Scenari dal futuro: luce domestica, luce personale

Come la luce di casa, please!

 

Tavola Rotonda “Come la luce di casa, please!” (photo: Paolo Bernardi)

La rivista LUCE E DESIGN ha voluto questa volta cercare di capire – riunendo intorno ad un tavolo di confronto alcuni operatori di settore, designer di prodotto di differenti generazioni ed esperienza, un architetto e interior designer e alcuni esponenti di grandi aziende multinazionali tradizionalmente presenti nel settore dello sviluppo di soluzioni di illuminazione anche per il settore domestico e del consumer – quali potranno essere i livelli di integrazione dell’illuminazione e nel progetto dei nuovi apparecchi, alla luce delle nuove tecnologie, in relazione al progetto di architettura e alle soluzioni di arredo per gli ambienti domestici, cercando di tracciare i possibili scenari applicativi.

Su un altro versante abbiamo poi voluto capire quale potrà essere il futuro applicato alle soluzioni personali e “nomadi” proprie ad un’idea di luce portatile, oggi già esemplificati in una serie di prodotti rapidamente apparsi sul mercato

Una Tavola Rotonda per aprire una finestra affascinante sul futuro prossimo venturo e su come sarà la luce nelle nostre case e nel nostro quotidiano

Luce domestica: sempre più integrata nell’arredo

L’evoluzione tecnologica delle nuove soluzioni di illuminazione quali LED e OLED disegnano per il futuro a breve-medio termine un livello crescente di integrazione fra architettura, Interior Design domestico e illuminazione.

Brian Sironi

 

Ad esempio, nell’esperienza del designer Brian Sironi:”Home-office vuol dire luce e il confronto su questo tema, legato alle nuove configurazioni dell’arredo domestico in ambito living ci ha portati a pensare alla possibilità di integrare nelle pareti qualcosa che non si vedesse e a voler avere una configurazione versatile, gestibile in punti diversi”.

Per Lucio Trocino (Cluster Leader Italy & Greece – Philips Consumer Lighting Solutions ) le tecnologie attuali : “..sono molto più versatili dal punto di vista del design, prima si facevano apparecchi intorno a una sorgente che aveva una fisicità, ma il LED e in futuro l’OLED permetteranno di non avere più i limiti precedenti”.

Lucio Trocino

“Ora ci sono molte più possibilità in relazione al controllo della luce, al controllo della temperatura e al controllo dei colori, che vanno più nella direzione della spettacolarizzazione e della creazione di atmosfere personalizzate, idonee all’integrazione con device come iPAD o tablet, attraverso i quali posso comandare tutti gli apparecchi di una casa. Quello che può fare la luce lo vediamo oggi all’esterno, in casa questa spettacolarizzazione ancora non è stata sfruttata..”

Luce domestica: fra nostalgia della lampada e ricerca di nuove forme di luce

Simone Spalvieri

Il designer Simone Spalvieri ha a questo punto ricordato ai presenti però come oggi – e con ogni probabilità domani – noi utenti della luce domestica continueremo sempre a cercare in questa un feticcio, in quanto “…siamo legati molto all’oggetto, a qualcosa che è anche emozionale, che non è solo atmosfera, e in questo senso l’elemento di arredo luminoso è ancora tanto importante all’interno dell’abitazione”.

“L’esempio di Tolomeo, “..una delle lampade più vendute di Artemide che ha avuto la sua versione a LED senza che ci fosse una sparizione della lampada ci fa capire che l’acquirente è ancora molto legato all’oggetto”. Secondo Spalvieri l’evoluzione futura ci porterà piuttosto a liberarci “..da ingombri dimensionali che condizionano l’estetica dell’oggetto” a favore di un inserimento di nuovi oggetti “..che sfruttano in maniera intelligente la piccola dimensione del LED”.

Silvio De Ponte

L’intervento dell’arch. Silvio De Ponte ha portato l’attenzione sull’importanza centrale del rapporto esistente – in termini di forma della luce – fra disegno dell’architettura e illuminazione, sia essa naturale come artificiale: “…Possiamo dire che la maggior parte delle architetture dei maestri del ‘900 erano architetture la cui pelle era stata progettata, modulata, disegnata, per poter captare, controllare e mettersi in relazione con la luce naturale, e anche nell’architettura di oggi il disegno della pelle è molto spesso il disegno della materia, dove la luce si integra nella materia”.

“Per De Ponte queste considerazioni stanno a conferma del fatto che – dal punto di vista del progetto di illuminazione “…quando voglio avere degli scenari all’interno di un ambiente domestico molto spesso non ho il prodotto, e cerco di integrare comunque l’apparecchio nell’architettura, perché quello che mi interessa è vedere la luce..”. D’altra parte De Ponte ha sottolineato come la “resistenza dell’oggetto” e di una progettazione sviluppata sugli oggetti di Interior “..accade perché certi apparecchi di illuminazione sono ancora icone, un po’ come nel car design, dove anche se i motori sono diventati talmente piccoli da non giustificare le dimensioni esterne delle auto, non è stata stravolta la filiera del progetto…”.

Luce domestica: progetto dello spazio architettonico vs pianta con punti luce/Gestire la transizione

Il progetto dello spazio domestico dal punto di vista dell’illuminazione si scontra ancora con un disegno della luce che si muove su un piano standard, attento alla disposizione dei punti luce ma non pensato in funzione della realizzazione di un certo numero di scene luminose. Il futuro però riserverà un progressivo abbandono di questo approccio tradizionale a favore di un lavoro in divenire da parte degli addetti ai lavori, rivolto all’individuazione di diversi modi formali di integrazione dell’oggetto/ progetto di luce nel contesto dello spazio.

Se dunque oggi secondo Spalvieri “..l’oggetto all’interno di uno spazio domestico ha senso di esistere, in quanto la prima forma che attraversa la luce è proprio quella della lampada stessa…”, le nuove tecnologie LED e OLED porteranno ad un approccio diverso al tema della forma che – a detta di De Ponte – sarà certamente “..un approccio più complesso perché capace a monte di prevedere tutta una serie di cose, che non solo riguardano una predisposizione ed un’informazione completa sugli spazi ma soprattutto un’idea precisa del risultato finale di luce che si vuole ottenere”.

Mattia Crola

L’intervento di Mattia Crola (Key Account Manager Retail – Osram Sales Channel Retail) ha riportato a questo punto l’attenzione dei presenti sulla necessità di porre su due linee di sviluppo differenti gli scenari paralleli di evoluzione del mercato, ovvero “..quello del prodotto finito, la soluzione stand alone, che verrà acquistata e integrata all’interno di un concetto già precostituito” e contemporaneamente sulla scala del progetto il trend di “…un’integrazione dal punto di vista del design ma anche un’integrazione tecnologica, dove il progetto di nuove app diventerà una realtà quotidiana che interessa e interesserà realmente il cliente finale portando una forte attenzione su quelli che sono i trend, forte flessibilità, ricerca e innovazione per quanto riguarda interfacce e protocolli”.

Alla base di questo quadro evolutivo, nel quale la rapida crescita delle potenze per LED e OLED e l’incremento delle loro flessibilità applicativa saranno elementi dominanti, la realtà del mercato presenta oggi una situazione di passaggio caratterizzata anche dall’avvento di lampade retrofit a LED che identificano compiutamente le logiche di questa transizione.

Crola su questo aspetto ha ricordato come “…Il concetto di retrofit è la sostituzione della sorgente tradizionale con una tecnologia LED ed è inevitabile che il percorso di cambiamento debba attraversare questa fase”, anche in attesa di un’evoluzione dell’approccio all’impiantistica. In più, oggi spesso “…quando viene costruito un edificio, il progetto illuminotecnico non è parte integrante della realizzazione iniziale dell’edificio stesso. Il coinvolgimento del Lighting Designer avviene solo successivamente, generalmente su input del proprietario delle singole unità e non della committenza. Questo non permette di sfruttare in modo efficiente ed intelligente le potenzialità della struttura”.

Edoardo Colzani

La testimonianza del designer Edoardo Colzani  ha riportato l’accento sull’importanza di risolvere oggi con la tecnologia precise esigenze poste dall’utente. “..La mia esperienza è arrivata dal risolvere un’esigenza dell’utente finale implicato nel design del prodotto”.

“La lampada che ho disegnato un anno e mezzo fa circa è una lampada con una tecnologia LED alimentata da una batteria ai polimeri di litio ricaricabile tramite una mini USB…il fatto di poter svincolare questa sorgente luminosa da quella che è la mia presa a muro piuttosto che sul piano di lavoro aiuta l’utente che può trasportarla ovunque all’interno del proprio spazio…”.

Colzani ha poi ricordato come l’engineering di questo prodotto abbia visto una rapida trasformazione favorevole  degli scenari di progetto, inizialmente complessi in termini di performance, poi risolti dalla rapida crescita delle prestazioni della tecnologia LED.

Il coraggio di innovare: un design pensato dal LED

Insomma, la fase che stiamo attraversando chiede a tutta la filiera un atto collettivo, uno sforzo comune di grande creatività per superare quello che apparentemente è un problema semplice: l’avere qualcosa sul quale va inventato un nuovo apparecchio. Ed è una cosa che restituisce una grande responsabilità ad esempio a chi propone il core, il supporto di riferimento.

Secondo Trocino questo è il momento nel quale “..i produttori devono essere coraggiosi e fare vedere con i designer dove si può arrivare, i lighting designer e i costruttori dovrebbero essere molto più coinvolti nella conoscenza di cosa può fare già oggi la tecnologia LED e OLED, l’esempio più evidente sono le grandi realizzazioni degli ultimi anni come stadi, illuminazione dei monumenti e edifici…”. Secondo De Ponte in questa direzione “..l’evoluzione tecnologica sulle sorgenti dovrebbe essere quella progettuale di chi disegna i corpi illuminanti che spesso è anche produttore di sorgenti di illuminazione, a far seguire di pari passo l’evoluzione della sorgente con l’evoluzione tipologica, estetica, dimensionale e morfologica del prodotto”.

Dal punto di vista del designer è quindi decisivo l’approccio ideologico di fronte al design di un nuovo prodotto. Brian Sironi ha sottolineato di essersi posto subito nell’ottica di “…disegnare una lampada che fosse subito e soltanto a LED, ed il cui segno doveva essere quello di una lampada a LED. La direzione corretta da prendere è questa perché le aziende che sostituiscono l’alogena e l’incandescenza (anche per dare continuità a chi ha questi apparecchi) non fanno un lavoro interessante dal punto di vista del progettista..”

Per Crola in tutto questo “..la responsabilità delle aziende sarà quella di avere da un lato prodotti che si integrano in quello che è il lay out del progetto già preesistente e dall’altra avere una grande attenzione a quelli che saranno i protocolli del futuro…”.

Illuminazione domestica: quali scenari?

Quali saranno allora gli scenari applicativi della luce nelle nostre case? Per Brian Sironi, dal momento che nelle nostre case stanno sparendo i confini tra i luoghi adibiti a specifiche attività, probabilmente in futuro “..la quotidianità dei nostri comportamenti ci porterà a ragionare su nuove tipologie applicative e potremo parlare di nuovi protocolli…Ci sono esperimenti per l’induzione che si applicano per ora ad oggetti per contatto, probabilmente avremo apparecchi che comunicano a distanza”.

L’opinione di Trocino è che comunque “…sul medio periodo siamo pronti a liberare il design..fra 2 – 3 anni avremo prodotti anche attraverso la tecnologia LED da 100-150 W che costeranno poco e la liberalizzazione del design sarà ancora più spinta, perché saranno superati altri limiti oggi ancora presenti e questo consentirà una volta ancora anche nell’illuminazione domestica la realizzazione di nuove ‘icone’ molto diverse probabilmente da quello a cui siamo abituati”.

“In parte il complemento luce si mischierà di più al complemento d’arredo e mi immagino un Euroluce che presenterà prodotti favolosi dal punto di vista del design. Altre cose evolveranno tra cui la spettacolarizzazione – già ora nel business della città, nei monumenti, negli stadi, nella Formula Uno – che arriverà in casa attraverso la possibilità di creazione di atmosfere di luce, facilmente regolabili e grazie ai tablet potrà cambiare un po’ l’abitudine del consumatore nell’utilizzo della luce toccando nuovi ambiti di specializzazione”.

Per Spalvieri il futuro scenario applicativo sarà qualcosa che coniuga “..l’ambientazione preinstallata, già studiata ad hoc e integrata con il tema del nomade e della mobilità. Il futuro sarà segnato proprio dall’idea nomade di luce, e nascerà dalla combinazione fra l’individuale (una luce che posso portare con me e gestire individualmente), e qualcosa che è già preinstallato”.

Secondo l’ arch. De Ponte invece “…il corpo illuminante tenderà a sparire, e se il prodotto lampada intesa come icona tecnologica tenderà a scomparire, trasferendosi nei nostri musei, va detto che l’evoluzione tecnologica non ha sempre portato ad una evoluzione dei cambiamenti, in quanto il nostro attuale modello abitativo è imperniato ancora su una casa romana. Questa grande trasformazione economica porterà sicuramente ad una compattazione delle funzioni, perché bisognerà ridurre, perché gli spazi abitativi tenderanno a ridursi, e in questo senso il concetto della luce personale funziona..”.

L’opinione di Crola è quella che il futuro applicativo ci riserverà una “…perdita di corpo delle sorgenti e un’integrazione delle sorgenti luminose in oggetti o applicazioni architettoniche”, e insieme la curiosità di constatare gli effetti di un cambio generazionale effettivamente avvenuto. “Probabilmente nel futuro il Compasso d’Oro verrà dato all’idea, al progetto, alla soluzione applicativa, e non più al singolo oggetto perché il design tra cinque-dieci anni sarà un processo di integrazione di diversi componenti che portano ad una soluzione. Penso che chi dovrà veramente supportare questo cambiamento dal punto di vista del prodotto, della soluzione, siano proprio le aziende, per la loro conoscenza dei plus delle tecnologie”.

Per Edoardo Colzani la cosa importante a proposito di prefigurazione di scenario è chiedersi quale sarà alla fine il valore aggiunto del prodotto. E in questa direzione per Colzani in alcuni casi “il valore aggiunto di un complemento d’arredo potrebbe essere proprio quello di risolvere un’esigenza diversa da quella per il quale è stato ideato e pensato oltre ovviamente a quella primaria”.

Luce personale: il futuro e la luce nomade

L’ultima nostra curiosità, emersa anche dai risultati del nostro sondaggio, è quella di capire quale fortuna avrà in futuro l’utilizzo di una luce personale e “nomade” nelle nostre abitudini quotidiane. Secondo Sironi: ”..già in questo momento abbiamo una luce di servizio che ci può risolvere momenti di difficoltà, di emergenze, forse il prossimo passaggio sarà quello di crearmi una luce di cui ho bisogno per l’atmosfera…In una camera d’albergo porterò con me un presettaggio che diventa in questo modo nomade; sugli aerei, nelle sale d’attesa, nelle hall degli alberghi o nelle stanze d’albergo troverò un progetto integrato dove io posso usufruire di un servizio”.

Per Trocino dal punto di vista del suo utilizzo la luce nomade diventerà una realtà più rilevante pure se ancora di nicchia “..non fenomeno di massa, sarà una tendenza che segue le logiche della personalizzazione e della volontà di ritrovare “la mia luce” anche fuori dalle mura domestiche; non sarà comunque l’elemento principale della grande rivoluzione a cui stiamo assistendo”, mentre il punto di vista di Spalvieri vede “..la luce nomade come qualcosa che è già realtà, in quanto noi in maniera molto semplice abbiamo realizzato prodotti che sono nomadi e sono anche di massa, fatti per aziende di nicchia e che comunque hanno avuto buon riscontro sul mercato, prodotti che ci aiutano nella lettura, sono ausiliari ma creano anche degli scenari… Abbiamo fatto un booklight che è anche lampada da desktop che si carica con l’USB. Uno sviluppo futuro vede anche per me la creazione di scenari, una possibilità molto plausibile a mio parere come luce nomade. Inoltre gli smartphone e i tablet sono già una luce che utilizziamo in mobilità e sono dotati di una batteria molto potente che portiamo sempre con noi. A mio avviso in futuro la luce nomade sarà legata anche a queste fonti di energia portatile”.

Per l’architetto De Ponte “…una riflessione sulle innovazioni tecnologiche degli ultimi venti anni ci permette di capire come negli ultimi sei-sette anni ci sia stata una grande accelerazione anche sul concetto della luce portatile, però – e questo è molto strano – tipologicamente si tratta di lampade tradizionali, cioè l’innovazione è nell’utilizzo ma non ho cambiato gli scenari…Io penso che per la luce personale non avremo più gli oggetti, ma io disegnerò un programma, un servizio, un’applicazione, sempre di più in direzione della diversificazione. Ad esempio, nella mia camera d’albergo avrò una mia tesserina con queste opzioni e gli scenari che ho saranno solo i miei, e questo avverrà anche nella casa..”.

Secondo Crola l’affermarsi nel tempo degli scenari di integrazione della luce dal punto di vista dell’architettura della casa e dell’Interior Design, insieme alla perdita della fisicità dei corpi illuminanti, a favore di soluzioni illuminotecniche integrate ed interattive “..Dovrebbe con il passare del tempo ridurre la necessità di avere una sorgente di luce portatile” mentre sull’altro versante “…le soluzioni nomadi saranno molto presenti laddove la progettazione sarà pensata come servizio e le aziende dovranno farsi delle domande su come renderla fruibile…”.

Anche Colzani concorda sul fatto che la luce nomade nel prossimo futuro sarà molto probabilmente qualcosa di molto prossimo ad “…un semplice scenario, una scheda che mi permette di avere un servizio… il poter ricreare un confort che è quello della mia casa, e che trovo in giro per il mondo replicabile”

(photo: Paolo Bernardi)

SONDAGGIO

Luce domestica

Quale livello di integrazione sarà raggiunto dall’illuminazione e dal progetto dei nuovi apparecchi in relazione all’evoluzione delle soluzioni architettoniche e dei sistemi d’arredo per la casa?

Risponde Mattia Crola (Key Account Manager Retail – Osram Sales Channel Retail, Osram): “Sicuramente da qui a cinque – dieci anni lo scenario cambierà notevolmente e sarà caratterizzato da soluzioni molto più integrate e dalla presenza anche sul mercato di prodotti integrabili in soluzioni già esistenti”

Risponde arch. Silvio De Ponte (DPSA+D De Ponte Studio Architecture Design): ”La casa si sta evolvendo tantissimo quindi i corpi illuminanti saranno sicuramente integrati all’interno dell’architettura e dello spazio e molto spesso potranno essere integrati anche all’interno degli arredi in modo da compattare funzioni, in modo da ottimizzare una serie di servizi all’interno dello spazio domestico”

Risponde Brian Sironi (Brian Sironi Design Studio): ”Se parliamo di sistemi di arredo per la casa, sicuramente essi subiranno un’integrazione con i corpi illuminanti, questo secondo me perché c’è sempre più esigenza all’interno dell’abitazione o degli spazi architettonici di luce nei diversi luoghi della casa e questo perché stanno cambiando le funzioni che i luoghi della casa ci permettono di fare, quindi probabilmente si parlerà più di progetto integrato e non più di progetto di luce puntiforme relativo solo ad alcuni ambienti”

Risponde Lucio Trocino (Cluster Leader Italy & Greece, Philips): ”Ci sarà sempre più integrazione, grazie al fatto che le nuove tecnologie consentono di adeguare il design sia del corpo illuminante, della lampada stessa, sia dell’integrazione dell’arredamento stesso in maniera molto maggiore e quindi si potrà sviluppare design e arredamento in maniera molto più integrata con la luce”

Risponde Edoardo Colzani (Edoardo Colzani Architettura & Design): ”Il livello di integrazione che sarà raggiunto nei prossimi anni sarà assolutamente vincolante nella fase progettuale e sempre più presente all’interno di una casa perché c’è l’esigenza di completare e di aumentare quelli che sono i servizi, le potenzialità di un prodotto insieme alla luce piuttosto che ad un altro tipo di servizi dello stesso”

Risponde Simone Spalvieri (Spalvieri Del Ciotto Studio): ”L’integrazione dell’illuminazione nell’arredo sarà sempre più importante, soprattutto vista la diminuzione delle dimensioni della fonte luminosa con LED e OLED; rimarrà secondo me comunque la presenza di un oggetto fisico in quanto oggetto emozionale a cui l’uomo è molto legato”

Quali saranno i probabili scenari applicativi dal punto di vista del design per l’illuminazione domestica nel prossimo decennio?

Risponde Mattia Crola (Key Account Manager Retail – Osram Sales Channel Retail, Osram): “Un ruolo fondamentale nel prossimo decennio sarà appunto la possibilità di personalizzare queste soluzioni integrate e quindi la progettualità e la progettazione di soluzioni diciamo non visibili ma esistenti all’interno di una struttura saranno sempre più avanzate e sempre più diffuse”

Risponde arch. Silvio De Ponte (DPSA+D De Ponte Studio Architecture Design): ”Gli scenari potranno essere quelli di una smaterializzazione dell’oggetto lampada in quanto icona archetipica, quindi si potranno avere sicuramente più soluzioni di qualità di luce anche in relazione alla luce naturale”

Risponde Brian Sironi (Brian Sironi Design Studio): ”Gli scenari applicativi secondo me sono gli scenari dove la luce ci segue all’interno dell’abitazione..Ritornando al discorso di prima non più ogni luogo sarà adibito ad una funzione precisa ma noi dovremo praticamente poter fare tutto in qualsiasi luogo”

Risponde Lucio Trocino (Cluster Leader Italy & Greece, Philips): ”Sicuramente l’attuale tecnologia consente una spettacolarizzazione delle atmosfere grazie alla luce e questo sarà uno degli scenari, il secondo scenario sarà che si libera il design e quindi per coloro che sono molto legati al corpo stesso si potranno sviluppare design molto più spettacolari ed in linea con il trend del design in genere”

Risponde Edoardo Colzani (Edoardo Colzani Architettura & Design): ”Gli scenari potranno essere molteplici, questo perché la tecnologia già oggi ci aiuta molto a liberarci da alcuni vncoli che anni fa non c’erano, quindi sarà sempre più possibile raggiungere diverse tipologie di scenari all’interno della casa”

Risponde Simone Spalvieri (Spalvieri Del Ciotto Studio): ”Credo che nel prossimo decennio assisteremo ad una progettazione più consapevole della luce, nel senso che avremo degli ambienti domestici con ambientazioni più studiate già ad hoc, ma ci sarà comunque una sempre maggiore personalizzazione della luce e una sempre più presente luce nomade che porteremo con noi e si sposterà insieme a noi nell’ambiente domestico”

Luce personale

Crescerà a suo avviso nel mercato del design della luce l’interesse progettuale verso un utilizzo personale e “nomade” delle sorgenti luminose?

Risponde Mattia Crola (Key Account Manager Retail – Osram Sales Channel Retail, Osram): “Dal punto di vista progettuale sicuramente ci sarà una forte crescita di quella che è la progettazione di una soluzione definitiva personalizzata sulle esigenze di un utente finale, mentre le soluzioni dei device portatili dovrebbero perdere di importanza proprio per la diffusione di soluzioni integrate volte a percepire le singole esigenze dell’utente”

Risponde arch. Silvio De Ponte (DPSA+D De Ponte Studio Architecture Design): ”Questo concetto apre un po’ l’idea della serie diversificata; io credo che si sarà sicuramente uno sviluppo e potrà essere da qui ai prossimi dieci anni di una luce personale, di una luce che è in grado di – attraverso sistemi tecnologici altamente innovativi – percepire i desideri ed esprimerli in qualità luminose per ognuno di noi”

Risponde Brian Sironi (Brian Sironi Design Studio): ”Secondo me l’interesse per questo tipo di progettazione sarà sempre maggiore ma non sarà riferito al prodotto che ci portiamo in giro ma secondo me al servizio, ovvero nomade in quanto luce che noi possiamo ritrovare in qualsiasi ambiente collettivo o privato, che può essere la stanza d’albergo, la hall o l’aereo e quindi in questo senso ci sarà la progettazione di un servizio per darci la possibilità di avere un’atmosfera o una luce che desideriamo in qualsiasi luogo di troviamo”

Risponde Lucio Trocino (Cluster Leader Italy & Greece, Philips): ”Crescerà ma è già tendenza attuale l’utilizzo ausiliare e portatile della luce, crescerà la possibilità di utilizzare scenografie di luce o atmosfere non solo a casa ma anche in ambienti dove la persona va in modo ricorrente”

Risponde Edoardo Colzani (Edoardo Colzani Architettura & Design): ”Crescerà quello che già è oggi di uso comune, il fatto di poter utilizzare una fonte luminosa non solamente per poter illuminare una stanza o un particolare punto di essa, ma crescerà il fatto di poterla prendere e spostare con me e quindi semplificare alcune operazioni che prima invece non era possibile fare”

Risponde Simone Spalvieri (Spalvieri Del Ciotto Studio): ”Crescerà sicuramente, penso che sia già molto presente come progettazione, sarà sicuramente una progettazione legata alle nuove tecnologie, noi già oggi portiamo sempre con noi una batteria che è quella dell’iPhone e che può essere utile per creare nuovi prodotti, per creare un’illuminazione ad hoc, personale”

(a cura di Massimo Maria Villa)

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