Designer e Innovazione nel Product Design

Luce, Prodotto e Architettura

(photo: Vincenzo Milione) (cortesia: Silvio De Ponte)

I prodotti di illuminazione integrati all’architettura, lo sviluppo tecnologico e le nuove funzioni integrate alla luce

La luce è l’elemento fondamentale nel processo percettivo delle cose ed è proprio tramite il fenomeno luminoso che si attua la più completa conoscenza spaziale. Lo spazio architettonico diviene naturale punto di incontro fra immagine, suono, luce, architettura, racconto e si configura come scenario, non solo a sfondo funzionale ma anche emotivo.

La luce è la nostra materia d’intervento nello spazio architettonico, una luce intesa non soltanto come entità puramente funzionale ma che abbia il fine di migliorare la percezione e la lettura dei luoghi in cui viviamo. L’uso della luce è uno strumento molto suggestivo ed altamente scenografico per disegnare l’ambiente in cui viviamo e in cui lavoriamo e per la sua capacità di plasmare superfici, modellare volumi, strutturare e delimitare spazi si rivela un mezzo costruttivo forte, suggestivo ed estremamente efficace.

“Diade” di Luceplan (design: Monica Armani). Sospensione a luce LED lineare per ambienti di lavoro su due pannelli in PET fonoassorbenti (policarbonato stampato ad iniezione) (cortesia: Luceplan)

Progettare la luce non vuol dire soltanto considerare i requisiti strettamente illuminotecnici (lux, lumen, watt, ect.), ma, soprattutto organizzare i valori percettivi della luce, in una sorta di ergonomia della visione che consideri il rapporto tra uomo e il suo ambiente: con il linguaggio della luce la costruzione di fenomeni ottico-visivi determina, attraverso la percezione visiva, il rapporto comunicativo fra spazio ed intelletto.

Per questi motivi una luce ben progettata migliora il nostro rapporto con lo spazio, perché non solo facilita le funzioni del vedere e del riconoscere, ma aumenta anche lo stimolo lavorativo ed il nostro benessere fisico.

Le tendenze ci mostrano che sempre più persone sono consapevoli dell’importanza di una luce artificiale pensata, ragionata e attentamente progettata. Sembra essere finalmente arrivato il momento per spegnere gli eccessi fatti di luci “rumorose” e lavorare soprattutto ad un progetto dell’ombra, che crei differenze, primi e secondi piani, vibrazioni e nuove percezioni spaziali.

“Hush” di Martinelli Luce (design: Massimo Farinatti) progettato per la qualità della vita negli ambienti di lavoro e negli spazi condivisi è un sistema componibile di moduli a sospensione con sorgente LED per luce diretta e indiretta, integrati con pannelli fonoassorbenti (Caimi Brevetti) in vari colori (cortesia: Martinelli Luce

Illuminare gli spazi della casa, ad esempio, vuol dire prendere visione dell’aspetto formale del luogo, dei suoi colori, dei materiali, delle esigenze e dei comportamenti di chi vi abita al fine di poter creare scenari carichi di potenziale emotivo ed evocativo, dove la luce – attraverso il lighting designer – sia in grado di trasmettere allo spazio i nostri essenziali bisogni biologici e psicologici.

La luce artificiale e quella naturale devono cooperare per gran parte della giornata e con l’avvento del buio, alla luce artificiale spetta il ruolo di individuare per lo spazio funzioni ed espressioni inedite.

Il design nei prodotti di illuminazione

Quando parliamo di Design indichiamo un tema centrale alle grandi scelte sociali e ai modelli di sviluppo della società occidentale. Il design rappresenta uno dei pensieri più compiuti dell’etica europea, uno dei punti più alti e problematici della riflessione nella modernità di questo continente.

Nel design i prodotti di illuminazione appartengono ad un sistema di oggetti in parte avulso dalle relazioni che si instaurano con altri prodotti tipologici. Le lampade sono infatti gli unici oggetti ambivalenti, che possiedono due materie e due linguaggi autonomi diversificati: l’involucro e la luce.

Il contenuto, cioè la luce, può diventare l’oggetto primario ed essere elevato a vero significante dell’oggetto. Contenitore e contenuto, interno ed esterno si ribaltano e modificano i loro ruoli: è la luce che può divenire prodotto di design. E la qualità dell’oggetto assume una nuova configurazione nella sua estensione virtuale, cioè la luce.

All’interno del progetto la luce torna ad essere un materiale costruttivo capace di edificare spazi virtuali e atmosfere magiche, in un atteggiamento coerente all’era dell’informatica che richiede, infatti, per rendere visibili i propri fosfori, basse luminanze e riflessi attenuati: una tematica emergente per il Design che pone il problema della definizione di nuovi strumenti linguistici.

“Macaron Vertical”, per Orbit Lighting. Lampada a sospensione a luce LED. TC 3000 K (cortesia: Orbit Lighting)

Oltre il disegno dell’Oggetto: connettività e funzioni integrate

I sistemi e gli apparecchi di illuminazione non si limitano più soltanto a fare luce ma anche a fornire nuovi servizi basati sull’interrelazione tra oggetto e uomo. Nei prossimi anni una delle opportunità di sviluppo più importanti per le aziende di illuminazione sarà sicuramente la visione della luce come infrastruttura di comunicazione.

Smartphone, tablet, smartwatch e altri dispositivi digitali vengono utilizzati anche per rendere anche l’ambiente domestico più intelligente e – tramite App specifiche – diventano ‘telecomandi’ digitali per gestire gli apparecchi di illuminazione della casa, come “interruttori universali” che dialogano con lo spazio domestico, in modo intelligente ed interconnesso tra loro.

Accendere, spegnere, regolare l’intensità luminosa o la temperatura colore, ma anche organizzare e gestire contemporaneamente le luci in base agli ambienti dell’abitazione in un determinato momento della giornata, oppure in base al periodo dell’anno, o in relazione alle attività domestiche come leggere, guardare la TV, fare colazione o altro: ognuno di noi può diventare “regista” e/o “attore” in grado di modificare gli scenari luminosi dell’ambiente e di cambiare, in base al proprio vissuto, la percezione dello spazio che ci circonda.

Grazie a queste tecnologie, alla “riduzione” dimensionale delle sorgenti ed al miglioramento delle loro prestazioni, i prodotti d’illuminazione saranno sempre più integrati nell’arredamento o all’interno dell’architettura stessa, nelle pareti, nei pavimenti, nei soffitti o in altri elementi tipologici dello spazio. Disponiamo e disporremo sempre di più di apparecchi con molte più funzionalità avanzate integrate, come l’intelligenza adattiva, la connettività wireless, sensori più performanti e sistemi di regolazione dei flussi.

Fra le tecnologie della luce sono ormai di prassi locuzioni come Tunable White, White Changeable, Smart, Digital Light ed infine IoT ready. Sempre di più sentiremo anche parlare di Li-Fi, tecnologia progettata per trasferire dati ad altissima velocità e senza fili utilizzando la luce LED come mezzo di trasmissione. Il Li-Fi permetterà velocità 100 volte maggiori del Wi-Fi e ci darà modo di effettuare download di centinaia di giga al secondo, senza interferenze e router o trasmettitori dedicati.

Lampada con speaker integrato “Sensa 1” (cortesia: Check Up)

Con questi e altri strumenti che verranno, progettisti e designer potranno creare scenari sempre nuovi di luce dinamica, unendo competenze architetturali con altre più specifiche dell’entertainment (con l’inserimento di elementi video, audio, di realtà virtuale o altri ancora).

Un crescente numero di ricerche mostrano gli effetti benefici della luce sulla salute umana, a fronte di sistemi di illuminazione progettati secondo i principi dello Human Centric Lighting.

Questi sistemi intelligenti di regolazione della luce saranno presenti non più soltanto negli uffici, nelle scuole o negli ospedali ma anche in ambito residenziale.

Inside. Miniaturizzazione e luce integrata all’edificio

Le tendenze verso un processo di miniaturizzazione dei sistemi, associato ad un miglioramento generale dell’efficienza luminosa, della qualità della luce e del controllo ottico, portano sempre di più ad integrare le sorgenti luminose nell’edificio.

“Dodo” è una lampada in gesso da parete di Viabizzuno

Particolarmente rilevante dal punto di vista estetico sembra essere quest’anno la tendenza materica, derivata da una predilezione generalizzata per l’uso di fogli plastici sagomati, tessuti tecnici autoportanti, metalli ‘intelligenti’ o compositi antinquinamento per interni.

La riduzione dimensionale delle sorgenti e della componentistica permettono di ottenere apparecchi dagli ingombri quasi immateriali e questo cambiamento dimensionale influisce molto sul progetto dei nuovi apsistemi.

Una scelta tecnica che si traduce in risultato estetico: teste sottili come fogli e strutture portanti ridotte al minimo, per apparecchi che offrono prestazioni eccezionali senza essere invadenti e che per questo rendono “friendly” anche l’alto tasso di ingegnerizzazione nascosta: questo significa che in un’illuminazione tecnologicamente più performante non interessa tanto la vista della lampada, quanto le qualità percettive della luce nell’ambiente.

Se prima del LED la parte della lampada che ospitava la sorgente era proporzionata al resto del corpo dell’apparecchio, oggi gli apparecchi possono invece essere ridotti nelle dimensioni indipendentemente dalla sorgente: si tratta di una tecnologia in rapida mutazione che impone ai progettisti la massima attenzione ai cambiamenti per evitare di fare progetti che diventino rapidamente obsoleti.

Outside. Prodotti multifunzione e multifisicità

In antitesi a quanto sopra però, c’è anche un settore del mondo produttivo che guarda invece a quelle lampade la cui fisicità ed estetica non è nascosta o integrata nell’architettura, ma al contrario appare molto presente. Diverse aziende propongono così apparecchi che mostrano uno sviluppo delle qualità soft e sensoriali e che legano la luce con l’audio e, ad esempio, con i profumi.

Il lighting design si pone quindi in questo caso al centro di un esperimento collettivo rivolto ad integrare l’oggetto in qualcosa di differente e una semplice lampada che unisce in sé più utilità ha un effetto dirompente sull’ambiente circostante: slega il punto luce dalle pareti, consente l’ascolto di un brano musicale indipendentemente dalla fonte del suono, permette di spostare le funzioni domestiche là dove l’utente preferisce stare.

Ma è soprattutto verso il controllo acustico che i nuovi prodotti di illuminazione stanno spingendo la loro attenzione, e oggi osserviamo la messa sul mercato da parte di aziende di illuminazione di prodotti che illuminano e hanno in aggiunta anche il controllo acustico. Oppure, al contrario, vediamo aziende produttrici di pannelli per il controllo acustico che inglobano la luce all’interno dei loro materiali acustici.

 

“Eggboard Matrix” a emissione diretta, di Artemide (design: Progetto CMR – Giacobone & Roj). Sospensione a luce LED con proprietà di assorbimento acustico. TC 3000 o 4000 K (cortesia: Artemide)
“Oversize lux” di Caimi (design: Marc Sadler), pannello acustico a sospensione in tessuto con illuminazione a luce LED integrata (cortesia: Caimi)

La luce non serve più, quindi, soltanto per illuminare, ma deve integrarsi ad altri sistemi per poter far vivere all’utente un’esperienza diversa. La luce è flessibile e personalizzabile e diventa uno strumento sempre più connesso alle altre realtà, aprendo orizzonti completamente nuovi e capaci di fare la differenza.

(a cura di Silvio De Ponte Conti, prof. arch. Silvio De Ponte Conti, architetto e Interior Designer – DePonte Studio Architects)

 

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