Lounge Bar & Kitchen

C’è luce oltre l’apericena

Progettazione. Lounge Bar ‘Millefiori’, Bellinzona. Rendering (courtesy studio: De Ponte Studio Architects)

Due importanti progettisti, un Interior Designer e un Lighting Designer inquadrano attraverso due tutorial il tema dell’approccio ideale alla progettazione della luce nei locali lounge bar e dedicati all’intrattenimento. Una serie di schede ragionate e commentate ne propongono alcuni esempi in Italia

1. Il lighting design nei locali per il tempo libero

Il Lounge bar identifica un particolare tipo di locale caratterizzato da aree specifiche, funzionalmente composte da tavoli bassi e sofà ambientati in spazi parzialmente separati tra di loro, in cui è quasi sempre presente, come sottofondo, una musica da ambiente ed un “focusing” di illuminazione, volti a creare, unitamente al design degli interni e delle superfici, un clima rilassante.

Nella progettazione di un ambiente quale un “lounge bar” si devono far convergere le necessità primarie, come il food e lo scambio di relazioni, ai valori smart delle nuove generazioni. Leggerezza e sottigliezza, trasparenza e opalescenza, cangianza e riflettenza, stratificazione, plurisensorialità e interattività, non sono che alcune delle molteplici valenze che possono essere combinate per caratterizzare con i nuovi materiali e con la luce l’architettura interna di uno spazio di questo tipo.

Oggi si sta generando un nuovo approccio metodologico progettuale e linguistico che si manifesta non soltanto attraverso il disegno dei pieni e vuoti, di volumi alti o bassi, ma soprattutto attraverso un nuovo concetto di superficie architettonica e del materiale che la compone.

Un progettista deve pensare agli interni degli spazi di intrattenimento come luoghi dove Luce e Materia, Luce e Superfici si trasformano in “pattern di coinvolgimento” che costituiscono la vera “anima” di questi ambienti: così facendo le superfici, intese
come “pelle” dello spazio architettonico, si concretizzano in textures e pattern, si tridimensionalizzano, diventano volume, intrecciano nuovi spessori mediante la loro “reattività” con la luce stessa.

La questione delle finiture, delle superfici e della loro “reattività” alla luce è diventato un aspetto fondamentale nel progetto, di importanza vitale nel disegno di un locale di intrattenimento.

Ristorante Lounge Bar ‘Pomodoro’, Bellinzona (courtesy studio: De Ponte Studio Architects)

Gli elementi base per una progettazione

Le finiture matt (opache) e gloss (lucide) hanno un loro codice comunicativo e significati molto precisi, tali per cui le finiture cromate e scintillanti vengono privilegiate dagli edifici che intendono esprimere preziosità o potenza, mentre quelle opache appartengono alle architetture più sobrie.

La base di un corretto progetto di illuminazione di un Lounge Bar si deve fondare su due aspetti molto importanti: il primo riguarda il rapporto tra l’ambiente e la materia di cui esso è costituito, dove gli sviluppi tecnologici della domotica mirano sia ad una migliore esperienza del comfort visivo che ad un’ottimizzazione dell’energia utilizzata. Questo primo aspetto si fonda sul Comfort Visivo Efficiente, cioè su una totale ricerca del miglioramento dell’esperienza umana.

Il secondo aspetto si fonda invece sul concetto dell’Human Centric Lighting, nel quale si rappresenta il benessere ed il miglioramento dell’umore attraverso modalità differenti di illuminazione che – molto spesso – prendono a prestito modalità tipiche dal cinema e dal teatro, spesso anche in interazione fra loro:

  1. Luce come Focusing, intesa come luce scultorea e focalizzata, con fasci di apertura differenziati il più delle volte provenienti dall’alto; uno strumento utile per porre l’accento e l’attenzione su particolari dello spazio più o meno ampi. Questa modalità fa apparire lo spazio più piccolo, ponendo l’accento su una determinata parte dello spazio ed escludendone altre, per una migliore concentrazione dell’utente nei rapporti relazionali.
  2. Luce come Emotioning, che invade l’ambiente, attenuata e molto spesso modificata nella relazione con i materiali e le superfici che costituiscono lo spazio stesso. Il più delle volte una luce in retroilluminazione rispetto alle pareti e interpareti, boiserie e controsoffitti che fa apparire lo spazio più coinvolgente, ricco di qualità sensoriali e di colore, preludio ad un processo progettuale di Marketing Esperienziale.
  3. Luce come Showing, una luce che mostra, che definisce percorsi e priorità mediante luci di taglio e wall-washer, che comunica la direzione ma al tempo stesso è uno strumento di comunicazione e di informazione a chi vive lo spazio.
  4. Luce come Sharing, da condividere con altre persone, che crea particolari atmosfere, capace di creare in uno spazio architettonico emozionalità, intimità e feeling.

Quale gerarchia legata alla percezione dell’ambiente?

Notiamo quanto sia importante considerare la gerarchia legata alla percezione dell’ambiente, connessa strettamente alle necessità funzionali e distributive del locale. L’atmosfera in questi tipi di locali potrebbe essere creata da un progetto luce di tipo “differenziato” – cioè un sistema di luce di “riempimento” che mantenga la centralità dell’ambiente – unito ad una illuminazione di “dettaglio” che enfatizzi le funzioni del locale come l’area bar, il servizio buffet e l’area salottini e privè.

Così facendo si stabilisce una situazione di comfort emozionale grazie a transazioni morbide di luce che utilizzano applicativi che vengono smorzati da dovute schermature. Un’altra valida soluzione per ottenere un ambiente con un alto contenuto di comfort visivo, è quella di predisporre opere attrattive sulle superfici delle pareti quali opere d’arte, textures e boiserie, carte da parati materiche, “caricate” da un’illuminazione d’accento e radente, in modo da ridurre la luce diffusa (di riempimento) proveniente dall’alto, così da rimanere “discreti” nei confronti della riservatezza dei tavoli e delle zone con divani e sedute basse.

(a cura dell’arch. Silvio De Ponte, con la collaborazione di Massimiliano Russo –  De Ponte Studio Architects, Milano)

2. Bar & Lounge Bar: un tutorial per un approccio alla progettazione

Ho sempre sostenuto che sia molto complesso organizzare un vero e proprio tutorial dedicato ai lighting designer, soprattutto quando si decide di parlare veramente di progetto e non soltanto di verifica, affrontando il tema un po’ sotto tutti gli aspetti. In generale ogni professionista ha una sua idea piuttosto riconoscibile di luce che in qualche modo si evidenzia in tutte le realizzazioni, sia quando si è nelle migliori condizioni di lavoro, cioè con carta bianca e con un ottimo rapporto con il progettista architettonico, sia quando si deve intervenire in situazioni di emergenza e con tempi ristretti, su progetti già belli che pensati e praticamente costruiti senza tenere minimo conto delle nostre esigenze, e spesso in una situazione di ansia e di insoddisfazione generale.

Mi atterrò quindi a dare alcune indicazioni di massima, che non vogliono essere in alcun modo regole prescrittive ma essere considerate semplicemente come possibili metodologie di approccio alla definizione di un’idea preliminare. Questo è uno dei passaggi più importanti del nostro lavoro, perché l’obiettivo fondamentale è quello di entrare in sintonia con il committente e con il team di progetto, capirne le esigenze e le aspettative.

In questo articolo parliamo di locali commerciali dedicati al brunch e all’aperitivo: ne esistono a migliaia ma solo pochi di questi funzionano bene da un punto di vista commerciale. Se anche non sono in grado di definire una percentuale di merito da attribuire al lighting designer nel successo di un locale, so per certo che un progetto di luce sbagliato contribuisce in maniera determinante al fallimento. Lo strumento più interessante, troppo spesso sottovalutato, che abbiamo in mano per metterci quindi in contatto in tempi brevi con la committenza è e rimane da sempre il moodboard di progetto, unito alla nostra capacità di interpretare i desiderata e soprattutto di indirizzare ed orientare la committenza verso le scelte più appropriate.

‘Illy Caffè’, in Piazza Gae Aulenti 36 a Milano (courtesy photo: Gruppo C14 srl, Milano)

Ci sono dei canoni a cui attenersi per i quali il moodboard della luce può funzionare veramente bene al nostro scopo e – premesso che i clienti e la maggior parte degli architetti non sanno praticamente niente di tecnica e hanno bisogno di esempi visivi il più esplicativi possibili – vi darò in tal senso alcuni preziosi consigli.

I ‘desiderata’ ai quali dovremo dare risposta

Innanzitutto dovremo analizzare con estrema attenzione il target ed il funzionamento del locale, attraverso i materiali e l’arredo certo, ma anche attraverso il servizio offerto, la tipologia di cibo e l’emozione che si vuole proporre. Sarà opportuna la definizione di una lista personale attraverso alcune domande fondamentali alle quali dovrete imporvi di avere delle risposte, ve ne elenco alcune: Funzionerà sia di giorno che di sera? Tra il brunch e l’aperitivo o la cena che cosa cambia nell’offerta, nella frequentazione o nel servizio? E la luce naturale, avete visto il luogo sia nelle ore diurne che notturne? Si è alla ricerca di un’immagine di tradizione o di “design”? Intimità e sicurezza o socializzazione e contemporaneità? Quanto è importante la proposta degli ingredienti o la preparazione degli stessi? Dove è localizzato il locale nella città e cosa si aspetta la clientela? Volete essere innovativi ed in contrasto oppure incontestabili e conformi? E se poi molte di queste domande non fossero da leggersi nella forma a risposta singola ma potessero lavorare tutte insieme alla costruzione di un progetto flessibile in grado di adeguarsi ad esigenze diverse variando la configurazione in modo significativo o come si dice oggi “smart”? 

Se siete riusciti a rispondere rapidamente a queste domande o ad altre che vi sarete posti, allora siete pronti a prendere qualche decisione…una nello specifico, di estrema importanza, è proprio quella di quale “forma” avrà la luce e di quale sarà il suo scopo.

‘Miscusi’, in via Pompeo Litta 6 a Milano (courtesy photo: Gruppo C14 srl, Milano)

La luce: un concept complesso da definire

Comprendere quanto questo passaggio possa rivelarsi complesso è cosa immediata, ma proverò a venirvi in aiuto: si dovrà immaginare sempre quante e quali forme possa assumere la luce; morbida e diffusa, concentrata o dai forti contrasti, e a quale dovrà essere la sua provenienza, se dall’alto o dal basso e di scorcio, se dovrà essere un elemento visibile e protagonista attraverso la sua fisicità di prodotto o leggera ed impalpabile, integrata a scomparsa nell’architettura, a quale dovrà essere il suo colore, se bianco, freddo o caldo, o colorata, statica o dinamica ecc…

E non solo, dovranno essere valutati quanti e quali potranno essere gli elementi e le tipologie di alimentazione e controllo, e quanto sia importante uscire dagli schemi tradizionali e di manualistica per poter utilizzare al meglio la molteplicità di soluzioni a nostra disposizione o ancora da inventare. Visto poi che in questa fase è opinione condivisa che la curva dello sviluppo tecnologico, soprattutto per quanto riguarda le sorgenti, abbia una forma simile a quella di una funzione esponenziale, sarebbe importante che anche quella dei progetti, degli apparecchi e delle tipologie assumesse una caratteristica di crescita di questo tipo.

Tornando al nostro tema ed al nostro committente, dopo queste fasi di preparazione, avrà senso ora costruire un moodboard vero e proprio, magari corredato di schizzi esplicativi e di installazione, per identificare ambienti, soluzioni e configurazioni, ma dal quale sarà opportuno eliminare calcoli o rappresentazioni con rendering fotorealistici, perché se i primi non servono allo scopo preliminare di presentazione e non vengono generalmente mai compresi in questa fase, i secondi sono decisamente prematuri.

Una volta condiviso il concept progettuale in questo modo sarà infatti poi più facile procedere e costruire il concept completo vero e proprio, e – a parte il tema budget, che rappresenta sempre una spada di Damocle – trovarsi in pratica quasi a metà dell’opera. A questo punto di impostazione comunque, anche se il progetto viaggerà ancora attraverso diverse varianti, tutto sembrerà aver acquisito un senso. Nella maggior parte dei casi, avrete cioè intrapreso la vostra strada nel modo più saggio e produttivo.

(a cura dell’arch. Alexander M. Bellman – Gruppo C14, Milano)

3. Lounge Bar & Kitchen: alcuni esempi in Italia

TERRAZZA TRIENNALE – OSTERIA CON VISTA

Web: www.osteriaconvista.it

(courtesy photo: ©Michele Nastasi)

Dove: Palazzo della Triennale – Viale Alemagna 6, Milano

Metro: Linea 1 e 2, fermata CadornaTriennale. Autobus: Linea 61, fermata Triennale

Lo chef Stefano Cerveni

Chef: Stefano Cerveni

Servizi: Pranzo, Aperitivo, Cena. Martedì – Domenica, 12:00 – 01:00

Tipo di clienti: Alto

Tommaso Principi e Paolo Brescia (courtesy: Studio OBR)

Interior design: Studio OBR  – Tommaso Principi e Paolo Brescia

Nicoletta Rossi e Guido Bianchi (courtesy: Rossi Bianchi Lighting Design

Lighting design: Guido Bianchi – Rossi Bianchi lighting design

Lighting – brand: Artemide

Spazi d’ingresso:

Percorso di collegamento tra ascensore e ingresso, illuminazione terrazza: n. 21 ‘Cuneo’ (design: Klaus Begasse, per Artemide). Lampada da esterno, installabile sia a terra sia a parete, con emissione radente asimmetrica. Sorgente LED, 17 W, tc 3000 K, IP65 – Corridoio d’ingresso: n. 1 ‘Dedalo 60’ IP67 (Artemide). Modulo luminoso flessibile con copertura in PVC con estremità sigillante (lunghezza 5000mm) con 60 LED/m ad alta efficienza, 14,4W/m, 140°, tc 3000 K, 24Vdc. Alimentazione remota dimmerabile DALI.

Orto: n. 6 ‘Minispot’ (Artemide). Microproiettore orientabile per LED da 3W ad alta efficienza, 25°, tc 3000 K, 700mA.

Lounge bar, restaurant, kitchen – Reception: n. 5 ‘Miconos’ (design Ernesto Gismondi, per Artemide). Apparecchio da terra con base e stelo in metallo cromato lucido e diffusore in vetro soffiato trasparente ad emissione diffusa. Lampada fuorescente (E27) 1 x 23 W globe, diametro 12 cm.

Disimpegno della cucina e dei corridoi: n. 16 ‘Sol’ (design: Marco Zanuso jr, Christophe Mathieu, per Artemide). Apparecchio a soffitto con corpo in metallo verniciato e diffusore in metacrilato per sorgente LED 14W con lente 70° (n. 4 on/off per scala, n. 12 dimmerabile DALI). Alimentatore remoto.

Ristorante: n. 60 ‘Empatia’ (versione custom, design di Carlotta de Bevilacqua, Paola di Arianello, per Artemide). Base in alluminio verniciato, diffusore in vetro soffiato trasparente sfumato bianco e guida di luce in metacrilato a basso coefficiente di assorbimento. Luce LED 12 W, tc 3000 K. Regolatore d’intensità luminosa. n. 8 ‘Dedalo 96’. Modulo luminoso flessibile, incassato nelle travi per luce di servizio area ristorante (lunghezza 5000mm.) con 96 LED/m ad alta efficienza 23W/m, 140°, 3000K 24 Vdc. IP20. Alimentazione remota dimmerabile DALI.

Showcooking e bar: n. 12 ‘Picto 100’. Proiettore orientabile da soffitto, con inclinazione da – 90° a 90° e rotazione fino a 355°. Versione per lampada LED 1x23W, 2×20°, 3000K, 700mA.

Esterno notte (courtesy photo: Terrazza Triennale Osteria con Vista)

Il giudizio dei Social: “Il connubio […] estetico della location e l’incantevole visuale […] dello skyline di Milano, con la bellezza dei piatti che conquista la vista, sono soltanto il preludio di quanto spetta al palato […]. Sicuramente un posto che merita per chi è in grado di apprezzare questa esperienza”. La grande bellezza, Tripadvisor

THE ROOM

Web: www.theroommilano.it

(courtesy photo: Lai Studio/ Maurizio Lai Architect)

Dove: Via Giulio Romano 8, Zona Porta Romana, Milano. Metro linea Gialla

Servizi: Lounge Bar, Aperitivo, Ristorazione, Dopocena

Tipo di clienti: 30 anni in su

Il progettista architetto Maurizio Lai

Interior Design e Lighting Design: Lai Studio | Maurizio Lai Architect

Lighting – Lounge bar: Sospensione centrale sul bancone. Struttura composta da armatura in tondini di acciaio (diametro 15 mm), su cui sono applicate tasche per il supporto delle lastre – illuminate solo sulle teste (lati corti) – in cristallo stratificato e accoppiato (spessore 20 mm) trasparente. All’interno delle tasche porzioni di strip LED e relativi profili per dissipazione di 10 cm, tc 4000 K. – Bancone retroilluminato con n. 4 file di strip LED, tc 3000 K, poste orizzontalmente. Sul lato destro del locale, all’interno della gola, n. 1 binario elettrificato con spot (iGuzzini) e n. 1 linea con strip LED, tc 3000 K. In prossimità della copertura, n. 2 blindo sbarre elettrificate – predisposte per ulteriori apparecchi – , su cui sono montati n. 12 proiettori LED RGBW super lucciola 10 W e n. 2 proiettori. La parete in resina, sul lato sinistro del locale, è retroilluminata con proiettori LED RGB con lampada da 10 W.

Altre aree del lounge bar: n. 2 sculture luminose di Franco Pierotti poste all’interno dei due spazi adiacenti al bancone. Scultura lato destro con apparecchi con lampade a filamento (incandescenza). Scultura lato sinistro con luce a LED.

(courtesy photo: Lai Studio/ Maurizio Lai Architect)

Il giudizio dei Social: “Location stupenda e veramente d’impatto, cibo ottimo e di qualità elevata […]. Ottimo posto dove combinare aperitivo, cena e dopocena scegliendo magari la serata che si preferisce, tramite il sito internet curato veramente bene. Possibilità di fare anche il brunch domenicale nello splendido giardino interno caratteristico e ben organizzato. Consiglio vivamente di provarlo. Sicuramente diventerà il mio locale di riferimento a Milano”. Francesco Lazzaroli, Facebook

TERRAZZA GALLIA

Web: www.terrazzagallia.com

(courtesy photo: Matteo Barro)

Dove: 7° piano Excelsior Hotel Gallia, Piazza Duca d’Aosta 9, a lato della Stazione Centrale, Milano

Marco Olivieri, General Manager Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel Mila

General Manager: Marco Olivieri, General Manager Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel Milan

Servizi: Ristorante 12:00 – 14:30 | 19:00 – 22:30, Bar 11:00 – 01:00. Il Lounge bar offre un’esperienza all-day dining: da pranzo leggero o cena informale all’aperitivo ogni giorno, che si arricchisce con DJ set il martedì e il venerdì sera

Tipo di clienti: Mix tra ospiti italiani e internazionale dell’hotel e milanesi che vivono Terrazza Gallia per pranzi di piacere e lavoro, cene speciali e momenti di convivialità, come aperitivi e ricorrenze particolari

Project and interior Design: Studio Marco Piva

L’arch. Marco Piva (courtesy photo: Filippo Avandero)

Lighting design: Studio Marco Piva

Lighting: Lounge bar 7 piano a apparecchi di illuminazione ‘La Murrina’ (design: Marco Piva); n. 5 chandelier od214 ovale, 1970×1120 mm., altezza 450 mm. max. – composti da 720 canne in vetro di murano color cristallo e da 180 di color bianco opale. Struttura portante in acciaio inox finitura mirror, con n. 26 spot LED RGB e n. 2 COB special white, con sistema DALI.

Ristorante 7° piano: apparecchi ‘La Murrina’ (design: Marco Piva); n. 2 chandelier od207 ovale, 3000×1500 mm., altezza 2200 mm. max. – composti da 284 parallelepipedi in vetro soffiato color bianco opale sabbiato (60x60x400 mm.), sospesi con cavetti d’acciaio regolabili in altezza. Struttura portante in acciaio inox , con n. 71 spot LED RGB e n. 5 COB special white, sistema DALI. n. 16 chandelier tattoo od240. Sospensione diametro 520 mm., altezza 2500 mm. max., composta da diffusore in vetro soffiato grigio incamiciato bianco. Montatura in acciaio inox finitura mirror, con n. 1 bulb energy saver 70 W e27, sistema DALI.

Terrazza: ‘Vela’, piantana di Fabbian, altezza 198 cm, con diffusore in polietilene bianco, stampato in rotazionale, poggiata su una base in alluminio pressofuso.

(courtesy photo: Matteo Barro)

Il giudizio dei Social: “Iniziamo dall’ingresso: eleganza e luminosità…sguardo che va al bellissimo panorama serale offerto dal 7imo piano dell’albergo. Ingresso in sala: eccoci! Siamo nel futuro. Tutto questo solo da cornice a un servizio che coccola e a del cibo che tocca i sensi del nostro essere. Sublime”. Mattia R., TheFork

CENTRAL COCKTAIL BAR

Web: www.centralcocktailbar.com

(courtesy photo: Alberto Chiariglione)

Dove: Via Luigi Des Ambrois, 5/G, Torino. Vicino a Piazza Carlo Emanuele II (più nota come piazza Carlina), il locale è nel cuore della movida torinese

Fotis Michalopoulos, Business Development Manager (courtesy photo: Alberto Chiariglione)

Proprietario: Fotis Michalopoulos, Business Development Manager

Servizi: International Cocktail Bar, Lounge Bar, Bartending

Tipo di clienti: Target group medio – alto

Il progettista Gianluca Bocchetta (courtesy photo: Alberto Chiariglione)

Interior design: Gianluca Bocchetta – velvetLAB

Lighting design: Gianluca Bocchetta – velvetLAB

Lighting: apparecchi di illuminazione FLOS – n. 4 IC ‘Lights Table 2’ (design: Michael Anastassiades). Lampada da terra a luce diffusa. Telaio in ottone. Diffusore opalino di vetro soffiato. Dimmer sul cavo di alimentazione – n. 6 IC ‘Lights Suspension 1’ e n. 4 IC ‘Lights Suspension 2’ di Michael Anastassiades. n. 2 ‘Captain Flint’ (design Michael Anastassiades). Lampada da terra a luce diretta direzionabile. Asta e cono in acciaio ottone. n. 2 ‘Goldman’ design Ron Gilad. Apparecchio da tavolo a luce diretta. Struttura in alluminio con diffusore esterno in metacrilato trasparente e diffusore LED in PC opalino. Interruttore ottico sulla base dimmerabile. n. 2 ‘Aim Small’ (design: Ronan & Erwan Bouroullec). Lampada a sospensione. Corpo in alluminio tornito in lastra verniciato, diffusore in policarbonato

(courtesy photo: Alberto Chiariglione)

Il giudizio dei Social: “Appena entrati si respira un’aria romantica ed internazionale […]. Il locale in stile berlinese è situato in una delle piazze più eleganti della città. Per un aperitivo gourmet o per un dopo cena questo è il posto migliore di Torino […]”.Caterina Musazzi, Facebook

SNODO

Web: www.snodo.com

L’illuminazione per l’area kitchen (courtesy photo: Piero Ottaviano)

Dove: ex OGR Officine Grandi Riparazioni – Corso Castelfidardo 22, Torino. Sulla spina che collega l’igloo di Mario Merz con la stazione Dora, tra il Politecnico e la stazione di Porta Susa, le OGR sono a 50 minuti da Milano, in alta velocità, e rappresentano il centro del nuovo asse di sviluppo della città.

Il proprietario Luca Boffa (courtesy photo: Piero Ottaviano)

Proprietario: Luca Boffa

 

Servizi: Ristorante, Bistrot, Bar, Cocktail Bar, Caffetteria, Social Table

Tipo di clienti: Mix

Interior Design: Gruppo Building, Boffa Petrone & Partners / Progettisti Associati

Lighting design: Boffa Petrone & Partners / Progettisti Associati, con Roberto Cutuli di Lucifero Illuminazione per le lampade/sculture (con altezza 4.500 mm), ispirate alle correnti del Futurismo, Bauhaus e Pop Art; si tratta di lampade a sospensione con sfere in vetroresina (diametro 1.200 mm) con doppio sistema di illuminazione: LED RGB per la sfera e LED bianchi intorno all’anello di metallo con controllo DALI.

Lounge bar lighting: Apparecchi per binari elettrificati. Faretti ‘Parscan’ di ERCO, luce a LED, potenze da 12 a 48 W, tc 3000 K bianco caldo e Sculture luminose (vedi sopra)

Kitchen lighting: 30 apparecchi stagni a LED standard

La zona lounge e Social Table (courtesy photo: Piero Ottaviano)

Il giudizio dei Social: “Location Esagerata – Location molto bella, curata e mai eccessiva. Personale attento e cordiale. Piatti buoni e ben presentati. Bella la carta dei vini e la scelta dei superalcolici. Esagerate le luci di Lucifero. Simpatica la soluzione #Socialtable. Ritorneremo sicuramente. Complimenti”. Giuseppe F., Tripadvisor

DULCAMARA

Web: www.dulcamararoma.it

(courtesy photo: Gabriele Burchiellaro)

Dove: Via Flaminia, 449. Quartiere Flaminio, a pochi passi da Ponte Milvio, Roma. Dal centro: autobus n°301; dalla Stazione Termini: autobus n°223; da Piazzale Flaminio: tram n°2.

Alberto Montani
Stefano Celletti

Proprietari: Stefano Celletti, Alberto Montani

Servizi: Ristorante, Lounge bar, Dopocena. Aperto tutti i giorni: 12.15 – 24.00.

Tipo di clienti: Medio-alto

La progettista Daniela Colli (courtesy photo: Gabriele Burchiellaro)

Interior design: Daniela Colli

Lighting design: Daniela Colli

Lighting:

Bar – bancone – n. 7 Sospensione ‘Beat’ (N°7), 6 ‘Fat’, 4 ‘Tall’ – collezione Light Wide by Tom Dixon, con alogene dimmerabili G9 33 Watt E.S.

Bar – bottigliera in acciaio nero: n. 4 apparecchi ad incasso ‘Laser 1 T’ di Lucifero’s, con alogena dimmerabile 1x Max 100 Watt G53 12V.

Bar – ripiani in cristallo dietro il bancone: n. 21 spot ad incasso LED di Flexa, 2 Watt.

Ristorante: n. 12 proiettori a parete ‘Estensor 1’ di Lucifero’s, con alogena dimmerabile 1x Max 100 Watt G53 12V.

Ristorante – tavoli: n. 18 sospensioni ‘Bolster’ di Modular con lampade dimmerabili GU10 50 Watt.

Ingresso e altri spazi: n. 20 spot ad incasso a scomparsa XGR 0997 di Panzeri a LED dimmerabili (lampade 8 Watt, Philips, tc 2700 K)

(courtesy photo: Gabriele Burchiellaro)

Il giudizio dei Social: “Ambiente dal sapore internazionale, design interno molto curato e caratterizzato. Cibo eccellente con un menù non convenzionale. Il plus è che puoi mangiare in qualsiasi orario. Lo Chef Domenico è fortissimo e i ragazzi in sala molto simpatici e preparati. Locale consigliatissimo”. Paolo Ippolito, Facebook

PANTALEO

Web: www.pantaleoroma.it

(courtesy photo: Luigi Filetici)

Dove: Piazza San Pantaleo 4, Rione Parione, Roma. Situato in un incantevole slargo della Roma papalina, tra Piazza Navona, la statua di Pasquino e Campo de’ Fiori, il locale prende il posto di una storica casa editrice.

I proprietari Sergio Frasca, Domenico e Giovanni Iozzi (courtesy photo: Luigi Filetici)

Proprietari: Sergio Frasca, Domenico Iozzi e Giovanni Iozzi

 

Servizi: Intrattenimento a 360 gradi: dal pranzo leggero al tè pomeridiano, dall’aperitivo al cocktail, dalla cena accompagnata da una lista di vini ampia e molto varia fino al dopocena con Dj set d’atmosfera (non sempre).

Tipo di clienti: dai 20 ai 50 anni

I progettisti di BICUADRO Architecture. Da sinistra: Valerio Campi, Lucia Catenacci, Francesco Bezzi, Massimiliano Brugia (courtesy photo: Luigi Filetici)

Interior Design: BICUADRO Architetti

Lighting design: BICUADRO Architetti

Lighting: Soluzioni custom eseguite su disegno di BICUADRO

Cantina degustazione vini – piano interrato: n. 2 apparecchi di illuminazione in metallo, fattura artigianale, realizzati da Italia Luce Design. Luce LED dimmerabile, con tc 3500 K.

Lounge Bar (piano terra): n. 20 spot a incasso, luce LED, 3500 K. N. 6 steli a sospensione, di fattura artigianale, con luce LED a 3500 K, realizzati da Italia Luce Design. Corpo centrale composto da 10 lampade con paralume in stoffa e struttura in metallo, con luce a LED 3500 K dimmerabile, lavorato artigianalmente da Max Testa Design. Showcooking (piano terra): n. 8 spot ad incasso, luce LED, 3500 K

(courtesy photo: Luigi Filetici)

Il giudizio dei Social:“Esperienza che definirei ‘sensoriale’, quella vissuta ieri sera al Pantaleo Food Wine Mixology. Locale inaugurato di recente, elegante, raffinato, ma, al contempo, caldo ed informale, evoca le atmosfere newyorkesi, in un angolo di Roma che il mondo intero c’invidia […]. Ampia la gamma di cocktail e drink proposti: il Martini in tutte le varianti è il punto di forza, da gustare chiacchierando, con un piacevole sottofondo musicale. Splendida l’idea del tavolo sociale”. Anna Rita Barbarossa, Facebook

CAFFÈ PROPAGANDA

Web: www.caffepropaganda.it

(courtesy: Caffè Propaganda)

Dove: Via Claudia 15, Roma. A due passi dal Colosseo, nel cuore della Città Eterna

Servizi: Bistrot & Cocktail Bar. Aperto dal martedì alla domenica, dalle 12.00 alle 02.00.

Tipo di clienti: Mix, con un’età media intorno ai 30 anni.

Interior Design: Bruno Guerri ed Elisa Castro Baldo Lighting design: Bruno Guerri ed Elisa Castro Baldo

Lighting: Restaurant – ‘Tolomeo Mega Parete’ (31W, LED, con tc 3000 K) di Artemide (design: Michele De Lucchi, Giancarlo Fassina). Corpo lampada in alluminio con dimmer su testa. Diffusore in raso ø 420 mm, 1800 lm.

Lampada tavoli bar: Sospensione ‘Slim’ 2W LED 2700 K, finitura in fibra di carbonio nera, lunghezza speciale 5m.

Lampada bancone bar: Sospensione, definito da serpentone in ferro di manifattura artigianale verniciato nero, sospeso con tiranti in acciaio e inserimento di n. 30 LED con tc 3000 K (1 LED ogni 30 cm.).

(courtesy: Caffè Propaganda)

Il giudizio dei Social: “Una bellissima location a pochi passi dal Colosseo e da Villa Celimontana. Arredi molto curati che mi ricordano, senza scimmiottarlo, il famoso ‘Pastis’ al meatpacking district di NY. L’occasione di un compleanno ci ha permesso di apprezzare sia la cucina che il bar, personale molto friendly e cortese, buona l’acustica come anche il sistema di illuminazione […]”. Giorgio Sgobbi, Facebook

HBTOO

Web: www.hbtoo.it

(courtesy photo: Nicola Riccardi)

Dove: Via Coroglio 156, Napoli. Vicino ex complesso Italsider, uscita tangenziale di Fuorigrotta

Il proprietario Andrea Blandini (courtesy photo: Massimiliano Salemme)

Proprietario: Andrea Blandini

Servizi: Clubbing, Musica contemporanea, Sushi bar, Fusion sushi, American bar, Restaurant, Design gallery, Communication agency, Model agency

Tipo di clienti: Fashion addicted, over 30, filantropi, professionisti, designer, giovani

Paolo Vitale, project consultant

Interior Design: mscompany.it studio di progettazione. Paolo Vitale (consultant)

Lighting design: mscompany.it studio di progettazione. Paolo Vitale (consultant)

Lighting: Club, Disco (piano terra): Impianto fisso. n. 4 Beam DTS ‘Raptor’. Consolle costruita con televisori.

Resturant, Area relax, Design gallery (primo piano): Lampada a luce calda (Kreon), diapason ontack, AR 111, black. Apparecchio riadattato su supporto in legno, a forma di L, affisso alla parete nord. ‘Arco’, di Flos by Achille & Pier Giacomo Castiglioni. Rivisitazione modello originale per produzione privata. Base in cemento, arco e portalampada in ferro battuto denaturalizzato, luce calda. Piantama, Mogg by Marcantonio Raimondi Malerba. Tavolino di legno massello, in finitura naturale, con lampada nera completa di cavo elettrico rivestito in tessuto. Luce calda. Lampada da soffitto (iGuzzini), luce calda, illuminazione conica per punti d’interesse. ADAM, produzione privata, fonte luminosa AR111 LED. Supporto orizzontale di tensione in  alluminio, portalampada in acciaio termosaldato. Luce calda per contorno tavoli da pranzo/cena.

Il giudizio dei Social: “Designer Club unico nel suo stile […]. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’ampiezza e dalla cura degli spazi arredati con gusto minimal e moderno, ma al contempo caldo, accogliente ed elegante […]”. Raffasghang Maremoto, Facebook

FLAME

Web: www.flamenapoli.com

(courtesy photo: Diego Di Donato)

Dove: Via Aniello Falcone 378, quartiere Vomero, vista panoramica, Napoli. Si
può raggiungere in auto – tangenziale usciata Vomero, oppure in metro – Linea 1, fermata Quattro Giornate

Il proprietario Davide Arnò con la moglie Monica (courtesy photo: Diego Di Donato)

Proprietario: Davide Arnó

Servizi: Lounge Bar, Dj set, Feste private

Tipo di Clienti: 25 – 40 anni. Target medio alto: laureandi, professionisti, imprenditori

Il progettista Mario Sorrentino (courtesy photo: Diego Di Donato)

Project: Mario Sorrentino

Lighting design: Mario Sorrentino

Lounge bar lighting: Applique: struttura in ottone brunito con montaggio a muro.

Elemento luce: plafoniera circolare, diametro cm 10 a LED, tc 3000 k (Philips), rivestita artigianalmente da frangia in ottone brunito.

Sospensione: tubolare sezione cm 3, al quale sono collegate 15 plafoniere circolari. Caratteristiche e materiali identiche agli altri apparecchi di illuminazione.

(courtesy photo: Diego Di Donato)

Il giudizio dei Social: “Dopo aver festeggiato i miei 40, il locale è stato da noi soprannominato ‘Fabulous Flame’. Dal cibo ai cocktail, dalla musica all’allestimento della sala, dalla qualità dell’ambiente alla bravura di Davide nel gestire i tempi ed i ritmi della serata, è stato tutto favoloso”, Claudio Caputo, Facebook

(a cura dell’arch. Elviro Di Meo)

 

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