Ferdinando Scianna

La luce e la parola

Venezia. “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria”. Celia Forner. Sevilla, 1988 (©Ferdinando Scianna)

L’opera del grande fotografo Ferdinando Scianna a Venezia in una mostra antologica del suo lavoro

Il lavoro di Ferdinando Scianna (1943) – fotografo e fotoreporter, primo italiano ad entrare su invito diretto del suo maestro Henri Cartier Bresson nella selezione degli autori della prestigiosa agenzia fotografica internazionale Magnum Photos – è di quelli che lascia attoniti, ricolmi di autentica meraviglia di fronte agli esiti della sua più grande qualità personale e artistica, quella che l’amico Leonardo Sciascia definiva come il suo talento più vero.

Venezia. “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria”. Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964 (©Ferdinando Scianna)

Per Sciascia la capacità di Scianna vero ‘scrittore di immagini’ è quella di saper proporre ai nostri occhi istantanee profonde, immagini che hanno sulle loro spalle “…sintesi compiute, vere e proprie cristallizzazioni di un lungo processo di conoscenza¹”.

Ovvero, la realtà oggettiva coincide in Scianna con l’immediatezza naturale dello scatto fotografico e – come sempre accade in quella che è vera Arte – ogni ‘ingombro’ intellettuale della riflessione data dalla ragione e dal processo di approfondimento compiuti sul soggetto dell’immagine, si fanno ombra e luce, corpo e materia leggera senza alcun sforzo apparente, come avviene alla ‘naturale’ agilità dell’acrobata.

Il fotografo

Ferdinando Scianna muove i suoi primi passi nella fotografia nella sua terra di nascita, a Bagheria, in Sicilia, all’inizio degli anni ’60. Il suo primo set è quello delle tradizioni popolari, della cultura e del costume e qui nel 1963 ha luogo la sua prima mostra fotografica, e avviene il primo incontro con lo scrittore Leonardo Sciascia.

Venezia. “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria”. Processione dei misteri del Venerdì Santo. Ciminna, 1964 (©Ferdinando Scianna)

In quegli anni inizia ad evidenziarsi tutta la peculiarità del suo linguaggio espressivo, quel raccontare le parole attraverso le immagini, che gli farà subito stringere un’autentica e forte amicizia con Sciascia, iniziando poi con lui una proficua e intensa collaborazione artistica.

Sempre negli anni ’60 inizia la sua attività come fotoreporter con il settimanale “L’Europeo” per poi diventare corrispondente da Parigi, e avviare collaborazioni anche con alcune riviste letterarie e culturali francesi.

Matura in quegli anni la cifra stilistica della sua attività, tuttavia Scianna non abbandonerà mai la suggestione delle tradizioni della sua terra d’origine, la Sicilia, anche quando il suo lavoro di fotografo lo porterà come fotoreporter a lavorare in tutto il mondo.

Si dedicherà anche alla fotografia di moda, con un’esperienza che ha sicuramente aperto un nuovo approccio all’immagine pubblicitaria in questo campo, su tutti con il lavoro per le campagne per la collezione autunno-inverno 1987/88 di Dolce & Gabbana nella seconda metà degli anni ’80.

Venezia. “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria”. La modella olandese Marpessa a Caltagirone per la campagna pubblicitaria di D&G, 1987 (©Ferdinando Scianna)

La collaborazione con alcuni dei grandi nomi della letteratura mondiale, come Manuel Vazquez Montalban e Jorge Louis Borges, continua durante gli anni ’80 e ’90, e l’attività di Scianna conquista una dimensione internazionale con l’originalità del suo linguaggio, dal lavoro sui grandi paesaggi urbani metropolitani e naturali, sviluppato a un tempo insieme all’indagine sui luoghi e sugli interni della sua Sicilia, e all’attività come ritrattista dei suoi grandi amici e di altri nomi e personaggi della cultura.

La mostra a Venezia

C’è tutto questo e qualcosa di più nelle scelte compiute dai curatori della mostra veneziana Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda presso la Casa dei Tre Oci “Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria” che hanno saputo leggere con grande coerenza e completezza gli itinerari creativi del grande fotografo, in una selezione di 180 opere che presentano i suoi oltre cinquant’anni di attività.

Nella mostra viene evidenziato anche il grande rapporto fra Ferdinando Scianna e Venezia, attraverso alcuni scatti di moda realizzati dal fotografo in location veneziane. La mostra riflette e traduce in questo modo correttamente le scelte poetiche compiute da Scianna, un autore che, nelle sue parole, ha “..sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano” e non le costruiscono, qualunque sia il loro soggetto.

E la luce in questi scatti è la forza grafica e dinamica dell’immagine, il valore che mette in primo piano il soggetto, in un racconto che usa ogni ombra come materia viva e contrasto.

(a cura di Massimo Maria Villa)

¹ Dalla postfazione di Leonardo Sciascia al libro di Ferdinando Scianna, Dominique Fernandez e Leonardo Sciascia, Les Siciliens, Denoél, Parigi 1977

 

FERDINANDO SCIANNA. VIAGGIO RACCONTO MEMORIA

Venezia. Casa dei Tre Oci

Fino al 2 febbraio 2020

A cura di Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda

Organizzazione: Civita Mostre e Musei e Civita Tre Venezie e promossa da Fondazione di Venezia

Orari: tutti i giorni, dalle 10 alle 19; chiuso martedì

Per info

 

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