Campagnola Emilia

Il design della luce del nuovo parco urbano

Campagnola Emilia (RE). Progetto del nuovo Parco urbano. Viale dei Pioppi (cortesia dell’Autore)

Il progetto per il nuovo parco urbano di Campagnola è stato selezionato in una gara ad invito nel mese di agosto 2018 per la sua risposta coerente al percorso partecipato avviato dall’amministrazione comunale con i cittadini nella fase precedente all’incarico

I desideri manifestati dai cittadini erano quelli di avere un parco naturale, un luogo per passeggiare, dove fare ginnastica, correre e riposarsi ma anche un luogo di incontri, spettacoli e allo stesso tempo un parco virtuoso per le scelte vegetali, ricco di biodiversità, con una valenza sia ludica che didattica.

Un parco capace di rafforzare e stimolare l’identità di questo piccolo paese nel cuore della pianura padana. Il luogo dell’intervento riguarda un’area di quasi due ettari in continuità con un’area verde già attrezzata a ridosso del nucleo storico del paese e, dall’altra parte, confinante con la campagna circostante, un’area a sua volta divisa da un fossato.

Il concept del progetto si fonda su uno dei cardini alla base di diverse metodiche agricole naturali, dall’agricoltura biodinamica, alla permacoltura e all’agricoltura naturale Shumei: il concetto di giardino-parcoazienda agricola come organismo vivente, dove tutte le componenti sono in armonia tra loro e interagiscono in modo vitale con l’ambiente circostante.

Da qui la scelta di creare uno spazio, anzi una successione di spazi non geometrici ma fluidi. Un’architettura quindi più vicina alla natura, costituita da forme organiche che inducono al ‘movimento’, ma che danno nel contempo vita a radure accoglienti di diversa dimensione e funzione: offrire cioè più opportunità d’incontro affinchè il parco sia veramente un luogo capace di mettere in ‘rete’ i cittadini.

Il fossato che divide le due aree viene non solo preservato ma valorizzato nelle sue molteplici attitudini legate alla presenza dell’acqua e alla sua funzione di confine e di passaggio da un’area all’altra. Sarà arricchito di alberi e arbusti lungo le sponde – non solo a rappresentare la tradizione della campagna agraria – ma in quanto elementi ecologici importantissimi nella filtrazione delle acque superficiali, nell’amplificazione dell’effetto rivitalizzante dell’acqua, come organo fondamentale dell’organismo parco: salici, in varietà, pioppi, ontani, noccioli ecc.

Oltre il fossato è prevista l’area “produttiva” del parco, l’orto-giardino dove frutti antichi, erbe officinali ed aromatiche, vite maritata, si alternano in filari ed aiuole sinuose: piante rustiche, frutti rari, colorati e saporiti, sapori e profumi che si alternano nelle stagioni, con una biodiversità ricca a riscoprire sapori della tradizione e novità.

Nella parte superiore, il “Giardino di Pomona”, un anello di 12 meli, un’aula all’aperto dove grandi e piccini possono ritrovarsi per esplorare e riflettere sulle tematiche offerte dal parco. Un percorso ‘didattico’ oltre che prettamente funzionale, attraversa lo spazio rimanente destinato alla coltivazione di officinali, aromatiche, piante da orto ecc. Anche la scelta di materiali come le pavimentazioni in terra solida orientano il progetto verso materiali il più possibile naturali.

Campagnola Emilia (RE). L’area del futuro Parco urbano: stato di fatto (cortesia dell’Autore)

Lighting Design. Le scelte progettuali

Colore della Luce. Uno dei dibattiti più accesi degli ultimi anni è la scelta del colore della luce nell’illuminazione urbana. La temperatura colore rapportata in maniera corretta è fondamentale perché genera l’atmosfera del luogo e fa percepire i colori. La luce bianco fredda (4000 K) sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista della sostenibilità ambientale sembra essere ormai un capitolo chiuso della storia recente.

La Legge Regionale 19/03 Emilia Romagna contro l’inquinamento luminoso pone ora limitazioni alla luce che non deve essere troppo bianca, bensì bianco calda, per non disturbare gli habitat naturali con presenza di onde blu nello spettro: infatti le limitazioni a max 4000 K nell’attuale direttiva diventeranno probabilmente max 3000 K nella prossima direttiva. Per la nuova area verde si prevede una luce bianco calda 3000 K, con alcuni punti a 2700 K, una gradazione di bianco assimilabile alla lampada ad incandescenza.

L’area è attualmente circondata da strade e ciclabili urbane illuminate con lampade al sodio a.p. gialla (2000 K) che creano un insieme troppo monocromatico. La nuova illuminazione risulterà più brillante nella resa dei colori e stimolante, pur rispettando gli equilibri naturali.

Illuminazione per zone: i criteri progettuali seguiti

La luce all’interno del parco viene distribuita in base all’importanza dei percorsi e delle zone di frequentazione, creando gerarchie visive. In primo luogo con una certa intensità ed uniformità lungo i percorsi principali e nei diversi punti di aggregazione o di interesse per zone; ad esempio presso le 7 aree, gli ingressi e il ponte, generando punti di riferimento visivi anche ad una certa distanza.

Rendering di progetto con uno degli ingressi del Parco urbano (cortesia dell’Autore)

I percorsi principali. Il parco presenta due percorsi principali, il primo sinuoso che entra nell’area, delimitando la grande e piccola radura, e il viale dei pioppi, importante asse anche in futuro. Lungo questi percorsi sono previsti apparecchi di illuminazione testapalo (con h 4 m fuori terra), che creano un volume luminoso importante e permettono la riconoscibilità delle persone.

L’asse principale del Parco (cortesia dell’Autore)
L’asse principale del Parco. Studio del concept per il lighting (cortesia dell’Autore)

La luce identifica gli assi principali invogliando ad addentrarsi nel parco con il suo colore bianco caldo che non falsa i colori e rende bene il verde dell’area.

Sull’asse importante caratterizzato dai pioppi, gli apparecchi di illuminazione ne esaltano il ritmo valorizzandone parzialmente la fronda ed integrandosi nella nuova aiuola che scherma il marciapiede. Le ottiche all’interno del parco sono simmetriche, asimmetriche lungo il viale dei pioppi per non invadere con il loro flusso luminoso i giardini privati retrostanti.

Campagnola Emilia (RE). Progetto del nuovo Parco urbano. Viale dei Pioppi. Studio del concept per il lighting (cortesia dell’Autore)

Sulle ottiche asimmetriche viene inserito un apposito schermo per limitare ulteriormente l’abbagliamento e aumentare il comfort visivo, molto importante da controllare e verificare soprattutto dopo l’avvento della tecnologia LED. L’apparecchio di illuminazione scelto presenta un’ottimale diffusione della luce senza abbagliamento (Twilight Bilbao, iGuzzini). Le potenze previste sono 31,9 W (testapalo, all’interno del parco) e 31,3 W (testapalo, lungo il viale dei pioppi).

Gli ingressi e le balaustre. Nei portali principali d’ingresso sono integrati nella parte alta orizzontale della struttura profili LED che segnano visivamente gli accessi alla nuova area, 15W/m, ottica 30°. Nei gabbioni di accesso al giardino di Pomona invece vengono inseriti, sempre sulla parte alta, due spot orientabili (8 W cad.) ciascuno. Nelle due balaustre di diversa lunghezza che segnano l’inizio e la fine del canale, vengono integrati nella parte alta orizzontale della struttura profili LED (10 W/m, ottica diffondente).

Rendering di una delle due balaustre di diversa lunghezza che segnano l’inizio e la fine del canale, illuminate nella parte alta orizzontale della struttura da profili LED (10 W/m, ottica diffondente) (cortesia dell’Autore)

Le 7 stazioni e il ponte gioco. Le sette stazioni di sosta sono zone caratterizzate dalla presenza di totem-panche per la lettura, per la sosta e per gli esercizi ginnici. L’illuminazione di queste aree viene integrata nei totem stessi e darà la possibilità di leggerne i testi (con un profilo LED da 1,5m integrato verticalmente, potenza 10 W/m) e di creare una zona intorno illuminata (con due piccoli proiettori orientabili da 8 W ciascuno sulla parte alta del totem), diventando punti di riferimento nell’area verde. Sul ponte gioco della Dea Pomona la luce proviene dall’alto, tramite tre piccoli proiettori da 8W (fascio 25°) posizionati su due degli elementi verticali ( con h. 2,7 m, due proiettati verso il piano di calpestìo del ponte e uno verso la statua della dea).

Rendering di una delle sette stazioni di sosta caratterizzate dalla presenza di totem-panche per la lettura, per la sosta e per gli esercizi ginnici (cortesia dell’Autore)

L’orto giardino. La luce nell’area frutteto sarà costituita solo da segnapassi da 7W in radenza alla pavimentazione lungo i due piccoli percorsi principali, per rompere il buio; gli alberi da frutto sono infatti i più delicati dal punto di vista della sensibilità alla luce e comunque l’area usufruisce in parte dell’ illuminazione stradale e ciclabile delle vie limitrofe, essendo prossima al confine. 6 apparecchi sono installati interdistanti sulla pedana circolare del giardino di Pomona e 9 distribuiti ogni 7,5m lungo il percorso curvilineo tra gli altri alberi da frutto.

Predisposizione per integrazioni future. L’area centrale a prato tra la collinetta e il fossato resta buia pensando a un suo utilizzo in caso di eventi; proprio per questo viene attrezzata con pozzetti porta prese in prossimità del ponte gioco su ambo i lati, con aggiunta di predisposizione di pozzetti per eventuali integrazioni di luce future.

La gestione della luce

La luce sarà interattiva, solo quando e dove serve, in linea con il concept che vede il parco come un organismo vivente. Nelle sette stazioni del percorso fitness resterà sempre acceso (sotto crepuscolare) solo il profilo verticale che le individua e consente la lettura del testo, mentre i due proiettori si accenderanno quando il sensore percepirà l’arrivo di qualcuno, in diagonale a 10 m, frontalmente a 6 m, con presenza fissa a 4 m.

I testapalo saranno dimmerabili DALI, si potranno dunque programmare e anche gestire autonomamente. Gli apparecchi di illuminazione su palo dovranno restare sempre accesi ma comunque verranno dimmerati dopo una certa ora, per consentire un livello di illuminamento basso durante la notte e un assorbimento energetico decisamente inferiore, non avendo il parco chiusure ed essendo dunque anche un’area di passaggio. L’assorbimento totale dell’impianto è < 1 kW.

(a cura di arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

CAMPAGNOLA EMILIA

PROGETTO DEL NUOVO PARCO URBANO

Gruppo di lavoro

Soggetto promotore: Comune di Campagnola Emilia

Soggetto decisore: Comune di Campagnola Emilia

Responsabile del progetto: Enrico Vincenzi

Gruppo di lavoro: arch. Simona Ventura, architetto paesaggista; arch. Giordana Arcesilai, architetto lighting designer; Silvano Cristiani, agronomo; Milena D’Acunto, ingegnere; Matteo Mioli, perito industriale

Curatore del percorso partecipativo: Monia Guarino, Associazione Professionale Principi Attivi con la collaborazione di Valentina Bezzecchi

 

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