Lisa Marchesi

Luce e Beni Culturali

 

Lisa Marchesi, Lighting Designer, mldlab – Milano

La luce è una componente essenziale per la fruizione delle opere d’arte: senza di essa non potremmo né vederle, né apprezzarle e la nostra vita ne risulterebbe decisamente impoverita.

D’altra parte, però, la luce con le sue radiazioni, siano esse di origine naturale che artificiale, è anche una delle principali cause del processo di degrado al quale tutti i beni culturali sono, in misura differente, inesorabilmente sottoposti.

È pertanto indispensabile che il massimo impegno venga profuso al fine di consentire il pieno godimento dell’opera assicurando a questa la migliore protezione dai danni di qualsiasi origine.

Allo stesso tempo però dobbiamo considerare i Beni Culturali come luoghi nei quali non viviamo, ma che possiamo osservare, contemplare, sperimentando al loro interno esperienze molto particolari. Ed è con questa particolare premessa che ci si deve approcciare al progetto di illuminazione.

Il punto di partenza è una semplice domanda: “Perché illuminare i Beni Culturali?” La risposta quando si tratta di un museo o di una esposizione temporanea sembrerebbe scontata, ma se si tratta di spazi all’aperto è necessario considerare che quel particolare luogo o quel monumento al momento della loro realizzazione non erano illuminati.

Nel passato si viveva di giorno e durante la notte, con il buio, la presenza dell’uomo era segnalata solamente da qualche fiaccola o candela. Rispettare questo concetto nel progetto di illuminazione significa garantire la corretta percezione del luogo. Oggi tuttavia si vive anche di notte: si lavora, si studia, si vivono esperienze sociali, in pratica si allunga la nostra giornata. Possiamo fare una passeggiata per la città e soffermarci ad osservare con calma alcuni particolari che durante la visione diurna ci possono sfuggire, possiamo visitare mostre e musei, possiamo immergerci in esposizioni interattive, possiamo quindi godere in ultima analisi dei Beni Culturali anche quando la luce naturale è assente.

I Beni Culturali sono luoghi in cui è necessario il confronto disciplinare tra architettura, archeologia, storia, grafica, geografia, economia, tecnologia; ciò non tanto per la loro conoscenza ma principalmente per la loro conservazione, valorizzazione e fruizione.

Il confronto infatti è con oggetti materiali che possiedono valenze storico-culturali ma che vanno incontro a processi di obsolescenza, a mutamenti del tempo, a trasformazioni funzionali; ma al tempo stesso sono anche strettamente correlati al pensiero in quanto rappresentano un complesso di idee e valori presenti in un determinato contesto sociale in un determinato momento storico.

Tutte queste sono considerazioni fondamentali quando si inizia a progettare un sistema di illuminazione per questi ambienti. La luce artificiale è un elemento fondamentale che permette di integrare e qualificare la percezione offerta dalla luce naturale, sia quando quest’ultima è inesistente o troppo scarsa, sia quando la sua sorgente primaria non permette particolari modellazioni o sottolineature dell’oggetto. Il progetto di illuminazione per i Beni Culturali dovrebbe quindi tenere in considerazione tut

ti questi aspetti fondamentali legati alla storia, alla cultura, alla sociologia, ovviamente ponendo le basi su tutti gli aspetti tecnici legati alla conservazione ed alla percezione, ma aggiornandosi continuamente attraverso l’introduzione delle nuove tecnologie, come l’utilizzo di sistemi di IoT (Internet of Things), Beacon Bluetooth e altre soluzioni per l’utilizzo di funzioni ed applicazioni integrative altamente innovative.

Lisa Marchesi, Lighting Designer, mldlab – Milano

 

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