LED & Retrofit - Illuminazione museale

Riconvertire conservando

Reggia di Venaria Reale, Venaria (TO). Collezione permanente. Vista di una delle sale espositive: si noti l’uniformità della distribuzione luminosa sulle opere e l’assenza di riflessi (Foto: Thomas Mayer, Neuss) (Cortesia ERCO )
Reggia di Venaria Reale, Venaria (TO). Collezione permanente. Vista di una delle sale espositive: si noti l’uniformità della distribuzione luminosa sulle opere e l’assenza di riflessi (Foto: Thomas Mayer, Neuss) (Cortesia ERCO )

Attualmente – in tutto il mondo – il settore museale si inserisce in modo consistente nel panorama degli ambiti di intervento maggiormente interessati dalla riconversione retrofit dei sistemi di illuminazione

Se l’attenzione verso gli interventi nell’illuminazione museale può risultare meno sorprendente in paesi nei quali le istituzioni possono storicamente contare su budget più consistenti – come l’Olanda, la Francia o l’Inghilterra – è da registrare con inaspettato stupore una consistente apertura alla nuova tecnologia anche nel nostro Paese, da sempre caratterizzato da una cronica mancanza di fondi a dispetto della grande ricchezza e potenzialità del patrimonio culturale.

Le grandi potenzialità indotte dall’applicazione della nuova tecnologia LED hanno senz’altro avuto il merito di far compiere alla luce – materia essenziale e determinante soprattutto in ambiti conservativi ed espositivi –  un vero e proprio “upgrade” concettuale e di approccio da parte di addetti, funzionari ed operatori del settore, da sempre piuttosto “chiusi” e restii non solo alle innovazioni, ma anche alla  sensibilità in tal senso, concentrando l’attenzione più sugli aspetti pratici che sulla qualità.

Con i sistemi LED, molti ostacoli sono stati superati, coniugando funzionalità, risparmio energetico, assenza di interventi di manutenzione con indubbi vantaggi dati dalla compattezza degli apparecchi e dei sistemi, dalla qualità dell’emissione e dalle elevate garanzie conservative, con deciso taglio delle radiazioni maggiormente nocive.

L’evoluzione tecnologica dei chip, unita alla compattezza degli apparecchi di illuminazione e dunque alla possibilità di poter controllare agevolmente l’ottica, ha permesso inoltre ai produttori di mettere a punto una serie di accessori particolarmente efficaci nel settore, per il quale la flessibilità tecnica e visiva è sempre stata un requisito essenziale.

In tal senso, sicuramente, le attuali tendenze  volte a garantire l’intercambiabilità dei moduli LED appaiono particolarmente auspicabili ed interessanti.  Sebbene con scale di intervento ridotte rispetto a recenti interventi retrofit europei ( come la National Gallery di Londra o il Rijksmuseum ad Amsterdam), diverse istituzioni italiane hanno affrontato il tema della riconversione illuminotecnica, con interventi integrali o con una pianificazione graduale.

Reggia di Venaria Reale, Venaria (TO). Collezione permanente. Vista generale di una sala con opere con differenti temi e caratteristiche tecniche. L’effetto visivo è comunque preciso ed uniforme, grazie al gioco delle ottiche utilizzate (Foto: Thomas Mayer, Neuss) (Cortesia ERCO)
Reggia di Venaria Reale, Venaria (TO). Collezione permanente. Vista generale di una sala con opere con differenti temi e caratteristiche tecniche. L’effetto visivo è comunque preciso ed uniforme, grazie al gioco delle ottiche utilizzate (Foto: Thomas Mayer, Neuss)
(Cortesia ERCO)

Reggia di Venaria Reale

Un recente intervento è stato effettuato per l’illuminazione della collezione permanente della Reggia di Venaria Reale a Venaria (To), dove sono conservati i ritratti della famiglia Savoia ed altri dipinti, principalmente eseguiti ad olio su tela.

L’impianto in uso prevedeva l’utilizzo di  proiettori alogeni da 300 W ciascuno, nell’ordine di uno per ogni opera; oltre al consistente assorbimento energetico, l’impiego di sorgenti a filamento imponeva la necessità di particolari precauzioni per il contenimento dell’emissione di raggi UV e IR, particolarmente dannosi per le superfici pittoriche. La scarsa longevità delle lampade, inoltre, rendeva necessaria la programmazione degli interventi di manutenzione con periodicità abbastanza frequente, incrementando ulteriormente i costi di gestione dell’impianto.

Il nuovo intervento di conversione a LED ha consentito la completa soluzione di tutte le criticità, sia dal punto di vista energetico che conservativo. In tutti gli spazi è stato predisposto un binario elettrificato trifase per il collegamento degli apparecchi  tipo Optec LED (ERCO) da 12 W in versione custom per finitura cromatica (nero)  e temperatura colore dei moduli LED, che dai consueti 3000 K di serie sono stati preferiti con tonalità 2700 K. Ciascun apparecchio è dotato di collimatori ottici e di lenti spherolit, che in questo caso – in funzione delle dimensioni delle opere, della distanza fra il punto luce e la superficie pittorica e dell’effetto desiderato- sono state utilizzate in vari fasci di apertura (spot, flood, wide flood, oval flood e wallwash).

Oltre alla precisione ottica personalizzata data dall’impiego ad hoc delle varie lenti, l’effetto visivo è ulteriormente perfezionato dalla possibilità di regolazione del flusso luminoso emesso attraverso il dimmer di cui ciascun apparecchio è dotato, tarando la quantità di luce necessaria in base alle esigenze visive e conservative.

Oltre a consentire un risparmio energetico pari a circa il 96% per ogni apparecchio (12 W contro 300 W) e il decurtamento dei costi di manutenzione, l’impiego della nuova tecnologia garantisce una massimizzazione ottica dei singoli apparecchi con la totale eliminazione di luce parassita; la resa visiva risulta inoltre più elevata grazie all’emissione luminosa stessa, proiettata dai moduli led in modo diretto e non frutto di un effetto “riflesso” dovuto alla presenza del riflettore, tipica di un corpo illuminante con sorgenti di tipo tradizionale.

La qualità dei diodi impiegati negli apparecchi, infine, è tale da garantire un Indice di Resa Cromatica pari a 95, dunque elevatissimo e particolarmente adatto a valorizzare la qualità cromatica delle superfici pittoriche esposte.

Assenza di radiazioni nocive, elevata qualità cromatica dell’emissione e della resa luminosa, pieno controllo dei livelli di illuminamento, flessibilità, scarso assorbimento energetico, assenza di manutenzione – con annessi fattori di rischio e necessità di precise programmazioni – si configurano oggi come elementi essenziali nel campo dell’illuminazione museale, ed indicano nella scelta della tecnologia LED una sintesi globale risolutiva di tutte le criticità.

(Alessandra Reggiani)

Illuminazione museale & retail

Reggia di Venaria Reale, Venaria (TO)

Committente: Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale, Venaria Reale (TO)

Progetto Illuminotecnico: Ambiente Luce, Cuneo

Contatto diretto: cuneo@ambienteluce.it

Prodotti utilizzati: binario trifase (ERCO); proiettori Optec LED (ERCO), 12 W – ottica Spot, Flood, Wide Flood, Oval Flood, Wallwash

Contatto diretto: g.caprotti@erco.com

 

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