ASSOLUCE

La filiera dell’illuminazione d’arredo in Italia

Oslo, Norvegia – Radisson Blu Scandinavia – Holberg plass (sistema ‘Orsa’, design: Foster & Partners, per Artemide)

INCHIESTA: Come cambia il mercato della luce?

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Nell’ambito delle imprese della filiera associate sotto l’egida di FederlegnoArredo, il Sistema Illuminazione è compreso in una macroarea (Macrosistema Arredamento, che include Arredamento, Arredobagno, Illuminazione e Ufficio) e considera le società che realizzano prodotti destinati all’illuminazione, sia per interni che per esterni, di tipo decorativo o tecnico, escludendo i produttori di componentistica o di prodotti destinati all’industria (automotive)

Per il 2017, il settore Illuminazione ha chiuso l’anno con una produzione pari a 2.203 mln €, con un valore in aumento del +1%. Questo piccolo incremento è stato guidato dalle esportazioni (+3,5%), che incidono per il 78% del fatturato totale, mentre per quanto riguarda il mercato italiano la produzione ha invece registrato una contrazione del -6,9%.

Dati consuntivi Sistema Illuminazione (Fonte: Centro Studi Federlegno Arredo Eventi)

Mercato: gli andamenti di export e import

A livello europeo, se consideriamo invece l’andamento delle esportazioni (periodo gennaio-dicembre 2017) troviamo la Francia al primo posto, con 199,8 mln € (con una crescita del +3,5%), seguita dalla Germania (198,9 mln €, +7,3%), dal Regno Unito (97,1 mln €,-1,7%), dagli Stati Uniti (88,9 mln €, +6,4%) e dalla Spagna (76,6 mln €, +2,3%).

L’andamento delle esportazioni (periodo gennaio-dicembre 2017) (tratto da: Rapporto FLA 2018)
Le percentuali delle importazioni per il 2017 (tratto da: Rapporto FLA 2018)

Il totale del volume delle importazioni nel 2017 ha invece raggiunto i 930 mln €, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente: la Cina si conferma come il primo fornitore per l’Italia (+0,1 %), dal quale il nostro paese importa circa il 47% del totale. Tra i primi dieci fornitori, sono risultate cresciute in particolare le importazioni da Polonia (+64,1%) e Francia (+23%).

La presenza delle aziende sul territorio

Sotto il profilo della loro distribuzione sul territorio, le imprese del settore illuminazione presidiano con una notevole concentrazione la Lombardia, immediatamente seguita dal Veneto e a seguire dalla Toscana.

Sotto il profilo dimensionale, il 6% del totale è rappresentato dalle grandi aziende che da sole coprono quasi la metà del totale del mercato; sono apparse in contrazione le medie imprese, mentre risultano stabili anche se esprimono una percentuale molto ridotta le piccole e micro imprese.

L’identità delle aziende

La performance complessiva del settore risulta positiva mediamente e stabile rispetto al 2015 sia sotto il profilo reddituale che finanziario, con un PMI Score medio che si attesta al 69,5 (riferito al valore di CLUP, il rapporto fra costo del lavoro e produttività, ovvero al costo del lavoro per unità di prodotto) contro il 69,3 dell’anno precedente.

Le prime dieci aziende per PMI Score (Fonte: Ratios Illuminazione) (tratto da: Rapporto FLA 2018)

Si evidenzia una diversa dinamica tra gli operatori, con movimenti in miglioramento o in peggioramento in tutte le classi di punteggio. Sono però le piccole e micro imprese a perdere terreno e competitività e a finire nelle parti più basse della graduatoria mentre le imprese grandi e medie popolano in generale la parte più alta della scala.

È cresciuta complessivamente la redditività del settore e si evidenzia in generale una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse produttive; sono tuttavia le grandi e le medie imprese a registrare un netto miglioramento degli indicatori economici e finanziari, mentre perdono fatturato e redditività le piccole e micro.

Si osserva parallelamente una ripresa degli investimenti produttivi e di ricerca, nonché un aumento delle risorse umane impiegate nelle grandi imprese che hanno realizzato anche alcune integrazioni societarie, seguite dalle medie imprese che invece si sono concentrate prevalentemente sulla struttura produttiva; le piccole e le micro conservano la dimensione dell’organico ma non hanno investito per accrescere la dotazione strumentale.

Sui costi e sull’andamento gestionale delle aziende

La struttura dei costi evidenzia una elevata componente di costi “esterni” tanto più elevata quanto maggiore è la dimensione aziendale: al crescere delle dimensioni aumenta il ricorso ad economie esterne.

Appare in crescita il costo del lavoro procapite, ma questo aumento è accompagnato da un miglioramento del valore aggiunto e quindi da un maggiore rendimento delle risorse, prova di un intervento efficiente nella gestione operativa: le grandi imprese si avvalgono maggiormente di tale effetto, mentre le più piccole mostrano segnali di sofferenza. Sotto il profilo finanziario si rileva un forte divario nel costo del denaro che è inversamente proporzionale alle dimensioni aziendali.

È migliore nel complesso la gestione del capitale circolante con benefici in termini di fabbisogno finanziario e di indebitamento verso il sistema bancario.

L’export e l’Italia

Una panoramica globale sui flussi del sistema illuminazione ha rilevato che l’Italia è il quarto fornitore mondiale dopo la Cina (leader indiscusso che detiene il 56% del mercato complessivo), la Germania (6%) e il Messico (5%), con una quota del 4% del mercato internazionale.

Il nostro Paese ha il più alto surplus commerciale (mentre la Germania importa più di quanto esporta, cioè esporta beni realizzati altrove), segnale del reale contenuto di quello che definiamo “Made in Italy”. Il solo Paese ad avere un saldo commerciale superiore all’Italia è la Cina che per politica economica, per ora, è esportatore netto in quasi tutti i settori manifatturieri.

( a cura del Centro Studi Settore Illuminazione – FederlegnoArredo)

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