Le metodologie

L’illuminazione nell’Interior Design

Interior Design. La definizione di “tagli architettonici” ricavati a scomparsa determina spesso il concept nell’illuminazione di un ambiente (cortesia: Oty Light)
Interior Design. La definizione di “tagli architettonici” ricavati a scomparsa determina spesso il concept nell’illuminazione di un ambiente (cortesia: Oty Light)

All’apertura di un nuovo ristorante, di un albergo, di una catena di negozi, si crea una grande aspettativa sulle soluzioni che sono state adottate negli arredi, nella scelta dei colori, nell’illuminazione; si allineerà ad un trend minimale? Sono state trovate soluzioni nuove, pezzi appariscenti, o creati prodotti speciali?

I luoghi del retail, o la boutique, o gli hotel, devono in primis accoglierci, metterci nella condizione di poter scegliere un prodotto ben predisposti, di rilassarci nell’attendere qualcuno, attraverso la cura nei dettagli, la ricerca del particolare, e questo compito spetta soprattutto alla luce.

Il grande problema è tuttavia che nella progettazione della luce c’è molta libertà e tante possibilità, avendo pochi limiti normativi per certi aspetti e – come sempre accade – dove non ci sono regole il progetto diventa difficile, perché soggetto ad arbitrio.

Gran parte del mercato italiano propone poi una iperproduzione di copie e tanti cataloghi che si somigliano: la cosa si deve al fatto che in generale le aziende ambiscono a presentare sul mercato una collezione il più possibile completa, con tutte le gamme di prodotti per coprire ogni richiesta, e quindi da un’idea, da un prodotto-progetto partorito da quelle realtà che fanno ricerca, nascono le innumerevoli copie.

I passi operativi

Interior Design: un’ambientazione presso negozio a La Corũna, Spagna. Sistema di illuminazione per incasso architettonico, taglio di luce modulare a scomparsa totale installabile a plafone, parete (sia cartongesso che muratura), con sorgenti a LED, in Coral, costituito per 2/3 da minerali naturali tra cui il gesso. Crea una lama di luce di 45 mm. per l’altezza desiderata (moduli multipli). Il corpo in Coral è illuminato da una o due sorgenti a Led 1 x 1 W contrapposte, di colore bianco o blu (Blade, di Buzzi & Buzzi)
Interior Design: un’ambientazione presso negozio a La Corũna, Spagna. Sistema di illuminazione per incasso architettonico, taglio di luce modulare a scomparsa totale installabile a plafone, parete (sia cartongesso che muratura), con sorgenti a LED, in Coral, costituito per 2/3 da minerali naturali tra cui il gesso.Crea una lama di luce di 45 mm. per l’altezza desiderata (moduli multipli). Il corpo in Coral è illuminato da una o due sorgenti a Led 1 x 1 W contrapposte, di colore bianco o blu (Blade, di Buzzi & Buzzi)

L’imperativo per affrontare la progettazione illuminotecnica di questi ambiti, è non trascurare il lato emozionale della luce a scapito anche dell’illuminamento.

Fondamentale per il progettista illuminotecnico instaurare un rapporto di collaborazione con il progettista dell’architettonico e con l’arredatore: fare luce significherà sempre non fare scelte arbitrarie ma integrarsi, interagire con lo spazio, le sue funzioni, la sua geometria, i suoi colori.

Le normative, in alcune categorie quali la ristorazione, non indicano i valori di illuminamento, e in questo caso nelle note è riportato: “L’illuminazione dovrebbe essere progettata per creare  un’atmosfera appropriata”.

Alcune catene di self-service hanno addirittura triplicato, quadruplicato i valori di illuminamento sui banchi espositivi poiché luce = vendita. E’ dunque importante realizzare un concept illuminotecnico.

La percezione dello spazio 

Vanno valutate le caratteristiche dello spazio, del volume architettonico, cercando di capire se la luce può enfatizzarne gli aspetti caratteristici mettendone altri in secondo piano, ad esempio le altezze; i soffitti troppo bassi vanno “alzati” con emissione indiretta, quelli troppo alti “ribassati”, un corridoio troppo lungo dovrà essere “accorciato” con linee luminose trasversali o una disposizione a gruppi di apparecchi, viceversa per “allungare” è meglio adottare linee lungo l’asse visivo.

La creazione di nicchie, vuoti e pieni ci trasmette il valore tridimensionale dello spazio; per fare ciò il mercato offre diverse possibilità. La creazione di “tagli luminosi” architettonici esiste anche quando non c’è la possibilità di incassare (vedi figura 2), utilizzando sistemi a profilo scatolare, in estrusione o in pressofusione di alluminio, da montare in fila continua.

Interior Design: ambientazione in uno showroom irlandese. Estruso d’alluminio rivestito lateralmente con due profilati di PC, anche in colori vivaci come l’arancio e il giallo/verde con la caratteristica di tante possibilità di configurazione delle barre luminose; in fila continua a soffitto, ad incasso, a parete, ad emissione diretta, indiretta, diretta/indiretta, con proiettori (sistema Esedra Profile Plus )
Figura 2 –  Interior Design: ambientazione in uno showroom irlandese. Estruso d’alluminio rivestito lateralmente con due profilati di PC, anche in colori vivaci come l’arancio e il giallo/verde con la caratteristica di tante possibilità di configurazione delle barre luminose; in fila continua a soffitto, ad incasso, a parete, ad emissione diretta, indiretta, diretta/indiretta, con proiettori (sistema Esedra Profile Plus )

Se gli “stacchi” d’ombra fra i tubi non creano una regolare geometria, si dovrà fare attenzione alla giunzione tra un elemento e l’altro affinché ciò non sia percepibile (alcuni prodotti hanno già all’interno una sovrapposizione dei fluorescenti). Luce e arredo si possono fondere a tal punto da materializzarsi in un unico oggetto ( figura 3).

Mensola luminosa in metacrilato sabbiato per composizioni multiple sia orizzontali che verticali: con un solo punto luce è possibile realizzare linee di luce continua. La scocca metallica incorpora l’ alimentatore all’interno e non implica incassi nel muro: utilizza sorgenti a LED con potenze da 1,9 a 9,3 W (Tai-zu, di Oty Light)
Figura 3 –  Mensola luminosa in metacrilato sabbiato per composizioni multiple sia orizzontali che verticali: con un solo punto luce è possibile realizzare linee di luce continua. La scocca metallica incorpora l’ alimentatore all’interno e non implica incassi nel muro: utilizza sorgenti a LED con potenze da 1,9 a 9,3 W (Tai-zu, di Oty Light)

La disuniformità nei livelli di illuminamento

L’esigenza primaria, in genere, non è quella di creare volumi troppo uniformemente illuminati ( a meno che la tipologia di negozio, o catena di negozi, non lo richieda). L’occhio ha necessità di sapere dove guardare e l’uniformità crea monotonia.

Bisogna creare le gerarchie di interesse visivo: cosa e come mettere in mostra. I “dislivelli” di illuminazione che possono caratterizzare questi spazi sono dovuti all’ esigenza di  zone con illuminazione d’accento; se si tratta di vendere, o esibire, o mostrare o enfatizzare qualcosa (fattore d’accento 1:3 -1:5 ) si dovrà portare dunque la luce sui piani di lavoro funzionali e sulle pareti, sulle loro texture, creando varietà, pensando che in questi luoghi non è fondamentale l’illuminamento a terra.

Anche la diversa collocazione degli spazi costituiti da tanti ambiti diversi ci suggerisce un diverso uso della luce: le zone molto vicine alle entrate devono avere illuminamenti elevati soprattutto di giorno, le zone espositive illuminazione d’accento, le zone di prova preferibilmente un’ illuminazione “effetto camerino”, mentre i  collegamenti si possono caratterizzare con apparecchi a luce visibile, diffusa attraverso schermi bianchi per orientare nello spazio, le casse o reception o banchi di riferimento, evidenziate con sospensioni.

Portare la luce naturale negli spazi interni che appaiono piuttosto cupi e bui simulandola, come se si trattasse di luce naturale, è un’operazione abbastanza semplice. E’ sufficiente creare vani incassati o sporgenti effetto lucernario, chiusi con teli termotesi o materiali plastici rigidi, in colore bianco diffondente, che coprono una serie di lineari fluorescenti interdistanti tra loro dello stesso passo della loro distanza con lo schermo di chiusura; ciò crea uniformità sul diffusore, evitando macchie dovute ad una eccessiva interdistanza tra  tubi.

Se possibile, variare la temperatura colore con un sistema di comando a seconda delle ore del giorno; più fredda la mattina e più calda verso sera, utilizzando fluorescenti (o LED) con diversi toni di bianchi.

L’oggetto protagonista

In uno spazio che vede una presenza generale di “non apparecchi”, cioè oggetti integrati negli arredi, nei ribassamenti del soffitto, nei battiscopa, nelle nicchie-libreria, può emergere protagonista l’oggetto dalle forme antropomorfe e particolare  colore. L’uso di oggetti decorativi molto appariscenti o per la forma o per il materiale innovativo, di ricerca, diventa subito un riferimento del luogo, che può caratterizzare una catena, o richiamare magari il logo aziendale  (figura 4).

Lampada a sospensione, da tavolo e da terra, costituita da una sfera in acrilico bianca con tre fori ellissoidali tagliati al laser e struttura in acciaio tornito e cromato. Nonostante la perfetta simmetria dei tre fori, la percezione di Noglobe è di cinetica asimmetria, variabile a seconda dall’angolo visuale ( Noglobe di Kundalini - design Marzio Rusconi Clerici e Laura Agnolotto, 2004)
Figura 4 –  Lampada a sospensione, da tavolo e da terra, costituita da una sfera in acrilico bianca con tre fori ellissoidali tagliati al laser e struttura in acciaio tornito e cromato. Nonostante la perfetta simmetria dei tre fori, la percezione di Noglobe è di cinetica asimmetria, variabile a seconda dall’angolo visuale ( Noglobe di Kundalini – design Marzio Rusconi Clerici e Laura Agnolotto, 2004)

La gestione della luce

Una gestione della luce legata all’illuminazione diurna non è tanto perseguibile nei luoghi dell’apparire, a differenza degli uffici o ambienti di lavoro tradizionali.L’apporto di luce diurna non è importante ai fini della messa in mostra di questi spazi, che anzi talvolta vengono “isolati” con schermature, tendaggi per non contaminare l’atmosfera creata dall’illuminazione artificiale.

L’ottimizzazione dei consumi è chiaro che deve partire già dal progetto, con il controllo degli illuminamenti (non alti valori ovunque) e l’efficienza degli apparecchi (confrontando i rendimenti tra due apparecchi simili).

Ma la possibilità e facilità di gestione va comunque agevolata agli operatori, perché possono esserci ore di punta e differenti esigenze in certi orari.

Per impostare scene di luce – ad esempio – conviene utilizzare sistemi BUS per  l’impianto elettrico,  sistemi espandibili e riconfigurabili in modo estremamente semplice, con due componenti base: il terminale di comando e quello di programmazione (vedi figura 5).

Gestione domotica dell’illuminazione: il terminale AD-MPO, il touch-panel del sistema Sensa Advanced (cortesia: Thorn)
Figura 5 –  Gestione domotica dell’illuminazione: il terminale AD-MPO, il touch-panel del sistema Sensa Advanced (cortesia: Thorn)

Negli ambienti di utilizzo non abituale, come camerini e bagni, vanno considerati certi accorgimenti come l’utilizzo di rilevatori di presenza, solitamente ad infrarossi passivi  con fotocellula interna, che accendono o spengono gli apparecchi con la possibilità di impostare i livelli di luce. A 2,5 m. di h. si può controllare un’area di 7 m. di diametro.

Il tempo di ritardo e il livello d’illuminamento possono essere impostati in base alle esigenze. Nel caso di lunghi corridoi (pensiamo agli alberghi) il rilevatore diventa a microonde, cioè rileva piccoli movimenti fino a 30m. di distanza; si può alloggiare a parete, a soffitto, ma anche nascosto in una scatola standard.

Gli “speciali” o prodotti custom

Un’importante caratteristica degli apparecchi è l’indice di protezione (consigliabile almeno IP40), che impedisce l’entrata di corpi estranei > =1 mm nell’apparecchio. Per realizzare un prodotto speciale va valutata l’affidabilità dell’ azienda, la sua flessibilità nella realizzazione di pezzi ad hoc, anche se non in grandi numeri, fatta salva la buona qualità del prodotto; attualmente, soprattutto nel campo dei LED, ci sono alcune aziende attrezzate per il prodotto “su misura”. Importante sarà valutare le dovute garanzie di utilizzo di prodotti di qualità, il fornitore dei LED, la selezione dei LED, l’attenzione allo smaltimento del calore ecc., le loro referenze lavori.

(arch. Giordana Arcesilai)

 

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