Renzo Bellanca

Luce e Scenografia: quale didattica?

 

Renzo Bellanca, scenografo e docente di Scenotecnica e Illuminotecnica Accademia di Belle Arti, Firenze

Luce e Scenografia, Scenografia e Luce: un binomio imprescindibile che da sempre segue la mia professione di scenografo cinematografico e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Non sono un tecnico della luce, né tratto questa materia in termini scientifici, ma vivo e utilizzo la luce con la mentalità di uno scenografo, studiandola tutte le volte che mi trovo a progettare un set, cercando di valorizzarne le architetture e gli arredi, fondendo il tutto in quello che amo tanto creare le atmosfere.

“I cinque viaggi della vita”, Installazione – Mostra URBAN SKIN, Fondazione Umberto Mastroianni, 2017 (courtesy photo: Renzo Bellanca)

Il focus nella fase progettuale tiene conto di almeno tre fattori rilevanti: la collocazione architettonica dell’epoca e l’arredamento in dialogo con essa, i movimenti della macchina da presa e la luce. Il primo aspetto si definisce attraverso un’accurata ricerca di referenze che mi permettono di ricostruire qualsiasi cosa. Il secondo attraverso i movimenti di regia e le relative ottiche che leggono gli ambienti, influenzando la progettazione, la posizione delle sorgenti luminose e i materiali utilizzati per la realizzazione delle costruzioni.

Il terzo, propriamente la luce, è l’elemento di raccordo che valorizza tutto il lavoro. Qui il dialogo con il direttore della fotografia diventa necessario e importante, e le due figure devono essere per un momento una dentro l’altra, quasi fossero un’unica testa. L’uno collabora con l’altro ed entrambi completano il disegno iniziale del regista.

La domanda che sempre mi pongo durante la fase progettuale di un set cinematografico è: “Da dove entra la luce?”. In fase d’ideazione lo scenografo crea architettonicamente gli spazi necessari al passaggio della luce che andrà a valorizzare il set cinematografico.

Anche l’arredamento svolge un ruolo fondamentale. La scelta delle palette di colori, le carte da parati, le lampade di vario genere e applique distribuite nei diversi ambienti, contribuisce alla creazione delle atmosfere. Le tende, infine, oltre a coprire eventuali sfori, assolvono la funzione di filtro per la luce. Varie tipologie di tessuto, pesante o leggero, colorato o neutro, filtrano, modificano, colorano la luce nell’ambiente, contribuendo alla creazione di quell’atmosfera ricercata dai due reparti, scenografia e fotografia.

Tutti questi temi affrontati in oltre vent’anni di professione li ho riportati all’interno dell’insegnamento in Accademia. Nel triennio in Scenotecnica e nel biennio in Illuminotecnica e in Tecnologia e materiali applicati alla scenografia.

Per la programmazione accademica chiedo a registi come Virzì, Torre, Veronesi, Muccino, Genovesi, Andò, Vanzina e altri ancora, una sceneggiatura da sviluppare in progettazione esecutiva, con tutte le fasi della preparazione del film. In seguito organizzo gli incontri con gli scenografi, i direttori della fotografia e gli stessi registi con gli studenti del corso.

Per Illuminotecnica, indago invece l’illuminazione dei set, progettando una pianta funzionale, con tipologie e punti d’ingresso della luce, collocata all’interno dei teatri di posa di Cinecittà.

Con Tecnologia e materiali applicati alla scenografia analizzo la combinazione materiali-luce, che da sempre ci restituiscono visivamente ed emozionalmente inedite e seduttive prospettive di ambienti immaginati prima attraverso dei bozzetti e poi progettati esecutivamente.

Renzo Bellanca – Scenografo e docente di Scenotecnica e Illuminotecnica Accademia di Belle Arti, Firenze