Luce, Design & casual fine dining

..‘Attimi’ a Milano

 

Milano. Attimi’ by Heinz Beck. I dischi luminosi, con diametro 1 m (apparecchi “Discovery Vertical” di Artemide), con la loro emissione morbida e diffusa, sono l’elemento forte e caratterizzante che attraversa lo spazio (photo: Andrea Martiradonna)

L’esclusivo ristorante ‘Attimi’ è stato inaugurato nel 2018 nell’elegante CityLife Shopping District, in un’area centrale della città di Milano estesa su 32mila m² emblema della sua anima cosmopolita e segnata da elementi di profondo rinnovamento

Lo chef Heinz Beck

Il brand ‘Attimi’, legato al nome dello chef tristellato Heinz Beck, non è la prima insegna di “casual fine dining” per questo alfiere dell’alta cucina di Friedrichshafen, classe 1963: il primo ‘Attimi’ è stato infatti aperto più di un anno fa all’interno dell’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma.

A Milano lo spazio non si è riproposto in un aeroporto perché dopo alcune valutazioni l’aeroporto di Linate risultava troppo piccolo e quello di Malpensa fuori mano, mentre l’offerta di Citylife è sembrata al passo con i tempi.

La differenza con ‘Attimi’ di Roma, sostiene lo chef, è «..nel tempo di seduta del cliente, mediamente più lungo di quello di Roma», «..ma il servizio è preparato anche alla ristorazione veloce, se il cliente lo richiede». E la formula bistrot, legata ad una frequentazione diurna, è la risposta.

L’arch. Fabio Novembre

L’architetto e Interior Designer Fabio Novembre è stato scelto da Chef Express, marchio del Gruppo Cremonini di Castelvetro (Modena), per realizzare questo importante ristorante del gruppo.

Salendo alla food court, al primo piano del complesso commerciale disegnato da Zaha Hadid, nell’area ristoranti di alto livello ‘Attimi’ emerge su tutti gli altri per il suo forte impatto visivo.

Milano. Attimi’ by Heinz Beck. La zona ristorante (photo: Andrea Martiradonna)

La progettazione architettonica

Il ristorante ‘Attimi’ si articola sostanzialmente in due spazi: bistrot e ristorante più serale nella parte finale, in un perfetto connubio tra le diverse realtà che caratterizzano i due ambiti della quotidianità e della cucina di alta qualità. L’obiettivo è quello di rendere “inclusiva” l’eccellenza dell’alta cucina, non soltanto nel prezzo, ma nelle atmosfere e nel design del servizio.

Il progetto architettonico si sviluppa direttamente a partire dal concept fondamentale del locale, il Tempo, e lo tramuta in spazi per la ristorazione e la convivialità. Sul piano dell’Interior, un forte riferimento a questa tematica è dato dalla cromìa delle pareti e degli elementi all’interno degli spazi.

Convivono qui infatti due diverse anime caratterizzate da differenti tonalità di grigio: una più chiara per il bar e bistrot ed una più scura per il ristorante, come il giorno e la notte. Lungo le due aree, una scansione progressiva digradante di grandi apparecchi di illuminazione circolari a soffitto rievoca il percorso solare e unifica l’intero spazio. La rigorosità delle tinte fredde presenti nel locale è spezzata da elementi dai toni accesi che riprendono i colori vivaci dell’immagine identificativa del ristorante: il colore rosso dei tendaggi e nelle sedute della zona ristorante staccano decisamente rafforzandone l’immagine.

L’ambiente viene poi definito nel dettaglio da una serie di elementi geometrici: tra questi, i pilastri, così come il monumentale banco bar d’ingresso, composti da un ritmo di fasce di diverse dimensioni che richiamano l’andamento circolare del Tempo.

Il lighting design

I lighting designer Nicoletta Rossi e Guido Bianchi

Il progetto di lighting è a cura dello studio Rossi Bianchi lighting design.

Il tema progettuale dell’illuminazione negli spazi ristorante è molto delicato: la luce deve assecondare ed esaltare l’architettura integrandosi, ma allo stesso tempo generare l’atmosfera giusta creando luoghi che si ricordino e dove si abbia voglia di tornare.

Le zone dei tavoli soprattutto – facilmente ricollocati in base alle prenotazioni – devono comunque ricevere sempre gli illuminamenti giusti. In questo caso la temperatura colore scelta è 3000 K, con CRI 90.

Milano. Attimi’ by Heinz Beck. Dettaglio con l’illuminazione serale della zona bistrot (photo: Andrea Martiradonna)

La zona bistrot presenta un ambiente intorno più vivace nelle ore diurne quando il tempo di permanenza può essere più limitato e si dialoga comunque con la forte presenza della luce naturale (le vetrate qui sono alte 8 m), mentre è più rilassante l’atmosfera serale, confortevole nelle luminanze, per creare un luogo fatto per “staccare”, segnato dai paraventi che integrano il colore rosso e la luce insieme ai tendaggi rossi nella porzione alta delle vetrate.

La temperatura colore di 3000K esalta questi rossi, così che il locale di sera prende ancora nuova vita.

I dischi luminosi, con diametro 1 m (apparecchi “Discovery Vertical” di Artemide – design: Ernesto Gismondi, Compasso d’Oro ADI 2018), con la loro emissione morbida e diffusa, sono l’elemento forte e caratterizzante che attraversa lo spazio, abbassandosi e avvicinandosi all’utente nella zona ristorante e ribassando al tempo stesso dal punto di vista percettivo anche le proporzioni dello spazio, facendolo diventare più intimo, con una dinamicità nella parte alta che segue l’articolarsi degli spazi e delle funzioni. E’ interessante anche la percezione di questa zona dall’area esterna, per il gioco dei dischi bianchi sui tendaggi rossi.

Il soffitto è fortemente inclinato verso l’esterno, con altezze che variano dai 5 m nella parte orizzontale – dove sono collocati i sistemi a binario per l’illuminazione tecnica funzionale – agli 8 della vetrata. Un forte rigore si riscontra nelle scelte di posizionamento spaziale degli apparecchi di illuminazione “tecnici”, che seguono il passo degli infissi, e negli incassi nella parte inclinata, necessariamente orientabili per ricondurli paralleli al pavimento.

Nella parte orizzontale del plafone ( h. 5 m), i binari ad incasso con i proiettori – montati sul soffitto rigorosamente grigio – dirigono il loro flusso luminoso in parte sui tavoli lunghi, in parte sono orientati verso la porzione alta della parete caratterizzata da una fascia decorata (incassi e proiettori – di iGuzzini – presentano ottiche con angolo di apertura di 15° e una potenza media di 28 W).

Milano. Attimi’ by Heinz Beck. Nell’immagine, sono visibili i differenti livelli del plafone, con le soluzioni di illuminazione adottate (photo: Andrea Martiradonna)

Nella zona ristorante le pareti grigio scuro vedono la presenza di quadri, e su alcuni tavolini sono presenti lampade a batteria. Dal soffitto inclinato la luce è direzionata verso i tendaggi rossi della parte alta della vetrata.

La gestione degli scenari luminosi

Era necessario ottenere per questo spazio un equilibrio della luce, da un lato non troppo uniforme (e quindi poco stimolante), né troppo intensiva (con la creazione di inutili macchie luminose a pavimento al di fuori dei tavoli, spesso spostati).

L’impianto di illuminazione è interamente dimmerabile, con sistema di gestione DALI per tutti gli apparecchi: la programmazione degli scenari luminosi è stata molto complessa e ha richiesto più prove sul campo, per impostare la luce a seconda degli orari, delle stagioni, tenendo conto del forte contributo di luce naturale dato dalla grande presenza di vetrate, oltre che della luce proveniente dal centro commerciale stesso. Sono stati creati diversi gruppi di accensione, per assecondare le esigenze di tutte le ore diurne e serali.

Milano. Attimi’ by Heinz Beck. Il monumentale banco bar d’ingresso (photo: Andrea Martiradonna)

Dal punto di vista della luce, il monumentale banco bar d’ingresso, segno forte di benvenuto, è caratterizzato da un ritmo di fasce di diverse dimensioni segnate da profili incassati a luce radente che evidenzia la texture del materiale, con il logo ‘Attimi’ retroilluminato sulla fascia più alta.

Le ottiche arretrate degli incassi sul bancone rendono piacevole e senza abbagliamenti il sostare davanti ad esso, con una luce incisiva ed efficace ad alta resa cromatica (CRI 90) che raggiunge i piatti senza mai infastidire l’osservatore. Il progetto di luce per “Attimi” riassume quindi il risultato di una grande attenzione al “dosaggio” negli illuminamenti, nei puntamenti, nelle luminanze e nel colore, così come solo un grande chef può fare scegliendo i giusti ingredienti per realizzare i suoi piatti.

(a cura di arch. Giordana Arcesilai, lighting designer – Bologna)

 

RISTORANTE “ATTIMI” BY HEINZ BECK

Location: Milano – Piazza Tre Torri, Citylife Shopping District

Committente: Chef Express

Progetto di architettura e Interior Design: Fabio Novembre Studio Design team: Giorgio Terraneo, Alberto Monteverde

Lighting Design: Rossi Bianchi lighting design

Società appaltatrice: BlueRed Group S.p.A.

Superficie totale dello spazio: 290 m²

Fornitori illuminazione e arredi: Artemide, Kartell, iGuzzini, Driade, Pedrali

Foto: Andrea Martiradonna

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