La luce urbana in Europa

Il Nord Europa e alcuni recenti masterplan della luce

Il lighting masterplan di Rotterdam e alcuni degli approcci progettuali seguiti (cortesia: Ulrike Brandi Licht)

Illuminare Rotterdam e Bruges, due città con un patrimonio architettonico ricco, vario e consolidato dal tempo; illuminare il London Olympic Park, sorto ex novo per le Olimpiadi del 2012 nell’est della più vibrante capitale europea

Rotterdam

La lighting designer Ulrike Brandi ha ricevuto l`incarico per il lighting masterplan di Rotterdam, proponendo non soluzioni pronte, ma bensì una strategia; alla committenza non sono state offerte così visualizzazioni, ma la descrizione di un approccio progettuale.

Le idee proposte non sono solo per un’illuminazione più attraente per il futuro di Rotterdam, ma anche un’illuminazione più sostenibile e gestibile. Dal primo lavoro di analisi della città è emerso come l’ intensità e la qualità della luce di Rotterdam siano singolari: l’orientamento verso l’acqua, le lunghe vedute dirette alla sponda opposta sono tutti aspetti da rafforzare; allo stesso modo, la sua eterogenea architettura diviene un tema stimolante per la progettazione della luce.

L’illuminazione architettonica e funzionale possono insieme dettare il cityscape ed il controllo simultaneo di entrambe può portare alla riduzione del consumo energetico. Rotterdam insieme con Bremen è tra le prime città a non produrre, infatti, due piani di illuminazione separati, uno per quella “decorativa” e uno per quella funzionale: sono le illuminazioni stradali, essenzialmente, a determinare l’atmosfera della città, mentre l’illuminazione architettonica riguarda aree particolari o il centro urbano.

Brugge

Alla lighting designer Susanna Antico  è stato invece affidato il lighting masterplan di Brugge, la Venezia del Nord, una città museo con un patrimonio architettonico vasto ed unico : “…L’incarico ufficiale per il piano è rivolto esclusivamente all’illuminazione verticale, ovvero facciate, volumi, ponti, aree verdi escludendo l’illuminazione stradale. Questa limitazione è apparsa subito come cruciale visto l’impatto dell’ illuminazione stradale esistente costituita da lampade ad induzione da 4000K.

Il lighting masterplan di Brugge (cortesia: Studio Susanna Antico Lighting Designer)

Il piano propone invece una soluzione globale, nell’ottica di un’illuminazione ambientale che tenga conto – modulando e armonizzandoli – di tutti i tipi di illuminazione presenti nello spazio urbano. Il piano detta regole specifiche per l’illuminazione cosiddetta monumentale a carico della pubblica amministrazione ma anche per i privati e soprattutto per gli esercizi commerciali, che sono notoriamente di forte impatto visivo e per la nuova illuminazione stradale.

L’intenzione del piano è quella di valorizzare soprattutto l’area lungo i canali, dove le prospettive lunghe, in contrasto con la maglia stretta della città, permettono viste estremamente suggestive create dall’alternarsi di acqua e verde e con quinte trasversali che danno luogo a scorci non comuni nei centri urbani. I canali hanno tre tipi di sezione: transitabili dai due lati, da uno solo e non transitabili (ovvero raggiungibili solo lungo i canali). A seconda della tipologia di sezione i progettisti hanno lavorato sul mantenimento della vista prospettica, degli accenti sulle facciate più rappresentative, sui ponti, e sfruttando le proprietà di riflessione dell’acqua.

Il piano è stato consegnato a febbraio 2012 e verrà ora esaminato dalle diverse commissioni che lo porteranno al Consiglio comunale per l’approvazione. La realizzazione è prevista nell’arco di 12 anni..”

London Olympic Park

La strategia di illuminazione per il parco e lo spazio pubblico è stata realizzata da Sutton Vane Associates  nel 2008 in qualità di consulenti del lighting nel team LDA Design –Hargreaves.

Il piano strategico è stato formulato, tenendo conto delle fasi successive ai giochi olimpici, la fase di Trasformazione (Transformation), 2014, e di Ereditarietà (Legacy), dal 2014 in poi. Al piano si aggiunge anche la progettazione di sette permanenti Memorial Masts, alti 32 m, che sorreggono un anello di luci e una turbina eolica.

Una mappa del Parco Olimpico di Londra 2012

I punti chiave della strategia sono l’accessibilità, la sicurezza, la sostenibilità e l’ereditarietà, ovvero la capacità di trasmettere al futuro della società quanto realizzato per l’Olimpiade del 2012. I livelli di illuminazione saranno più alti nella fase dei Giochi, 30 lux medi, le temperature colore saranno da 2700-3200K e verranno applicate le più avanzate tecnologie ai LED con alimentazione fotovoltaica. Dopo i giochi la gamma di temperature varierà da calda a media e fredda, riservando questa alle aree del parco per non disturbarne la fauna.

Gli apparecchi per illuminazione temporanea hanno sorgenti agli ioduri metallici e i pali sorreggono anche le telecamere, i banner, I pannelli fotovoltaici e la segnaletica, riducendo di questo modo le ostruzioni dove avviene il passaggio delle folle. Nella fase di Trasformation, le illuminazioni temporanee verranno rimosse, e riciclate o riacquisite (buy-back ) seguendo uno schema per l’efficienza dei costi. Michael Grubb, Direttore di Sutton Vane Associates, ha accettato nel Novembre 2010 l’invito da parte dell’Olympic Development Authority a divenire ambasciatore del Learning Legacy, allo scopo di condividire e mostrare quanto acquisito attraverso l’esperienza delle Olimpiadi del 2012.

(a cura di arch. Iolanda Fortunato – progettista, Londra)

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