Norvegia - La centrale idroelettrica di Rånåsfoss

Equilibrio di luce per la macchina dell’acqua

Centrale idroelettrica di Rånåsfoss. Nell’immagine, è visibile l’efficace lighting concept studiato da ÅF Lighting (cortesia: ÅF Lighting) (photo: Tomasz Majewski)

Svedesi, norvegesi e finlandesi si sono da sempre contraddistinti per il loro estremo rispetto dell’ambiente e continuano a darne prova con progetti ad elevata sostenibilità: un esempio molto interessante è quello della Centrale idroelettrica di Rånåsfoss in Norvegia

Il caso di cui parliamo in questo articolo sottolinea la particolare attenzione progettuale posta nella valorizzazione del rapporto stretto fra l’architettura e il paesaggio.

La centrale idroelettrica di Rånåsfoss è un importante monumento culturale norvegese relativo alla produzione di energia idroelettrica, funzionante dal 1922. È stata la prima centrale a fornire elettricità alla città di Oslo e oggi l’edificio vede una destinazione museale per la vecchia sala macchine conservata all’interno della centrale, ospitando mostre sull’energia idroelettrica e l’energia in generale. Il centro visitatori, il museo della centrale elettrica e il forum energetico, frequentati da studenti e pubblico, accolgono ogni anno più di 7.000 bambini delle scuole che in questo modo possono apprendere tutto sulle energie rinnovabili.

La centrale di Rånåsfoss si trova nella zona centrale della Norvegia in una piccola cittadina, nel comune di Sørum in provincia di Akershus, in prossimità della stazione ferroviaria. L’edificio monumentale fu progettato dall’architetto Thorvald Astrup ed è stato a lungo considerato un importante landmark fra gli edifici destinati alla produzione di energia grazie alla sua particolare struttura architettonica: sia i caratteri stilistici della sua architettura monumentale che le tecnologie originali utilizzate per la realizzazione dell’edificio sono infatti considerati esempi all’avanguardia.

Nel 2016 un intervento di ristrutturazione globale è stata l’occasione per l’inserimento di una porzione nuova, una grande struttura in vetro incorporata tra due edifici preesistenti in mattoni.

L’intervento di recupero e la relazione con l’architettura esistente

La nuova integrazione in vetro dell’edificio è stata adattata allo spazio ristretto preservando le splendide facciate disegnate dall’architetto Thorvald Astrup. La costruzione principale dell’edificio è realizzata con pilastri in acciaio e capriate. Le ridotte possibilità di posizionamento dei pilastri hanno determinato come risultato un ritmo irregolare e tralicci inclinati obliqui.

La nuova integrazione in vetro dell’edificio è stata adattata allo spazio ristretto preservando le splendide facciate disegnate dall’architetto Thorvald Astrup (cortesia: ÅF Lighting) (photo: Tomasz Majewski)

La superficie del tetto è stata quindi caratterizzata da elementi triangolari con apparecchi di illuminazione disposti a soffitto nelle superfici triangolari del tetto rivolte a sud. Il tetto è costruito con giunti a travi di legno, con isolamento di 350 mm ed elementi di zinco nelle cuciture verticali.

Le pareti sono state realizzate in vetro (con il sistema di facciata ‘Planar™’ di Pilkington) ed assicurate con giunti bullonati (cortesia photo: Pilkington)

Per ottenere la massima trasparenza verso gli altri edifici, le pareti sono state realizzate in vetro (con il sistema di facciata ‘Planar™’ di Pilkington) ed assicurate con giunti bullonati che tengono insieme le vetrazioni.

Sulla facciata ovest è stato realizzato un ponte per osservare il paesaggio ad un’altezza a 18 m sopra il fiume, offrendo ai visitatori una vista spettacolare sia a monte che a valle.

Il lighting design: la luce come ponte tra vecchio e nuovo

Insieme allo studio di architettura LPO Arkitekter, ÅF Lighting ha progettato una soluzione per la luce che sottolinea sia le facciate preesistenti che la moderna struttura in vetro.

Il progetto d’illuminazione ha ricercato un rigoroso punto di equilibrio preservando ed evidenziando la struttura neoclassica dell’edificio originaria del 1922, in connessione con gli interventi architetturali moderni realizzati dagli architetti dello studio LPO Arkitekter.

Per la lighting designer Helga Iselin Wåseth: “..l‘illuminazione doveva valorizzare i vecchi edifici con le loro facciate importanti, ma anche la nuova struttura in vetro posta tra esse. In relazione al fatto che una delle facciate è posizionata all’interno della vetrata e l’altra all’esterno, il nostro lighting concept si basava sull’idea di creare un’immagine coerente illuminando le facciate nello stesso modo: l’obiettivo finale è stato quello di realizzare una connessione visiva tra lo spazio originario e la nuova struttura”.

Rånåsfoss. L’obiettivo finale del progetto di illuminazione era nel “…realizzare una connessione visiva tra lo spazio originario e la nuova struttura” (cortesia: ÅF Lighting) (photo: Tomasz Majewski)

Per ÅF Lighting è stato molto stimolante lavorare a Rånåsfoss, e riuscire a rispondere agli elevati requisiti illuminotecnici connessi alle esigenze prioritarie poste da una centrale elettrica e dal funzionamento dei suoi macchinari, nonché dai nuovi spazi che accolgono i visitatori.

Le complesse esigenze funzionali dell’illuminazione dovevano trovare risposte coerenti senza rinunciare ai contenuti dell’illuminazione scenografica. Un esempio, ricordato ancora dalla lighting designer, è quello del funzionamento dei macchinari, che “..ha richiesto una messa a fuoco completa con livelli di luce elevati, una buona resa cromatica e una buona leggibilità nelle porzioni superiori del motore “.

Centrale idroelettrica di Rånåsfoss. Le complesse esigenze funzionali dell’illuminazione dovevano trovare risposte coerenti senza rinunciare ai contenuti dell’illuminazione scenografica (cortesia: ÅF Lighting) (photo: Tomasz Majewski)
(dettaglio) (cortesia: ÅF Lighting) (photo: Tomasz Majewski)

Utilizzando un alto livello d’illuminamento verticale su entrambe le facciate interne di mattoni e la facciata esterna, la vetrata che separa l’interno dall’esterno scompare visivamente. I riflessi indesiderati sono minimizzati e il volume dell’edificio viene percettivamente esteso oltre la linea della vetrata.

Le facciate sono illuminate con piccoli apparecchi a LED montati sotto gronda a circa 15 cm dalla parete per raggiungere una buona uniformità. Per evitare di sovrailluminare lo spazio, l’illuminazione dell’architettura è stata calcolata e utilizzata come parte dell’illuminazione generale, nel contesto di un progetto di illuminazione efficiente in cui la quantità di apparecchi è ridotta al minimo.

Oltre a sottolineare l’architettura, e a creare un ambiente adatto alle esposizioni, l’illuminazione è stata progettata anche per soddisfare le elevate esigenze di illuminazione di lavoro in un edificio industriale ancora operativo, nel quale devono essere raggiunti livelli di luce e uniformità adeguati ai fini della sicurezza, così come dettano le restringenti norme in ambito industriale.

La caratteristica forma triangolare del nuovo soffitto con viene accentuata dalle due pareti illuminate, ed enfatizzato sulle superfici verticali dei triangoli con piccoli apparecchi a LED montati nell’angolo in prossimità degli infissi.

Le scelte degli apparecchi

ÅF Lighting ha scelto apparecchi di illuminazione per l’illuminazione funzionale con un impatto visivo in sintonia con l’ambiente industriale e le strutture in acciaio dell’edificio, destinandoli all’illuminazione d’accento degli oggetti caratteristici e significativi all’interno dello spazio.

Il progetto è pienamente sostenibile, dal momento che l’energia utilizzata è fornita direttamente dalla cascata al di sotto della centrale. Il sistema di controllo ha impostazioni preprogrammate adattabili all’esposizione ed è facilmente gestibile dagli utenti, con un’illuminazione più confortevole per le visite guidate e più incisiva per il lavoro.

Nelle ore diurne, i livelli di illuminamento aumentano automaticamente con la possibilità di ulteriori incrementi se gli operai necessitano di maggior luce per specifici compiti visivi. Alle 18.00 l’illuminazione cambia automaticamente in modalità notturna con livelli d’illuminamento più attenuati, spostando l’enfasi sull’illuminazione scenica e spaziale.

La temperatura colore utilizzata è 3000K con una singola striscia di luce blu per mettere in scena la vecchia gru trasversale: questa luce blu si accenderà costantemente per creare un’identità notturna unica per l’edificio dopo l’orario di chiusura.

Nelle ore notturne, la centrale elettrica può essere osservata dall’altro lato del fiume. Durante le prime sere d’inverno, diventa un faro nel paesaggio, specialmente con il cielo nordico con il suo caratteristico colore come sfondo.

(a cura di  arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

 

RÅNÅSFOSS. CENTRALE IDROELETTRICA

Norvegia

Rånåsfoss. La centrale idroelettrica (photo: Tomasz Majewski)

Cliente: Akershus energi

Progettazione architettonica: LPO Arkitekter

Lighting Design: ÅF Lighting

Principali fornitori apparecchi di illuminazione: iGuzzini, OSRAM, ERCO, Fagerhult, Glamox

Foto: Tomasz Majewski

 

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