Home Office

I nuovi spazi per l’ufficio in casa

‘Exagon Silence Biolight’, di OLEV, è una lampada fonoassorbente e intelligente: assorbe i rumori mentre la tecnologia Biolight riproduce le variazioni della luce naturale in maniera completamente automatica (courtesy photo: OLEV)

La luce, gli spazi, le tecnologie, le nuove soluzioni di arredo, l’acustica: tutto quanto c’è da sapere per uno smart working professionale fra le mura di casa

Quando illuminiamo un interno creiamo un ambiente luminoso, progettato per uno specifico insieme di bisogni visivi e psicologici: protagonista di quest’ambiente è l’uomo, che si pone come destinatario principale di una progettazione che – anche in tema di illuminazione – deve farsi attenta alla qualità complessiva delle situazioni realizzate.

Una luce ben progettata migliora sempre il nostro rapporto con lo spazio. Si comprende in tal modo come una buona luce non solo faciliti le funzioni del vedere e del riconoscere, ma aumenti anche lo stimolo lavorativo ed il benessere fisico accrescendo la capacità di concentrazione ed evitando la stanchezza precoce, unitamente alla creazione di atmosfere emozionali cariche di valore simbolico.

“Vestire” la casa di luce, conferirle un’impronta luminosa non è una impresa facile; occorre innanzitutto scindere l’aspetto dell’apparecchio di illuminazione con l’effetto luce desiderato.

L’errore più evidente in cui si incorre in un progetto luce di un’abitazione è la definizione di un impianto di illuminazione tradizionale con un punto luce centrale a soffitto o con punti a parete o prese a terra: questo tipo di impianto consente esclusivamente un’illuminazione diffusa di tipo tradizionale, che impedisce la creazione di soluzioni e scenari chiaroscurali, di ombreggiature, rendendo monotoni e piatti gli ambienti con il conseguente effetto di “schiacciamento percettivo” degli oggetti e degli spazi interni.

Soprattutto all’interno di un ambiente domestico non viene mai studiata un’illuminazione ottimale per poter “lavorare” con efficacia e massima resa.

L’obiettivo che ci dobbiamo porre in un progetto di illuminazione domestica è infatti quello di realizzare un’esperienza di fruizione della luce intensa e personalizzabile che oggi, ed anche in futuro, possa permetterci di lavorare in casa con soluzioni di comfort e qualità luminosa.

Questo può avvenire sia attraverso una scelta attenta degli apparecchi e delle sorgenti luminose, sia attraverso l’uso di tecnologie innovative di gestione e controllo per la realizzazione di scenari luminosi, di progetti innovativi di luce dinamica e sistemi di comunicazione.

Recentemente, il diffondersi del virus Covid-19 ha modificato le attitudini e le modalità di lavoro portando molte persone durante la fase di ‘lockdown’ a lavorare da casa in una modalità chiamata “smart working”.

Sicuramente questo approccio al lavoro ‘remoto’ sarà utilizzata ancora per molto tempo, anche perché si è compreso che in generale può ridurre i costi ed ottimizzare i tempi, annullando quelli legati agli spostamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Tuttavia come sappiamo le nostre abitazioni non sono sempre attrezzate e strutturate per poter lavorare: se i più fortunati in una stanza chiusa tipo “office in casa” riescono sicuramente a lavorare meglio, chi invece si deve attrezzare a lavorare e organizzare in una zona living open, soprattutto se non vive da solo, si trova a dover affrontare una questione più problematica e complessa da risolvere.

Il sistema ‘HUG Modular Pods’ prodotto da Fantoni è particolarmente flessibile e declinato per dimensioni ‘tascabili’, particolarmente ideali per applicazioni in ambito domestico (courtesy photo: Fantoni)

Sul controllo acustico e luminoso dello spazio lavorativo domestico

Un sistema di interpareti con proprietà di isolamento acustico (sistema C-SS di Citterio) (courtesy photo: Citterio)

La questione legata al controllo acustico e luminoso del proprio spazio lavorativo in casa assume, in questo caso, aspetti di rilievo.

In un ufficio canonico gli aspetti legati all’ergonomia degli spazi e della propria postazione di lavoro, al controllo acustico ed alla corretta illuminazione sono il più delle volte – ma purtroppo non sempre – abbastanza risolti.

In casa, per ovvi motivi, tutto questo non avviene.

Per queste ragioni il parere di chi scrive è che diventi fondamentale nello smart working riuscire a riproporre, in casa propria ma soprattutto intorno al proprio microambiente di lavoro, alcune situazioni di corretta ergonomia e qualità della luce legata, magari, anche ad un controllo acustico.

In questa direzione per poter lavorare meglio e in modo più efficace sarebbe interessante creare delle “isole di lavoro”, svincolate dall’organizzazione domestica ed autonome sul piano dello spazio di lavoro, del controllo acustico e della corretta illuminazione.

Il designer Dymitr Malcew ha affrontato diverse volte il tema delle ‘isole di lavoro’ per gli ambiti operativi delle grandi aziende, ma con soluzioni mutuabili anche sulla scala domestica. Nell’ immagine, Focus Pod’ (courtesy photo: Dymitr Malcew)
Il designer Dymitr Malcew ha affrontato diverse volte il tema delle ‘isole di lavoro’ per gli ambiti operativi delle grandi aziende, ma con soluzioni mutuabili anche sulla scala domestica. Nell’ immagine, ‘Chat Pod’.(courtesy photo: Dymitr Malcew)

Oggi abbiamo a disposizione differenti tecnologie e sorgenti da poter integrare nell’architettura di questi nuovi spazi/isole di lavoro domestico, soluzioni che permettono una interconnessione ed un controllo delle funzioni del proprio benessere anche attraverso smartphone, tablet e smartwatch: sistemi che vengono utilizzati per rendere anche l’ambiente domestico più intelligente e adatto a creare contesti di lavoro che faranno sempre di più parte integrante della nostra vita quotidiana.

Fra IoT e Human Centric Lighting

Nel mondo dello sviluppo tecnologico della luce prendono sempre più piede concetti quali White Changeable, Smart, Digital Light ed infine IoT Ready – acronimo dell’inglese Internet of Things – neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti, dei luoghi concreti e delle sue interrelazioni con l’uomo e il suo ambiente circostante.

I sistemi IoT sono gestibili anche dalle più diffuse interfacce vocali come Amazon Alexa, Google Assistant o Apple Siri (courtesy photo: Fibaro)

Un altro parametro di illuminazione fondamentale nel rapporto luce domestica/luce contract è il Tunable White (ovvero regolazione variabile della temperatura colore della luce bianca dalla tonalità calda a quella fredda).

A seguito di un crescente numero di ricerche che dimostrano gli effetti benefici della luce sulla salute umana, nel prossimo futuro i sistemi di illuminazione saranno progettati in generale sempre più seguendo i principi dello Human Centric Lighting.

Questi sistemi intelligenti di regolazione della luce saranno presenti non solo negli uffici, nelle scuole o negli ospedali ma anche, come dicevamo, in ambito residenziale anche con l’obiettivo di poter creare un ufficio in casa o quanto meno trasferire le condizioni di qualità di luce ergonomica, tipica dell’ufficio, in casa.

I driver a corrente costante (come gli OTi DALI 35 TW e OTi Dali 75 TW di Osram) forniscono la base, come dicevamo prima, per la gestione di sistemi LED dinamici Tunable White, consentendo soluzioni di illuminazione biologicamente efficaci.

Le soluzioni Tunable White sono utilizzate soprattutto negli uffici, negli istituti scolastici, nelle strutture sanitarie e per diverse applicazioni industriali, ad esempio nell’illuminazione lineare, ma anche nei sistemi di illuminazione di emergenza.

La sospensione ‘Buzzi Bell’ (design: Chris Hardy, per Buzzi & Buzzi), realizzata con corpo esterno in materiale fonoassorbente (courtesy photo: Buzzi & Buzzi)

Gli obiettivi di questa “rivoluzione” sono la creazione di soluzioni di luce mirate, diverse ed emozionanti, che facilitino la creazione del benessere e ne aumentino la produttività.

I nuovi prodotti di illuminazione si stanno spingendo anche verso il controllo acustico, nel senso che oggi assistiamo alla messa sul mercato da parte di aziende di illuminazione di prodotti che illuminano e che propongono in più anche il controllo dell’acustica e della trasmissione del suono nello spazio.

In conclusione…

In generale quindi, l’obiettivo che come progettisti ci dobbiamo porre per creare un valido ambiente di lavoro in casa è quello di realizzare un’esperienza di fruizione della luce integrando apparecchi e sorgenti luminose ad un sistema di arredo al fine di realizzare ‘microambienti’ confortevoli, autonomi ed indipendenti, che diventano “spazio” all’interno della casa e utilizzano tecnologie innovative di gestione e controllo per la realizzazione di scenari luminosi.

(a cura di arch. Silvio De Ponte Conti, architetto e Interior Designer, De Ponte Studio Architects, Milano)

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here