare (sud, est ed ovest) sono stati schermati con brise-soleil orientabili motorizzati e gestiti da BMS, mentre gli scenari della gestione della luce naturale e artificiale hanno rappresentato una voce importante nei risparmi energetici.

In ciascuna delle aree l’illuminazione è stata studiata in modo specifico e sono stati utilizzati apparecchi e sistemi mirati per garantire soluzioni veramente adeguate alla funzione, anche in termini di percezione emotiva.

L’architetto Roberto Bianchi, da sempre appassionato fotografo, ha sempre avuto una particolare sensibilità al tema della luce e ha richiesto per le aree lavorative una temperatura di 4000 K, a un tempo stimolante per le attività lavorative e capace di dialogare con la luce diurna.

La maggior parte degli apparecchi di illuminazione utilizzati sono di produzione Thorn e Zumtobel. Nei tre piani superiori che ospitano la maggior parte degli uffici e dei servizi, sono stati integrati nel sistema modulare del controsoffitto apparecchi da incasso con ottica prismatica di grandi dimensioni (pannelli flat con bordo luminoso “Omega LED” di Thorn Lighting, 1200 x 600 mm). Questi sistemi presentano specifiche tecniche ottimali per questo tipo di applicazione e permettono una distribuzione più ampia della luce rispetto alle soluzioni fluorescenti tradizionali o ai prodotti opali a LED, migliorando l’uniformità sulle pareti, sui soffitti e sulle superfici coinvolte nel compito visivo.

L’atrio d’ingresso principale è stato illuminato integrando gli apparecchi nella struttura architettonica per seguirne le geometrie spaziali e per valorizzare i materiali utilizzati. Si è scelto di realizzare un’illuminazione con emissione diretta funzionale dei percorsi e un effetto di luce indiretta diffusa per riempire il volume centrale in doppia altezza. Linee di luce perimetrali sono state inoltre posizionate in corrispondenza del ballatoio per ‘smaterializzare’ le intersezioni tra le superfici architettoniche orizzontali e verticali.

Roma, Mercedes-Benz. Atrio di ingresso principale. Sono visibili a destra le grandi sospensioni su disegno realizzate dall’azienda tedesca Sattler che caratterizzano lo spazio (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

Grandi sospensioni su disegno (realizzate dall’azienda tedesca Sattler) caratterizzano lo spazio, mentre la loro forma viene ripresa in negativo nello spazio esposizioni con una linea di luce blu ad incasso che si ispira all’interno delle auto.

Nello spazio esposizioni una linea di luce blu ad incasso che si ispira all’interno delle auto riprende le forme delle sospensioni su disegno dell’atrio (realizzate dall’azienda tedesca Sattler) (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

Gli incassi blu sono realizzati con gusci in gesso armato fuori opera (sempre di Sattler) e costituiscono un elemento decorativo ad integrazione della luce prodotta dagli apparecchi con fasci intensivi di Zumtobel.

La mensa non è illuminata in modo convenzionale per questo tipo di ambiente ma l’illuminazione soffusa e piena di contrasti dialoga perfettamente con il linguaggio architettonico voluto dal progettista, mentre materiali e finiture scelte per questo ambiente lo rendono fortemente caratterizzato: in questi spazi sono stati utilizzati sistemi modulari orientabili e flessibili (sempre di Zumtobel) con qualità di luce elevata grazie all’alta resa cromatica delle sorgenti LED, oltre a sospensioni decorative di colore nero (di Vibia).

La mensa non è illuminata in modo convenzionale ma l’illuminazione soffusa e piena di contrasti dialoga perfettamente con il linguaggio architettonico voluto dal progettista (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

Le aree relax – arredate in modo accogliente per renderle luoghi attrattivi nel tempo libero – hanno una luce con temperatura colore rigorosamente calda (tc 3000 K), mentre nel bar sono state utilizzate delle sospensioni decorative (“TAO” di Cangini & Tucci).

Roma, Mercedes-Benz. Nella zona bar sono state utilizzate sospensioni decorative (“TAO” di Cangini & Tucci) (photo: Moreno Maggi) (cortesia: Zumtobel Group)

Il progetto di illuminazione è stato quindi capace di realizzare un giusto equilibrio tra luce integrata, funzionale e decorativa, in un contesto di Interior che supporta in modo efficace questo concept.

(a cura di arch. Giordana Arceselai, lighting designer – Bologna)

 

ROMA – MERCEDES-BENZ HEADQUARTERS

Roma – Nuova Sede Mercedes-Benz

Committente: Eusebio Spa

Progettazione architettonica e Interior Design: Team di progetto Studio MPPM

Responsabile del progetto: arch. Roberto Bianchi

Collaboratori: arch. Mauro Greco, arch. Giulia Napoli, arch. Isabella Grippo, arch. Daniela Esposito

Apparecchi di illuminazione: Thorn Lighting – Zumtobel, Vibia Lighting, Cangini & Tucci, Sattler (con sospensioni realizzate su disegno)

Fotografo: Moreno Maggi

 

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