Firenze - San Miniato al Monte

La luce profonda del Romanico

Firenze. Basilica di San Miniato al Monte. Il nuovo progetto di illuminazione (cortesia: Exenia – Gruppo Lumenpulse) (photo: Matteo Bencini)

Dal dialogo tra i monaci della Congregazione Olivetana della Basilica abbaziale di San Miniato al Monte, nell’ambito delle celebrazioni del millenario della fondazione della chiesa, e Exenia, con l’obiettivo condiviso di offrire alla città di Firenze una nuova e più autentica lettura di questo fantastico edificio, è nata l’iniziativa di supportare il nuovo progetto di illuminazione curato dal lighting designer Massimo Iarussi, realizzato con la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e con le tecnologie LED dell’azienda, parte del Gruppo Lumenpulse.

Se come dice l’architetto e lighting designer Massimo Iarussi “..Una buona illuminazione non deve imporsi con invadenza, ma piuttosto apparire connaturata agli spazi illuminati”, per il progetto di illuminazione di questo autentico gioiello del primo Romanico il rispetto totale del monumento si è tradotto in modo compiuto nell’attento e misurato approccio progettuale seguito, che – come ha bene evidenziato anche Dario Nistri, amministratore delegato Exenia – “..ha consentito la realizzazione di un intervento che ha preservato  l’identità del luogo, adottando tecnologie all’avanguardia“.

Firenze. Basilica di San Miniato al Monte. Il nuovo progetto di illuminazione (cortesia: Exenia – Gruppo Lumenpulse) (photo: Matteo Bencini)
Firenze. Basilica di San Miniato al Monte. Il nuovo progetto di illuminazione (cortesia: Exenia – Gruppo Lumenpulse) (photo: Matteo Bencini)

Per dare corpo e visione con elegante discrezione attraverso la luce alla bellezza artistica di San Miniato “…alle sue geometrie, ai suoi simboli, gli elementi architettonici e gli affreschi”, come ha ricordato padre Bernardo Gianni, priore dell’Abbazia, era necessario da un lato riportare la struttura al suo tempo di realizzazione, pur tenendo conto delle epoche successive, evidenziandone gli elementi architettonici di maggior pregio, con attenzione al tema della luce naturale diurna, e dall’altra utilizzare al meglio le opportunità consentite dalle nuove soluzioni di illuminazione disponibili: apparecchi di illuminazione miniaturizzati ad elevate prestazioni, con finiture colore le più vicine possibili alle superfici d’installazione, tali da non inquinare con ingombri visibili lo spazio.

L’adozione di una tecnologia innovativa (brevetto del Gruppo Lumenpulse) ha permesso inoltre di utilizzare l’impianto di linea preesistente per la regolazione dei punti luce, senza ulteriori e invasivi interventi.

L’impianto d’illuminazione è gestito da un sistema di controllo digitale DALI, completamente configurabile, con la possibilità di indirizzare individualmente ogni singolo punto luce.

Sono in tutto 120 gli apparecchi utilizzati, ed il concept del progetto di lighting design ha fatto riferimento all’utilizzo di una temperatura colore di 2500 K, pensata per evocare l’illuminazione medievale basata sull’utilizzo di fiaccole e torce.

I puntamenti dei fasci luminosi degli apparecchi conducono lo sguardo del visitatore verso il presbiterio e il catino absidale della Basilica con il suo meraviglioso mosaico, punto focale dell’architettura dell’edificio ed elemento di riferimento della simbologia religiosa.

Firenze. Basilica di San Miniato al Monte. Fasi dell’installazione del nuovo impianto di illuminazione (cortesia: Exenia – Gruppo Lumenpulse) (photo: Matteo Trentanove)

Il pavimento intarsiato viene illuminato con geometria zenitale da apparecchi fissati sulle capriate, realizzati su disegno – per evocare le lanterne tradizionali – corredati di ottiche di precisione per un’illuminazione puntuale delle formelle.

L’evento inaugurale della nuova illuminazione della Basilica di San Miniato al Monte è aperto al pubblico, che sarà testimone dei nuovi scenari di luce, nella giornata di giovedì 18 ottobre 2018 dalle ore 21.00, con una suggestiva ed emozionante presentazione che verrà accompagnata dai canti gregoriani e da un concerto di organo (Giacomo Benedetti) e tromba (Matteo Spolveri).

(Massimo Maria Villa)

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