eVolution Dance Theater

“Black & Light” e altre magie: la luce come voce del buio

(courtesy photo:@artilucio)
(courtesy photo:@artilucio)

Abbiamo incontrato Anthony Heinl, coreografo e regista, e Mimmo L’Abbate, light designer di eVolution Dance Theater per conoscere da vicino il lavoro di una delle più innovative compagnie di danza contemporanea.

Danzatore nell’ambito di produzioni nel musical in giovanissima età, prima dei 20 anni Anthony Heinl recita in ruoli da protagonista come in “Jesus Christ Superstar” del Tour Nord America.

Personaggio eclettico, ha lavorato con tutti i più grandi coreografi e dopo una importante collaborazione con Moses Pendleton e con i Momix come danzatore e  come collaboratore di Pendleton per gli spettacoli “Sun Flower Moon” e “Lunar Sea”, ha portato a partire dal 2008 le sue esperienze nel suo progetto eVolution Dance Theater, compagnia nel cui ambito riveste contemporaneamente i ruoli di Direttore Artistico, Coreografo, Danzatore, Ideatore delle Scenografie e dei Costumi.

Dal musical il controllo dello spazio scenico

E se nel mondo del musical i ruoli del coreografo e del regista devono trovare un punto di incontro, Heinl con eVolution Dance Theather lavora “…sia come coreografo che come regista, e la responsabilità del regista è quella di capire se si sta o meno trasmettendo al pubblico quanto ci si era ripromessi”.

Il ritmo nello spettacolo è un altro fattore essenziale e l’obiettivo di Heinl è “…trovare un bilanciamento, una fluidità d’insieme…anche questa  una regola che viene dal mondo del musical..”.

Dal mondo del musical Heinl porta con se la grande capacità di utilizzare tutto lo spazio della scena attraverso il lavoro del movimento coreografico “…Per me è importante che tutti gli elementi in scena si muovano insieme per creare qualcosa di interessante dal punto di vista visuale”.

La cosa più importante per Heinl è il prodotto finale, quanto vede il pubblico, e i suoi lavori non sono più soltanto spettacoli di danza. Il coreografo sottolinea come “..Ogni tanto è necessario abbassare il livello della coreografia per “alzare” qualche cosa d’altro, per avere un risultato finale più definito intorno ai vari elementi”.

(courtesy photo: Clarissa Lambert)
(courtesy photo: Clarissa Lambert)

Sulla “qualità visiva” dello spettacolo in rapporto al pubblico

Heinl ha sviluppato a partire dal periodo di collaborazione con i Momix alcuni aspetti del suo processo metodologico, virandoli però in modo deciso verso i propri gusti artistici.

“..Amo molto il mondo degli anni ’70, la musica, la creatività, il cinema di quegli anni…penso ai Pink Floyd, ai Led Zeppellin e ai film pazzeschi di quegli anni, c’era la voglia di sperimentare”. 

Anche il coreografo realizza tantissimi esperimenti su tecniche e materiali in sala prove “…ed elimino il 90% delle cose che creo, ricercando sempre la combinazione diversa di ogni tecnica, per vedere quale può funzionare per il pubblico che ci guarda..”.

La qualità visiva degli spettacoli di eVolution Dance Theater è l’elemento in evidenza  e la preoccupazione di Heinl è soprattutto verso l’approccio di un pubblico che guarda la realtà come si trovasse dietro al “filtro” di uno schermo: e questo è sicuramente uno degli aspetti più innovativi del lavoro della compagnia.

Heinl ci conferma questo suo modo di procedere e ci confessa una pratica  ormai divenuta sistema per il gruppo di lavoro, quella di fare riprese video di ogni spettacolo, per potersi rivedere e studiare le reazioni del pubblico.

Stupire: il trucco c’è ma non si deve vedere

Una grande passione di Heinl, determinante per l’influenza che riveste nei lavori di eVolution Dance Theater è quella per la tecnologia e per gli effetti tecnici legati all’illusionismo.

“…Sono sempre stato appassionato di tecnologia e ho avuto fin da ragazzo grande curiosità per i giochi di prestigio: oggi sto portando alcune di queste cose sul palco. Per me è meglio quanto i pezzi funzionano su tanti livelli diversi e quando ti trovi a guardare una cosa che ti piace e contemporaneamente ti domandi: come hanno fatto a fare questo?”

Secondo Heinl il risultato migliore di interazione con il pubblico, in “Black & Light” come in altri loro spettacoli, viene raggiunto quando chi guarda viene messo in grado di “…andare un poco sotto al livello intellettuale per trovarsi vicino ad una partecipazione più istintiva”.

L’immedesimarsi nell’emozione che si prova guardando, e l’effetto dello stupore che ne deriva è l’obiettivo. “Così lavoriamo in sala prove, e magari dopo 8 ore c’è quel momento che ti fa dire…Wow!…E quel momento bisogna essere capaci di riprodurre in scena: anche per questo realizziamo diverse ore di video del nostro lavoro..”.

Una ‘forma efficace’ per la luce

La ‘forma efficace’ per le invenzioni coreografiche e le soluzioni studiate da Anthony Heinl per questo così come per altri lavori di eVolution Dance Theather è da ricercare nelle scelte per l’illuminazione e nel lavoro che Mimmo L’Abbate, lighting designer della compagnia, ha saputo realizzare con molta coerenza in stretta collaborazione con Heinl.

Nella gestione di un parco luci razionale e puntuale, agile nel sapersi adattare alle differenti situazioni poste dalle tournee all’aperto e dagli spazi chiusi dei teatri – con moving head Spot e Wash, sagomatori con ottica 36° (ETC), proiettori PC da 1000 e 2000 W, lampade neon wood (Narva) e proiettori black light (Wildfire) –  L’Abbate ha lavorato per assicurare la massima plasticità ai corpi dei danzatori con l’utilizzo delle luci di taglio, avvicinando il più possibile nelle geometrie di posizionamento e ad un tempo riducendo l’uso dei testamobile, per ottenere una maggiore profondità puntuale nei ritmi proposti dalla scena.

“ …L’utilizzo della luce di taglio è fondamentale perché nella danza questo contributo è decisivo, mentre per quanto riguarda il posizionamento dei moving light la scelta è dovuta al fatto di avere un parco macchine non troppo affollato per ottenere risultati più essenziali capaci però di coprire tutte le necessità, sia questa un piazzato, piuttosto che un punto da una parte o una luce seguipersona.

Questa flessibilità nella geometria di impianto mi torna utile anche a supporto di effetti specifici, come ad esempio in alcuni quadri di “Black & Light” dove la luce molto circoscritta che si sposta non è un seguipersona, non è realizzata con diversi proiettori, ma è dovuta al lavoro di 8 motorizzati ravvicinati, dove si spegne l’uno e si accende l’altro, e in scena ci sono solamente due metri quadrati di luce che fanno risaltare di più il corpo dei danzatori..”.

La qualità del buio

Il progetto di lighting di L’Abbate è un attento lavoro di traduzione da una parte e reinterpretazione dall’altra del concept dello spettacolo studiato da Heinl, particolarmente per quanto riguarda gli effetti di ‘luce nera’, gli effetti grafici in generale (affidati prevalentemente alle luci fluorescenti a bassa intensità comandate direttamente dai performer), l’utilizzo delle ombre colorate e dei  LIGHT WALL.

Un esempio degli effetti realizzati con l’utilizzo del Light WALL (courtesy photo: eVolution Dance Theater)
Un esempio degli effetti realizzati con l’utilizzo del Light WALL (courtesy photo: eVolution Dance Theater)

Il lighting designer ci conferma come la “luce nera” sia registro fondamentale in “Black & Light”, e insieme l’obiettivo è quello di avere soprattutto una “buona qualità” del buio , sia in spettacoli all’aperto dove talvolta è sufficiente la luce della luna a creare problemi, come lavorando nei teatri.

La ‘Black Light’ viene utilizzata per far risaltare gli effetti e a un tempo “mascherare” i trucchi scenici e in questo spettacolo come in altri della compagnia richiede spesso emissioni fortemente circoscritte per conservare l”enigma’ dell’effetto.

(courtesy photo: Ivan Sansoni)
(courtesy photo: Ivan Sansoni)

Per Anthony Heinl  il problema tecnico da risolvere resta quindi quello del massimo occultamento dei performer sul palco “…Dopo aver visto tanti spettacoli in luce di Wood e aver verificato che dopo un po’ di tempo le persone in nero risultano visibili, mi sono messo a fare una ricerca a fondo sulle sorgenti luminose e ho trovato in Germania una lampada lineare utilizzata nei centri di ricerca e nei laboratori scientifici con uno spettro limitato ai 360 – 365 nm di lunghezza d’onda, e d’accordo con L’Abbate abbiamo deciso di usare queste..” (si tratta delle lampade Narva LT 36 W, T8/073 Blacklight blue).

L’individuazione di una buona sorgente di luce nera con uno spettro senza componenti di luce blu visibile per il massimo occultamento in scena dei movimenti dei performer si è poi unita al “trucco” di posizionare una luce di bassa intensità rivolta verso il pubblico per creare nell’occhio di chi guarda una reazione di adattamento, come capita entrando nel buio di una sala cinematografica.

L’utilizzo del Light Wall

Un altro degli ingredienti di eVolution Dance Theather è senz’altro il Light Wall, che L’Abbate ci racconta essere nella forma da loro proposta “…una creazione specifica di Anthony, che lo aveva visto utilizzato in un museo per i bambini, per realizzare una specie di effetto strobo che  faceva rimanere l’immagine registrata utilizzando il principio della fotoluminescenza: Heinl ne aveva realizzato uno con quella tecnologia, ottenendo però un risultato visivo “statico” perché solo frontale.

Heinl ha sperimentato a lungo per ricreare uno schermo Light Wall che funzionasse da dietro oltre che davanti e con uno strato di materiale  abbastanza sottile per raccogliere la luce nelle due direzioni, mantenendo la visibilità da entrambe i lati..”.

L’ottenimento di un pannello che si impressiona nel modo dovuto ha coinciso con una qualità di reazione fotoluminescente con persistenza dell’effetto memoria relativamente bassa.

“…Ci sono prodotti molto più cari di quelli che utilizziamo che hanno un effetto memoria molto più forte…ma per i nostri scopi scenici i materiali che usiamo fanno ricorso ad un altra tecnologia, di tipo fluorescente, con una soluzione di 50-60 anni fa..”.

Per il prossimo lavoro della compagnia, L’Abbate ci dice che saranno introdotti anche effetti ottenuti con luce laser.

Il teatro in Italia deve sostenere l’innovazione

Concludiamo il nostro incontro con eVolution Dance Theather con una considerazione e una valutazione critica da parte di Heinl e L’Abbate sullo stato di salute del teatro in Italia.

Per L’Abbate infatti “ …E’ sempre più difficile trovare situazioni che ti permettano di sperimentare”, e c’è una forte carenza da parte dei teatri nel “…puntare su compagnie giovani e magari meno conosciute di altre che offrono prodotti nuovi ma non hanno nomi capaci di riempire il teatro alla prima serata”.

Sotto questo aspetto Heinl sottolinea come non sia dappertutto così, e come ad esempio in Brasile, dove la compagnia ha fatto una tournee lo scorso anno “…sia stata un’esperienza molto riuscita, con spettacoli in 12 città differenti e la visita di 9 città in diciotto giorni, con spostamenti in aereo, e spettacoli a San Paolo e Rio, con una media di quasi 2000 persone a teatro, e sold out su nove date, fino ad arrivare ad avere un pubblico di 4900 persone nel teatro più importante…”.

Il teatro contemporaneo in Italia ha sicuramente per i nostri l’urgenza ormai improcrastinabile di rivedere le sue politiche di produzione e di gestione, per tornare a supportare le compagnie che fanno sperimentazione e riportare soprattutto la gente a teatro.

Una luce puntuale e dinamica fra effetti e colore

A sinistra, il lighting designer Mimmo L’Abbate con il Direttore artistico e coreografo Anthony Heinl
A sinistra, il lighting designer Mimmo L’Abbate con il Direttore artistico e coreografo Anthony Heinl

La regia luminosa di “Black and Light” propone alcuni momenti particolarmente indicativi dal punto di vista della coerenza fra luci, scena e movimento coreografico.

L’Abbate ci segnala a questo proposito la sua grande attenzione alla commistione in scena di una luce più tradizionale con la luce d’effetto comandata dai ballerini: un risultato raggiunto grazie a  corretti livelli di illuminamento in scena che non svelano l’effetto del trucco e ad una luce mai scontata in scena, sempre interessante dal punto di vista illuminotecnico.

Uno degli effetti scenici controllati direttamente dai danzatori (courtesy photo: eVolution Dance Theater)
Uno degli effetti scenici controllati direttamente dai danzatori (courtesy photo: eVolution Dance Theater)

“…Sono privilegiati il controluce, la luce di taglio fondamentalmente, mentre il frontale lavora sempre su percentuali fra il 5 e il 10% al massimo e viene utilizzato pochissimo”.

In altri momenti dello spettacolo, anche in relazione al fatto se la location è esterna o in teatro, viene “…abbandonata se possibile l’idea di piazzato per avere una luce più puntiforme e concentrata sui danzatori sempre a percentuali molto basse e con colori che interagiscono molto bene fra loro per creare quell’effetto di stupore nell’osservatore, con un risultato scenico ottimale”.

(Massimo Maria Villa)

 

“Black & Light” 

Lighting plot

"Black & Light". La pianta luci standard
“Black & Light”. La pianta luci standard

Apparecchi di illuminazione: moving head Spot e Wash

Sagomatori con ottica 36° (ETC), PC da 1000 e 2000 W

Sorgenti per luce di Wood frontali sul palco: lampade wood  (tipo LT 36 W, T8/073 Blacklight blue, di Narva)

Proiettori per Dark Light: LT-400 Long Throw F2 (Wildfire), con lampade Wildfire IronArc® da 400- W agli alogenuri metallici – mod. LMP-400D (per angolo operativo di spettro di 350-365 nm)

Consolle mixer luci: MA Lighting

Illuminazione fluorescente a bassa intensità per effetti speciali: controllata direttamente dai danzatori

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here