Luce e Arte

Milano, Palazzo Reale. Dall’ombra una “luce portata” per Antonello da Messina

L’allestimento scenotecnico e illuminotecnico realizzato in mostra (cortesia: Light Studio)

Fino al 2 giugno 2019 è visitabile a Milano nelle sale di Palazzo Reale la mostra dedicata ad Antonello da Messina (1430-1479), “Antonello da Messina. Dentro la pittura”, realizzata grazie al supporto del Comune di Milano|Cultura e Regione Siciliana, e prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre Skira.

La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, apre il nostro sguardo contemporaneo sulle opere di quello che è senz’altro il più grande ritrattista del Quattrocento, innovatore formidabile sul piano della tecnica e dell’approccio all’inquadratura compositiva, permettendoci a un tempo di conoscere la maggioranza delle opere dell’artista siciliano giunte fino a noi.

Diciannove capolavori, fra i quali il “Ritratto d’uomo” dalla Galleria Borghese di Roma, o il “Ritratto di Giovane” dal Philadelphia Museum of Art, oltre ad altre ormai “iconiche” nell’immaginario collettivo, come l’ineffabile “Annunciata” dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo.

(cortesia: Skira)

Altro elemento di grande interesse della mostra sono i disegni e i taccuini di lavoro dello storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle (1810-1897), massimo interprete e primo fautore della fortuna critica del grande artista, del quale – grazie alla collaborazione con la Biblioteca Marciana di Venezia – è possibile seguire la ricostruzione del primo catalogo di Antonello.

L’allestimento scenotecnico e illuminotecnico per il “Ritratto d’Uomo” (Galleria Borghese, Roma) (cortesia: Light Studio)

L’allestimento espositivo della mostra è stato realizzato dagli architetti Paolo Capponcelli, Mauro Dalloca e Cesare Mari, di PANSTUDIO architetti associati, con l’obiettivo di porre nella massima evidenza le opere focalizzando l’attenzione del pubblico sui dipinti quasi tutti di piccolo formato.

Per ogni opera sono stati progettati apparati dedicati – nicchie visive al centro di elementi architettonici in legno – collocati in un’ambientazione molto scura, dove la luce focalizzata e attentamente sagomata sulle opere con il massimo controllo del flusso luminoso supporta la percezione dell’osservatore in un’atmosfera di grande suggestione.

Il progetto illuminotecnico e scenotecnico realizzato da Light Studio (Alberto Cottarelli, Iskra Mestrangelo, Patrizia Savino e Giuseppe Mestrangelo) sottolinea quindi la sua attenzione in modo dedicato sulle opere esposte, lasciando l’ambiente delle sale nella penombra, e volendo esaltare invece la luminosità naturale della fiamma di luce interna ai quadri che caratterizza la composizione in molte opere di Antonello da Messina.

Una luce artificiale pensata dunque a partire dall’ombra, e che vuole educare il nostro sguardo a percepire la sorgente luminosa naturale presente nelle opere.

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