Bernabò Bocca

Hotel & Wellness: il lighting design per l’eccellenza

Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi – Presidente Sinahotels (©St. Peter Photo)

L’hotel è come un microcosmo all’interno del quale si possono costruire tanti mondi, ciascuno diverso dall’altro, ma con un unico obiettivo essenziale: garantire il massimo dell’accoglienza al visitatore che intende soggiornarvi.

Questa consapevolezza è a mio avviso uno straordinario punto di partenza per chi opera in questo settore, ma anche per i professionisti che vengono da noi cooptati proprio allo scopo di dotare di una loro identità specifica questi ambienti dedicati all’ospitalità.

Ambienti che io ritengo magici, perché raccontano storie, hanno un forte potenziale evocativo e rappresentano uno stimolo impareggiabile per quanto riguarda la creatività.

Oggi lo spazio di un hotel è diventato spazio scenico, risponde alla domanda di un turista più sofisticato che sceglie l’albergo perché vuole qualcosa di più di un semplice luogo dove soggiornare per un periodo di tempo definito. Ecco perché nel progettarlo e realizzarlo, “dietro le quinte”, vi è l’intervento di una coralità di professionisti chiamati tutti insieme a creare la magia, la suggestione, il carattere unico ed irripetibile, quasi il DNA dell’albergo stesso.

L’Hotel è un contesto in cui ogni cosa è importante: il design, gli arredi, l’ergonomia in termini di distribuzione degli spazi e, ultima ma non meno importante, l’illuminazione.

Il tema della progettazione della luce è diventato centrale per quel che riguarda il nostro settore ed ha avuto negli ultimi decenni un exploit sorprendente. Fino a qualche tempo fa l’illuminazione riportava al concetto di semplici standard, ma ora ci troviamo di fronte ad una attività avveniristica, in cui la parola d’ordine è eccellenza.

È come se si fosse scritta una nuova partitura in ambito di lighting design, un contesto professionale in cui noi italiani siamo diventati estremamente capaci e dunque anche molto competitivi.

Oggi il lighting designer è un vero e proprio architetto della luce. È colui che, a mio avviso, può consegnare un hotel al successo. L’illuminazione negli spazi dedicati all’ospitalità è parte stessa dell’ospitalità e riesce a codificare anche alcuni contenuti. Ciò che voglio dire è che quello che la luce racconta è anche informazione: differenziandone la tipologia, si individua la natura degli ambienti stessi.

Negli spazi di una hall, votati alla condivisione ed alla trasparenza, l’illuminazione avrà una connotazione specifica, ben diversa da quanto potrà invece essere pensato per dare carattere di intimità ad una camera o per definire gli ambienti di una SPA.

Si tratta di un’opera di ricerca molto sofisticata che negli hotel del terzo millennio trova puntualmente la sua applicazione, specialmente nell’ambito Luxury.

Negli spazi dedicati al wellness poi ritengo che il lighting designer abbia maggior gioco anche per esercitazioni virtuosistiche. Quanto non è pensabile fare in ambienti che vengono vissuti con più continuità, diventa invece possibile ed estremamente suggestivo ad esempio in una SPA, dove peraltro la luce gioca spesso anche un ruolo terapeutico.

Non dimentichiamo che la ricerca in questo ambito è stata orientata negli ultimi anni soprattutto a produrre nuove applicazioni di illuminazione artificiale automatizzata o semi-automatizzata, che rivela la sua massima espressione proprio in ambienti legati al benessere.

Direi quindi che quello del wellness si pone ormai come un settore a sé, aggredendo una buona fetta di mercato. Anche in questo caso la maestria espressa nelle nuove tecniche di illuminazione lascia davvero stupefatti: si tratta di un trend in costante evoluzione, ed è naturale pensare che continuerà a produrre risultati straordinari. Ogni progresso in questo senso si rivelerà un bene per il Turismo e dunque anche per il nostro Paese.

Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi – Presidente Sinahotels

 

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