IoT: luce connessa e nuovi scenari di gestione della luce

La tecnologia fra funzionalità e bellezza

 

Sistemi di comando wireless ‘Aria’ di PLH. La tecnologia in radiofrequenza è residente in ogni singolo componente, che si connette e dialoga con gli altri in caso di necessità. Il design ergonomico si avvale anche di finiture in materiali eleganti e raffinati, come il marmo o il legno (Foto: Alessandro Gaja) (Cortesia PLH)

Il concetto stesso di luce, elemento essenziale per la vita, è da sempre un tema strettamente legato alla variazione, alla modulazione, alla trasformazione. Luce e movimento, luce e regolazione, luce e variazione, sono concetti sinergici ed interrelati, oggi tradotti e attraversati dalle nuove tecnologie

Partendo dalla luce diurna – in cui il trascorrere delle ore e la variabilità delle condizioni metereologiche offrono scenari contraddistinti dall’unicità e dalla mutevolezza – passando alle prime forme di luce artificiale, interamente basate sull’uso del fuoco e quindi caratterizzate dal movimento – per arrivare alle sorgenti luminose attualmente in uso, il rapporto fra l’uomo e l’illuminazione è sempre stato di tipo dinamico e flessibile.

Best Western Hotel Ohm, Parigi. Nel settore dell’ospitalità, la gestione attraverso l’utilizzo di semplici tastierini (serie Palladion) permette la personalizzazione dello spazio in termini di gestione delle luci, movimento dei tendaggi e controllo della temperatura (Foto: Hugo Hébrard) (Cortesia Lutron)

Luce connessa e soluzioni wireless

Il veloce e inesorabile progresso tecnologico degli ultimi anni, che ha radicalmente modificato il mondo della luce ed il nostro modo di rapportarci ad esso, ci porta oggi a confrontarci con una realtà in cui le acquisizioni tecniche, i sistemi di rete e le nuove frontiere della comunicazione offrono campi d’azione inediti e sorprendenti, fino a pochi anni fa del tutto inimmaginabili.

Attraverso nuovi scenari – di cui Internet of Things, sistemi wireless o Human centric lighting sono solo alcune delle metodologie applicative – le installazioni sono sempre più integrate allo spazio, all’architettura, stabilendo nuove modalità di interrelazione e una nuova identità legata alla connettività.

Installazione di un campanello di ingresso basato sull’utilizzo del sistema ‘Aria’ di PLH per la facciata di un edificio a Milano. Il prodotto, custom made, è realizzato in metacrilato e alluminio anodizzato nero (Foto: Alessandro Gaja) (Cortesia PLH)

Questo approccio inedito è stato certamente favorito anche dalla semplificazione d’uso dei sistemi, che sono diventati un mezzo di controllo alla portata di tutti, una chiave per gestire in modo diverso un mondo fino ad oggi molto più distante. Con l’applicazione di sistemi relativamente semplici siamo oggi in grado di gestire, personalizzare ed interagire integralmente con lo spazio e le sue funzionalità, in uno scenario in trasformazione che segue la ritmicità del tempo, il nostro stato d’animo e il nostro umore.

Z Hotel, Londra. Dettaglio di un tastierino (serie Pico RF Wireless Control). Il design sobrio ed essenziale, che può essere personalizzato con scritte ed icone, prevede per questa serie anche il telecomando manuale, estraendo i comandi dalla cornice (Foto: Earl Smith) (Cortesia Lutron)

Possiamo costruire una scena che ci svegli al mattino, una che ci accolga al nostro rientro o una che si preoccupi di configurare la nostra uscita; con un semplice tocco, possiamo regolare la luce artificiale, dosare quella naturale, accendere il riscaldamento, il forno o la musica…

Un modulo di comando (‘NeoLighter’, per il sistema ‘Aria’ di PLH). Nonostante le dimensioni esigue, il sistema permette l’interazione di più funzioni come la gestione luci, dei sistemi di oscuramento, temperatura, umidità ed altro (Foto: Alessandro Gaja) (Cortesia PLH)

Possiamo realmente interagire con il nostro habitat in modo fisico e integrale, seguendo i ritmi del nostro metabolismo e della nostra psiche, incrementando comfort e benessere ed operando al tempo stesso un drastico taglio dei consumi.

Se in un primo tempo la fascia applicativa di questi sistemi è stata indirizzata soprattutto all’ambito residenziale, oggi la loro presenza travalica il confine dello spazio privato per raggiungere luoghi di lavoro, hotel, spazi commerciali….

Anche i musei, generalmente legati ad un’immagine più tradizionalista, spaziano oggi verso approcci SMART che permettono non solo una gestione più pratica ed immediata degli aspetti conservativi e del controllo oggettivo dei livelli di illuminamento – con raccolta dati e campagne di rilevamento in tempo reale – ma anche una fruizione alternativa per i visitatori, che possono personalizzare la loro esperienza servendosi di supporti interattivi o interconnessi.

È possibile così migliorare la qualità del lavoro ed aumentare la produttività creando e gestendo un ambiente lavorativo ottimale, in cui alla massima personalizzazione delle esigenze visive si aggiunge un drastico risparmio energetico, con soluzioni che configurano un nuovo approccio ed una nuova interazione fra uomo e spazio, fra individuo ed oggetti, fra soggetti e funzioni, e insieme un nuovo modo di concepire ed utilizzare gli impianti, anche a livello progettuale.

L’orientamento del mercato

Attualmente il mercato offre al progettista un’ampia gamma di prodotti e soluzioni che possono risultare risolutivi in tutti gli ambiti applicativi; sensori, tastierini, tablet, pulsanti sono strumenti di interazione che acquistano una veste sempre più curata, un design più attento e sofisticato, un’ampia scelta di materiali, colori, finiture.

Se in passato i sistemi di comando erano limitati nei materiali e nei colori, è oggi possibile utilizzare molti tipi di finitura e colorazioni non solo sulle materie plastiche, ma anche su vetro e metalli. Serigrafie personalizzate, retroilluminazione e display rendono oggi gradevole ed efficace non solo l’utilizzo dei sistemi ed i loro effetti sulla gestione, ma anche la loro stessa presenza negli ambienti anche per un design ricercato che innalza il valore degli spazi.

Alcuni sistemi estremamente semplici, dotati di dimensioni esigue, interoperabili ed aggiornabili e in grado di controllare molti punti luce, possono essere installati con una semplice connessione ad un router e configurati e gestiti attraverso il download di una semplice applicazione, per regolare gli scenari di luce, monitorare il consumo energetico, le sorgenti di luce e gli accessori collegati, amministrando le varie utenze.

Altri – sempre basati sull’uso di tecnologie a radiofrequenza attraverso una piattaforma che dialoga direttamente con i singoli alimentatori o dimmer o con un’interfaccia multifunzione – associano alle funzioni di regolazione di intensità della luce ed alla creazione di scenari a distanza il concetto del recupero della “gestualità”, curando forme e materiali progettati in base al senso del tatto in modo da crea-re una sinergia completa fra l’uomo e l’oggetto.

La connettività wireless si configura come una delle strade maggiormente appetibili nel panorama attuale, semplificando enormemente la trasformazione e l’upgrade degli impianti. Tale metodologia risulta ancora più interessante in particolari situazioni, come edifici e contesti di pregio o con particolari valenze estetiche, in cui l’annullamento dell’impatto visivo dovuto alla presenza di cavi e cablaggi risulta particolarmente auspicabile.

Considerando la velocità con la quale la tecnologia è oggi in grado di svilupparsi, le previsioni per il futuro sono difficili da azzardare, e potrebbero rivelarsi nuove sorprese. Sicuramente la tendenza sarà nella direzione di completare la personalizzazione di scenari ed intensità luminose con la regolazione del colore della luce, nelle varie tonalità del bianco, arricchendo ulteriormente le potenzialità dell’interrelazione uomo-ambiente, oltre a continuare a curare sempre di più la varietà e l’estetica dei prodotti ed il loro impatto visivo e qualitativo, sperimentando forse nuove possibilità applicative di interfaccia, che portino anche ad una ulteriore riduzione dei costi, aspetto che in questi ambiti costituisce ancora come un limite in molti casi pratici.

(a cura di arch. Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma)

 

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