LED e riconversione degli impianti

La nuova sfida

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(courtesy photo: Zumtobel Group)

Dagli opifici industriali ai piani della luce per i centri urbani, passando per il contract fino a raggiungere i poli di eccellenza produttiva o i luoghi per la cultura.

La riconversione degli impianti di illuminazione, obsoleti o inadatti alle nuove esigenze funzionali, è il settore in cui aziende e lighting designer investono gran parte della loro ricerca, individuando le richieste del mercato.

Adeguamento alle normative europee, riduzione dei consumi energetici e gestione degli apparecchi luminosi, grazie all’utilizzo dei LED, performance più efficaci: questi gli obiettivi della committenza pubblica e privata, sempre più attenta alle trasformazioni tecnologiche.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Cariboni Group

Il piano della luce di Merate

Il nuovo piano della luce di Merate, comune tra Milano e Lecco nel cuore della Brianza, è uno dei più significativi esempi di filiera italiana vincente. Cariboni group, Enel Sole e Livio Impianti srl hanno unito le proprie competenze tecnologiche, allo scopo di fornire alla comunità un valore aggiunto, in linea con gli obiettivi fissati dal Piano Regolatore Generale e le indicazioni del Piano di Azione Strategico per l’energia, adottato dalla stessa amministrazione comunale per la salvaguardia dell’ambiente, come stabilito dalle politiche comunitarie.

(cortesia photo: Cariboni Group)
(cortesia photo: Cariboni Group)

L’intervento ha ottenuto una duplice finalità, da un lato provvedendo alla riqualificazione, messa a norma e ammodernamento degli impianti preesistenti, dall’altro alla riduzione dei consumi energetici e alla loro razionalizzazione con il conseguente abbattimento dell’immissione di CO2.

Nello specifico, su circa l’80% della rete pubblica, sono stati sostituiti 1286 apparecchi obsoleti a bassa efficienza, costituiti, principalmente, da lampade al sodio ad alta pressione con tc 2000 K e indice di resa cromatica (CRI) < 25, e da lampade ai vapori di mercurio con tc 4000 K e CRI< 60.

L’intervento di relamping, inoltre, ha incrementato l’illuminazione, grazie a 38 nuovi centri luminosi destinati agli spazi urbani scarsamente frequentati, proprio a causa della carenza di luce.

La creazione di una piattaforma virtuale, infine, ha permesso all’amministrazione di acquisire informazioni riguardanti la gestione dei guasti e dei lavori sulla rete IP. Gli apparecchi “Kalos” rappresentano un sistema di illuminazione urbana e residenziale progettato per alloggiare la tecnologia LED, le cui caratteristiche formali e le ottiche impediscono la dispersione del flusso luminoso verso l’alto.

La nuova armatura stradale "Phos Plus" (courtesy photo: Cariboni Group)
La nuova armatura stradale “Phos Plus” (courtesy photo: Cariboni Group)

Sono stati forniti questi apparecchi nella variante testapalo, con ottica rotosimmetrica e stradale ciclabile per le aree verdi e i camminamenti, tc 4000 K, da 20 a 40 W di potenza.

Nel centro storico è stata utilizzata la versione di “Kalos” su fune tesata, con ottica stradale simmetrica, mentre per le arterie stradali il progetto di riconversione ha utilizzato i prodotti “Phos Plus”, armatura stradale a LED, firmata Cariboni, particolarmente idonea ad illuminare gli svincoli, le strade urbane ed extraurbane.

A completamento dei lavori, si è constatato un risparmio energetico annuo del 50% rispetto allo stato precedente, passando da un consumo di 1.163.991 kWh a 587.809 kWh annui, con una riduzione del 50% delle emissioni di C02, passati da 862 t CO2 a 435 t CO2 annui.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Cree Europe

LED a Portlaoise: luce nuova nelle Midlands irlandesi

Situata nelle Midlands irlandesi, nella contea di Laois, Portlaoise è una delle città dell’Irlanda più moderne e in costante crescita, grazie ad una comunità internazionale e ad una storia di grande rilievo.

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Portlaoise, Irlanda (courtesy: Cree Europe ©2015 Cree Europe)

Con l’intervento di ammodernamento dell’illuminazione stradale nel 2014 – resosi necessario per introdurre la nuova tecnologia LED – con la sostituzione dei vecchi apparecchi nelle tre strade principali, Stradbally Road, JFL Avenue e Abbyleix Road, il Consiglio della Contea ha dato il via libera ad un processo di sviluppo di ampio respiro, che si configura come un esempio a lungo termine per la riqualificazione futura di tutto il sistema di illuminazione cittadino, con il passaggio alla sorgente LED per l’intera copertura della rete.

Uno dei nuovi apparecchi LED CREE® XSP Series (courtesy: Cree Europe ©2015 Cree Europe)
Uno dei nuovi apparecchi LED CREE® XSP Series (courtesy: Cree Europe ©2015 Cree Europe)

A orientare la scelta dell’amministrazione pubblica, oltre alla novità tecnologica, è stato anche il rispetto per le direttive comunitarie, sancite dal programma europeo 20/20, volto a ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la quota di consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica.

Una sfida ambiziosa a cui contribuirà il relamping commissionato a Cree Europe, e sviluppato da Profile Lighting & Power, partner strategico di CREE nel Regno Unito.

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Darren Marsh, Regional Sales Manager per il Regno Unito e la Scandinavia di Cree Europe (courtesy: Cree Europe ©2015 Cree Europe)

“Per questo progetto di illuminazione – ha commentato Darren Marsh, Regional Sales Manager per il Regno Unito e la Scandinavia di Cree Europe – sono stati installati 216 apparecchi a LED CREE® XSP Series, pensati per le aree metropolitane che intendono ridurre i costi di manutenzione”.

Questi sistemi assicurano una valida alternativa ai sistemi obsoleti e sono ideali per tutte le applicazioni all’aperto, tra cui parcheggi, strade e percorsi pedonali.

Utilizzano quasi il 50% di energia in meno, e sono progettati per una durata fino a tre volte superiore rispetto alle tradizionali lampade al sodio ad alta pressione e alle lampade a scarica.

I nuovi apparecchi – ha aggiunto Darren Marsh – permettono alla comunità di Portlaoise di ottenere un notevole risparmio energetico, stimato in un intervallo tra 50 e 60%, con un risparmio sulla manutenzione di circa il 60-70% rispetto all’impianto preesistente”.

ILLUMINAZIONE ARCHITETTONICA

DGA

Firenze. Nuova luce a Ponte Vecchio

Il progetto denominato “Nuova luce a Ponte Vecchio” è nato con l’obiettivo di realizzare una nuova illuminazione a luce LED per uno dei simboli architettonici e monumentali di Firenze, assicurando la diminuzione drastica dei consumi di manutenzione dell’impianto.

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Firenze. L’illuminazione a luce LED realizzata per Ponte Vecchio (courtesy photo: DGA)

Come nella progettazione di una collezione d’alta moda ogni committente esprime sempre complesse esigenze “custom” fuori standard allo stilista, così la realizzazione di una nuova illuminazione “ad hoc” a luce LED per Ponte Vecchio ha visto la stretta collaborazione di DGA, costruttore di apparecchi dalla consolidata esperienza nella tecnologia LED, con un brand internazionale attivo nella produzione di sistemi LED, il colosso nipponico Nichia, attraverso il suo distributore italiano Welt Electronic, che hanno coinvolto il Design Campus dell’Università degli studi di Firenze, e un pool di realtà operanti sul territorio, fra le quali il Comune di Firenze e la maison Stefano Ricci.

DGA, utilizzando i LED di Nichia, ha progettato gli apparecchi di illuminazione a luce LED, collaborando poi nella fase tecnica-esecutiva con Silfi, l’azienda fiorentina cui è affidato il locale servizio di illuminazione pubblica.

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(courtesy phoyo: DGA)

Dopo la realizzazione di tutti i rendering del ponte da parte degli studenti del Design Campus, l’architetto Claudio Vallario di Silfi ha realizzato il progetto illuminotecnico, in stretta collaborazione con DGA.

Per Ponte Vecchio sono stati appositamente progettati e realizzati gli apparecchi da esterni ”Quantum P”, da 2000 lm e i proiettori a LED “Pegaso”, collocati sulle spallette dell’Arno, con 14.000 lumen di flusso.

 L’installazione dell’impianto, realizzata da Silfi, ha dotato Ponte Vecchio anche di sistema di controllo DALI. Le sorgenti LED Nichia utilizzate sono di due tipologie: Power LED serie 219B e COB-B, entrambi con tc 2.700 K ed elevato indice di rendimento cromatico (CRI 90 minimo).

Guarda qui il video sul progetto

ILLUMINAZIONE INDOOR DI EDIFICI PUBBLICI

Futuro Luce

Milano. Stazione ferroviaria di Porta Garibaldi

Seconda per volume di traffico e ampiezza dei servizi offerti dopo Milano Centrale, la stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi è uno snodo di vitale importanza per il capoluogo lombardo. Expo 2015 ha incrementato le potenzialità della struttura, favorendone il mixité funzionale.

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Milano, Stazione di Porta Garibaldi. Un’immagine dell’intervento di relamping LED effettuato (courtesy photo: Walter Carrera, Futuro Luce)

E – in relazione all’evento internazionale – importanti interventi di restyling ne hanno migliorato la fruibilità. Quello di maggior peso ha riguardato, lo scorso anno, l’impianto di illuminazione; in particolare, gli apparecchi del piano interrato.

Il lighting designer Pietro Palladino
Il lighting designer Pietro Palladino

Il progetto di relamping, firmato da Pietro Palladino (Studio Ferrara – Palladino), s’innesta su un precedente ammodernamento, eseguito nel 2006, progettato dallo stesso lighting designer.

Con il primo intervento era aumentato il livello di illuminamento medio a terra – 500 lx -, in cui l’effetto di maggior luminosità aveva reso più agevoli e sicuri i percorsi per gli utenti.

Per l’occasione, Palladino scelse di utilizzare – come ha poi fatto nove anni dopo – i sistemi di Futuro Luce. Furono posizionati pannelli in alluminio forati, secondo un pattern irregolare, la cui geometria è rimasta invariata.

Intervento del 2006. Studio del pattern individuato per i pannelli di supporto dell’illuminazione (courtesy: Studio Ferrara – Palladino)
Intervento del 2006. Studio del pattern individuato per i pannelli di supporto dell’illuminazione (courtesy: Studio Ferrara – Palladino)

Con il secondo intervento, pur senza variare il concept originario e le caratteristiche di illuminamento generale, sono stati installati, al posto delle 304 lampade fluorescenti, in configurazione 2 x 58W – per una potenza complessiva superiore ai 35 kW – i pannelli LED tutta luce “Surface”, realizzati in dimensione custom, e dotati di schermo opalino.

Tanti i vantaggi ottenuti: assoluta uniformità della superficie luminosa, così da assicurare un elevato comfort visivo e una migliore distribuzione della luce nell’ambiente; perfetta selezione e costanza della temperatura di colore della sorgente, che garantisce la colorazione della luce omogenea di tutti i prodotti; raggruppamento dell’alimentazione di più pannelli LED, attraverso alimentatori remoti, facilmente accessibili per qualsiasi esigenza manutentiva.

I 704 Surface, da 36 W ciascuno – per una potenza complessiva di circa 25 kW – assicurano una riduzione del 28% della potenza stessa; che, unita alla diminuzione nel tempo della manutenzione, contribuirà al contenimento delle spese di esercizio.

ILLUMINAZIONE INDUSTRIALE

Gewiss

Bergamo. LVF Valves: la riconversione è valore

Progettato nel rispetto dell’ambiente, per assicurare performance eccellenti e garantire, in termini di costi, il maggior risparmio energetico, l’intervento di riconversione di LVF Valves – azienda di prima grandezza nella produzione di soluzioni tecnologicamente avanzate per il settore petrolchimico – è un esempio di razionalizzazione delle risorse e di grande efficienza degli apparecchi di illuminazione.

LVF Valves. I nuovi sistemi di illuminazione installati a luce LED Smart[4] (courtesy: Gewiss)
LVF Valves. I nuovi sistemi di illuminazione installati a luce LED Smart[4] (courtesy: Gewiss)

I prodotti LED di Gewiss, che ha curato l’intero progetto, danno luce non solo alle aree interne, ma anche agli spazi esterni dello stabilimento di San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo.

Gli impianti di illuminazione dei reparti produttivi – officina, montaggio e spedizione –, oltre che dei parcheggi, si contraddistinguono per i dispositivi eco-friendly Smart[4] e Street [O3], entrambi nati dall’intuizione del lighting designer Pietro Palladino (Studio Ferrara-Palladino).

Un totale di 240 apparecchi, di ultima generazione, che hanno risposto alle esigenze di efficientamento richieste dal committente. Se con il vecchio impianto, ad esempio, si registravano consumi stimati in circa 320.000 kWh annui, con il nuovo questi sono diminuiti del 45%, per un consumo complessivo di circa 175.000 kWh.

 L’efficientamento energetico ha consentito di ridurre drasticamente anche le emissioni di CO2, per un valore che tocca i 4.000 kg all’anno.

Smart[4], dettaglio di uno degli apparecchi (courtesy: Gewiss)
Smart[4], dettaglio di uno degli apparecchi (courtesy: Gewiss)

Per ciò che concerne le prestazioni, la scelta di utilizzare l’apparecchio LED Smart[4], caratterizzato da estrema facilità e velocità di installazione, ha consentito una continuità della produzione anche in fase di realizzazione dell’impianto.

Non solo. Senza aumentare il numero degli apparecchi installati, è stato possibile incrementare il livello di illuminamento nei vari reparti, oltre che accrescere il comfort visivo e ridurre notevolmente i costi di manutenzione.

Street [O3] è, invece, un apparecchio per esterni – per illuminazione stradale – disponibile nella configurazione LED a moduli componibili da 2 (32 LED) a 5 (80 LED) oppure nella versione CosmoPolis.

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Studi per la Serie Street [O3] per esterni (courtesy: Studio Ferrara-Palladino)
Tutti i modelli offrono IP 66, sono in classe di isolamento II e possono ospitare al loro interno dispositivi di telegestione. Sono disponibili, inoltre, varianti con dispositivo bi-regime ad autoapprendimento e versioni DALI.

 

ILLUMINAZIONE DELLE OPERE D’ARTE

Reggiani Illuminazione

 Bratislava. La Galleria Nedbalka

La Galleria Nedbalka è un’elegante architettura del centro storico di Bratislava. Uno spazio espositivo di oltre 1529 metri quadrati, articolato su cinque livelli – ciascuno dedicato ad un particolare periodo storico della pittura e scultura slovacca del Novecento – in cui, accanto alle collezioni permanenti, si alternano mostre temporanee.

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Bratislava, Galleria Nedbalka (courtesy photo: Julo Nagy)

L’edificio, uno dei più belli del suo genere, progettato in origine da Viktória Cvengrošová e Virgil Droppa, è stato oggetto, nel 2012, di un attento intervento di ammodernamento firmato da Jarmila Kusa.

Elemento caratterizzante del secondo progetto è il lucernario, che permette alla luce naturale di penetrare ogni angolo.

Tutti e cinque i piani si sviluppano attorno alla corte centrale, disegnata a tutt’altezza ed è in questo contesto che s’inserisce il relighting affidato a Unilight, il lighting consultant che ha individuato negli apparecchi di Reggiani la soluzione migliore.

Il sistema di illuminazione ha previsto apparecchi da incasso orientabili a LED “Bisio” per l’illuminazione diffusa delle zone di transito, e il sistema di proiettori a LED da binario “Sunluce” per l’illuminazione d’accento dei dipinti e delle sculture.

Per gli ambienti comuni, la scelta è ricaduta invece sull’apparecchio “Miled”, nuovo prodotto a LED, con ottica fissa, caratterizzato da eccellente controllo della temperatura della sorgente luminosa e performance ottimali, in termini di lumen output e efficienza energetica (>110 lm/W).

L’apparecchio “Sunios” LED 13 W, a binario (courtesy: Reggiani Illuminazione)
L’apparecchio “Sunios” LED 13 W, a binario (courtesy: Reggiani Illuminazione)

La luce LED a 3000 K e indice di resa cromatica > 90, utilizzata per le esposizioni, impedisce il deterioramento causato dalla continua esposizione alla luce artificiale, permettendo, nello stesso tempo, una resa adeguata delle peculiarità cromatiche e della texture delle opere.

Gli apparecchi installati sono tutti dotati del sistema IOS (Interchangeable Optical System) di Reggiani, tecnologia che permette di pianificare, in maniera flessibile, le diverse opzioni di luce, risultando particolarmente utile per le esposizioni di breve durata, dove sono necessarie le modifiche al layout espositivo.

La Galleria Nedbalka è stata la prima installazione museale esclusivamente a LED in Slovacchia, con un risparmio energetico pari a circa il 72%, rispetto alle fonti tradizionali.

Progetto architettonico: Viktoria Cvengrosová e Virgilio Droppa

Architecture redesign: Jarmila Kusa

Lighting consultant: Unilight

ILLUMINAZIONE INDUSTRIALE

Rold

Marcallo con Casone. Industrie Chimiche Forestali: vedere meglio, con più efficienza

Quando i responsabili di Industrie Chimiche Forestali – realtà produttiva specializzata nel settore dei tessuti per puntali e contrafforti e negli adesivi per il comparto calzaturiero e del mobile imbottito – contattano il gruppo Rold, l’intento è chiaro: ridurre il consumo energetico nell’area di stoccaggio, e ottimizzare nello stesso tempo i flussi luminosi.

Industrie Chimiche Forestali. Il reparto stoccaggio con la nuova illuminazione (courtesy photo: Rold)
Industrie Chimiche Forestali. Il reparto stoccaggio con la nuova illuminazione (courtesy photo: Rold)

La scelta di riconvertire l’impianto illuminotecnico, introducendo nuove tecnologie, diventa prioritaria: partendo dal piano di calpestio gli scaffali su cui sono riposte le merci raggiungono un’altezza di 7 m, e hanno bisogno di un’illuminazione più efficiente. Non solo: un’altra necessità riguarda gli spazi di transito all’interno dei magazzini.

Nei corridoi – così come previsto dalla normativa vigente – diventa indispensabile che la luce abbia un illuminamento pari a 150 lux misurati da terra, e che si riesca dal basso a identificare facilmente le etichette dei prodotti collocati a 6 m di altezza.

Il nuovo apparecchio ‘Nika’ utilizzato nel progetto (courtesy photo: Rold)
Il nuovo apparecchio ‘Nika’ utilizzato nel progetto (courtesy photo: Rold)
Mirko Del Giudice, progettista e responsabile tecnico della divisione Rold Lighting (courtesy photo: Rold)
Mirko Del Giudice, progettista e responsabile tecnico della divisione Rold Lighting (courtesy photo: Rold)

Mirko Del Giudice, progettista e responsabile tecnico della divisione Rold lighting, sviluppa un progetto che porta alla sostituzione di 45 riflettori a campana con lampade a ioduri da 400 Watt, con nuovi apparecchi per lo stesso quantitativo: nello specifico, proiettori a LED “Nika”, realizzati in pressofusione di alluminio. Nika, progettato dal Del Giudice, è un modulo a sospensione da 100-200-300 o 400 Watt, con ottiche da 50 e 90°.

Dalla combinazione delle ottiche asimmetriche, cioè quelle di 90° che garantiscono un’illuminazione laterale allargata anche sui lati della lampada e quelle di 50°, che producono un flusso di luce più ampio verso il basso, deriva un flusso luminoso con distribuzione ottimale.

L’intervento di relamping è stato portato avanti, dal punto di vista esecutivo, da Dimitri Lazzaroni, Responsabile Tecnico e Impianti di Industrie Chimiche Forestali, che ha ottenuto un cospicuo risparmio di esercizio, per entrambe le sorgenti luminose: per 15 ore di utilizzo giornaliero per 240 giorni all’anno, con costo kWh di 0,16 centesimi di euro, si registra un consumo annuo unitario di 378 kW contro i 1548 kW del precedente impianto.

ILLUMINAZIONE INDUSTRIALE

3F Filippi

Biella. Gruppo Bonprix Italia. LED easy-to-install

Il Gruppo Bonprix Italia – leader nel settore delle vendite a distanza dedicato all’abbigliamento e al tessile per la casa – si affida ancora una volta alla tecnologia 3F Filippi. L’occasione è l’ampliamento del magazzino della struttura di Valdengo, in provincia di Biella, con il relativo programma di riconversione degli apparecchi preesistenti.

Valdengo. Gruppo Bonprix Italia. Un’immagine della nuova illuminazione della struttura (courtesy photo: 3F Filippi)
Valdengo. Gruppo Bonprix Italia. Un’immagine della nuova illuminazione della struttura (courtesy photo: 3F Filippi)

L’intervento realizzato si inserisce in una precedente opera di ammodernamento, svolta in collaborazione con 3F Filippi, e gli apparecchi 3F Linda, con lampade fluorescenti T8 e alimentatore starter, installate 12 anni fa, vengono sostituiti con il nuovo modello, nella versione a LED.

Renzo Petterino, Responsabile del progetto illuminotecnico per il Gruppo Bonprix Italia
Renzo Petterino, Responsabile del progetto illuminotecnico per il Gruppo Bonprix Italia

Per Renzo Petterino, responsabile del progetto illuminotecnico per Bonprix Italia, è fondamentale qui migliorare i valori di illuminamento medio e specifico, in particolare nelle corsie del deposito, dove avvengono il confezionamento e la cernita dei materiali; mantenere gli stessi kit di installazione; non modificare l’impianto elettrico.

I risultati, sono facilitati dall’utilizzo della stessa tipologia di prodotto, sebbene dotato di differente sorgente luminosa, per un intervento complessivo molto più rapido. Più di 300 gli apparecchi installati, come conferma Daniele Varesano, Responsabile Design e Comunicazione di 3F Filippi.

L’apparecchio 3F Linda LED ha corpo stagno, risponde ai requisiti normativi per la prevenzione e sicurezza negli incendi, è progettato per impianti a elevata efficienza energetica, ed è montato su condotti elettrificati di alimentazione, pilotati a loro volta da rilevatori di presenza temporizzati: ottimali le perfomance, anche in termini di morbidezza della visione, grazie ad un nuovo schermo diffondente fotoinciso in policarbonato.

Queste caratteristiche hanno permesso di rispettare valori di illuminazione minimi, contenere i consumi delle apparecchiature, e, contemporaneamente, ridurre i tempi di effettiva accensione, limitati alla sola presenza degli operatori di corsia.

Da una comparazione con il vecchio sistema di illuminazione, si è ottenuta una riduzione dei consumi che supera l’80%: ovvero, su 3000 ore di funzionamento annue, è possibile calcolare un risparmio annuale, per ogni apparecchio, intorno ai 46 euro, con un costo vivo dell’apparecchio ammortizzato in poco tempo.

ILLUMINAZIONE ARCHITETTONICA

Zumtobel Group

Bologna. Opificio Golinelli: riqualificazione LED per la cittadella della conoscenza

L’Opificio Golinelli, cittadella per la conoscenza e per la cultura di 9000 m2, tra i più grandi laboratori sperimentali a fine didattico nel campo delle scienze e della tecnologia in Italia, ospita tutte le principali attività della Fondazione omonima, voluta dall’imprenditore e filantropo Marino Golinelli.

Opificio Golinelli, due immagini di un interno e dell’esterno (courtesy photo: Claudia Marini per Zumtobel)
Opificio Golinelli, due immagini di un interno e dell’esterno (courtesy photo: Claudia Marini per Zumtobel)
Opificio Golinelli: immagine di un interno (courtesy photo: Claudia Manni per Zumtobel)
Opificio Golinelli: immagine di un interno (courtesy photo: Claudia Manni per Zumtobel)

Ubicata nella prima periferia di Bologna, la sede, inaugurata di recente, è il risultato di un attento lavoro di riutilizzo dell’architettura preesistente, durato due anni.

Gli architetti Simone Gheduzzi, Nicola Rimondi, Gabriele Sorichetti di diverserighestudio
Gli architetti Simone Gheduzzi, Nicola Rimondi, Gabriele Sorichetti di diverserighestudio

La progettazione architettonica, firmata da diverserighestudio – un gruppo di architetti under 40, composto da Simone Gheduzzi, Nicola Rimondi e Gabriele Sorichetti –, ha previsto il recupero di un ex stabilimento industriale, configurandosi come un intervento di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Ed è in questo contesto che s’inserisce il progetto illuminotecnico, che ha visto nei sistemi Zumtobel le risposte alle esigenze della committenza, finalizzate a valorizzare l’architettura industriale, evitando eccessi o sovrapposizioni.

Il lighting designer Andrea Palerma
Il lighting designer Andrea Palerma

La chiave del successo sta nella sinergia instaurata tra il team degli architetti e Andrea Palerma, il progettista che ha sviluppato il lighting design, in funzione del concept architettonico, intervenendo direttamente nella scelta degli apparecchi e delle relative ottiche e che si è confrontato con Fulvio Calabretti, Account Manager Zumtobel, durante tutte le fasi di lavoro.

Nell’Opificio sono stati installati più di 500 apparecchi, da interni, esterni oltre a sistemi di emergenza per l’indicazione delle vie di fuga (circa 30 “Linaria” LED, 25 “Lincor” LED e oltre 100 “Tecton” LED)

Disegnato da Klaus Adolph, di Aglicht, “Linaria”, con rifrattore opale, è stato inserito per creare linee continue luminose; “Lincor”, nella versione LRO, per offrire sia una luce diretta sia indiretta.

“Tecton”, infine, progettato dall’arch. Nicholas Grimshaw, in collaborazione con Billings Jackson Design, è stato utilizzato come sistema di distribuzione per l’illuminazione funzionale e di sicurezza, sfruttando l’alternativa delle due ottiche: Tecton LED Wide Beam nei doppi volumi e Tecton LED Basic a fascio libero su altezze di 3 m.

Da un confronto con un impianto fluorescente di tipo on-off, si ricava, in termini di consumi, un risparmio pari all’80%, con un costo di manutenzione annuo minimo, corrispondente all’1-2% per la sostituzione degli apparecchi e degli alimentatori.

Progetto illuminotecnico: Andrea Palermo

Progetto architettonico: Simone gheduzzi, Nicola Rimondi, Gabriele Sorichetti – diverserighestudio

(arch. Elviro di Meo)

 

 

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