Salvagnini Campus

Luce e architettura per l’Industria 4.0

Sarego. Salvagnini Campus. L’ingresso al volume sospeso dello showroom (courtesy photo: Alessandra Chemollo

Una struttura aperta sul futuro e insieme un luogo per conoscere e sperimentare i temi dell’Industria 4.0, nell’ambito di un progetto che fa dell’utilizzo integrato del daylight uno dei suoi punti di forza

Salvagnini Campus è un luogo di formazione e ricerca internazionale, un progetto di rigenerazione industriale che trae energia e valore anche dai risultati di una efficace ricucitura ambientale e sociale con il proprio territorio a vocazione agricola.

Sotto il profilo architettonico, il complesso è definito da un insieme di nuovi edifici solari trasparenti al paesaggio circostante, ragionati per massimizzare la qualità dell’esperienza di chi lavora e di chi visita l’azienda.

Il metodo di progettazione e costruzione seguito per il Campus, caratterizzato da un approccio digitale e “leggero”, unito all’utilizzo di materiali tradizionali quali acciaio, legno, vetro, ha legato l’intervento ai concetti di economia di risorse, sostenibilità e futura reversibilità.

L’organizzazione planivolumetrica e il progetto di illuminazione

Il Campus è parte di un più esteso progetto dell’area direzionale Salvagnini, azienda italiana di prima grandezza nella produzione di macchine e sistemi flessibili per la lavorazione della lamiera, dove nuovi edifici multipiano riorganizzano il layout aziendale con diminuzione delle superfici coperte a favore di maggiori spazi verdi.

Salvagnini Campus. Un’immagine del plastico con lo schema d’insieme del progetto (courtesy: traverso-vighy architetti)

I nuovi luoghi di lavoro, riorganizzati secondo l’orientamento solare, sono energeticamente autonomi e in diretto contatto con l’ambiente esterno e nella più piena declinazione di questo concept l’esperienza dei visitatori e il benessere degli utilizzatori sono stati gli elementi guida del progetto.

Il progetto di illuminazione è basato sull’integrazione del daylight, con tecniche a luce radente. Per questi spazi è stato utilizzato in modo estensivo il sistema ‘Tecton’ (di Zumtobel Group), sia per le sue caratteristiche di versatilità, sia perché si tratta di un apparecchio di illuminazione prodotto attraverso l’utilizzo di macchinari Salvagnini.

L’itinerario e il percorso di visita nel Campus inizia nel verde del parcheggio e si eleva poi sullo spazio della reception, luogo di attesa sospeso sul paesaggio e di unione tra i due edifici principali che hanno funzione di Showroom ed Academy.

Sarego. Salvagnini Campus. Lo spazio esterno sotto il volume della reception, in cui si riconoscono i volumi degli shed e la passerella di accesso (courtesy photo: Alessandra Chemollo)

Per chi accede dal parcheggio, il grande fondale rosso è illuminato da una sequenza di apparecchi (‘Tecton’ con ottica wall washer), e si pone come elemento guida. Dalla reception si accede poi al soppalco panoramico sulle attività dell’ambiente dello Showroom, vero e proprio prototipo di fabbrica automatica dove i sistemi progettati da Salvagnini lavorano in modo sinergico e flessibile alla produzione di oggetti derivati dalla lavorazione della lamiera.

L’interno dell’ambiente showroom è un grande spazio tecnologico, silenzioso, pulito e in piena luce naturale, davvero lontano dall’immagine tradizionale dell’officina meccanica. La sua struttura è infatti stata progettata secondo principi museali: flessibilità nel layout espositivo, sistemi di illuminazione d’accento e fondali tessili intercambiabili.

Salvagnini Campus. Lo spazio dello showroom visto da Sud (courtesy photo: Juergen Eheim). L’interno dello showroom è un grande spazio tecnologico, silenzioso, pulito e in piena luce naturale, davvero lontano dall’immagine tradizionale dell’officina meccanica. La sua struttura è stata ragionata secondo principi museali: flessibilità nel layout espositivo, sistemi di illuminazione d’accento e fondali tessili intercambiabili. I metodi costruttivi dell’edificio si rifanno alla filosofia di Industria 4.0, una struttura prefabbricata mirata all’economia delle risorse e in cui ogni componente, assemblato a secco, deriva da un processo di produzione digitale: lamiere e profili tubolari tagliati al laser, pannelli in Xlam lavorati a controllo numerico, architettura tessile. Un metodo costruttivo modulare e pensato per essere reversibile e riciclabile a fine vita.

L’illuminazione naturale penetra nell’edificio da nord attraverso la struttura a shed in acciaio e pannelli di XLam, ed è integrata da un sistema di illuminazione radente: una sequenza lineare di apparecchi ‘Tecton’ (Zumtobel Group) con ottica narrow. Un sistema di proiettori con ottica variabile è invece dedicato all’illuminazione delle macchine.

L’edificio dell’Academy

Sempre dallo spazio reception il visitatore può accedere alla grande “piazza” dell’edificio Academy, luogo degli incontri commerciali, della formazione e della cultura legata al mondo di Salvagnini. Si tratta di un edificio preesistente riorganizzato dall’inserimento di un nuovo sistema di strutture leggere multipiano capaci di generare nuove funzioni e nuove relazioni: aule didattiche, uffici, sale riunioni, un bar ristorante e spazi dedicati allo smartworking.

Salvagnini Campus. Academy, piazza di incontri per visitatori e personale Salvagnini, con al centro il volume del teatro e delle sale formazione (courtesy photo: Juergen Eheim)
Salvagnini Campus. Lo spazio a sud della palazzina uffici. (photo: Juergen Eheim)

Anche gli ambienti dell’Academy sono valorizzati da un sistema di illuminazione radente delle coperture per l’integrazione della luce naturale e da un sistema di spotlight per l’illuminazione d’accento dei piani verticali ed orizzontali. Academy è punto di scambio tra l’azienda e i visitatori esterni: al suo interno sale riunioni e postazioni di lavoro sono organizzati per massimizzarne privacy e lavoro individuale, pur condividendo viste sul paesaggio e sulla piazza comune.

Al centro vi è un volume, collegato da passerelle sospese, dove un teatro a pianta centrale può accogliere fino a 150 persone: un luogo di incontri aziendali e anche di pubblico spettacolo potenzialmente aperto alla comunità locale.

Salvagnini Campus. L’interno del teatro a pianta centrale con schermo di proiezione perimetrale (courtesy photo: Alessandra Chemollo)

Il volume del teatro è illuminato all’esterno da una a sequenza di barre LED con ottica a fascio stretto e tc di 2700 K. Un sistema di pannelli tessili per il controllo acustico, illuminati a luce radente, guida invece i visitatori agli ingressi della cavea centrale.

L’illuminazione esterna del parco e degli assi di accesso al Campus è stato invece curato con un’ illuminazione segnapasso e di orientamento nel rispetto del paesaggio notturno dell’ambiente agricolo circostante.

(a cura di Giovanni Traverso – progetto architettonico e di illuminazione, traverso-vighy architetti)

 

SALVAGNINI CAMPUS SAREGO, 2020

Committente: Salvagnini Italia spa

Progetto architettonico: traverso-vighy architetti – Giovanni Traverso e Paola Vighy con Cristina Baggio, Stefania Dal Bianco, Elena Panza e Valeria Pesavento

Nightscape dell’asse di ingresso (photo: Alessandra Chemollo)

Progetto illuminazione: traverso-vighy architetti

Progetto strutturale strutture acciaio e legno: Alberto Crosato

Progetto strutturale strutture cementi armati: Massimo Nardi

Progetto impianti elettrici: Cristiano Stellin

Progetto impianti meccanici: Paolo Lucatello

Landscape: Camilla Zanarotti

Direzione Lavori: Massimo Nardi, Daniele Bertoldo

Sicurezza e direzione cantiere: Luca Gonnella

Apparecchi di illuminazione:

Per l’illuminazione generale, gli spazi ufficio, bar e reception: Zumtobel Group

Per l’illuminazione radente nel teatro e le aule di formazione: LED Linear

Per gli uplight nello spazio bar, l’illuminazione di esterni e i segnapasso nel teatro: Luce & Light

 

TRAVERSO-VIGHY ARCHITETTI

Gli architetti Giovanni Traverso e Paola Vighy

Fondato a Vicenza nel 1996, lo studio-laboratorio si basa sull’esperienza interdisciplinare di Giovanni Traverso e Paola Vighy, laureati in architettura presso lo IUAV e specializzati in luce naturale presso The Bartlett, University College of London.

Lo studio è da sempre spazio di sperimentazione e ricerca sull’architettura e sul lighting design. Un’attività in equilibrio tra sapienza tradizionale nella lavorazione dei materiali e produzione industriale e digitale si traduce in un percorso coerente di realizzazione di edifici leggeri, basati su prefabbricazione ed economia di risorse.

Lo studio è impegnato nel condividere e diffondere la consapevolezza che un progetto debba essere incentrato sull’esperienza della persona, del suo benessere nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

SALVAGNINI

L’azienda Salvagnini nasce a Milano alla fine degli anni ’60. Nel 1974, grazie a sovvenzioni per l’industrializzazione delle zone agricole, costruisce ai piedi dei Colli Berici, nel mezzo della campagna veneta, il suo primo stabilimento: una campata produttiva, collegata ad uffici e parcheggio attraverso un lungo corridoio, futuro asse di sviluppo di un estesa area industriale, che oggi conta 44.000 m² di superficie coperta e 900 dipendenti.

Salvagnini oggi è azienda multinazionale specializzata in sistemi robotizzati per la produzione flessibile di oggetti in lamiera. Le sue macchine, integrate secondo i principi dell’Industria 4.0, vengono prodotte ed esportate in tutto il mondo attraverso 5 stabilimenti produttivi e 23 filiali estere.

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