Illuminazione urbana

La strumentazione di misura e verifica del progettista e del lighting designer

 

(cortesia Gewiss)

L’illuminazione urbana oltre ad essere fondamentale per l’illuminazione di strade, vie, piazze e luoghi di ritrovo, riveste sempre più un fattore fondamentale per qualificare o riqualificare zone depresse urbane e suburbane.

L’aspetto illuminotecnico, ovviamente cruciale per una buona ed efficiente illuminazione, non è il solo parametro che deve essere tenuto in considerazione dagli attori preposti alla realizzazione di tali opere pubbliche – quali Comuni, architetti, lighting designer etc – ma anche l’aspetto estetico e l’integrazione delle nuove tecnologie, che questo settore può accogliere, sono fattori che possono fare una grande differenza in termini di sicurezza e di bellezza dei luoghi illuminati. Realizzare impianti con materiali anche poveri, ma con il senso del gusto e dell’armonizzazione di ciò che ci sta intorno è la chiave per rendere le nostre città, periferie o paesi più vivibili e sicuri.

(cortesia Signify)

L’armonia, l’ordine e la bellezza sono aspetti capaci di allentare le nostre tensioni e di predisporci in modo più attento e civile rispetto ai luoghi comuni come le strade o le piazze, così spesso deturpati dall’inciviltà umana, anche perché resi brutti e non in armonia con l’ambiente.

I progettisti devono avere sempre più uno sguardo d’insieme dell’opera in realizzazione, devono necessariamente condividere tutti gli aspetti tecnici, ma anche ambientali e di decoro urbano (NdR: nella logica di quanto raccontato nell’uscita precedente di questa rubrica, cfr. LD n. 5 Ottobre, a proposito di BIM – Building Information Modelling) e progetto della luce, in cui in unica piattaforma informatica possiamo leggere a 360 gradi l’anamnesi di quel progetto).

La pubblica illuminazione diventa ‘connessa’ e Smart

Oggi le reti di illuminazione pubblica possono essere molto più di semplici fonti di luce, grazie all’arrivo di lampioni Smart che lavorano in ottica IoT (Internet of Things). Questi nuovi apparecchi di illuminazione Smart possono essere il fulcro della gestione hi-tech di una città. Comunicando con automobili (magari a guida autonoma), bus, smartphone e altri servizi e dispositivi cittadini, i lampioni infatti possono svolgere una molteplicità di funzioni: dalle applicazioni per la sicurezza pubblica si arriva fino al monitoraggio del traffico, includendo anche funzioni come la deviazione dei flussi di veicoli verso percorsi meno congestionati e alla gestione dei parcheggi.

Oltre a mantenere il controllo dell’illuminazione urbana – regolata con sistemi intelligenti che garantiscano l’efficienza energetica – la rete di apparecchi di illuminazione potrebbe coincidere con le stazioni che offrono la copertura wifi, oppure fungere da infrastruttura di raccolta dati per la gestione dei sistemi di irrigazione o ancora per il monitoraggio della qualità dell’aria.

Insomma, oltre ad un’illuminazione hi-tech spinta fino all’attuale frontiera dello sviluppo ingegneristico, la rete di lampioni del futuro si candida ad essere molto più che una semplice collezione di punti luce e ad inserirsi a pieno titolo all’interno delle reti urbane basate sulla Internet of Things.

Visualizzazione a falsi colori della luminanza di un apparecchio di illuminazione calcolata sul piano della superficie stradale (cortesia dell’Autore)
Camera bidimensionale ‘ProMetric I-Series’ – 2D Luminance and Color Imaging (cortesia: Konica Minolta, Radiant Vision Systems)

Da questa analisi si comprende come un lighting designer debba aggiornarsi continuamente per rimanere al passo coi tempi, in quanto la mera conoscenza degli aspetti illuminotecnici non è più il solo bagaglio necessario per realizzare impianti a regola d’arte, ma è la visione d’insieme di tutte le possibili evoluzioni che le reti di illuminazione in un prossimo futuro possono offrire agli utenti che devono essere tenute in considerazione.

 

L’integrazione di queste nuove tecnologie implicherà l’utilizzo di strumenti di misura più evoluti come le camere bidimensionali, che sono in grado di acquisire informazioni fotometriche su aree e non su punti come i classici misuratori a spot: questo permetterà al progettista di avere misure e valutazioni numeriche più reali e vicine alla percezione degli utenti, che non hanno una visione solo puntuale dello spazio circostante ma percepiscono lo spazio soprattutto in una logica tridimensionale.

(a cura di Maurizio Messa, Konica Minolta Sensing Europe B.V.)

  • Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati, Maurizio.Messa@seu.konicaminolta.eu
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