Bocholt – ex Filanda Herding

La reinvenzione di un monumento industriale

 

Bocholt, l’edificio dell’ex Filanda Herding. In alto, la grande sala ristorante (cortesia: Atelier Brückner / mac tanó)
Bocholt, l’edificio dell’ex Filanda Herding. In alto, la grande sala ristorante (cortesia: Atelier Brückner / mac tanó)

L’antica filanda Herding a Bocholt offre l’esempio di un sottile dialogo fra struttura storica e accenti architettonici contemporanei. Il monumento industriale è stato reinventato per essere usato come centro culturale, con spazio per mostre, speciali aree espositive, eventi e ristorazione

“Rivitalizzare e reinventare” è stato il motto di Atelier Brückner, a proposito dello storico edificio industriale della ex Filanda Herding a Bocholt: le originali interrelazioni funzionali dell’edificio sono state sottolineate con un’attenta chirurgia architettonica, mentre il linguaggio della forma e del colore è derivato dalla struttura stessa del vecchio edificio

Bocholt, ex Filanda Herding. In parallelo con il concept architettonico, lo schema dell’illuminazione ha adottato un’impostazione simile, rispettando le stesse regole di non toccare l’edificio (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)
Bocholt, ex Filanda Herding. In parallelo con il concept architettonico, lo schema dell’illuminazione ha adottato un’impostazione simile, rispettando le stesse regole di non toccare l’edificio (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)

La scala, evidenziata da un accento di rosso inserito nella sezione cinghie e pulegge della vecchia fabbrica (un ambiente lungo venti metri), funziona da via di accesso centrale alle varie parti dell’edificio.

L’illuminazione delle scale realizzata con la sospensione di lunghi tratti lineari di luci LED (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)
L’illuminazione delle scale realizzata con la sospensione di lunghi tratti lineari di luci LED (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)

In questo modo le varie parti della struttura sono ora accessibili lungo l’asse originale della produzione di energia: dalla sala del generatore di vapore (per la generazione dell’energia) alla sala dei motori primi (per la trasformazione dell’energia in movimento), alla sezione cinghie e pulegge (per la trasmissione della potenza), alle spaziose sale di filatura e al vecchio centro di controllo tecnico sul tetto dell’edificio piatto (estrazione dell’aria).

Quest’ultimo in particolare è stato sostituito da uno spazioso ristorante, la cui facciata a sospensione frontale, fatta di fili d’acciaio, continua come in una metafora il riferimento alla vecchia filanda. All’interno del nuovo cubo di vetro un’installazione composta di 88 lampade degli anni ‘50 sospese al soffitto è un ricordo di un’importante fase della storia dell’edificio.

Bocholt, ex Filanda Herding. Un’altra immagine notturna della grande sala ristorante (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)
Bocholt, ex Filanda Herding. Un’ immagine notturna della grande sala ristorante (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)
Nella grande sala ristorante, è possibile trovare apparecchi di illuminazione industriali restaurati, in origine presenti nell’edificio, riutilizzati con un nuovo linguaggio (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)
Nella grande sala ristorante, è possibile trovare apparecchi di illuminazione industriali restaurati, in origine presenti nell’edificio, riutilizzati con un nuovo linguaggio (cortesia foto: Atelier Brückner / mac tanó)

Il dialogo tra l’utilizzo attuale e i tratti storici conservati è sviluppato su tutti i cinque piani dell’edificio con i suoi seimila metri quadrati di pavimenti. Tutti gli impianti fissi e gli arredi che sono stati inseriti sono otticamente staccati dalla struttura originaria e aggiungono uno strato temporale di pari valore ai vecchi tratti distintivi tuttora esistenti, che possono essere percepiti come riferimenti storici che portano tutte le tracce delle loro antiche funzioni.

Le nuove sezioni con le loro nuove destinazioni d’uso, come il negozio, il bancone, il guardaroba, le aree per la ristorazione e i servizi sono state inserite come elementi indipendenti. La loro superficie grigio chiaro si stacca dall’aspetto eterogeneo delle zone circostanti, mentre gli interni esibiscono un colore che riflette la rispettiva storia: blu, rosso, verde, bianco e nero. Anche gli arredi mobili utilizzano gli stessi codici cromatici.

L’area di servizio preposta al catering, caratterizzata attraverso un’illuminazione colorata (cortesia foto: Martin Holtappels, LWL-Industriemuseum)
L’area di servizio preposta al catering, caratterizzata attraverso un’illuminazione colorata ( cortesia foto: Martin Holtappels, LWL-Industriemuseum)

Le scelte dell’illuminazione

Muovendosi in parallelo con il concept architettonico, lo schema dell’illuminazione ha adottato un’impostazione simile, rispettando le stesse regole di non toccare l’edificio.

Da un lato, utilizzando elementi nuovi – ovvero tutte le diverse forme di moduli di illuminazione diretta/indiretta sospesi dall’edificio nelle posizioni in cui sono collocati gli inserimenti architettonici funzionali.

Dall’altro lato, attraverso l’utilizzo di apparecchi industriali di illuminazione restaurati, originariamente collocati nell’edificio (seppure non nelle posizioni originali) o provenienti dalla collezione del museo, nei casi in cui era semplicemente necessario illuminare gli spazi. Inoltre, si è proceduto ad inserire l’illuminazione nella veste di elemento narrativo, per esempio reinventando in modo astratto le cinghie e le pulegge con la sospensione di lunghi tratti lineari di luci LED sovrastanti l’installazione della scala centrale o delineando la rampa di ingresso e nello stesso tempo togliendo enfasi all’espressione del nuovo soffitto che si protende dalla parete.

Tutti i nuovi elementi luminosi inseriti negli spazi sono grandi cornici o superfici luminose che definiscono e danno la luce necessaria agli spazi mentre al tempo stesso sottolineano il colore delle vecchie superfici grezze del centro culturale. Con la loro collocazione in sospensione contribuiscono anche a evidenziare le dimensioni e la direzionalità degli spazi stessi.

Inoltre l’illuminazione degli ambienti funzionali inseriti non è invadente in quanto tale – semplicemente riempie gli interni colorati degli ambienti di una luce che si riversa all’esterno attraverso le aperture. In quanto composizione di definizione degli spazi, funzionalità, senso della narrazione e dell’eredità trasmessa dal luogo, la luce va fluttuando per tutto il museo con molta delicatezza, senza mai toccare ma mettendo discretamente in scena le testimonianze risorte del passato.

(arch. Michel Casertano, – Atelier Brückner; Stephanie Schuster, Lighting Designer – LDE Belzner Holmes

 

Bocholt- TexTilWerk Bocholt-Spinnerei

Bocholt, un’altra immagine d’insieme del complesso (cortesia: Atelier Brückner / mac tanó)
Bocholt, un’altra immagine d’insieme del complesso (cortesia: Atelier Brückner / mac tanó)

Luogo:Industriestraße 5, Bocholt – Germania

Committente:LWL-Industriemuseum, TextilWerk Bocholt – Spinnerei (www.lwlindustriemuseum.de http://www.lwl.org/LWL/Kultur/wim/portal/S/bocholt/ort/)

Progetto di riconversione del manufatto storico industriale: “Filanda Herding“

Progettazione Generale: Atelier Brückner GmbH, Stoccarda – Germania (www.atelierbrueckner.com)

Partner:Uwe R. Brückner, Shirin FrangoulBrückner, Eberhard Schlag, Britta Nagel

Responsabile del progetto: Michel Casertano

Direzione Lavori: Eling Architekten, Wesel – (www.eling-architekten.de)

Progettazione impianti elettrici: Ingenieurbüro Kipp & Knuhr, Borken – (www.ibkipp-knuhr.de)

Lighting design concept: LDE Belzner Holmes, Stuttgart – (http://www.lde-net.com/)

Soluzione custom di installazione a plafone (sala ristorante): Atelier Brückner, Stuttgart

Superficie spazio espositivo: 6.000 m2

Area principale: 3.600 m2

Livelli: 4, più un ultimo piano con ristorante

Inizio contratto/progetto:2009

Inaugurazione: settembre 2011

Sistemi di illuminazione: diversi sistemi fluorescenti custom per strisce lineari (Litec – Sharkon Lichtkonzepte) – sospensioni lineariLED Strip Cohausz (con tc 2600K) Light Track (Erco)

Optec Track light (Erco)

Restauro di tutti gli apparecchi d’epoca

Strisce luminose fluorescenti per esterni

Hamm (Norka)

Apparecchi ad incasso Spider (Civic)

Downlight ad incasso a luce LED (Spittler)