Ricerca e sviluppi applicativi

La seta di ragno per condurre la luce?

 

fili di seta prodotti dai ragni per tessere le loro tele hanno anche una serie di qualità insospettate, tra le quali la possibilità di condurre la luce e reagire alla presenza di alcune sostanze (ricerca dell’École polytechnique Fédérale de Lausanne)

Una ricerca del dipartimento specialistico in fibre ottiche dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) ha recentemente scoperto i fili di seta prodotti dai ragni per tessere le loro tele hanno anche una serie di qualità insospettate, tra le quali la possibilità di condurre la luce e reagire alla presenza di alcune sostanze.

Luc Thévenaz, il responsabile del gruppo di lavoro sulle fibre ottiche dell’EPFL ha evidenziato infatti come sia proprio la differenza con le fibre di vetro a rivelarsi molto interessante in termini di possibili sviluppi futuri, in quanto la seta tessuta dai ragni ( si tratta qui in particolare di ragni tigre australiani  – Nephila edulis – chiamati anche ragni tessitori dalla tela dorata) è costituita da proteine molto lunghe, avvolte a forma di elica, i cui legami sono sensibili ad alcune sostanze chimiche, contrariamente al vetro che è inerte.

Dal momento quindi che l’elica di queste fibre in seta si sviluppa, come sottolineato da Thévenaz «.. quando molecole polari, come l’acido acetico o l’ammoniaca, interagiscono con i suoi legami, l’accadimento modifica in modo misurabile la maniera in cui i fili conducono la luce, e quindi suggerisce l’idea di poter utilizzare questo fenomeno per costruire sensori chimici».

Un altro aspetto interessante di questa modificazione è nella sua completa reversibilità: un sensore a base di fili di ragnatela potrebbe quindi essere utilizzato diverse volte, cosa che per le  fibre in vetro  è spesso impossibile perché per allungarle devono essere riscaldate a più di 1000° C.  Un ulteriore punto di forza dei fili di seta di ragno è nel fatto che si tratta di un materiale biodegradabile, fattore che permette di pensare anche a sensori destinati ad essere integrati in un organismo vivente, senza che ci sia il bisogno di recuperarli in seguito.

I ricercatori di Losanna hanno teso le fibre ricavate dai fili di seta dei ragni tigre su minuscoli supporti che hanno illuminato con fasci laser: all’’altra estremità, un analizzatore di polarizzazione ha permesso di misurare il modo in cui la fibra conduce la luce.

 

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