Londra

Alla Whitechapel Art Gallery la mostra “Keith Sonnier: Light Works”

Keith Sonnier. Ba-O- Ba VI, 1970. Courtesy of the Artist and Haeusler Contemporary Munich/Zurich. Copyright: Haeusler Contemporary Munich/Zurich. Photograph: Wolfgang Stahl
Keith Sonnier. Ba-O- Ba VI, 1970. Courtesy of the Artist and Haeusler Contemporary Munich/Zurich. (Copyright: Haeusler Contemporary Munich/Zurich) (Photograph: Wolfgang Stahl)

E’ in corso a Londra fino al prossimo 11 settembre presso la Whitechapel Art Gallery, la mostra “Keith Sonnier: Light Works, 1968-1970”, esposizione che propone alcune delle più interessanti opere luminose dell’artista contemporaneo della Louisiana, uno dei padri del Postminimalismo, videoartista e performer, oltre che fra i rappresentanti più significativi della Light Art.

Keith Sonnier (1941) ha articolato il suo lavoro negli anni ‘60 e ‘70, contemporaneamente ad altri autori come Lynda Benglis, Mary Heilmann, o Bruce Nauman e Richard Serra.

Sonnier ha voluto utilizzare lo strumento della luce come alfabeto di costruzione per un nuovo mondo, realizzando sculture con tubi di neon, gommapiuma, vetro, tubi per il cablaggio e varie tipologie di materiali riflettenti: particolarmente efficace in tal senso e punto di partenza per il lavoro successivo di tanti artisti della luce di oggi la sua attenzione agli aspetti di realtà della luce tecnica nello spazio, seguendo un approccio che lo stesso artista ricorda con queste parole: “…Il Neon è sempre stato usato per la segnaletica a una dimensione, quella delle scritte. Ma io ho pensato di farlo uscire dalle righe, tirandolo fuori nello spazio e utilizzandolo in un modo più tridimensionale..”.

(Massimo Maria Villa)

 

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