Light Art e progettazione urbana

Amsterdam Light Festival. La light art scuote Amsterdam

Amsterdam Light Festival, 8th edition – “DISRUPT”. Martin Ersted, “The Ice is melting at the Pøules”-(artist impression) (courtesy: Amsterdam Light Festival)

A partire da giovedì 28 novembre fino al 19 gennaio 2020, Amsterdam ospiterà la light art internazionale e i suoi artisti per l’ottava edizione dell’Amsterdam Light Festival. Quest’anno – per la prima volta nella storia del festival – il nuovo percorso realizzato con la luce racconterà una serie di storie esclusive nella parte orientale del centro città in collaborazione con importanti istituzioni culturali di Amsterdam.

Con 650 light artist iscritti, la presenza di venti artisti affermati e di nuovi artisti emergenti provenienti da 16 paesi, gli organizzatori hanno operato la selezione dei lavori con l’obiettivo di stimolare la reazione dei cittadini e dei turisti presenti ad Amsterdam, attraverso la declinazione del tema scelto per quest’anno, “DISRUPT!”.

Anche quest’anno, i visitatori potranno confrontarsi con i lavori proposti da Amsterdam Light Festival in barca, in bici o a piedi.

Gli artisti partecipanti hanno interpretato il tema della ‘rottura’( ‘DISRUPT!’) in molti modi diversi. Alcune installazioni si propongono come interventi completamente nuovi nel panorama urbano, mentre altri trasformano l’architettura urbana esistente portando i visitatori a osservare la città da una prospettiva diversa.

In linea con il tema “DISRUPT!”, Il festival di quest’anno ha scelto per la prima volta un itinerario completamente nuovo: Oosterdok, Oudeschans, Amstel, Nieuwe Keizersgracht, Plantage Muidergracht, Entrepotdok.

Sulla facciata dell’Het Scheepvaartmuseum, il Museo marittimo di Amsterdam, l’artista danese Martin Ersted ha voluto visualizzare l’aumento del riscaldamento globale traducendo i grafici in linee laser in movimento: la combinazione dell’evidenza scientifica con la purezza e intensità della luce laser nell’opera di Ersted “The Ice is Melting at the Pøules” si traduce quindi in una performance che è al tempo stesso espressione poetica e di conflitto.

Nell’opera “Surface Tension”, gli artisti inglesi Tom Biddulph e Barbara Ryan mostrano le disastrose conseguenze del riscaldamento globale con linee minimaliste di luce bianca, trasformando un pezzo di canale in una strada allagata, con i profili di auto rimorchiate, galleggianti, segnali stradali e lampioni.

Amsterdam Light Festival, 8th Edition (“DISRUPT!”). Tom Biddulph e Barbara Ryan,”Surface Tension” (courtesy: Amsterdam Light Festival)

Nella sua opera “Nacht Tekening”, l’artista olandese Krijn de Koning gioca con le forme iconiche del famoso ‘Magere Brug’, uno dei ponti più famosi della città, permettendo al visitatore di osservarlo da una prospettiva diversa. De Koning parte dalle forme esistenti, le mischia fra di loro e le restituisce sul ponte in forma di linee luminose.

Amsterdam Light Festival, 8th Edition (“DISRUPT!”). Krijn de Koning,”Nacht Tekening” (courtesy: Amsterdam Light Festival)

Diversamente il collettivo taiwanese UxU Studio confonde i visitatori con una gigantesca bomba sospesa in aria all’Oosterdok, illuminata di blu: tuttavia, non appena il visitatore la osserva da vicino, appare visibile che questo simbolo di deregolamentazione e distruzione è costituito da migliaia di piume illuminate, annullandone i valori e trasformandolo in un oggetto dolce, romantico e persino innocuo.

Amsterdam Light Festival, 8th Edition (“DISRUPT!”). UxU Studio,”BIG BANG” (courtesy: Amsterdam Light Festival)

Per la sua installazione “Nobody” (Nessuno), Gabriel Lester ha posizionato due bracci robotici in un contenitore di vetro sul molo del NEMO Science Museum. Un robot lancia la luce di saldatura su un pupazzo che viene guidato da un altro robot, creando un gioco d’ombra sulla prua dell’edificio del museo. È un commento poetico sulla tecnologia moderna che ci circonda: l’uomo controlla o “interpreta” il ruolo del robot, ma noi siamo altrettanto interpretati dalle macchine.

Amsterdam Light Festival – 8th Edition (“DISRUPT!”. Gabriel Lester,“Nobody” (courtesy: Amsterdam Light Festival)

Programmazione culturale, formazione scolastica e attenzione alla storia della città

Collaborazioni speciali con importanti istituzioni culturali di Amsterdam hanno permesso di offrire un’esperienza più ampia del  festival in questa edizione. Durante tutto il periodo del festival, ARTIS (lo zoo) può essere visitato al buio dopo l’orario di apertura con una speciale APP. In più, l’Accademia ARTIS organizza due programmi di eventi serali sui temi della disgregazione, luce e oscurità nella natura.

Lo Het Scheepvaartmuseum lavora anche su una programmazione speciale.

Attraverso differenti progetti educativi l’Amsterdam Light Festival offre agli studenti un’introduzione giocosa alla Light Art e una piattaforma ad una nuova generazione di artisti: 850 alunni di 17 scuole elementari insieme al collettivo creativo 72andSunny e Juf op Straat hanno creato un’opera d’arte misteriosa, che cambia ogni giorno con dozzine di occhi di animali per lo zoo ARTIS.

Amsterdam Light Festival collabora inoltre con Amsterdam Smart City, la Breitner Academy e la Amsterdam School of the Arts.

Lo storico dell’architettura Irmgard van Koningsbruggen arricchisce il nuovo percorso con storie urbane che consentono ai visitatori di guardare la città, la sua storia e architettura da una prospettiva diversa. In cinque località lungo il percorso viene raccontata una storia della città a partire da un edificio illuminato o dai suoi dettagli.

Il tema “DISRUPT!” è presente in ogni storia, includendo, ad esempio, il passato degli abusivi della città, i ricordi di guerra e i drastici cambiamenti nelle visioni della città.

 

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