Controllo e gestione della luce indoor nell’architettura del terziario

Dalla Human Centric Lighting alla Gamification

Milano, Covivio – Spazio Wellio. Suite Office al 2° piano (progetto di illuminazione: LDT Lighting Design Team con il supporto di Simone Vergani) (Interior Design: Cristofori Santi Architetti) (photo: Beppe Raso)

Wi-fi, Bluetooth, DALI, Casambi, HCL…Quali sono le tecnologie ad oggi in uso nel terziario e quale sarà il futuro del controllo e della gestione della luce nelle architetture di domani?

Siamo nell’era del digitale, circondati da tecnologie che assumono le forme più svariate ed entrano sempre più a far parte della nostra quotidianità, definendo nuovi modi di vivere e interagire con luoghi, oggetti, persone.

Nell’ultimo decennio si è compresa l’importanza della luce in ambienti come uffici, retail, alberghi, aziende, ristoranti, scuole. Una progressiva e rapida evoluzione ha portato allo sviluppo di soluzioni legate al benessere psicofisico dell’uomo: l’illuminazione è diventata così uno strumento per offrire esperienze di comfort e benessere agli utenti.

Dalla basica possibilità di regolare l’intensità delle sorgenti luminose, si è giunti alla gestione delle temperature colore in grado di riprodurre lo spettro della luce naturale, seguendo l’andamento di stagioni e ore del giorno, per favorire l’orologio biologico dell’uomo e regolarizzare i ritmi circadiani, con positive ripercussioni sulla salute e sulle prestazioni degli utenti.

Progettare la luce adattiva

La luce adattiva è ormai una realtà consolidata nelle architetture del terziario: la ritroviamo in numerosi progetti, accompagnata da sensori ambientali di luminosità e presenza che garantiscono risparmio energetico e flessibilità d’uso degli spazi.

La novità, oggi, risiede nell’identificare i giusti prodotti e i corretti sistemi di gestione che – inserendosi in un quadro più ampio legato agli edifici e agli utenti – consentano di soddisfare i requisiti previsti dalle certificazioni LEED e WELL, secondo un approccio olistico che mette in relazione tutti gli elementi progettuali: aria, acqua, luce, rumore, emissioni, ecologia dei materiali e ubicazione degli immobili rispetto al territorio.

L’illuminazione non vive più come fine a se stessa, articolata su compiti prestazionali di efficienza ed efficacia, ma viene intesa come parte di un sistema che ruota attorno al benessere del fruitore e alla salvaguardia dell’ambiente.

Efficienza e sostenibilità per gli edifici certificata: la gestione della luce secondo LEED

Ottimi esempi di questa innovazione progettuale, sono lo Spazio Wellio di Covivio a Milano e il WavespaceTM di EY a Roma.

Spazio Wellio è una proposta per il proworking concepita per offrire un’esperienza di lavoro innovativa alle aziende in cerca di flessibilità, servizi e networking, articolata su 4.700 m² distribuiti su 7 livelli, 400 postazioni di lavoro, con uffici privati personalizzabili in termini di design e dotazioni, aree di coworking, sale riunioni e zone comuni per attività di diverso tipo (rooftop con vista Duomo, cucine ai piani, palestra, biblioteca, lounge, etc).

Milano, Covivio – Spazio Wellio. (Progetto di illuminazione: LDT Lighting Design Team con il supporto di Simone Vergani) (Interior Design: Cristofori Santi Architetti) (photo: Diego De Pol)
Milano, Covivio – Spazio Wellio. (Progetto di illuminazione: LDT Lighting Design Team con il supporto di Simone Vergani) (Interior Design: Cristofori Santi Architetti) (photo: Diego De Pol)

Il progetto di illuminazione, curato da LDT Lighting Design Team con il supporto di Simone Vergani, si integra in ogni sua parte con il design degli interni, progettato dallo studio Cristofori Santi Architetti, al fine di garantire una fruizione ottimale degli spazi, valorizzare i luoghi di lavoro nella loro complessità e renderli il più possibile vicini alle esigenze di chi ne fruisce, in una commistione di scelte estetiche e tecniche, che hanno contribuito al conseguimento della certificazione LEED Gold, punto di arrivo del progetto nella sua interezza.

Tutto il sistema è gestito attraverso protocollo DALI e sensori ambientali di luminosità e presenza, così da rendere massima la flessibilità d’uso in ogni ambiente.

Il sistema DALI è alla base del controllo della luce anche nel WavespaceTM, realizzato all’interno della nuova sede EY a Roma. Il progetto riguarda un laboratorio per l’apprendimento e lo sviluppo di nuove idee, progettato in collaborazione con esperti di psicologia comportamentale e neuroscienze e con DEGW, brand del Gruppo Lombardini22, che ha qui declinato il concept architettonico ed esperienziale in allestimenti finalizzati a stimolare le funzioni cerebrali e le capacità cognitive degli utenti.

Si tratta di un progetto di 7 ambienti, distribuito su 700 m², organizzato in 3 cluster (laboratorio di neuroscienze applicate e psicologia comportamentale, Impact Lab e laboratorio di sense-making e comunicazione).

Roma. Nuova sede EY. Laboratorio WavespaceTM. (progettato da DEWG, Gruppo Lombardini22 in collaborazione con esperti di psicologia comportamentale e neuroscienze) (photo: Cortili Photo)
Roma. Nuova sede EY. Laboratorio WavespaceTM. (progettato da DEWG, Gruppo Lombardini22 in collaborazione con esperti di psicologia comportamentale e neuroscienze) (photo: Cortili Photo)

In ogni ambiente, suoni, illuminazione e materiali, si combinano secondo scenari creati ad hoc per agevolare specifiche attività. Il sistema DALI permette una gestione centralizzata dell’illuminazione con scenografie preimpostate richiamate a seconda dei percorsi di apprendimento, ma in alcune stanze gli utenti possono personalizzare la propria esperienza, intervenendo con smartphone o tablet sull’intensità della luce o sulla temperatura colore di apparecchi Tunable White, gestiti attraverso tecnologia Bluetooth con protocollo CASAMBI.

Roma. Nuova sede EY. Laboratorio WavespaceTM. (progettato da DEWG, Gruppo Lombardini22 in collaborazione con esperti di psicologia comportamentale e neuroscienze) (photo: Cortili Photo)

Innovazione tecnologica e evoluzione culturale dell’utente

Il controllo nelle mani del fruitore è la chiave del benessere individuale, ma può diventare anche un’opportunità per raggiungere obiettivi condivisi di risparmio energetico e salvaguardia ambientale. L’innovazione tecnologica può (e deve) fondersi con l’evoluzione culturale che la nostra società sta vivendo.

Siamo in un momento storico unico, nel quale la consapevolezza dell’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente è diventata un vincolo imprescindibile della quotidianità e sapere che gli edifici rappresentano circa il 20% delle emissioni mondiali di carbonio (undici volte più dell’industria aeronautica) aiuta a comprendere come il semplice gesto di “accendere o spegnere delle luci” può non solo condizionare il nostro stato di benessere psicofisico, ma influire sull’ecosistema del pianeta.

La tecnologia deve quindi essere un fattore chiave per accelerare la trasformazione sostenibile e, per farlo, deve riuscire a coinvolgere tutti gli attori del processo di innovazione (stakeholder, clienti, dipendenti, pubblico in generale).

“Gamification” e responsabilità etica dell’utente

Creol dAPP. L’interfaccia per la connessione utente wireless wi-fi (photo courtesy: Creol)

Un futuro possibile, di responsabilità economica ma soprattutto etica affidata agli utenti, arriva dall’Inghilterra, dove la start up londinese Creol (NdR: in collaborazione con l’italiana Reggiani Illuminazione, che ringraziamo per questa anteprima) ha studiato un sistema di controllo dell’illuminazione wireless per edifici, che consente ai fruitori di impostare l’illuminazione degli ambienti con dispositivi digitali, interagendo con device connessi in modo cablato con DALI2 o via wi-fi e da qualunque connessione remota attraverso una specifica APP, personalizzando i propri spazi, e aiutandoli a monitorare il raggiungimento di specifici obiettivi in termini di impatto ambientale.

Device box Creol. Oltre 256 dispositivi DALI 2 possono essere connessi in modo cablato a ciascuno di questi Creol Thread Device e fino a 32 dispositivi Creol possono essere connessi a ciascun network (photo courtesy: Creol)
Creol. Diagramma di funzionamento del sistema (courtesy: Creol)

L’esperienza qui è “gamificata”: gli utenti vengono premiati per un comportamento responsabile. Regole chiare, fisse e uguali per tutti, stabiliscono come raggiungere la vetta della classifica nella “gara al risparmio energetico”. Reparti, piani o interi uffici possono in questo modo competere tra loro o con colleghi di altre località o addirittura essere considerati i migliori utenti Creol in una regione o in assoluto.

Con la semplicità della comunicazione ‘near-field’ (la stessa tecnologia utilizzata nei pagamenti contactless) e la “ludicizzazione” del comportamento responsabile, si incoraggiano gli utenti al raggiungimento di obiettivi condivisi e si implementano strategie di sostenibilità, chiave di competitività per le imprese.

In conclusione, siamo passati da “costruzioni conformi” a “edifici efficienti”: ora che la tecnologia lo consente, è tempo di diventare individualmente parte attiva della soluzione per ridurre l’impatto globale dei consumi sul pianeta. Che il gioco abbia inizio!

(a cura di Claudia Giacomobello, lighting designer – Savetheclock lighting design studio, Milano)

 

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