Murano. Palazzo Barovier & Toso

La luce per l’essenza del vetro

Murano, Palazzo Barovier & Toso. La luce integrata sopra la boiserie descrive lo spazio e la luce d’accento fa emergere le lampade sospese e esposte sui tavoli. Nicchie luminose accolgono delle lampade che a loro volta sembrano sospese (cortesia: Metis Lighting) (photo: Studio Pointer)

La lavorazione del vetro è un’arte antica. Per Barovier & Toso rappresenta un percorso di quasi 700 anni che consiste nel consolidare l’uso di tecniche antiche per far nascere un oggetto che durerà nel tempo nonostante la sua fragilità. In questo articolo, il progetto di allestimento e il concept per il progetto dell’illuminazione per il nuovo Palazzo Barovier & Toso a Murano

Quando il vetro entra in relazione con la luce, è allora che succede la magia: in coerenza con il racconto di questo percorso storico fino ai nostri giorni, il management del brand decide di inaugurare il nuovo Palazzo Barovier & Toso proprio sul luogo dove gli artigiani hanno creato la storia del marchio, a Murano.

Della trasformazione di questo palazzo degli anni ‘20 viene incaricato lo studio Calvi Brambilla. In questo contesto pieno di tradizione, i progettisti realizzano un allestimento articolato ma di natura neutra mettendo nel centro la materia, l’anima dell’azienda e il suo rapporto con la luce, riuscendo a bilanciare il classico con il contemporaneo fusi in un risultato sorprendente.

Il concept del progetto d’illuminazione sviluppato dallo studio Metis Lighting segue lo stesso principio: sottolineare in modo discreto e minimale il contesto illuminando l’essenza del vetro; un materiale così prezioso e reattivo alla luce che può svelare la maestria con la quale è stato formato e le scintille del fuoco stesso che lo hanno prodotto.

Qui l’illuminazione sceglie quasi di scomparire dentro il contesto architettonico e rivelarsi attraverso gli effetti visivi sui vetri esposti. Sul primo piano si viene accolti in un ambiente dai toni prevalentemente scuri, dal pavimento esistente fino ai muri rivestiti da una boiserie nero lucida: lo stacco luminoso che ripercorre lo spazio integrandosi sopra la boiserie delinea il perimetro dell’ambiente in maniera discreta ma decisa.

In questo contesto, l’occhio del visitatore viene catturato dai lampadari sospesi dal soffitto tinto di nero che nell’insieme sembrano fluttuare nello spazio, emanando un primo layer di luce soffusa.

Nella massima attenzione alla resa cromatica

I vetri diventano eloquenti tramite la luce d’ accento generata dagli incassi orientabili installati a soffitto: si tratta di apparecchi a sorgente LED molto arretrata in modo da non essere quasi mai visibili o abbaglianti e disposti in modo da illuminare i lampadari di grandi dimensioni come vere e proprie sculture.

Murano, Palazzo Barovier & Toso. La gola che illumina le tende, gli incassi che danno la luce d’accento e le luci integrate dei lampadari, vengono gestiti separatamente per produrre diverse scene luminose (cortesia: Metis Lighting) (photo: Studio Pointer)

Tramite questi accenti, i dettagli delle varie lavorazioni del vetro vengono rivelati in modo vivace, celebrando le forme, la trasparenza, i colori e l’anima scintillante dei lampadari. La resa cromatica e la temperatura di colore dei LED è stata oggetto di uno studio accurato che Metis Lighting persegu in ogni progetto, esaminando gli apparecchi ed effettuando test su vari campioni di vetro, prima di individuare il prodotto da includere nel progetto.

La scala è tra gli elementi principali del progetto dove la luce e i vetri creano uno spettacolo unico (cortesia: Metis Lighting) (photo: Studio Pointer)

Al piano terra il visitatore può ammirare alcune collezioni di lampade da terra o da tavolo esposte all’interno di nicchie integrate nella boiserie.

Apparecchi lineari illuminano uniformemente lo sfondo in modo da dematerializzarlo facedo emergere sempre di più ogni lampada esposta.

La scala che distribuisce sui vari piani ha la parte inferiore delle rampe ricoperta di lastre di ottone lucido che regalano infiniti riflessi della sospensione ‘Hanami’ posta nel centro come una cascata di vetro e luce.

Una linea di luce si inserisce tra il muro e il corpo della scala, un segno luminoso che garantisce l’illuminazione necessaria sui gradini e nel suo minimalismo non interferisce nello spettacolo che creano le forme organiche del vetro.

Anche qui, oltre alla luce integrata dentro la sospensione, la luce d’ accento degli incassi a soffitto a fascio stretto è essenziale per esaltarne i vetri.

Luce architettonica e luce decorativa

Il lampadario ‘Taif’ domina lo spazio su doppia altezza davanti alla scala in tutto il suo splendore (cortesia: Metis Lighting) (photo: Studio Pointer)

Al primo piano è esposto il famoso lampadario ‘Taif’ sospeso in tutta la sua maestosità e riflesso infinite volte sui muri ricoperti di specchi.

La tenda sullo sfondo è illuminata con una gola lineare, mentre gli incassi a soffitto svelano le varie e minuziose lavorazioni del vetro.

Lo specchio, elemento dominante sul primo piano è un rimando alle prestigiose stanze degli specchi e ricrea un’atmosfera di lusso ed eleganza di altri tempi. In ogni stanza, le pareti e l’arredamento si tingono del colore delle lampade esposte.

Gli apparecchi con le sorgenti luminose sempre molto arretrate scompaiono sui soffitti sospesi evitando sia l’abbagliamento che i riflessi indesiderati sugli specchi, ma è la loro luce a far emergere la brillantezza dei vetri, i colori, i tagli e le forme sinuose.

I diversi effetti luminosi prevedono la regia di un sistema di controllo che permette la gestione di diversi scenari di luce. In questo modo, il visitatore può godere dell’atmosfera complessiva creata dalla luce architettonica unitamente alla luce decorativa delle opere esposte, o farsi avvolgere dalla tenue atmosfera creata dai corpi di vetro e dalla sola luce ad essi integrata immaginandoli nel proprio spazio.

Al secondo piano, in un espositore dedicato sono proposte sculture e vasi in vetro illuminati da una superficie luminosa sul fondo. Insieme alla retroilluminazione, la luce d’accento dal soffitto completa lo scenario visivo per descrivere ancora di più il dettaglio unico di ogni pezzo esposto.

Quando la luce incontra il vetro, il risultato può sembrare quasi scontato. Tuttavia, riuscire a bilanciare questo rapporto in un contesto così carico di riferimenti e con l’obiettivo di raccontare la storia di un brand come Barovier & Toso è stata un’operazione stimolante e piena di soddisfazioni.

(a cura di di Marinella Patetta-Zoi Katsarou* lighting design, Metis Lighting – Milano)

PALAZZO BAROVIER & TOSO

Luogo: Murano, Italia

Cliente: Barovier & Toso

Architetti: Studio Associato Calvi Brambilla

Lighting Design: Metis Lighting

Superficie: 760 m²

Fotografo: Studio Pointer

 

 

 

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